Q&A Nintendo Switch Adesso online

Domande e Risposte sulla nuova console Nintendo!

Recensione Toukiden: The Age of Demons

Omega Force ci porta a caccia di demoni sulla piccola PS Vita

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Toukiden: The Age of Demons
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Sono sempre di più i giocatori abituati ad armarsi di giganteschi spadoni, aggirarsi in arene immense e affrontare titaniche creature per il solo gusto di sentirsi i migliori cacciatori in circolazione. Vero e proprio sotto-genere nato da una costola degli action RPG, l'Hunting Game “alla Monster Hunter”, dopo il grande successo in Giappone, è stato sdoganato anche dalle nostre parti da diverso tempo. Nonostante sia impossibile non aver mai sentito parlare dei migliori esponenti del genere, vuoi per meccaniche di gioco che non perdonano approcci superficiali, vuoi per il combat system generalmente complesso, solo pochi utenti riescono a superare lo scoglio iniziale e a godere a piene mani di titoli simili.
A nove mesi dall’ottimo Soul Sacrifice, primo rappresentante del genere ad esordire su PS Vita, giunge dalle nostre parti Toukiden: The Age of Demons. La creatura di Omega Force, software house responsabile del brand di Dynasty Warriors, conferma in sede di recensione tutte le impressioni già sottoscritte nell’ampio hands-on di qualche giorno fa. Il debito nei confronti di Monster Hunter è altissimo, persino il setting richiama chiaramente la fortunata serie di Capcom, e non manca qualche pecca nel gameplay che mortifica le coraggiose ambizioni della produzione. Eppure è difficile staccarsi dal portatile, soprattutto se si è tanto fortunati da trovare amici affiatati (e altrettanto abili) con cui condividere una manciata di missioni. Sebbene l’action RPG di Keiji Inafune resti il punto di riferimento su PS Vita, Toukiden ha più di una freccia nella sua faretra con cui può fare breccia nei cuori degli appassionati del genere.

Oni contro Slayer

Il Giorno del Risveglio è impresso nelle menti dei pochi che hanno avuto la sfortuna di viverlo in prima persona. Sebbene la battaglia con gli Oni, demoni dalle più disparate forme e dimensioni, non abbia mai conosciuto tregue, fu a partire da quel triste evento che la storia dell’umanità venne sconvolta per sempre. Senza una ragione precisa, ci fu una gigantesca invasione di mostri che distrussero buona parte del pianeta e costrinsero i pochi sopravvissuti a barricarsi in villaggi fortificati che, tra mille minacce e problemi, cercano di resistere. L’ultima arma rimasta per combattere una guerra sempre più a senso unico è rappresentata dagli Slayer: corpo di soldati addestrati che con caparbietà e coraggio affrontano costantemente gli Oni. Tutti i giorni si contano le perdite e la speranza si affievolisce in un clima sempre più teso e cupo. In questo sconfortante quadro si inserisce l’eroe di turno, prontamente creato su misura grazie all’editor piuttosto rudimentale, che poco a sorpresa ribalterà la situazione sfruttando al meglio le sue innate abilità straordinarie.
Il plot, senza mezzi termini, è di una banalità quasi sconcertante. Chiunque abbia un minimo d’esperienza saprà prevedere ogni singolo avvenimento con ampio margine. Priva di pathos, ma ricca di colpi di scena ampiamente telefonati, la trama è senza alcun dubbio l’aspetto meno curato della produzione. A rendere la vicenda meritevole di essere seguita ci pensano, fortunatamente, i tanti personaggi che incontrerete lungo il percorso. Si tratta di altri Slayer che, esattamente come e con voi, si opporranno agli Oni in ogni modo possibile. Dall’energumeno di poche parole alla fanciulla tutta curve e paroline dolci, si tratta di comprimari estremamente stereotipati, eppure la cosa non infastidisce affatto. E’ vero che il ritmo della sceneggiatura è quanto di più nipponico si possa immaginare, ma il cast è sufficientemente ampio e ben amalgamato. Affezionarsi ad alcuni personaggi è inevitabile, e la voglia di vedere come andrà a finire per noi e i nostri compagni, nonostante la prevedibilità del plot, diventa naturale.

