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Recensione The Talos Principle: Road to Gehenna

Il first person puzzle di Croteam si espande con il primo DLC: un corposo pacchetto scaricabile che si pone come obiettivo quello di scrivere una nuova pagina dei Vangeli di Elohim.

Versione analizzata: PC
recensione The Talos Principle: Road to Gehenna
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  • Pc
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

The Talos Principle irruppe alla fine dello scorso anno sul mercato pc sorprendendo pubblico e critica con la sua imponente caratura intellettuale: i ragazzi di Croteam avevano dato vita ad un "first person puzzler" che a rompicapi sempre più machiavellici alternava disquisizioni esistenziali di matrice etico-religiosa. I Giardini di quell'Eden virtuale erano però un terreno troppo fertile perché tutti gli spunti narrativi ed enigmistici non germogliassero e producessero altri frutti. Road To Gehenna è quindi il primo, ampio contenuto scaricabile di The Talos Principle, che si accolla la responsabilità di scrivere una nuova pagina dei Vangeli di Elohim. Il titolo del DLC preannuncia inoltre il forte sovrasenso simbolico che caratterizzerà l'esperienza: secondo la dottrina cattolica, la valle di Gehenna, situata nelle vicinanze del monte Sion, è infatti identificata con la bolgia infernale, rifugio di dannati e crogiolo di peccati. Un viaggio dunque verso un "inferno" di enigmi e possibili emicranie, per trarre in salvo anime perdute o condannare la nostra, facendoci fuorviare dal dubbio e dalla tentazione. L'unica certezza che abbiamo, dal canto nostro, è che il percorso tracciato da Road To Gehenna è di quelli che vale la pena intraprendere senza indugi.

Strade perdute

Se persino un dio può peccare, allora forse non c'è davvero speranza di salvezza per nessuno. Elohim ammette, con tono sofferto, di aver commesso un grave errore, rinchiudendo chiunque si fosse opposto alla sua parola in un luogo oltre i confini del Giardino della Creatore, lontano dalla sua giurisdizione. Nel compiere simile gesto, mosso dalla tracotanza, dalla rabbia e dalla paura, ha però violato le regole di ciò che egli stesso definisce "il processo", ossia il diritto di tutte le "creature" di ascendere ad una vita superiore. Le entità ribelli che ha intrappolato sono così impossibilitate a raggiungere lo stadio superiore della loro esistenza e adempiere al proprio ruolo, sicché tutta la conoscenza che esse posseggono andrà perduta, per sempre. Consapevole del suo peccato, Elohim tenta di porvi rimedio affidando la missione di recupero dei prigionieri al suo messaggero prediletto, Uriel. Il nome (che significa "Luce di Dio") non è certamente scelto a caso, poiché appartenuto all'omonimo arcangelo delle Sacre Scritture il cui compito consisteva nel portare agli uomini la "luce" della conoscenza del Padre. Con le spoglie metalliche di questo messo celeste, sarà nostro dovere trarre in salvo tutte gli altri automi tenuti segregati e permettergli, finalmente, di ascendere nella grazia di Elohim. Le implicazioni narrative di simili premesse sono stratificate e molteplici: i rimandi alla cultura ebraico-cristiana delineano un mosaico puntellato di innumerevoli spunti di riflessione che, proprio come in The Talos Principle, si concentrano principalmente sul valore della vita e sulla libertà dei singoli individui. Ma Road To Gehenna invita a riflettere altresì sul senso di collettività, della religione intesa come illusione e "oppio del popolo", ponendo in primo piano non il destino individuale ma quello di una più ampia comunità di "fedeli", i cui dubbi possono sia contaminarci e corrompere le fondamenta di sabbia del nostro credo, sia non sortire alcun effetto, venendo addirittura epurati dalla forza della fede che anima la nostra missione di messaggeri divini. La scelta è, ovviamente, strettamente personale, e può compiersi solo attraverso i terminali con i quali interagire dopo aver liberato le intelligenze artificiali: nei computer appariranno allora nuove discussioni che, messe insieme una dopo l'altra, sembrano quasi comporre un piccolo, illuminato saggio di filosofia gnoseologica, arricchito e non svilito da immancabili cenni umoristici che aiutano ad alleggerire i sostenuti toni della "conversazione", e da alcuni mini giochi che ricordano le avventure testuali di un tempo. Road To Gehenna è quindi narrativamente prodigioso, sotto alcuni aspetti anche più del già brillante The Talos Principle, che presentava certo più sfaccettati gradi d'analisi e di lettura, ma nel cui groviglio a lungo andare c'era il rischio di perdersi. In questo DLC, invece, il livello di scrittura si mantiene sempre altissimo e costante, forte anche di una maggiore concisione che permette di evitare gravose lungaggini e prolissità.

