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Recensione The Void

Sospesi tra il regno dei vivi e quello dei morti, la nostra salvezza sarà quella di un mondo ormai allo stremo

Versione analizzata: PC
recensione The Void
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

Negli ultimi anni, in ambito PC (e non solo), varie software house stanno sviluppandoprodotti con l’intento di trascinare i videogame ben oltre il loro usuale territorio, facendoli sconfinare nell'ambiente abitato da vere e proprie opere d'arte. Basti pensare a prodotti come “The Path”, “Braid”, o alla sconfinata produzione di Indie Game per farsi un idea della situazione. Grazie a The Void, un nuovo tassello di questa “proto-rivoluzione videoludica” si aggiunge alla lista. Il gioco è sviluppato dai russi Ice-Pick Lodge, già famosi per il loro primo e controverso lavoro, Pathologic, purtroppo un po’ ignorato nello stivale. Con questa loro seconda produzione portano ancora più allo stremo la sottile differenza che ormai intercorre tra un videogioco ed un opera d'arte audiovisiva: come i suoi già citati colleghi, The Void non lascia dietro di se solo qualche ora di divertimento, ma anche molti elementi su cui riflettere, e si fa vettore di un contesto visivo ammaliante e conturbante. Ma andiamo con ordine.

Vita o Morte?

Dove andiamo una volta che abbandoniamo le nostre spoglie mortali? Ascendiamo al cielo come angeli oppure veniamo abbrustoliti in qualche girone infernale? Questa è la “semplice” domanda da cui prende spunto tutto l’incipit della nuova creazione dei visionari ragazzi russi. Un questio che rimarrà però senza risposta, perché prima di tutto, appena morti, la nostra anima si dovrà fermare nel “Void”: un luogo che esiste tra i piani dei vivi e dei defunti, e dove dovremo decidere il nostro futuro. In base a come ci comporteremo, infatti, potremmo tornare alla vita oppure restare per sempre trapassati.
Il Void, inizialmente, era la dimora di un artista, una sorta di creatore celeste, pieno di giardini ed edifici colorati; il tutto curato dalle amorevoli mani delle “Sisters”, creature nate grazie al volere della fantasia. Ma si sa: le cose belle hanno sempre una fine, e così fu anche per il nostro mondo, quando il suo creatore decise di andarsene per sempre. Con la sua dipartita iniziò lentamente anche la scomparsa del colore, e di conseguenza l’indebolimento delle flebili esistenzi che popolavano questo etereo piano astrale. Da questo caos emersero due nuove figure: i “Keepers”, con il compito di salvaguardare la vita delle Sisters, ma con l’impossibilità di generare il colore, e dei predatori che si sono lentamente ma inesorabilmente insediati in questo luogo morente.
Ma un nuovo essere sta arrivando in queste terre ormai oscure e condannate: “noi”.

