Recensione This is the Police

This is the police è un interessante progetto indie che si fregia di un curioso mix di generi diversi: da un lato visual novel e dall'altro gestionale.

Versione analizzata: PC
recensione This is the Police
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Per anni ho servito e protetto una città schifosamente corrotta che meriterebbe di bruciare tra le più alte fiamme dell'inferno. Ho scalato le gerarchie a costo di coprire l'avidità dei potenti per salvare la facciata di istituzioni ormai marce. A sei mesi dalla pensione, proprio quando stavo pregustando il momento in cui avrei finalmente dato un calcio agli avvoltoi che iniziavano a volteggiare sopra la mia povera anima, sta andando tutto a rotoli. Cosa mi rimane? Una moglie infedele, i miei problemi di cuore, una casa che cade a pezzi, il sindaco corrotto che mi ringhia rabbioso sul collo e la criminalità organizzata che mi tratta come un cagnolino da compagnia. Nemmeno scotch, night club e sigari, fidi sodali di una vita, possono scansare la tempesta che si sta per scatenare. Il flash dei fotografi e le insistenti domande dei giornalisti, come al solito, non lasciano presagire nulla di buono. Che fare: reagire e guadagnarmi, in un modo o nell'altro, la tanto agognata pensione oppure soccombere agli eventi. Inutile negarlo, ogni uomo ha il suo prezzo e io, il mio, l'ho trovato: mezzo milione di dollari. Questa è la polizia. Da queste premesse a tinte fosche si sviluppa la vicenda umana e professionale del commissario di polizia Jack Boyd. Calvizie incipiente, pancia trasbordante e un mucchio di magagne piombate tra capo e collo poco prima della pensione, tutte faccende che dovremo cercare di gestire per non uscire di scena prima del tempo. This is the police si presenta ai nostri occhi come una splendida esperienza narrativa, capace di accorciare le distanze tra letteratura e videogame grazie a una sceneggiatura solida che supporta l'intera struttura ludica. Insomma, il titolo del team bielorusso Weappy è riuscito a sorprenderci e a incuriosirci con un'ottimo bilanciamento di tutte le sue sfaccettature. Il titolo, infatti, possiede una doppia anima che dosa in maniera sapiente elementi tipici delle visual novel d'antan con feature tipiche del genere gestionale. This is the police si è dimostrato uno degli indie più interessanti di questo periodo.

Che tipo di poliziotto sarai?

Il dramma esistenziale di Jack Boyd costituisce la chiave di volta di tutta l'esperienza di gioco; le circostanze che hanno travolto il povero commissario ci portano necessariamente a dover prendere una decisione: che tipo di poliziotto saremo? Si sa, la vita è fatta di scelte e il nostro appesantito alter ego si trova nel fuoco incrociato di una miriade di interessi tra loro contrastanti.

Da un lato, il sindaco corrotto abusa della polizia come meglio crede tenendoci sotto scacco con la minaccia dei tagli al budget o provvedimenti disciplinari; dall'altro la mafia pronta a sfruttare le nostre debolezze promettendoci "protezione" e guadagni facili in cambio dell'aiuto nella guerra che sta per rivoluzionare il sottobosco criminale. Non mancheranno altri personaggi, più o meno limpidi, che chiederanno i nostri servigi. Che tipo di poliziotto saremo? Integerrimi e incorruttibili o, al contrario, schifati a tal punto da cedere al richiamo dell'illegalità per guadagnarci la pensione senza versare i contributi? Il destino è nelle nostre mani, anche se è bene tener a mente che ogni decisione che prenderemo porterà a delle conseguenze. Inoltre, c'è pur sempre un dipartimento di polizia da governare per tenere fede a quel giuramento, "proteggere e servire", fatto tanti anni prima. Le dinamiche gestionali, insomma, si stratificano su più livelli, attraverso una gerarchia ben definita in cui le decisioni riguardanti le vicende "personali" del commissario Boyd influenzeranno la micro gestione del dipartimento di polizia di Freeburg. Rispondendo alle richieste del politico o del mafioso di turno, si sottrarranno preziose forze dell'ordine dalle strade, aumentando esponenzialmente il rischio per la sicurezza dei cittadini e conseguente attacco da parte della stampa. Ignorare gli ordini perentori del volubile sindaco, invece, provocherà tagli al budget e indagini a sorpresa degli Affari Interni con conseguenti sanzioni amministrative, sospensioni e test psico attitudinali per stabilire la nostra sanità mentale. Chiesa e sindacati si metteranno in mezzo, mentre schierarsi con un esponente criminale oppure un altro muterà i fragili equilibri del mondo criminale sommerso, con tutti gli enormi rischi del caso. Senza contare che è comunque possibile avvalersi della criminalità organizzata per qualche guadagno "extra", magari da dividere con i colleghi. Il frutto delle retate, come partite di droga o armi di contrabbando, invece di finire nel deposito della centrale possono esser date in gestione alla mafia che si occuperà della vendita, portandoci il ricavato. Insomma, una miriade di variabili da tenere in considerazione per gestire il lavoro "quotidiano".

Un giorno al Commissariato

La gestione delle giornate lavorative passa attraverso un semplice plastico della città in cui, di volta in volta, appariranno icone di colore differente che indicheranno i crimini in atto. Furti, rapine, allarmi terroristici, risse, operazioni antidroga, omicidi, suicidi e qualsiasi altra attività illegale vi venga in mente. This is the police, sotto questo profilo, presenta una varietà e una fantasia davvero encomiabili. Il giocatore gestisce le chiamate decidendo quali e quanti poliziotti inviare, tenendo sempre presente la cronica scarsità di mezzi e uomini che affligge il dipartimento.

