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Recensione The Lion's Song

Primo capitolo della serie The Lion's Song, Silence è un'avventura grafica atipica e malinconica, disponibile gratuitamente su Steam.

Versione analizzata: PC
recensione The Lion's Song
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

La più grande battaglia che ogni artista deve affrontare è quella contro la propria ispirazione: quel fatidico momento prima di comporre una sinfonia, di dipingere una tela, o di riempire l'abissale vuoto d'un foglio bianco, in cui si cerca affannosamente il calore della scintilla creativa. Quanto ardua e faticosa sia la lotta lo sa bene lo studio Mi'pu'mi Games, che affronta proprio il tema della ricerca dell'ispirazione perduta in una serie di avventure grafiche ad episodi, The Lion's Song, a metà tra il punta e clicca tradizionale e l'interactive fiction. Il primo capitolo è scaricabile gratuitamente su Steam senza alcuna limitazione, permettendoci così di avere un assaggio di quella che, a detta degli sviluppatori, si configurerà come una tetralogia, nella quale ogni puntata tratterà la storia di uno specifico personaggio alle prese con le sue inclinazioni artistiche, ed in cui le scelte effettuate all'interno di un singolo episodio influenzeranno inevitabilmente anche il destino di tutti gli altri futuri protagonisti.

SONATINE

È la musica il tema cardine del capitolo d'esordio di The Lion's Song che, paradossalmente, si intitola Silence, "silenzio". Ci troviamo agli inizi del ventesimo secolo, in una Vienna nella quale ancora non ha preso il sopravvento il baccano, incessante e martellante, della modernità. Wilma è una giovane violinista, dotata di un talento così grande da attirare le attenzioni del suo professore, Arthur, che le concede addirittura di esibirsi in un importantissimo concerto, illustre vetrina per mostrare a tutti le sue straordinarie capacità. Wilma però non riesce a concludere la sua ultima opera, oppressa dall'ansia da prestazione e dal timore di fallire. Il suo mentore, quindi, con il quale condivide letto e passione, decide di mandarla in "ritiro spirituale" in una baita sulle Alpi, dove, nel "silenzio", riuscirà forse a completare il suo capolavoro. Un po' controvoglia, Wilma s'incammina verso questo paesaggio montano, impervio ed isolato. La ragazza ha solo una settimana di tempo prima che inizi il concerto: dovrà quindi farsi ispirare da ogni piccolo, insignificante sfrigolio, da ogni minimo scroscio di pioggia, dal vento, dallo scricchiolio del legno, dal battito del suo cuore. The Lion's Song è un'avventura esistenzialista: la ricerca dell'estro perduto si trasforma ben presto in un chiaro stratagemma per indagare nell'animo della protagonista, nel suo passato, nelle sue ansie, nei suoi timori per il futuro. L'aver ambientato il gioco all'inizio del secolo scorso non è certo casuale: in un'epoca in cui non ha preso il sopravvento il baccano della tecnologia, Wilma può focalizzarsi su quei suoni che nel bombardamento assordante del regime mass mediale vengono solitamente ignorati. Anche lo squillo di un telefono, allora, invenzione ancora fresca di novità, si trasforma nell'occasione per meravigliarsi, mentre una voce calda e rassicurante all'altro capo della cornetta diviene una melodia nuova, inusuale e inaspettata. Tutte queste sfumature, a livello ludico, sono filtrate attraverso una scarnificazione delle meccaniche di gioco: non ci sono enigmi, non ci sono oggetti da combinare, non c'è un inventario.