Il Vuoto eterno

Dopo questa “stravagante” -ma molto intrigante- premessa, andiamo ad analizzare il succo vero e proprio di questo nuovo prodotto: come appena accennato il Void è un luogo tetro, dove non esiste quasi più nessun colore: solo qualche stentato fiore qua e là. Le poche Sisters ormai rimaste sono costrette a nascondersi ed aggrapparsi a quei lembi di cromatismi accesi, sovrastati ormai dal buio in giardini quasi morti. Lo scopo principale dell'utente è proprio quello di riportare il colore in queste lande desolate. Il colore è la risorsa principale di questo mondo evanescente, accumulandolo è possibile ridare vita ad alberi e piante, curare i preziosi alleati e combattere le temibili creature ceh attentano alla vita delle entità benefiche. L’interfaccia di gioco è molto minimale, con una visuale in prima persona dove tutti i comandi sono lasciati all’ormai collaudato duo tastiera + mouse: il movimento del nostro personaggio avviene grazie ai tasti Wasd, mentre la gestione della visuale e l’interazione con il mondo che ci circonda sono a portata di click. Inizialmente ci ritroveremo nella nostra base, denominata “Camera Oscura”, centro nevralgico di tutta l'onirica avventura: il nostro scopo sarà quello di guadagnare più colore possibile, attraverso i pochi alberi rimasti ed utilizzarlo per riportare alla vita quelli ormai morti. Inizialmente basterà spalmare una certa quantità di colore sugli alberi, per poter raccogliere, al ciclo temporale successivo, frutti pieni di tonalità accese, di tinte vitali e vibranti. Non servirà molto, poi, perchè il giocatore accumuli colore a sufficienza da intravedere la profondità strategica del prodotto Ice Peak Lodge. Una volta assorbito molto colore, questo andrà riposto nei “cuori”, e inizieranno le prime scelte sull'utilizzo che dovremo farne. Potremo trasformarlo in una sorta di cibo per le nostre amiche, oppure utilizzarlo per sconfiggere nemici. In questo secondo caso dovremo consumarne in grande quantità, tracciando con il mouse dei particolari "glifi" dall'effetto devastante. Potremo, ancora, donare la vita alle varie miniere cromatiche che si trovano nel Void, o usare la risorsa preziosa per comuncare con i Keepers. Il tutto senza scordarci che piu’ tempo passeremo nel Void, più si consumeranno i colori in nostro possesso, portandoci sempre più vicino alla “vera morte”.
Insomma The Void è un titolo in grado di suscitare strane emozioni non solo per la sua direzione artistica, raffinata e delicata ma allo stesso tempo disturbante e buia, ma anche per l'intera struttura ludica su cui si appoggia. Il viaggio nel Void trasmette una continua sensazione di instabilità, comunica in maniera esemplare la fragilità sconcertante del protagonista, la caducità di questa dimensione sull'orlo del collasso. Anche per questo, il titolo è da considerarsi un'esperienza che va ben oltre quella del classico software d'intrattenimento. La complessità di The Void, però, non è solo data da un gameplay così ricco di sfaccettature e variabili, ma anche da una trama che in molti casi mette in discussione tutte le convinzioni maturate nei primi momenti di gioco, regalandoci anche qualche spunto di riflessione importante. Certo, per apprezzare al meglio il prodotto è necessaria una certa sensibilità, altrimenti il rischio è quello di allontarasi presto e bruscamente. Ma se siete fra quelli che adorano le opere d'ingegno contorte, o l'orgogliosa originalità del panorama Indie, allora dovete necessariamente fare un salto nel "vuoto".

Tecnicamente

Visivamente il gioco, con tutti i settaggi al massimo, si comporta molto bene, con un buon campo visivo ed un’ottima cura nei particolari anche nei computer di fascia media. Ottimamente implementati anche i vari effetti particellari e di illuminazione, che ci permettono di non scendere a troppi compromessi anche con macchine un po’ più datate. Sul versante sonoro invece è tutto impeccabile: dalle musiche che creano una rara atmosfera al doppiaggio, molto inspirato, fino ad arrivare ai vari effetti ambientali che rendono ancora piu’ poetico ed unico il viaggio. Come già descritto poco sopra, i comandi sono facili ed intuitivi, e permettono un'ottima fruibilità del prodotto. Infine, per il completamento del gioco occorrono come media circa quindici ore, ma visto l’alto tasso di rigiocabilità dato dai tredici finali, molti saranno i pomeriggi che passerete davanti allo schermo.

The Void The Void è un gioco molto ambizioso e controverso, che non conosce mezze misure: o lo si ama, lasciandoci trasportare delle sue atmosfere ed emozioni, o lo si odia, abbandonandolo senza nessuna riserva, per via anche ad una curva di apprendimento molto ripida ed una difficoltà al limite del frustante. Nessuna contraddizione invece per ciò che riguarda la parte audio/visiva, che si attesta su ottimi livelli in entrambi i settori. Dedicato a tutti coloro che da un videogioco non cercano solo intrattenimento.

7.5

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