Recensione The Legendary Starfy

Un Platform classico, ma con una varietà di situazioni invidiabile

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  • DS

Nintendo ha regalato, negli anni, delle vere e proprie icone all'industria videoludica. Il buffo Super Mario, l'avventuriero Link, la formosa - sotto l'armatura - Samus e mille altre mascotte di brand più o meno noti sono entrate nell'immaginario collettivo, riconoscibili dai più e spesso citate nella stessa pop culture. Quando “Videogioco” non era ancora sinonimo di “Lara Croft”, ovviamente. Starfy - o Stafy - è invece uno di quei personaggi che, pur essendo nato sotto la bandiera Nintendo, non ha mai avuto la fortuna di essere apprezzato dall'audience mondiale.
Non che la saga platform omonima non fosse meritevole d'espatrio, tutt'altro!
Nato nel 2002 come platform per il precedente successo portatile Nintendo, l'ormai vetusto GameBoy Advance, “Densetsu no Stafy” si distinse a tal punto da convincere la casa di Kyoto a creare ben tre episodi basati sulla figura della tenera stellina, e ad inserire il personaggio principale nel famoso “Super Smash Bros. Brawl” come piccolo cameo all'interno del roster dei personaggi di supporto.
Il titolo, insomma, è un grande assenteista del mercato americano ed europeo - proprio come quel famoso “Sin & Punishment” riscoperto solo recentemente grazie alla fida Virtual Console di Nintendo WII. Ma il platform targato Nintendo e TOSE giunge finalmente sul mercato americano nella sua quinta incarnazione, dandoci la possibilità di testare con mano la qualità di uno dei brand più bistrattati dal reparto marketing delle testate occidentali.

“Starfy's big adventure is about to begin”

The Legendary Starfy si apre con una sequenza animata che introduce all'universo di gioco: Starfy, principe di Pufftop, benché non sia molto portato al comando, vive nel suo palazzo volante assieme alla sorella e i servitori. Una mattina il nostro eroe (di soli 7 anni) viene svegliato di soprassalto dall'arrivo improvviso di uno strano coniglio, che appare nella sua stanza. Questo, caduto dal cielo, non ha il tempo di riprendersi che viene subito aggredito da una banda di misteriosi ceffi... subito messi K.O. dal nostro Starfy che, roteando su se stesso, riesce a fermare le loro molestie ai danni del povero animaletto. Il batuffoloso coniglio, scappato dalla finestra del castello per buttarsi nel mare sottostante, attira l'interesse del piccolo Starfy, che decide così di recarsi sulla terra - e più precisamente, negli oceani - per ritrovarlo e restituirgli uno strano oggetto misterioso che sembra aver perso durante la caduta nella regale stanza: tutto questo coinvolgendo il proprio migliore amico, la riluttante ostrica Moe! Una sequela di avvenimenti lo porteranno a coalizzarsi con Bunston, il misterioso coniglio venuto dall'alto, in un susseguirsi di avventure ben congegnate.
Benché l'intreccio narrativo risulti pretestuoso, una discreta cura è stata impiegata nello storytelling, che avviene per mezzo di molte cutscene e sequenze animate disegnate a mano, in grado di strappare qualche sorriso al giocatore impegnato nella progressione, grazie il simpatico design dei personaggi e le strampalate situazioni raccontate.

“High in the sky, above the ocean...”