A seconda delle situazioni sarà possibile mandare semplici agenti, detective (i quali apriranno un'indagine portandoci poi le prove), la SWAT (se disponibile) e altri rinforzi. Come dicevamo, prima di prendere qualsivoglia decisione si dovrà considerare la tipologia di emergenza, la disponibilità di agenti e le loro caratteristiche individuali come livello di affaticamento, stato di servizio, inclinazioni politiche o particolari debolezze tra cui figura l'abuso di alcool.
Ecco, proprio "l'acqua di fuoco" ci ha causato alcuni grattacapi - prevedibili - che da inflessibili tutori dell'ordine avremmo dovuto tenere in considerazione. Purtroppo, negando il giorno di riposo a un bravo agente che si era presentato al lavoro alticcio e ci aveva chiesto di potersene tornare a casa, ne abbiamo involontariamente provocato la morte inviandolo in missione. Pare si sia trattato di incidente stradale. Il team di sviluppo gioca sul legame affettivo, ci fa quasi sentire in colpa per la morte del poveretto...ma subito dopo ci pone di fronte a un'altra scelta che fa capire quanto possa essere orribile la realtà: dichiararne subito la morte, permettendo ai familiari di commemorare il caduto, oppure tenere il corpo in obitorio facendolo figurare ancora in "servizio" per intascarsi lo stipendio? Voi cosa fareste? Nella circostanza migliore, ovvero quando non succede nulla di rilevante (quante volte l'abbiamo sperato!), gli agenti tornano senza un graffio e stilano semplicemente un rapporto della missione. In altri casi, invece, la situazione può degenerare portando alla morte di agenti e civili innocenti, mentre quando i nostri uomini sono indecisi sul da farsi ci chiederanno istruzioni su come procedere attraverso quesiti a risposta multipla.
Ci sono, inoltre, le investigazioni di cui occuparsi: in questi particolari casi sulla scena del crimine dovremo inviare uno - o più - detective. Questi, dopo qualche tempo, ci porteranno un fascicolo con una probabile ricostruzione dei fatti e noi dovremo essere in grado di disporre le prove nell'ordine corretto permettendo così l'arresto dei sospetti.

I nostri successi - o fallimenti - influenzano i rapporti con gli altri attori di questa tragedia noire. Il sindaco, ad esempio, ci potrà negare un aumento del budget tagliando contemporaneamente le spese per la sicurezza costringendoci a licenziare dipendenti, oppure ci ordinerà di assumere l'inetto nipote. La mafia, infine, ci metterà a disposizione dei servizi a un prezzo "agevolato". Dobbiamo sbarazzarci di qualche poliziotto scomodo che rischia di intralciare i nostri loschi affari? Detto fatto: lo si attira in una trappola facendo in modo che sembri un incidente. Un lavoretto pulito senza destare sospetti.

Un equilibrio precario

Barcamenarsi tra il legale e l'illecito è un gioco davvero pericoloso e può condurre anche a una prematura uscita di scena del nostro protagonista. Il titolo, infatti, si presenta punitivo, ed è davvero facile commettere qualche passo falso costringendoci a riavviare il gioco. This is the police non permette il salvataggio libero, limitandosi a checkpoint automatici posti dopo la fine di ogni giornata. Ciò, purtroppo, non consente di tornare al salvataggio più consono nel caso in cui le nostre scelte, spalmate su più giorni, si siano rivelate disastrose. Il problema maggiore del titolo, però, si presenta proprio sotto il profilo del gameplay. L'esperienza di gioco che vi abbiamo descritto poco fa è matura, reale e coinvolgente, ma anche molto ripetitiva. L'interazione con il cuore di This is the police rimane confinata a dinamiche di gioco che, alla lunga, potrebbero annoiare, complice anche una schermata statica dal design minimalista che, di certo, non aiuta l'immersività.

A spezzare la monotonia ci pensa un'ottima sceneggiatura che infonde il titolo di magnifico decadentismo noire e si inserisce tra le pieghe del "quotidiano" in maniera egregia, anche se a un ritmo un po' troppo altalenante. Il design minimalista, poco azzeccato per la schermata di gioco, esplode invece in tutta la sua forza espressiva durante le fasi narrative, grazie a uno stile asciutto e spigoloso che ricorda molto da vicino una bozza grezza di uno storyboard. A sostenere la narrazione ci pensa una colonna sonora splendida (progredendo nell'avventura si possono acquistare i vinili per ampliare la collezione del protagonista) che varia da pezzi classici al jazz ruvido e malinconico sino a brani più ritmati e vivaci. Infine, il doppiaggio - in lingua inglese - si attesta su livelli qualitativi elevatissimi con un recitato tormentato che tratteggia perfettamente la personalità di ogni singolo attore, a partire dal ruvido biascicare di Jack Boyd/Jon St. John, la cui voce appare rovinata da anni di super alcolici e fumo.

This is the Police This is the police è un titolo coraggioso, originale al punto giusto ed estremamente curato dal punto di vista stilistico e narrativo. Proprio quest'ultimo costituisce l'aspetto più riuscito dell'intera offerta ludica targata Weappy, sostenendola e puntellandola proprio quando rischierebbe di barcollare. L'immenso potenziale del titolo si va lentamente a infrangere contro determinate asperità difficilmente superabili. Alcune scelte di design poco condivisibili, unite a una gestione dei salvataggi poco user friendly e alla ripetitività di fondo che affligge il gameplay tarpano le ali a una produzione che potrebbe ambire a ben altri livelli qualitativi. This is the police, comunque, rimane un titolo fortemente consigliato a tutti coloro che stanno cercando un'esperienza narrativa rara per intensità e maturità.

7.8

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