Recensione The Tiny Bang Story

Un classico "scova l'oggetto" immerso in uno stupendo mondo immaginifico

Versione analizzata: PC
recensione The Tiny Bang Story
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Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Machinarium, la splendida avventura grafica di Amanita Design, è stata sicuramente una delle principali fonti d'ispirazione per Colibri Games, che lo scorso Aprile ha rilasciato sul mercato The Tiny Bang Story. Il registro artistico è il medesimo, caratterizzato da splendidi fondali realizzati con illustrazioni create a mano, e da un'ambientazione dai tratti surreali. Eppure, invece di un'avventura grafica "punta & clicca", di fronte abbiamo un puzzle game del genere "scova l'oggetto", che arricchisce la progressione grazie ad una serie di rompicapi piuttosto canonici. Colpo d'occhio e uso intenso del pensiero laterale saranno elementi indispensabili per addentrarci in questo piccolo mondo immaginario.

Piece by Piece

All'inizio del gioco, il pianeta di Tiny Bang va letteralmente in frantumi, a causa dell'impatto con un asteroide proveniente dallo spazio. Toccherà al giocatore esplorare i cinque livelli che compongono il gioco per recuperare tutti i tasselli e ricostruire questo piccolo mondo. Inizialmente ci troveremo dunque ad esplorare poche schermate statiche per ogni stage, alla ricerca dei pezzi del puzzle, mimetizzati tra le stupende ambientazioni. Ma per riuscire a ricostruire una nuova porzione del globo, The Tiny Bang Story richiederà anche di risolvere una serie di rompicapi, indispensabili per sbloccare nuove aree all'interno di ogni stage (che a loro volta conterranno nuovi pezzi). Dovremo ad esempio raccogliere i pioli di una scala per riuscire ad accedere al piano superiore di una torre, oppure una serie di sfere colorate per sbloccare un'insolita serratura che chiude una porta. La progressione all'interno di ogni quadro risulta abbastanza lineare e guidata: raccolti gli utensili necessari e risolto l'enigma, avremo un nuovo obiettivo da raggiungere. Al giocatore viene continuamente chiesto di ri-osservare gli ambienti con un nuovo occhio critico, per scovare elementi che prima di allora non destavano la nostra attenzione, ma che ora sono di fondamentale importanza per proseguire nell'avventura.
Il backtracking è dunque parte integrante dell'esperienza ludica di The Tiny Bang Story: un aspetto che rischia spesso di rendere la nostra ricerca a tratti noiosa e ridondante. Non aiuta il fatto che i fondali di gioco siano completamente statici, poco interattivi e globalmente modificabili solo in minima parte dalle nostre azioni.
Per quanto riguarda la gamma di enigmi da risolvere, Calibri Games propone puzzle che di certo non non spiccano per originalità: tasselli da posizionare nel giusto ordine, sequenze da memorizzare e riprodurre alla "Simon Says", e figure da ricomporre seguendo uno schema illustrato. Insomma tutto abbastanza derivativo e spesso forzato, in un contesto privo di qualsiasi nesso narrativo. Del resto, oltre alla raccolta dei pezzi dei puzzle per ricostruire il mondo di Tiny Bang, non ci sarà altro che guidi l'avanzamento all'interno del gioco: nessuna trama articolata, nessun dialogo, e neppure un finale degno che dia il giusto premio alle nostre imprese.
Un appunto è doveroso anche per quanto riguarda il sistema di suggerimenti presente nel titolo Colibri: gli aiuti saranno attivabili raccogliendo dei moscerini azzurri che svolazzeranno in ogni schermata e che riempiranno una barra posta in alto a destra. Avremo bisogno di una ventina di insetti prima di avere una mano per trovare un oggetto sfuggito ai nostri occhi: un sistema fin troppo laborioso, che di certo non invoglia a proseguire in caso di difficoltà. Se il team avesse legato il sistema di aiuti ad un timer avrebbe sicuramente stimolato di più il giocatore a cercare da solo la soluzione, nell'attesa di un nuovo suggerimento disponibile.

Arte illustrata

Se dal punto di vista ludico The Tiny Bang Story non offre dunque nulla di davvero esaltante, di tutt'altra caratura è invece l'universo artistico e il fronte visuale. Questa componente non solo è capace di realizzare un "colpo d'occhio" indispensabile per attirare l'attenzione del giocatore sul prodotto, ma riesce ad immergerci in un mondo fiabesco che offre scorci di rara bellezza e che riesce coinvolge più di qualsiasi intricata sceneggiatura. I verdi prati mossi da una brezza primaverile sono uno spettacolo delicatissimo, punteggiati da edifici dalle forme improbabili, in quello che è un modo in miniatura composto quasi "artigianalmente", fatto di strutture ricavate da bottiglie, pentole e lampioni della luce. Il peso e l'evocatività delle scenografie rendono l'esplorazione un piacere più unico che raro, grazie anche ad una splendida colonna sonora. Le tracce musicali, sebbene limitate di numero, sono sempre delicate e mai troppo invasive e ben si amalgamano alle atmosfere appena descritte.

The Tiny Bang Story The Tiny Bang Story è un prodotto di difficile catalogazione. L'esperienza di gioco risulta nettamente divisa a metà. Da un lato abbiamo un comparto ludico derivativo, poco coinvolgente, che si adagia sugli allori di dinamiche già ampiamente rodate e prive di originalità. Dall'altro canto ci ritroviamo davanti un registro artistico di rara bellezza, capace di immergerci in uno splendido mondo immaginario, e forse vero motore di tutta l'esperienza ludica. Un titolo dunque che sarà apprezzato, più che dagli amanti dei puzzle game e delle avventure grafiche, da chi si lascia trasportare emozionalmente da immagini e suoni spiccatamente evocativi.

7

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