recensione The Sims 3

Il capolavoro di Maxis torna a stravolgere la vita sociale dei giocatori

The Sims 3

Videorecensione
The Sims 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • 3DS
  • Pc

La sola mancanza della celeberrima Bellavista (quartiere storico della serie fin dal primo episodio), e dei due quartieri aggiunti successivamente dal seguito, Stranizia e Verona Creek, dovrebbe già essere motivo di stupore per i milioni di giocatori appassionatisi, fin dal lontano 2000, alle vicende del simulatore per antonomasia; il più venduto e, contemporaneamente, il più audace. Del resto cosa ci può essere di più ardito di un distillato digitale della vita stessa? Nulla, e Will Wright, da visionario e, soprattutto, da smaliziato conoscitore dei bisogni del giocatore, se ne è uscito col concept-game che ha del diabolico: la negazione stessa dell'attività ludica, intesa come svago e fuga dagli impegni quotidiani.
Rivivere attraverso lo schermo ciò che ci si è lasciati alle spalle il momento stesso in cui si è premuto il tasto “Play”. Masochismo? Forse, ma visto che si parla pur sempre di uno dei maggiori bestseller di sempre del settore, forte di un consenso che ha abbracciato le fasce di pubblico più disparate, preconizzando addirittura il recente successo di Nintendo, qualcosa nel meccanismo “perverso” che muove le vite digitalizzate dei Sims dovrà pur funzionare, no?

Benvenuti nella Valle del Tramonto

Si diceva dell'eliminazione dei classici tre distretti in favore di una strutturazione meno artificiosa e limitativa, che questa volta prevede l'estensione della simulazione non più solamente all'area di pertinenza dell'abitazione posseduta dai Sims, quanto all'intera regione di Sunset Valley, una ridente cittadina costiera affacciata sull'oceano. Questa svolta, oltre a portare evidenti benefici grazie all'eliminazione dei numerosi caricamenti che in passato andavano a minare la continuità dell'esperienza di gioco, aumenta considerevolmente le opportunità a disposizione dei Sims, i quali ora saranno liberi di esplorare in lungo ed in largo sia la città, che l'ampia vallata nella quale quest'ultima è inserita. Il fatto che un'intera sezione sia dedicata al collezionismo di oggetti rari da reperire nelle locazioni più disparate, che sia prevista la possibilità di fare footing e ciclismo per migliorare la forma fisica del Sim, o ancora che ci sia l'occasione di visitare di persona le varie località cittadine (vuoi per cercare un nuovo lavoro, vuoi per andare a vedere una partita di pallone, vuoi ancora semplicemente per andare a visitare un caro vecchio amico) la dice lunga sullo sviluppo delle attività outdoor in The Sims 3, che assumono una valenza paritetica a quelle indoor. Da notare che questo considerevole aumento della scala simulativa porta con sé intrinseci e sottili cambiamenti nel funzionamento del gioco, al quale ora è demandata non solo l'esistenza della manciata di Sim di cui il giocatore si sta occupando, ma dell'intera popolazione, che condurrà una vita del tutto simile a quella dei propri Sim: mangeranno, colloquieranno, lavoreranno, si riprodurranno, dormiranno, andando a creare una dinamicità degli eventi del tutto inedita per la serie.
E se è certamente vero che in passato capitava spesso di rimanere sorpresi a fronte di rapporti causa/effetto inaspettati, l'ampliato scenario di quest'ultima iterazione crea un maggiore senso di stupore ed ilarità, proprio grazie al fascino suscitato dalla rinnovata ampiezza del “palcoscenico simulativo”. Vedere il proprio rapporto di ricerca al Municipio annullato a seguito di una manifestazione di opposizione al Nucleare, indetta dalla popolazione con tanto di cartelloni e fischi, ha un peso non indifferente in termini di solidità dell'universo di gioco, laddove la protesta avrebbe avuto luogo in ogni caso, indipendentemente dalla presenza del nostro Sim nell'edificio pubblico, piuttosto che altrove.

