Recensione Tomba!

Un remake in alta definizione assolutamente dovuto

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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Capolavori perduti

Per chiunque l’ha vissuta in prima persona, l’epoca della prima Playstation rappresenta uno dei periodi -videoludicamente parlando- più felici ed entusiasmanti. Denso di capolavori senza tempo e prodotti destinati a influenzare pesantemente la storia del nostro hobby preferito, il catalogo della console era fin troppo ricco e strabordante perché qualcosa non si perdesse, ingiustamente, per strada.
Tra un Resident Evil, Metal Gear Solid e Silent Hill era inevitabile che qualche videogioco, per quanto meritevole fosse, venisse soffocato e affossato nel marasma di killer application che affollavano continuamente il negozio di videogiochi di fiducia.
Tombi! rientra indiscutibilmente in questa categoria di sfortunati ma eccelsi titoli. Sviluppato dalla sconosciuta Whoopee Camp, approdò in Europa nel 1998. Acclamato dalla critica e lodato oltremodo da chi ebbe il piacere di giocarlo, divenne una vera e propria leggenda viste le sue scarse vendite e la difficoltà nel reperirne una copia.
Fortunatamente, grazie al digital delivery, Sony ha ben pensato di riproporre il capolavoro sul PSN. Per ragioni inspiegabili, il gioco è attualmente disponibile solo su Playstation 3 e PSP, in attesa dell’adattamento per PS Vita che dovrebbe avvenire a giorni, e solo nella sua edizione statunitense: sprovvista della lingua italiana e venduta con il titolo di Tomba!.
Dopo un lunghissimo e nostalgico playtest siamo in grado di dirvi come e quanto sia invecchiato il simpatico selvaggio dai capelli rosa.

Nessun lupo cattivo: solo sette maiali malvagi

Tomba! è un platform 2D che ricalca, o anticipava a seconda dei punti di vista, la formula dei Metroidvania. Raccogliendo specifici oggetti e imparando nuove abilità, il giovane e selvaggio protagonista dell’avventura sarà in grado di esplorare zone poc’anzi inaccessibili, veicolando l’utente in necessarie ma mai noiose fasi di backtracking.
La simpatica ma volutamente debole trama è riassumibile in poche parole: tentando di salvare un uomo in difficoltà, al nostro viene sottratto il suo prezioso bracciale d’oro regalatogli dal nonno, da un gruppo di maiali malintenzionati. Dopo aver mosso i primi passi, un saggio centenario ci aggiornerà sulla presenza di sette Maiali Malvagi che oltre a sconvolgere e gettare nel panico il mondo intero, hanno il vizio di rubare ogni oggetto d’oro. Il prezioso manufatto di Tomba è sicuramente caduto nelle loro mani e il ragazzo si vede costretto a partire per un lungo viaggio di ricerca e vendetta.
Non aspettatevi un plot che si prende sul serio: i toni della vicenda, protagonista stesso e personaggi in cui si imbatterà strada facendo, sono caratterizzati da una forte ironia di fondo. Il selvaggio si esprime solo tramite esagerate espressioni facciali; improbabili aiutanti non perderanno occasione per ingarbugliare ulteriormente le cose e persino i “temibili” maialini susciteranno ilarità con goffe movenze e incontrollabili grugniti. Vi capiterà piuttosto spesso di ridere a crepapelle insomma.