Da questo punto di vista, The Lion's Song assomiglia di più ad un'avventura testuale, dove di tanto in tanto si può intervenire sullo scorrere lineare della storyline scegliendo diverse opzioni di dialogo. In tal modo modificheremo parzialmente la personalità della protagonista, decidendo, ad esempio, se concentrarci sulla carriera, sull'amore o sulla famiglia. Potremo inoltre interagire con gli elementi dello sfondo che fungono da "fonti d'ispirazione" per Wilma: spostando il cursore verso un punto sensibile dello scenario, quindi, selezioneremo di volta in volta alcuni rumori ambientali, dal fruscio della carta allo squillo del telefono, che rappresentano dei veri e propri "interruttori emotivi" per la giovane musicista, e la stimolano a comporre nuove sonorità. Durante un primo playthrough difficilmente ci renderemo conto di quanto il nostro modo di giocare abbia condizionato la progressione, e soltanto alla fine un'infografica ci informerà in modo schematico sulle decisioni che abbiamo preso. La naturalezza dell'avanzamento è di certo un valore aggiunto per un titolo così profondamente intimistico, tuttavia questa sua voglia di indugiare sui percorsi emotivi della protagonista si scontra con una certa superficialità di fondo, legata soprattutto alla brevità dell'esperienza. L' episodio può essere infatti completato in circa 40 minuti, e le minime varianti nelle reazioni di Wilma a seconda delle diverse scelte non stimoleranno certo a rigiocare un canovaccio che si mantiene sempre uguale a se stesso. Silence non dosa bene le tempistiche, non si prende il giusto tempo per farci interessare alla storia della protagonista ed ai suoi turbamenti, ai suoi rapporti con l'amante, il fratello o il padre: si limita soltanto ad accennare confusamente a molti temi di una certa importanza senza però approfondirne nessuno, lasciandoci quindi sul finale con un gravoso senso di incompiutezza. Non sappiamo se (ed in che modo) alcuni nodi verranno sbrogliati nei successivi episodi: nell'attesa di scoprire dunque quanto le nostre scelte influenzino i capitoli futuri, rimaniamo allora sia col beneficio del dubbio, sia con una buona dose di speranza nei confronti di una serie che sembra essere dotata delle giuste potenzialità per sorprenderci. Specialmente dal punto di vista artistico: The Lion's Song sceglie per la sua estetica una pixel art dipinta di un nostalgico color seppia, che fornisce al gioco un elegante tocco da film d'essai.

Più che il design degli ambienti, a colpire in particolar modo è l'espressività dei personaggi, le smorfie dei loro visi, il respiro affannato dei loro corpi. E in un episodio che si concentra sulla musica, infine, è il comparto sonoro, prevedibilmente, a trionfare indiscusso. Nel concerto di pioggia, sospiri e lacrime, non c'è spazio per il suono della voce: l'assenza di doppiaggio è un intelligente escamotage che da un lato sopperisce alla mancanza di fondi, e dall'altro si amalgama coerentemente con l'atmosfera e la narrazione. Le emozioni e i singulti dei personaggi sono espressi tramite la scrittura, con lettere che tremano e vibrano su schermo quando l'enfasi è accentuata: un lavoro sinestetico d'indubbia intelligenza, non sempre valorizzato a dovere da una traduzione in italiano un po' imprecisa, unica "nota" parzialmente stonata di un ottimo reparto audio. Eppure, preferiamo non lamentarci troppo della localizzazione: del resto, scoprire che un prodotto indipendente così di nicchia è stato tradotto nella nostra lingua, seppur con qualche perdonabile errore, è un lusso cui non siamo molto abituati.

The Lion's Song The Lion’s Song si presenta come un’avventura grafica piuttosto atipica, difficile da collocare in canoni specifici. Decide, infatti, di semplificare il più possibile le meccaniche di gioco per lasciar spazio alla bellezza della storia, della musica e delle sinfonie ambientali. Una scelta stilistica ponderata ed ardita, per un titolo intimistico e malinconico. Nonostante le buone intenzioni, tuttavia, Silence non riesce a trovare il giusto equilibrio tra le varie parti della sua narrazione, a causa forse di una longevità troppo ridotta, che non gli permette di approfondire al meglio la personalità della protagonista, alla quale il giocatore non ha letteralmente il tempo di affezionarsi. Un “pilot” un po’ evanescente e fumoso, che sembra solamente una dichiarazione d’intenti per quella che - almeno si spera - si rivelerà la tetralogia nella sua interezza. Silence è disponibile comunque in forma totalmente gratuita: un incentivo che potrebbe davvero “ispirare” qualche giocatore a spendere 9.99 euro per il season pass di questo nuova, peculiare ma coraggiosa, serie videoludica.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: Intel core i7, 2.80 GHz
  • RAM: 8 GB
  • GPU: GTX 760
6.2

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