Voglio dunque sono


Come sia possibile fruire adeguatamente questa pullulante attività sociale, che si va ad aggiungere al già ragguardevole ventaglio di opzioni mutuate dai prequel, è presto detto: Electronics Arts ha ben pensato di rivedere il set di regole che governa l'andamento umorale dei Sims. Il primo e più radicale cambiamento riguarda il ripensamento dei Bisogni, che passano da otto a sei (fame, vescica, energia, divertimento, igiene e socialità) e assumono un ruolo più trasparente, tanto da poter essere bellamente ignorati in favore dei Desideri, che diventano in tutto e per tutto lo strumento di gestione principale. Questi ultimi, sebbene sottendano e dipendano direttamente dai Bisogni, hanno un'applicazione pratica maggiormente movimentata ed appagante, che scaccia l'alienante sensazione che il gameplay si regga esclusivamente su quella asettica manciata di barrette. Di quando in quando appariranno nel riquadro designato uno o più Desideri, i quali potranno essere attivati od ignorati, a totale discrezione del giocatore. Il passo successivo sarà chiaramente quello di esaudire l'aspirazione del personaggio virtuale, il quale, a seconda dell'esito conseguito dall'azione performata, vedrà attivare uno stato umorale peculiare (ciascuno indicato da un'icona apposita), della durata e dall'effetto variabili. La sommatoria degli effetti positivi e negativi dei vari stati umorali attivi ad un dato istante darà l'entità del comfort del Sim, sintetizzato dall'Indicatore d'Umore. A parole può sembrare molto complicato, in realtà il funzionamento del tutto è molto intuitivo e soprattutto, va ribadito, maggiormente stimolante e divertente rispetto alle impostazioni giocate precedentemente.
Ad aggiungere ulteriore pepe alla formula sono i tratti di “falloutiana”memoria ed i premi vitalizi. I primi funzionano (maledettamente bene) né più né meno come nella serie post-nucleare di Black Isle Studios, delineando in modo molto preciso la personalità del Sim, i suoi bisogni, il suo comportamento. Con un massimo di cinque in totale per personaggio e quattro categorie di tratti (mentali, fisici, sociali, stili di vita, ciascuna delle quali comprendenti decine di diverse declinazioni, di cui ne riportiamo alcune tra le più curiose: topo di biblioteca, pollice verde, tecnofobo, cleptomane, animale da festa) le combinazioni ammesse e gli stili di gioco che ne deriveranno sono davvero notevoli. I secondi sono dei bonus acquistabili una tantum, raggiungendo il costo del premio desiderato. La valuta di scambio è nientemeno che... la Felicità Vitalizia che aumenterà tanto maggiormente quanto più felice sarà il Sim. I Premi Vitalizi sono un obiettivo da non trascurare, che hanno il potere di cambiare anche drasticamente l'esperienza ludica: si va dallo sfizioso “Ospite Sensazionale” che permetterà di organizzare feste memorabili con uno sforzo minimo, ingraziandosi parenti, conoscenti e colleghi in un colpo solo, al risolutivo “Crisi di mezz'età” che darà occasione di riassegnare i tratti caratteriali nel qual caso si voglia spezzare un po' la routine, senza per questo abbandonare la propria affezionata “marionetta virtuale”.

A propria immagine e somiglianza


Una delle chiavi del successo della serie ideata da Maxis è stata senza ombra di dubbio l'assecondamento della vena creativa che è in ciascun giocatore, ma con The Sims 3 Electronic Arts si è davvero superata. Diversi tool consentono di intervenire sugli aspetti più variegati, dando un “tocco personale” a qualsiasi cosa si desideri. Immancabile ovviamente “Crea un Sim”, strumento col quale ci si può sbizzarrire sfornando esemplari dalle fattezze più strambe e singolari. Della fattibilità di definire la personalità del Sim si è già disquisito precedentemente; sesso, età, corporatura, capigliatura, aspetto, abilità, indumenti sono le variabili più prevedibili, altrettanto non si può dire dell'opportunità di impostare dettagli minuziosi quali il cibo, i colori e la musica preferiti, il timbro e la voce del Sim e, perché no, di stenderne una breve biografia. Lo stesso livello di personalizzazione è riservabile all'oggettistica, tramite la modalità “Compra”. Questa permette non solo di adornare l'abitazione di mobilia, elettrodomestici, gadgets, opere d'arte ma anche e soprattutto di editare ciascun manufatto con motivi e trame predefiniti o creati ad hoc. Infine si arriva ai tool più potenti, con la “Modalità Costruisci” modificare la dimora sarà un piacere irrinunciabile: spostando muri perimetrali o tavolati interni, intonacando o assegnando agli stessi i materiali e/o i colori ritenuti più adatti, aggiungendo piscine, cambiando la tipologia del manto erboso, così come di staccionata, fino a rimodellare la conformazione del terreno e la disposizione della vegetazione nel lotto. La casa dei sogni è ad un... tocco di click! L'ultimo strumento di editing integrato nativamente in The Sims 3 è “Modifica la tua città”. Introducendo la funzione in oggetto il manuale ufficiale dice testualmente: “Se lo stadio è il luogo più frequentato dai tuoi Sim, perché non spostarlo in una posizione più centrale?”, oltre alla quale, pensiamo, non siano necessarie ulteriori delucidazioni. In breve: un Sim-City formato ridotto compreso nel pacchetto, chiavi in mano.