A conti fatti il titolo altri non è che un classico platform a meccanica di gioco bidimensionale, che strizza l'occhio a cult più blasonati come Kirby, Super Mario o lo stesso Donkey Kong Country. Ma la forza di Starfy sta nella moltitudine di situazioni ludiche che si possono trovare all'interno dei tanti livelli di gioco, inframezzati da sessioni che arricchiscono il gameplay di esperienze sempre varie e divertenti: Starfy può saltare, correre, roteare per attaccare i nemici (e fin qui, nulla di nuovo), ma anche mettersi a cucinare, ascoltare pseudo-interviste radiofoniche ai personaggi del gioco, mettersi a cercare tesori nascosti all'interno dei livelli, collezionare vestiti da indossare per sbloccare buffe scene animate, chiedere l'aiuto durante gli scontri più ardui ad un amico (sfruttando la comunicazione fra due Nintendo DS). E non è finita! Starfy può accedere ad una miriade di potenziamenti che vanno da varie trasformazioni - purtroppo limitate a determinate aree di gioco - all'arricchimento della lista delle mosse eseguibili dal nostro eroe. Lo schermo inferiore è sfruttato da servizi offerti dagli aiutanti del nostro eroe, come il radar cerca tesori dell'amico Moe (che indica la vicinanza ad un bottino nascosto) o i consigli d'indubbio valore della sirena nell'angolo “Mermaid Gossip”, capaci di correre in aiuto dei giocatori meno smaliziati nell'arte del videoludo.
La successione dei livelli avviene per mezzo di una canonica world map che prevede quattro livelli per ogni stage, al termine dei quali si presenterà il canonico boss d'affrontare; tuttavia all'interno dei livelli possono essere scovati ulteriori passaggi verso due schemi bonus, per un totale di ben sei livelli per stage. L'esplorazione avviene in chiave classica, su un'asse d'azione bidimensionale. Durante le avventure sono molteplici i comprimari che arricchiscono il simpatico cast del titolo. Come detto prima, il gioco è pieno di bonus da sbloccare attraverso l'esplorazione degli schemi, i quali non risultano meno curati del prodotto stesso, sfoggiando un ottimo level design che implementa anche due modalità d'esplorazione per il nostro protagonista. D'altronde come potrebbe trovarsi a proprio agio una stella marina sulla terra ferma? Emergendo dalle profondità marine la meccanica di gioco rallenta a favore di un gameplay da platform bidimensionale canonico - molto vicino alle meccaniche apprezzate nella serie Kirby - per poi aumentare il ritmo d'azione tornando sott'acqua.
L'implementazione di una componente ludica improntata sul multiplayer è un'ulteriore aggiunta ad un titolo che, francamente, potrebbe soddisfare i palati più esigenti già nell'esperienza di gioco in singolo, e non può essere che ben accolta. E' possibile collaborare con i propri amici durante gli scontri con i boss di fine stage in modalità cooperativa (fino a due giocatori), oppure distrarsi con i minigiochi sbloccabili, attraverso l'adempimento di determinate richieste, fino a quattro giocatori contemporaneamente, sfruttando una sola cartuccia di gioco. Fra queste ultime distrazioni citiamo “Dumpling Master”, una sorta di clone di Cooking Mama, “Depth Chargers”, un gioco di corse in salsa subacquea, “Sand Tracer”, un atipico minigame dove è richiesto di disegnare sulla sabbia (!!) e un'altra manciata di sotto-titoli divertentissimi con i quali variare l'esperienza di gioco.
The Legendary Starfy, insomma, prende tutto ciò che di buono c'è nei platform bidimensionali e lo arricchisce con la varietà ludica tipica della serie. Eppure, ed è questo uno dei difetti più evidenti, risulta fin troppo pilotato e vicino ad un target d'utenza anagraficamente giovane, scelta che ha portato gli sviluppatori di TOSE ad abbassare drasticamente il livello di sfida del titolo. L'energia a disposizione dell'eroe, fin da principio, è veramente tanta ed è addirittura possibile ampliarla collezionando, all'interno dei livelli, piccoli cuori proprio come nella serie “The Legend of Zelda”; come se non bastasse il livello di difficoltà degli scontri con i già citati boss è talmente basso da rendere quasi inutile la loro presenza. nonostante la mole, i mostri non ostacolano minimamente il cammino del giovane protagonista: la vera sfida del titolo risiede nella collezione di tutti gli oggetti, file testuali, costumi, minigiochi, livelli bonus sparsi nei livelli.

“He wasn't exactly like other princes. His head was always in the clouds!”

Il profilo tecnico di The Legendary Starfy è assolutamente positivo.
I livelli, come ribadito poco sopra, vantano un ottimo design: sono ampi, ricchi di segreti e oggetti bonus da scoprire, e caratterizzati in modo ottimale grazie ad una buona varietà stilistica che varia nel susseguirsi di location. Graficamente il titolo mette in bella mostra un ottimo 2D, che non si risparmia sprite molto grandi, specie per i boss di fine schema, risultando ottimamente caratterizzato per quanto concerne la caratterizzazione grafico-stilistica dei personaggi. L'unica mancanza è forse quella legata ad una scarsa varietà di animazioni per gli attacchi dei nemici, decisamente meno caratterizzati rispetto i protagonisti del titolo. L'esplorazione integra sullo sfondo una rappresentazione tridimensionale di ottima qualità della location a scorrimento, per dare maggiore profondità visiva alle altrimenti piatte ambientazioni bidimensionali.
I dialoghi avvengono mediante box testo ed artwork a comparsa dai due lati verticali dello schermo, in maniera molto simile ai vecchi RPG 32 bit; le scene narrative più importanti sono invece raccontate tramite animazioni disegnate a mano in uno stile conforme alla natura leggera e colorata dell'universo di gioco. Il commento sonoro non si distingue per originalità compositiva ma accompagna in modo adeguato il succedersi di schemi e livelli con toni leggeri e allegri. Gli effetti sonori campionati sono adatti alla tipologia del titolo, sottolineando la bontà caratteristica degli urletti lanciati da Starfy, il protagonista, durante l'avventura: assolutamente irresistibili!

The Legendary Starfy Il titolo TOSE è un piccolo gioiellino oldschool caratterizzato da un notevole comparto tecnico e un'ampia possibilità di varianti videoludiche. Ricco di contenuti e finemente caratterizzato, The Legendary Starfy è l'ottimo esordio della piccola stella Nintendo sul mercato occidentale. Se riuscirete a soprassedere all'effimero livello di difficoltà vi godrete uno dei platform più interessanti e colorati disponibili su Nintendo DS.

7.8

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