Recensione The Vanishing of Ethan Carter

Uno dei migliori thriller videoludici si affaccia sul mercato, con una eccellente struttura da avventura grafica

Versione analizzata: PC
recensione The Vanishing of Ethan Carter
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Lungo e travagliato è stato lo sviluppo di The Vanishing of Ethan Carter, non tanto per difficoltà tecniche o economiche, quanto per la storia stessa di Adrian Chmielarz, fondatore niente meno che della polacca People Can Fly (Painkiller, Bulletstorm, Gears of War 2 e Judgment). Il concept di Ethan Carter è stato infatti pensato molto tempo fa da Adrian, ma per motivi di business è stato sempre rinviato o bocciato dalle varie case di produzione. Dopo l'acquisizione del suo storico team, ora noto come Epic Games Poland, ha fondato una casa di sviluppo indipendente, i The Astronaut, che sono alla loro prima release. The Vanishing of Ethan Carter è un thriller psicologico narrato come un'avventura interattiva, che ricorda da vicino Dear Esther e, per altri aspetti, Amnesia The Dark Descent. Entreremo nei panni di Paul Prospero che, per motivi ignoti, è costretto ad indagare sulla scomparsa di un bambino nelle foreste rigoliose del Nord America. Avventura grafica, interactive novel: chiamatela come meglio credete. Ethan Carter punta tutto sull'immersione e sulla narrazione, centrando in pieno l'obiettivo.

"I vecchi sono stanchi. Il loro odio è... meno utile."

Red Creek Valley è un angolo incantevole degli Stati Uniti. Un largo fiume bagna una serie di colline coperte di conifere e sempreverdi, con qualche ponte a spezzare il panorama bucolico. Pochissime le costruzioni umane, e quelle presenti stanno venendo riassorbite dalla natura, abbandonate da anni a loro stesse.
Gli abitanti di Red Creek Valley erano persone semplici, con il solo compito di badare alla grande diga che dava energia alla regione. Gente di pochi ma saldi principi. Gente ormai scomparsa, in seguito a uno strano incidente di qualche anno fa, un incendio doloso, un triste ricordo senza più testimoni. Paul Prospero è un investigatore del paranormale: e non perchè gli piace parlare con spiriti e entità ultraterrene, ma perchè queste non lo lasciano in pace. Soprattutto quelle che hanno subito una morte violenta o non riescono a mettersi il cuore in pace, lasciandosi abbandonare al sonno eterno d'oltre Stige. Nel silenzio spezzato da qualche fruscio o volatile cinguettante, iniziamo a muovere i primi passi verso la diga di Red Creek, mentre Prospero comincia a raccontarci in prima persona alcuni eventi legati alla scomparsa di Ethan. Ben presto la realtà si confonderà con i presagi del detective protagonista, che cercherà in ogni modo di trovare il bandolo di una matassa esoterica, confusa, violenta, abominevole.

The Vanishing of Ethan Carter è forse il thriller sotto forma di videogioco meglio riuscito da molto molto tempo. La narrazione ricorda proprio Dear Esther, così come la quasi totale assenza di interfaccia, la visuale in prima persona che si distorce alterando il mondo di gioco e l'incedere lento e contemplativo attraverso panorami che mozzano davvero il fiato. Il pieno successo del titolo Astronaut è proprio dovuto al riuscitissimo connubio tra lenta esplorazione di scenari incantevoli, una trama davvero brillante dall'inizio alla fine, che tiene incollati al monitor, e infine un gameplay ricco di spunti geniali, che ben si amalgama all'onirico e surreale incedere tra spettri, ricordi e sogni.
Perchè, intendiamoci, Dear Esther non poteva essere definito "videogioco": mancava qualsiasi tipo di gameplay in senso stretto e il suo -geniale- obiettivo era quello di immergere quanto più possibile i giocatori in una storia da scoprire grazie all'osservazione dei dettagli, che lasciava il passo a sporadiche linee di testo per raccontare una triste storia. Ethan Carter invece è di fatto un'avventura grafica. L'interazione rimane comunque molto semplice, ma la nostra materia grigia dovremo farla lavorare a dovere per aver ragione degli enigmi a cui faremo fronte. Entrare nelle logiche malate delle due famiglie che abitavano Red Creek Valley sarà essenziale per superare veri e propri enigmi di deduzione logica, osservazione ambientale ed esplorazione. Tutte meccaniche che si sposano in maniera impeccabile con l'atmosfera inquietante e i bellissimi scenari. Avremo qualche nota da leggere e qualche oggetto da esaminare, i nostri poteri da utilizzare e luoghi sospetti da analizzare.

