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The Turkey of Christmas Past Recensione

The Turkey of Christmas Past è un insolito e curioso beat 'em up a tema natalizio. Attenzione: contiene gattini.

Versione analizzata: PC
recensione The Turkey of Christmas Past
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il tacchino dello scorso anno vi è rimasto sullo stomaco? State ancora masticando la carne asciuttissima dell'arrosto di zia Carmela? Avete chiesto di mangiare leggero quest'anno e un'intera tavolata di familiari vi ha riso in faccia? Bene, dal 19 dicembre potete consolarvi affettando tacchini in cotta di maglia, impersonando un gatto spadaccino.
Tutto questo non ha senso? Probabile.

Assaggia il mio trinciapollo

Sarà opera della magia del natale, della contagiosa ossessione per i gattini, o dell'omissione, nel trailer su Greenlight, di tutti i buffi rumoretti che seguono i fendenti, ma The Turkey of Christmas Past è realtà.

La storia, narrata attraverso elementari -e quasi infantili- disegni su uno scarno fondale monocromatico, è quella Tom, un comune un gatto domestico che, inseguendo un tacchino per casa, si ritrova a varcare un portale dimensionale che conduce ad un mondo fantastico, nel quale i suddetti gallinacei abbandonano il ruolo di portata principale, per vestire quello di instancabili combattenti assetati di sangue.
Ci si ritrova così, senza cutscenes di sorta, a vestire i panni di un gatto antropomorfo dall'espressione seriosa, composto, in una scintillante armatura di cuoio, in quello che sembra un action in terza persona à la Dynasty Warriors; lo scopo, essenzialmente, è il massacro continuo e ingiustificato dei poveri tacchini, per sbloccare i portali e proseguire nell'esplorazione. Il sistema di combattimento è parecchio basilare, fatto di attacchi leggeri e pesanti, trappole esplosive e bonus da accumulare. Si impiega ben poco a snocciolare tutti i contenuti, che, di fatto, sono semplicemente ripetuti per la breve durata del gioco, e anche il livello di sfida apparentemente alto finisce nella lunga lista delle delusioni, una volta scoperti un paio di utili trucchetti.

Il fantasma del cenone passato

Sebbene interessante, per le premesse strampalate e un contesto del tutto inedito, il lavoro degli irlandesi di Dinan Studios, sin dai primi istanti di gioco, appare come tutto fuorchè un prodotto finito: dagli artwork estremamente scarni all'assenza di sequenze filmate, dalla pessima ottimizzazione dell'engine all'assenza del supporto per il controller, tutto fa pensare ad uno sviluppo frettoloso.
Ed è un vero peccato, perchè sarebbe bastato inserire qualche breve cutscene, per spezzare l'azione, riportare l'attenzione del giocatore su una storia che avrebbe potuto strappare qualche sorriso in più, e concedere a qualcuno di chiudere un occhio su un sistema di combattimento tutt'altro che appagante. Nemmeno il level design, con la sua mole piuttosto intollerabile di copia-incolla e il continuo ricorrere al backtracking intensivo, l'insensato quantitativo di bug e problemi con le collisioni, l'indecifrabile sistema di salvataggio e un fastidioso effetto glow persistente, giocano a favore del titolo natalizio di Dinan Studios.

C'è qualcosa di buono in TTOCP, a parte la goliardia che regge la trama, come i modelli 3D dei nemici, discretamente realizzati, e un'interessante colonna sonora originale -che purtroppo si perde in un mixaggio fin troppo frettoloso, pieno di cambiamenti repentini-, ma non basta per coprire tutti i suddetti scivoloni, nè per permettere al titolo di reggere il confronto con qualunque altro beat ‘em up che si rispetti.
Non sarà sufficiente la rilassata aria di feste di questi giorni, quindi, nè l'anestetizzante limoncello incredibilmente alcolico della zia Carmela, per trovare la giusta pazienza necessaria a finire The Turkey of Christmas Past.

The Turkey of Christmas Past The Turkey of Christmas Past è un esordio non proprio scoppiettante per la casa di produzione indipendente Dinan Studios. Incuriosisce con qualche premessa strampalata e un immaginario piuttosto inusuale, ma finisce per deludere su quasi tutti gli aspetti, viaggiando pericolosamente fra il buffo e l’improponibile: il gameplay sin troppo ripetitivo e carente di contenuti e il desolante level design tratterranno più di un giocatore dal portare a termine l’avventura del gatto Tom. Un vero peccato, stavolta vincono i tacchini.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: Intel Core i7 4790
  • RAM: 16,0GB Dual-Channel DDR3
  • GPU: NVIDIA GeForce GTX 970
4

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