Recensione The Plan

Un videogioco sperimentale dai creatori di Among The Sleep

Versione analizzata: PC
recensione The Plan
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

C’è un piano segreto e imperscrutabile per ognuno di noi. C’è un ciclo di lunghezza variabile che termina sempre e puntualmente allo stesso modo: con un punto sul margine di un foglio, con un baratro nel quale precipitare, con una linea di demarcazione da varcare. Ogni essere che occupa lo spazio di questo pianeta è chiamato a compiere una parabola discendente, e a farlo senza rendersene minimamente conto. Non è un processo volitivo, non è un impegno preso in piena coscienza: è solo un percorso che prelude all’eterna quiescenza, alla sparizione nel grande vuoto. Al silenzio.

Life

Non provate nemmeno a credere che un uomo abbia più valore di una qualunque altra forma di vita, perché agli occhi ciechi dell’universo, non c’è pensiero che appaia più inadeguato e fuori logica di questo. The Plan ve lo dimostra con la semplicità disarmante del suo concept, col ronzio vellutato di una mosca che si libra in volo verso una destinazione ignota, da cui non riuscirà più a ritrarsi. Appoggiata su un sasso, si sfrega le zampe come se non attendesse altro che partire per il suo viaggio, mentre ruota la testa stolidamente da un lato all’altro, senza osservare mai veramente niente e nessuno. Basta un vostro tocco su una delle quattro direzioni, e l’incanto dal quale sembrava rapita scemerà d’improvviso, fino a farla slanciare verso un tragitto fatto di suggestioni, simbolismi e momenti di quiete onirica. Non vi serve altro, in The Plan: le quattro frecce di una tastiera sono le uniche lettere dell’alfabeto attraverso cui spiegare all’insetto il suo scopo, attraverso cui condurre la mosca lungo il brumoso sipario davanti a cui si esibisce nel suo confuso valzer solitario. Lo sfondo grigio, fuori fuoco e mai cristallino, è metafora di ciò a cui non avete mai badato, la bellezza che vi circonda e su cui mai avete allungato lo sguardo, sempre troppo preso a focalizzarsi sui momenti che illuminano il presente. Quelli sbagliati. Tutt’attorno, a delimitare il proprio incedere sui lati, solo fitto fogliame e qualche contorno sfumato, nerastro e impalpabile.

C’è una sola via, in The Plan, e non c’è più tempo per provare a imboccare bivi, perché al vostro piano, per concretizzarsi, bastano appena cinque brevissimi minuti. Siete tutti come quella mosca anche quando non state giocando. Non avete nulla di diverso da lei. Quando un’improvvisa folata di vento la trascina via assieme a un inerme cumulo di foglie, capirete di essere impreparati e incapaci di reagire agli eventi inaspettati e alle circostanze che la vita vi para innanzi. Fa fatica, quando provate a farla volare via, ma non avete altra scelta che attendere il momento in cui la violenta sferzata si sarà placata. Ed è un viaggio apparentemente stabile e dolce, quello che farete, perché non immaginerete mai in cosa potrete incappare. Non sarete capaci di vedere il lieve lucore dei fili di una ragnatela fin quando non vi rimarrete intrappolati dentro e farete di tutto per sfuggire a quell’improvvisa condizione di immobilità e costrizione. “Non l’ho vista. Dov’era? È spuntata fuori all’improvviso”, confesserete a voi stessi. Eppure era lì, quasi in agguato, ma voi eravate troppo presi dal vostro beato svolazzare per accorgervi che un manto funereo stava lì pronto ad avvolgervi.

Existence

Vi sposterete con movimenti di una grazia muliebre e raffinata, anche quando qualche grossa foglia vi farà sentire tutto il suo peso franandovi addosso. E salirete, salirete, oltre un manto erboso sempre più fosco, oltre una foresta di conifere, mentre “The Death of Aase” di Edvard Grieg e i suoi archi sobilleranno il sospetto e il senso di sorpresa imminente. Sarete confusi, in The Plan; sarete preparati a toccare il cielo con un battito d’ali in più, fin dove nient’altro respira. Non visiterete mai uno spazio siderale che si perde nel buio e rifugge la luce, ma al contrario, è dal buio che partirete per incontrare il vostro immenso sole. Avete spiccato il volo quando ancora le zampe erano intrise di rugiada, avete ronzato tra una vegetazione vorace e persistente fino a superare ogni linea visiva umana, e avete intrapreso un viaggio astrale, dove le stelle fungono da suadente richiamo. Eppure, salendo vi accorgerete che c’è un cono di luce che va sempre più restringendosi, fino a farsi gabbia abbacinante e riflettore divino.

Gli sviluppatori norvegesi di Krillbite sanno bene perché ogni vita ha bisogno di illusioni, per alimentarsi, così come conoscono bene il tenore delle sensazioni che governano la mente di un bambino. Nel loro prossimo lavoro in arrivo, Among The Sleep, un infante fa la spola tra mondo reale e onirico; in The Plan, l’insetto intraprende quel viaggio una sola volta. Non avrete una precisa e netta sensazione al termine dei cinque minuti di gioco, ma rimarrete piuttosto con un coacervo di suggestioni difficile da districare. Ci sarà incredulità, forse addirittura sbigottimento, ma sicuramente non mancherà quella sorpresa a cui seguirà un senso di rassegnazione abbastanza profondo, capace di incupire. Sarete chiamati a scrivere qualcosa, subito dopo, e le vostre parole rimarranno per sempre scolpite su una stella, in mezzo alle altre, come una voce che si aggiunge a un muto chiacchiericcio celeste, che tenta di spiegare sommariamente quello che è il senso recondito dell’esistenza.

The Plan Non abbiate pretese giocando a The Plan, ma fatelo. Lo trovate gratuitamente su Steam e vi porterà via solo una manciata di minuti. Potreste riflettere a lungo sul messaggio che vuole trasmettere, o liquidare la questione con una scrollata di spalle. Certamente non vi lascerà indifferenti, e considerando che è esattamente questo l’obiettivo degli sviluppatori, la missione si può dire compiuta. Krillbite aveva un piano, e ha funzionato.

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