In termini di gameplay, Tomba! si presenta come un platform 2D che rinuncia alla divisione in livelli, sostituendola con un unico mondo esplorabile location dopo location. La vicinanza ai più moderni Castlevania, si pensi ad esempio a quelli pubblicati su Nintendo DS, si palesa anche nella già citata possibilità di esplorare altre zone con il progressivo potenziamento dell’avatar. Nuove armi e capacità vi spingeranno a tornare sui vostri passi in cerca di tesori nascosti o passaggi prima invalicabili. I calzoncini rosa, ad esempio, vi permetteranno di saltare più in alto, mentre imparare a nuotare convincerà un nerboruto PNG a lasciarvi passare.
Dovrete quindi costantemente confrontarvi con un level design che non spinge eccessivamente l’acceleratore sulla componente platform, e che di per sé non riesce a reggere il passo con i nomi più blasonati del genere; ma non per questo appare disprezzabile o poco impegnativo. Anzi il titolo si dimostra generosissimo di strade secondarie e anfratti nascosti, dimostrando una discreta complessità strutturale. A discapito delle apparenze, il primitivo Tomba dovrà attraversare ogni scenario con il cervello sempre attivo nel tentativo di superare gli ostacoli che gli si pareranno di fronte.
Nel corso dell’avventura, inoltre, vi imbatterete in tutta una serie di quest e sub-quest che spesso mescoleranno il normale platforming con il fine puzzle solving. La misteriosa richiesta da parte di un personaggio di aiutarlo nell’arte della recitazione, può essere assolta solo dopo essersi imbattuti in alcuni funghi dai particolari poteri. Una rana vi chiederà di essere ricondotta nel suo habitat naturale e starà a voi immaginare dove possa trovarsi casa sua.
Allo squisito level design si aggiunge anche una buona varietà nei nemici che affronterete. Oltre ai maiali ci saranno tutta una serie di bestie più o meno fameliche, compresi i temibili boss di fine livello che non si faranno troppi problemi ad attaccarvi. L’avatar potrà fare uso di una breve lista di armi, tra cui boomerang e mazzafrusto, oltre che della capacità di saltare addosso ai malcapitati e lanciarli nella direzione desiderata.
Il risultato è un gioco mai scontato, sempre frizzante e per nulla lineare. Anche le fasi di backtracking, snellite da portentosi manufatti che vi permetteranno di raggiungere istantaneamente alcune location, sono vivacizzate dall’inserimento di nuovi elementi utili a mantenere alto l’interesse dei videogiocatori.
Certo, nel 2012 il tutto appare meno sorprendente di come fu all’epoca. La semplice possibilità di muoversi sui diversi livelli di parallasse è un’idea che sa di già visto, ma nel 1998 era una feature da sola in grado di ampliare a dismisura le possibilità del gameplay.

Non mancano poi piccole sbavature, che se in passato si faticava a notare, oggi risaltano maggiormente.
Tanto per cominciare il sistema di controllo tradisce l’età di Tomba!. Se regala uno squisito gusto retrò il dover obbligatoriamente giocare con la croce direzionale, il controllo dell’avatar, soprattutto nelle prime fasi in cui le abilità del nostro sono piuttosto limitate, vi sembrerà poco fluido e lievemente difficoltoso. Pur non influenzando pesantemente l’esperienza di gioco, vi capiterà di cadere in un burrone una volta di troppo, abituati come sarete a platform ben più reattivi e precisi.
Inoltre i tempi di caricamento tra i menù e le diverse location sono rimasti pressoché immutati. E’ vero che nell’epoca della banda larga l’impazienza per i tempi morti si è dilatata rispetto al 1998, ma una lieve ottimizzazione del codice in questo senso avrebbe sicuramente giovato.
Graficamente lo stile adottato da Whoopee Camp è invecchiato pochissimo. I colori sgargianti degli scenari brillano come allora e le ottime animazioni dei personaggi si lasciano apprezzare. Come se non bastasse, sia su PSP che PS3 la definizione dell’immagine si difende piuttosto bene. Va da sé che su grandi LCD i pixel tendono a diventare piuttosto grandi, ma su schermi più contenuti, come lo è quello del portatile Sony, la bassa risoluzione natia del videogioco non si noterà eccessivamente.
Buono, anche se non eccelso, il sonoro. Le musiche che accompagneranno le scorazzate del selvaggio sono orecchiabili e i versi di protagonista e nemici riempiranno spesso la stanza in cui state giocando.
Parlando di longevità, Tomba! si compone di circa 120 quest. Alcune di queste sono completabili nel giro di pochi minuti, mentre altre richiederanno ben più impegno. Quelle non facoltative, necessarie per riottenere il bracciale d’oro e sconfiggere i sette maiali malvagi, sono circa la metà. In altri termini il gioco vi impegnerà per una quindicina di ore minimo, un tempo più che sufficiente tanto più se si considera il prezzo vantaggiosissimo: solo 3,99 euro.

Tomba! Tomba!, sebbene non sia più in grado di sorprendere come seppe fare nel lontano 1998, è tutt’ora in grado di appassionare grazie al gameplay diviso tra puzzle solving e fasi di puro platforming e far sorridere per la comicità di protagonista e “temibili” avversari. L’affare è assolutamente da fare se siete appassionati al genere, soprattutto considerando il prezzo vantaggiosissimo: 3,99 euro che per un gioco dalla durata di una quindicina d’ore sono davvero una bazzecola. Qualche perplessità c’è, soprattutto nel sistema di controllo, e non è detto che tutti troveranno attuale e gradevole l’allegra scampagnata del selvaggio dai capelli rosa, ma Tomba! è e resta uno dei migliori giochi del catalogo della gloriosa PS One.

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