Toki Tori 2+ Recensione

SOEDESCO e Bandai Namco Italia ripropongono il puzzle game dello studio olandese Two Tribes, stavolta in versione retail per PS4.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Toki Tori 2+
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • iPhone
  • iPad
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Sul finire dello scorso ottobre, il publisher SOEDESCO, grazie a un'inedita partnership con Bandai Namco Entertainment, ha rimpinguato gli scaffali dei negozi italiani di videogame con le copie "scatolate" di alcuni dei titoli di punta appartenenti al proprio catalogo. Among the Sleep e N.E.R.O. rappresentano forse i nomi più in vista di questa apprezzabile operazione, e lo stesso ci sentiamo di dire per Toki Tori 2+, ultimo capitolo della coloratissima serie ideata dal team olandese Two Tribes, che ha di recente abbandonato le scene del gaming con l'interessante RIVE. Per chi Toki Tori 2 proprio non lo conoscesse, si tratta di quello che avrebbe potuto facilmente ambire a vero e proprio classico del puzzle game e che tuttavia, per stessa ammissione degli sviluppatori, non ha mai avuto troppa fortuna, sballottato tra console e PC senza ottenere i riconoscimenti - monetari e non - che avrebbe senza dubbio meritato. Dispiacere a parte, la recente edizione retail per PlayStation 4 è un ottimo pretesto, per noialtri, per tornare a parlarvi di questa piccola gemma di genere, che, dopo anni dal suo debutto - per la precisione, correva l'anno 2013 -, si è dimostrata tutt'altro che invecchiata male.

Pigola e sbatti

A dirla proprio tutta, una delle papabili ragioni per cui Toki Tori 2 non si è rivelato un successo commerciale nel tempo, seppur difficile da accertare, ci pare abbastanza intuibile a colpo d'occhio, ed è verosimilmente legata al suo look, che, utilizzando un eufemismo, potremmo definire come poco accattivante. Per inciso: a livello grafico il gioco non presenta in verità sbavature di sorta, pieno di soluzioni scenografiche vivaci e sgargianti, con personaggi dai modelli semplici ma ben animati e via discorrendo. Comprendiamo però che, fermandosi a una valutazione superficiale, le avventure di un pulcino che sembra il cugino depresso di quello che, durante i primi anni Duemila, attentava ai nervi degli spettatori tv con gli spot delle suonerie potrebbero spegnere la volontà d'acquisto di qualunque videogiocatore. Bisogna avere quindi il coraggio di andare oltre quella patina estetica inconsistente, di passare alla prova del pad per scoprire la reale essenza di un puzzle game che tutto è meno che pensato esclusivamente per gli utenti della domenica. Anzi, diremmo semmai l'esatto contrario. A interesse di chi ha potuto provare il primo Toki Tori, va detto anzitutto che questo seguito si discosta in maniera piuttosto radicale dalla formula enigmistica che caratterizzava il proprio precursore, piacevole ma al contempo nel pieno solco della tradizione di genere. Toki Tori 2 valica invece un bel po' di convenzioni, a cominciare dall'assenza quasi totale di qualsivoglia istruzione o linea guida relativamente a come ci si debba rapportare ai puzzle. L'eroe di giallo piumato incontrerà lungo il cammino totem luminescenti, strani salvadanai in pietra, portali collegati l'un l'altro in ordine apparentemente illogico, e soprattutto una fauna variegata fatta di rospi sputa-bolle, paguri con grosse casse al posto della conchiglia, uccelli particolarmente possessivi nei confronti delle bestioline in movimento e chi più ne ha più ne metta. Ancora, la suddivisione in stage non è subito chiara, così come la world map, che appare fugacemente nel passaggio da un portale all'altro guardandosi bene, però, dallo svelare la sua esatta conformazione. Come interagire con i numerosi elementi a video? Come raccapezzarsi in un meccanismo in-game sulle quali sfumature il software continuamente tace? Toki Tori 2 lascia a chi gioca il piacere della scoperta in quello che potremmo considerare a tutti gli effetti un gameplay esperienziale, dove cioè il fruitore apprende naturalmente il funzionamento delle meccaniche con il susseguirsi degli avvenimenti, osservando attentamente un ecosistema ludico fatto sì di poche regole, ma ricorrenti e molto precise.