Geniale il modo in cui si svolge il tutto, ovvero tramite note a schermo, poste direttamente sugli oggetti da ricordarsi. Ad esempio osserveremo più volte scene ben poco rassicuranti, come pozze di sangue e arti mozzati. Ebbene se le esamineremo da vicino il protagonista comincerà a ragionare e a cercare di dedurre quanti più elementi possibili da quello che sta osservando. Il tutto consiste in parole che sbucano dall'oggetto come se fossero annotazioni a schermo, fino a giungere a una parola chiave che ci servirà per proseguire. Altre volte dovremo concentrarci più a lungo, entrando di fatto nella storia stessa dell'oggetto osservato e scatenando vere e proprie cutscene che ripercorrono l'uso che ne è stato fatto.
Il tutto funziona a meraviglia e il comparto tecnico d'eccezione contribuisce ad immergere i giocatori come raramente capita in un videogioco. Texture, level of detail, effetti particellari, poligoni e palette cromatica sono ai massimi livelli e non avrete grossi problemi a far girare il titolo su macchine anche non proprio recenti, posti gli adeguati compromessi.
Il sonoro gioca una parte importantissima. A seconda dei luoghi e degli oggetti che esamineremo l'audio muta nell'incedere tipico dei thriller meglio riusciti come Twin Peaks o Mystic River. Più volte ci è capitato di balzare dalla sedia per un rumore non gradito, messo al punto giusto e nel momento giusto per fare impazzire il giocatore. Ethan Carter vi sorprenderà per le trovate spiazzanti e mai banali. Ma anche quando si arriverà a situazioni già più comuni (come fuggire da qualcosa che ci insegue), saprà sempre tenervi sul filo del rasoio, ribaltando le carte in tavola poco dopo. Fino allo struggente e malinconico finale.

The Vanishing of Ethan Carter The Vanishing of Ethan Carter è un titolo imperdibile per ogni amante delle avventure ben narrate e dei thriller carichi di tensione. Rimarrete nella placida Red Creek con il respiro in gola per tutta la durata del gioco. Ma proprio la durata, purtroppo, rappresenta il suo difetto principale: la longevità si attesta tra le tre e le quattro ore. Se siete in cerca di un titolo che vi terrà incollati allo schermo per il fascino che esercitano i panorami e la splendida trama narrata, allora Ethan Carter saprà stupirvi con una struttura che avrebbe potuto rappresentare un nuovo corso per le avventure grafiche, dati gli ottimi enigmi da risolvere e l'interazione originale e brillante. Tuttavia il titolo arriva un po' corto quando, presi finalmente dal raptus risolutore di chi crede di aver capito tutto, raggiungerete i titoli di coda. Ci saremmo aspettati un altro tipo di progressione, data la qualità elevatissima dei contenuti: una trama più articolata, enigmi più arditi da risolvere e trovate ancora più pazzesche. Il setting, del resto, avrebbe potuto permetterlo senza problemi, e chi gioca lo sa e lo vorrebbe! Invece la semplicità della conclusione di The Vanishing of Ethan Carter non gli permette di spiccare il volo trasformandolo in un imperituro capolavoro. Ci dobbiamo “accontentare”, per così dire, di un thriller di rara sottigliezza, di personaggi malati e delle atmosfere cupe negli splendenti cieli di Red Creek Valley. Della storia terribile di un povero bambino, vittima di un male antico e di come ha cercato di salvarsi dalle sue grinfie. O forse c'è qualcosa di ancora più sottile dietro a una prima lettura della trama? Col cuore in gola, arriverete a svelare la verità. E forse sarà troppo tardi.

8.5

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