Nel nome del padre

Ancora una volta, comunque, tutto l'impegno riposto nel comparto narrativo non ha affatto sottratto mordente ad un gameplay dalle formule ormai ampiamente rodate. Il mondo di gioco rimane suddiviso in aree esplorabili liberamente, nelle quali altre mappe di diversa estensione contengono gli enigmi che siamo chiamati a risolvere. Sono presenti in tutto quattro macro zone per un totale di 17 puzzle obbligatori, al termine dei quali non troveremo però ad aspettarci i famosi tetramini, bensì i già citati automi tenuti prigionieri. Inizieremo il nostro pellegrinaggio avendo pronti all'uso tutti i gadget che in The Talos Principle dovevamo sbloccare poco alla volta: ne consegue una curva d'apprendimento repentina e non progressiva, poiché ci troveremo immediatamente dinanzi a rompicapo dalla difficoltà considerevole, pensata proprio per chi ha già assimilato a dovere le meccaniche del gioco base. I robot si celano al solito dietro gabbie protette da pericolosi sistemi di sicurezza, tra cui bombe di prossimità, barriere d'energia, torrette laser e quant'altro. Per superarli saremo armati nuovamente del nostro fidato jammer, che disturba i sensori d'allarme e apre porte altrimenti invalicabili, nonché di altri utilissimi aggeggi che abbiamo imparato a maneggiare, come cubi per raggiungere zone sopraelevate, connettori che deviano fasci di luce e un registratore olografico che crea una copia di noi stessi con cui sincronizzare i movimenti. Quest'ultimo gadget è tuttavia lasciato un po' in disparte, ricorrendo solo in due dei 17 puzzle, e forse avrebbe meritato un po' più di spazio nell'economia di gioco affinché la progressione risultasse maggiormente omogenea. Combinare sin da subito i vari strumenti in dotazione diviene allora l'imperativo categorico per venire a capo dei labirinti tecnologici di Gehenna, costituiti da enigmi indubbiamente più elaborati della media di quelli presenti in The Talos Principle: le aree si fanno più contorte e, in alcuni casi, davvero molto ampie, caratteristica che impone un'attenta e minuziosa esplorazione. I meccanismi logico-deduttivi rimangono in sostanza sempre gli stessi, ma ne guadagnano in complessità e ci costringono ad un uso massiccio della materia grigia e del pensiero laterale.

Il verbo di Dio

Anche se The Talos Principle è completamente localizzato in italiano, Road To Gehenna non ha ancora ricevuto il dono delle lingue. Il nostro idioma non è contemplato e non sappiamo con certezza se lo sarà in futuro. Per risolvere i puzzle non è necessario conoscere l'inglese, ma per comprendere a fondo la trama dovrete leggere tantissime pagine di testo e capirle, analizzarle, interiorizzarle. Vien da sé che una buona conoscenza dell'inglese è imprescindibile ai fini di un'esperienza completa. In caso contrario, forse questo è l'unico valido motivo per non incamminarsi verso Gehenna.

La prudente decisione di Croteam di utilizzare questo contenuto scaricabile come terreno di affinamento dei ragionati ritmi ludici del suo puzzle game, spiega il motivo per cui non sia stato introdotto nessun innovativo marchingegno che offrisse maggiore varietà all'avanzamento: c'era forse troppo poco spazio per sperimentare nuove possibilità, col rischio di non farle maturare in tempo e inserirle forzatamente in un gameplay di per sé ben equilibrato sotto quasi ogni aspetto. L'elevata qualità dei rompicapi cerca di bilanciare la loro non proprio ampia quantità, anche se, considerata la difficoltà generale, è improbabile raggiungere i titoli di coda in meno di sette ore. Una longevità destinata poi ad aumentare di parecchio qualora decidessimo di raccogliere tutte le stelle opzionali per sbloccare i finali alternativi, e di dedicarci alla scoperta di tutti i divertenti easter egg del gioco. A fronte della corposa offerta ludica, il costo di circa 10 euro ci sembra dunque pienamente giustificato. Sul versante tecnico, invece, non abbiamo riscontrato veri e propri miglioramenti, se si esclude un art design che in alcuni scorci riesce davvero a togliere il fiato. Registriamo d'altro canto un deficit delle prestazioni generali, per via di tempi di caricamento a volte ingiustificabili e di un'oscillazione di frame troppo marcata. Sempre magistrale il sonoro, che utilizza gli stessi motivi epico-lirici di The Talos Principle, perfetti per enfatizzare i momenti di maggior pathos. Ogni volta che ci avventuriamo in una nuova area, inoltre, il sibilo di serpente, che ci aveva perseguitati nella nostra precedente scalata alla torre proibita, torna qui a riecheggiare nelle orecchie e nell'anima, ricordandoci che siamo tutti peccatori.

The Talos Principle: Road to Gehenna Road To Gehenna è un contenuto aggiuntivo esemplare, come se ne vedono raramente: una versione “in miniatura” di The Talos Principle che ne mantiene intatto fascino e ambizione. Potentissimo sul piano narrativo e solido su quello ludico, questo DLC perfeziona il collaudato stile di gioco del predecessore e ci costringe a migliorare le nostre capacità di ragionamento con le sue dissertazioni filosofiche d’alta scuola e con i suoi rompicapo cervellotici, crudeli, appaganti. Chiunque abbia apprezzato la sperimentazione e l’originalità del first person puzzler di Croteam non potrà far a meno di lasciarsi tentare da questo nuovo cammino verso la perdizione, la conoscenza o la salvezza, per scoprire alla fine che il peccato non è mai stato così intelligente.

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