Le suddette meccaniche, peraltro, sottendono a un sistema di comandi riassumibile in tre azioni semplicissime: lo spostamento laterale, il cinguettio e un possente battito di zampe sul terreno. Sul movimento c'è poco da aggiungere, se non che il pulcino procede a passo costante e non è in alcun modo in grado di saltare: prima di buttarsi giù da una superficie, è dunque bene accertarsi che sotto non vi siano pericoli quali lava o laghetti profondi, pena la morte immediata e il conseguente ritorno all'ultimo check point. Pigolare, invece, produce note lunghe e corte che, allorché inanellate in specifiche melodie tutte da scoprire, attivano abilità di aiuto molto utili per la progressione, ed è altresì importante per attirare a sé gli animali del circondario, indispensabile in termini di puzzle solving. La funzione inversa, vale a dire quella di allontanare certi esseri viventi, è infine adibita al tonfo a terra, che serve inoltre per sfondare certe piattaforme fragili e, quando bagnati, a scrollarsi l'acqua di dosso; operazione, quest'ultima, tutt'altro che fine a se stessa.

Sull'ali dorate

Benché, come abbiamo visto, non sia un'opera di genere al cento per cento convenzionale, Toki Tori 2 si configura dopo poche ore di playthrough come una sorta di bellissimo manuale di puzzle design, che più sviluppatori contemporanei farebbero bene a prendere come esempio per modellare i propri lavori. Il suo maggiore pregio è di saper coniugare un control system a dir poco essenziale con una varietà dei setting invidiabile non soltanto dal punto di vista scenico - si passa dai normali paesaggi bucolici alla cima di un vulcano, fino a una scampagnata tra le grotte oscure che non lesina sui giochi di luce e silhouette -, ma anche, e soprattutto, da quello puramente strutturale. Detto altrimenti, il level design fa un ottimo servizio ai rompicapi ambientali ideati dal team di sviluppo, rendendoli sempre piuttosto ingegnosi e mettendo l'utente di fronte a un livello di sfida medio-alto, che gode, però, di una curva di difficoltà crescente in maniera garbata e quasi mai destabilizzante. Il rischio di frustrazione non è tuttavia del tutto assente, ed è per lo più imputabile a una certa quantità di "backtracking alla cieca" che, dopo una prima fase di avanzamento molto lineare, diventa imperativo quando la mappa di gioco si svela in tutte le sue possibili ramificazioni. Effetto, come detto, di un sistema di gameplay silenzioso, che può in effetti portare a un po' di spaesamento ma che, ricordiamo, non prende per mano il giocatore per volontà manifesta. D'altro canto, il titolo distribuisce sul piatto i propri contenuti in maniera ben ponderata e, nel caso dei puzzle - sempre molto logici -, pone a schermo una quantità di elementi con cui interagire che non risulta mai sovrabbondante. Sovente, insomma, basta un po' di pensiero laterale e la gratificazione che deriva dall'uso corretto delle proprie sinapsi è spesse volte davvero impagabile.

Spendiamo infine qualche parola sulla versione "Plus" oggetto di questa recensione, che, a dire il vero, non presenta aggiunte di particolare rilievo rispetto all'episodio in forma standard. Toki Tori 2+, semplicemente, rende l'esplorazione un pizzico più snella grazie all'introduzione di alcuni percorsi supplementari, e inoltre facilita l'apprendimento delle melodie magiche per mezzo di un uccellino che, di tanto in tanto, compare lungo lo scenario e ci mostra quali e quante note concatenare al fine di ottenere l'effetto utile nel dato momento. Di quelli ad oggi disponibili - PC, Wii U e PlayStation 4 -, il porting per console fissa di casa Sony è forse il meno invitante, privato tanto dell'editor dei livelli presente su Steam quanto della compatibilità con la funzione di off-screen TV del paddone Nintendo. Il solo sistema di achievement non permette a PS4 di guadagnarsi lo scettro di piattaforma privilegiata per la fruizione di quest'esperienza, che tuttavia, anche qui, non perde una virgola della sua tangibile qualità intrinseca.

Toki Tori 2+ Anche dopo diversi anni dalla sua prima release, Toki Tori 2+ si conferma quale fantastico esponente dei puzzle game a dinamiche ambientali. Un titolo dalle meccaniche molto semplici ma ben amalgamate con l’impianto enigmistico costruito dagli sviluppatori, ricco di sfumature che emergono solo gradualmente e che, insieme, vanno a creare un prodotto ludico variopinto e impegnativo, in netta contraddizione con lo stile grafico scanzonato e un po’ infantile che lo contraddistingue. L’uscita della sua ultima versione boxata per PlayStation 4, come scrivevamo in apertura, è solo un pretesto per recuperare un’opera di genere che avrebbe di sicuro meritato maggiore considerazione. Così come Two Tribes, la cui dipartita come software house ci auguriamo non freni i suoi singoli professionisti dal cimentarsi in altri lavori futuri, magari al servizio di altre etichette.

8

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