Theseus per PlayStation VR Recensione

Abbiamo indossato il PlayStation VR per immergerci in Theseus, action game che narra una versione alternativa del mito di Teseo...

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  • Pc
  • PS4
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Pensate a come sarebbe bello se, per prepararci ad un'interrogazione in letteratura greca, invece di studiare su polverosi e pedanti libri scolastici, potessimo indossare un caschetto per la realtà virtuale e teletrasportarci nel mondo antico, vivendo così in prima persona le epiche imprese narrate nei poemi classici. Bene, se studiaste in compagnia di Theseus, verreste bocciati seduta stante. L'action game degli italianissimi Forge Reply (che i più ricorderanno per Joe Dever's Lone Wolf) narra infatti una versione tutta personale del mito di Teseo, ossia l'eroe che, grazie al provvidenziale filo della bellissima Arianna, riuscì a trovare una via d'uscita dal labirinto di Creta e sconfiggere il mostruoso Minotauro. Indossando il visore di Sony, invece, verremo catapultati all'interno di una leggenda quasi del tutto diversa, in bilico tra l'horror psicologico ed il viaggio onirico. Non ci sarebbe certo nulla di male nell'assistere ad una rivisitazione delle gesta di Teseo, se non fosse che la confezione ludica della produzione si perde in un intricato dedalo di incertezze.

Odisseo, Perseo, Teseo...un sacco di "seo"!

Senza più alcuna memoria del nostro passato, ci risveglieremo dentro il celebre labirinto, guidati dalla voce di un'eterea creatura che poco dopo scopriremo essere (guarda un po'!) Arianna, tenuta prigioniera dalla famosa bestia taurina. Lo scopo, ovviamente, consisterà nel fronteggiare a viso aperto la creatura e liberare la nostra amata: ma, come ci insegnano le opere dei cantori greci, nessuna azione può definirsi "eroica" senza sacrificio. Sull'altare delle divinità videoludiche, però, questa volta ad immolarsi è il divertimento del giocatore. Nelle circa due ore che occorrono per giungere all'epilogo, infatti, l'avanzamento si mantiene sempre troppo limitato, flemmatico, ripetitivo. Anche lo scarso senso di immersività - che dovrebbe rappresentare il punto forte della realtà virtuale - non aiuta minimamente a rendere più piacevole l'avanzamento. La colpa non dipende dal fatto che Theseus sia un action in terza persona (Chronos, difatti, ci insegna che anche senza la visuale in soggettiva un prodotto in VR può dimostrarsi coinvolgente al punto giusto), bensì da un utilizzo non proprio impeccabile della regia virtuale.
Sfruttando un escamotage à la God of War, del resto, si alterneranno inquadrature fisse con campi ristretti ad altre più ariose ed aperte, in cui potremo ruotare liberamente la testa per ammirare nel dettaglio i diroccati scenari che il gioco ha allestito. Peccato che l'impressione sia quella di ammirare un museo virtuale poco interattivo, oberato qua e là da un'immagine parecchio sgranata sulla lunga distanza e da qualche "scalettatura" di troppo durante i close up.
Teseo, d'altronde, si muove in modo pachidermico e dinoccolato, avanzando rigidamente senza che l'utente mantenga il pieno controllo delle sue azioni.

La legnosità delle animazioni trova la sua manifestazione più degradante nel corso delle numerose sequenze di scalata dinamica, in cui verremo costretti da level design ad arrampicarci su superfici tremolanti che affacciano su vertiginosi burroni. Lontano anni luce dal dinamismo di Lara e persino da quello di Kratos, Teseo si aggrappa ai costoni di pietra come fosse un paralitico, aggravato inoltre da qualche glitch grafico che "interrompe" di colpo il collegamento tra i movimenti. Le sezioni più votate all'azione - se possibile - sono addirittura orchestrate in modo peggiore: armato di torcia e spada, il nostro impavido campione dovrà difendere la pelle da una combriccola di disgustosi ragni giganti, progenie informe e malefica dell'orrido Minotauro.
Le bestioline sono scioccamente spaventate dal fuoco, quindi per tenerle a distanza potrete sventolare la fiaccola sotto al loro naso, cogliendo poi il momento giusto per sferrare un fendente mortale con la lama. I combattimenti, disgraziatamente, incarnano senza ombra di dubbio la parte peggiore dell'intera esperienza. L'input dei colpi soffre di un ritardo evidente nell'affondo, e le hitbox degli attacchi sono quasi del tutto impalpabili: nel bel mezzo degli scontri fa capolino timidamente anche qualche QTE, che sostituisce le "finisher" di un qualsiasi God of War, con cui infierire sulle carcasse indebolite dei mostriciattoli. Ma le esecuzioni, tutte quasi completamente identiche tra di loro, non posseggono neanche un'oncia di virtuosismo e spettacolarizzazione.

In Theseus, insomma, si prosegue a singhiozzi, superando sia noiosissime fasi d'esplorazione, sia battaglie farraginose e dannatamente ridondanti. Fallimentare nella sua anima "adventure" ed in quella "action", il titolo di Forge Reply ritrova qualche guizzo d'epicità nelle occasioni in cui il Minotauro compare sulla scena: maestoso, potente e caratterizzato da una direzione artistica abbastanza ispirata, la creatura è il vero protagonista di Theseus, e riesce a dar lustro anche all'utilizzo della realtà virtuale.
Quando s'immette nel nostro campo visivo, la gigantesca bestia divora l'intera inquadratura, sormontandoci con fare minaccioso e quasi soffocante: è in queste istanze che il PlayStation VR ritrova la sua ragion d'essere. Per buona parte dell'avventura,d'altronde, il caschetto di Sony è relegato a semplice orpello estetico, senza mai divenire parte integrante del gameplay. I lapilli delle fiammelle che ci avvolgono di tanto in tanto, o le pareti del labirinto in rovina che ci ostruiscono la vista con l'intento di trasmetterci un leggero senso di claustrofobia, infatti, non sono null'altro che espedienti piuttosto banali e prevedibili, incapaci di emozionarci e stupirci. La causa di una simile debolezza è da ricercarsi anche in un'art design priva di verve, in cui l'ambiente svolge un ruolo di contorno, senza mai divenire preminente nella costruzione dell'atmosfera orrorifica che si respira tra le mura del labirinto. Fortuna che ad intervalli irregolari irrompe tra le rovine una colossale zampa del Minotauro, pronta a ricordarci qual è il vero motivo per cui amiamo armarci di un visore VR.

Theseus Theseus, più che un'opera mediocre, è un'occasione sprecata. Invece di beneficiare delle potenzialità immersive della realtà virtuale, il titolo di Forge Reply si propone come un action game lineare e limitato, sia nella struttura che nel gameplay. Abbandonando l'epica in favore di toni più intimi e oscuri, Theseus imbastisce una narrazione debole, breve e frammentata, in cui trova spazio un combat system decisamente obsoleto ed una progressione troppo asfissiante. Solo una discreta atmosfera orrorifica ed un'ottima raffigurazione virtuale del Minotauro riescono quindi a trarre in salvo Theseus dal labirinto della totale insufficienza.

5

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