Bastone & Carota

Cercando di individuare un altro aspetto vincente della simulazione per antonomasia, scaturita dall'esperienza di Maxis con l'additivo Sim-City, l'attenzione non può che cadere sul labile confine che separa il successo dal fallimento. Palese è l'indulgenza della serie verso il giocatore, la quale nonostante tutto è riuscita a mantenere il “tratto ludico” fondamentale del precursore, basato sul concetto del “chi non risica, non rosica”. Le analogie con gli opprimenti ritmi moderni si sprecano e portano spesso a riflettere sul vacuo significato di una siffatta struttura socio-economica: accontentarsi significa avere vita facile, conducendo un'esistenza nella media senza troppi rischi, ma ahimè senza aspirazioni. Di contro, dare il massimo sul lavoro, fare carriera e guadagnare somme di denaro sempre maggiori, aumentare il proprio prestigio nella società e fare dunque conoscenze illustri darà sì più soddisfazione, ma sarà altresì un impegno decisamente più gravoso, in un circolo vizioso che porterà il giocatone ad anelare alla vetta finale, simboleggiata dal cosiddetto Desiderio Vitalizio. Portiamo ad esempio la “nostra” Susan, desiderosa di diventare una “Leggenda degli Scacchi”: l'improba sfida prevede di massimizzare la statistica “Logica” e contemporaneamente raggiungere il rango di “Grande maestro di scacchi”, sconfiggendo una gran quantità di avversari, progressivamente più agguerriti. Premio finale: 30.000 punti di “Felicità Vitalizia”, coi quali acquistare alcuni tra i più potenti bonus disponibili. Al giocatore la decisione cruciale: inseguire tenacemente il sogno od accontentarsi, cullandosi nelle piccole gioie quotidiane?

Social Simwork

Proseguendo sulla rotta inaugurata da Spore, anche The Sims 3 integra funzioni spiccatamente da Social Network, che si ricollegano a doppio nodo al sito ufficiale: http://it.thesims3.com/. Filmati ed immagini sono caricabili sul suddetto portale direttamente dal pratico pannello di avvio principale, il quale permette oltre a ciò di condividere i contenuti personalizzati con altri giocatori, così come di acquistarne di inediti per mezzo dello shop online (rammendiamo che, previa registrazione, verranno corrisposti 1000 crediti gratuiti, per un valore complessivo di 12€). Non mancano blog e mail personali coi quali comunicare con altri giocatori.

Brutto & impossibile


Il quadro relativo all'ultima fatica di Electronic Arts è senza dubbio positivo, sebbene di certo tutt'altro immacolato. Le svolte apportate alle fondamenta di gioco sono importanti, ma nonostante ciò non basteranno ad avvicinare i detrattori; d'altronde si parla di una serie che non ammette mezze misure: entrare in sintonia con le sue corde significa passare decine, centinaia di ore in un universo parallelo, letteralmente; fraintenderne al contrario il linguaggio, che basa gran parte della sua attrattiva sull'immaginazione dell'astante, e fermarsi dunque alle sue fredde meccaniche di funzionamento (sì estremamente ramificate, ma allo stesso modo poco coinvolgenti a chi mangia pane e azione), nonché al suo stile visivo un po' kitsch, non farà altro che renderlo irrimediabilmente indigesto già dopo pochi minuti.
E' peraltro sull'aspetto grafico e sulla tecnologia che animano le nuove avventure dei piccoli Sim che si possono muovere le critiche più aspre. In generale The Sims 3 appare datato e provvisto di un cura sul dettaglio altalenante: si va dalla buona modellazione e dalla pronunciata espressività dei Sims, passando per l'onesto, ma tutt'altro che notevole, dettaglio riservato agli edifici, fino alla deludente resa della vegetazione e del territorio a medio lungo raggio, quest'ultimo ammorbato per giunta da un pesante pop-up. Volendo essere generosi si potrebbe dire che un tale comparto tecnico conceda un'ampia compatibilità verso configurazioni non più al passo coi tempi, e contemporaneamente permetterà ai sistemi più recenti di avvantaggiarsi con filtraggi di antialiasing e anisotropia spinti al massimo del dettaglio, con la sicurezza di mantenere una perfetta fluidità. Infine, rivolgendoci ai possessori di un sistema particolarmente all'avanguardia e di una scheda grafica Nvidia, consigliamo l'attivazione dello Screen Space Ambient Occlusion (SSAO) tramite il pannello dei driver Forceware. Ingestibile nella stragrande maggioranza dei giochi moderni, ma tranquillamente abbordabile nel caso in questione. Una magra consolazione, ma tant'è.

The Sims 3 The Sims è un gioco per molti, moltissimi, come le sue vendite stratosferiche hanno dimostrato in questi anni, ma non per tutti. The Sims 3 non è la reinvenzione della ruota, quanto piuttosto il rimescolamento di un generosissimo e consolidato mazzo di carte, ed in quanto tale ad EA va l'elogio per la buona riuscita dell'operazione di revisione che è stata compiuta, ma anche un deciso sprone a rischiare qualcosa in più, in futuro. Magari abbandonando una volta per tutte la visuale isometrica o le sue meccaniche rigidamente scriptate (per quanto, ribadiamo alla noia, impressionanti per malleabilità) in favore di un gameplay emergente, o addirittura facendo quel passo più in là da molti agognato: vale a dire architettando una modalità online di nome e di fatto.

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