A tenere vivo l’interesse del videogiocatore collabora poi il ricercato art design. Gli Oni si ispirano alla mitologia nipponica, gli Slayer sfoggiano armi e abiti meravigliosi, le ambientazioni mostrano un mondo insieme splendido e sfigurato dalla guerra. Anche i questo senso Toukiden fa poco per celare la sua fonte d’ispirazione: in alcuni casi vi sembrerà di muovervi in scenari già visti in Soul Sacrifice; alcuni mostri ricordano i colleghi combattuti in God Eater. Tuttavia il lavoro svolto dagli artisti di Omega Force è notevole e apprezzabilissimo.
Dal punto di vista della struttura di gioco, il modello di riferimento è invece un altro: il già citato Monster Hunter. Il villaggio che il nostro Slayer dovrà difendere funge, come di consueto, da gigantesco hub per la gestione del personaggio. I pochi concittadini vi affideranno quest secondarie ed elargiranno preziosi consigli. Un altare, in cui sacrificare parte del bottino guadagnato, vi restituirà ricompense che potrebbero tornarvi utili. Il fabbro è indispensabile per potenziare armi e armature quando raggiungono un determinato livello d’esperienza e per forgiarne di nuove con i giusti materiali. In questo senso il crafting è meno esasperato del solito: gli “ingredienti” da reperire generalmente non sono molti e difficilmente si mette in moto il circolo virtuoso che spinge l’utente a continue esplorazioni degli scenari per racimolare progressivamente il necessario.
Non manca neanche il droghiere, da cui acquistare pozioni per restaurare la salute, e la sensitiva: esperta a cui è affidata la gestione dei Mitama, feature che più di ogni altra caratterizza il titolo.
Anime di Slayer uccisi e imprigionati nel corpo di alcuni Oni, i Mitama possono essere abbinati all’arma equipaggiata, donando al personaggio quattro abilità speciali differenti. Potenziabili utilizzandoli in battaglia, o al prezzo di un’onerosa quantità di denaro, rappresentano il quid del combat system di Toukiden.
Esattamente come detta la tradizione del genere, non mancano lance, spadoni, archi, mazze chiodate e quant’altro. Ogni strumento di morte predilige un approccio diverso allo scontro, ma sin dal primo combattimento si respira chiaramente l’anima maggiormente action. La barra della stamina si consuma solo attivando la corsa e la schivata, lasciando il giocatore libero di esibirsi in rapidi attacchi base senza correre il rischio di affaticare l’avatar. Inoltre è presente il lock-on sugli avversari. Se da una parte queste scelte di design renderanno il prodotto più appetibile agli occhi dell’utenza meno smaliziata, dall’altra dovrete fare i conti con l’insinuarsi della piaga del button mashing.
Nelle missioni in cui dovrete vedervela con gli Oni più deboli, complice l’ottimo supporto degli alleati mossi dalla CPU, il tutto si risolve nel giro di qualche fendente. Uccidere un certo numero di avversari, piuttosto che recuperare specifici item, vagando a lungo negli immensi stanzoni che compongono le ambientazioni, diventa piuttosto in fretta una routine noiosa e poco impegnativa anche per i videogiocatori meno esperti.

Al contrario, le cose si fanno dannatamente interessanti ed eccitanti quando dovrete vedervela con i mostri più grossi e potenti. In questo caso la gestione dei Mitama diventa fondamentale. Ogni spirito vi donerà quattro poteri speciali, come già detto. Si va dal boost di velocità, a poteri curativi (per voi e alleati), passando per onde di energia e così via. La particolarità sta nel numero limitato di volte a cui ci si può affidare a queste mosse: caratteristica che vi costringerà a dosarne l’utilizzo se non volete rimanerne a corto nei momenti meno indicati. Nel fronteggiare i demoni più pericolosi dovrete anche imparare a collaborare al meglio gli alleati. Le possibilità strategiche sono limitate, riassumibili nei classici “tutti all’attacco” o “fatevi da parte”, ma grazie all’efficace IA potrete sempre contare su qualcuno pronto a rianimarvi, curarvi o darvi fuoco di supporto.
Va da sé che contando su tre amici in carne ed ossa, sia in locale che online, la faccenda si faccia ancora più interessante. Grazie al buon netcode e un matchmaking generalmente rapido, affrontare il set di missioni pensate appositamente per il multiplayer è una pratica veloce che vi ruberà interi pomeriggi. Il mission design non spicca per inventiva, ma vi basterà affrontare un ragno gigantesco, piuttosto che un quadrupede alto quanto un dinosauro, per mettere da parte piccolezze di questo tipo. Vista la necessità di amputare diverse parti del corpo degli Oni, prima di passare all’eliminazione vera e propria, ogni scontro è piuttosto prolungato e richiederà ai partecipanti di attaccare con un minimo di strategia.
Tecnicamente lo sviluppo condiviso con l’edizione per PSP, venduta solo in Giappone, non ha di certo fatto bene a Toukiden che tuttavia si difende piuttosto bene. Alcune texture sono visibilmente sgranate e non tutte le animazioni convincono, ma complice il già lodato lavoro artistico e un framerate assolutamente granitico in ogni circostanza, promuoviamo a pieni voti il lavoro svolto dagli sviluppatori.
L’audio ce la mette tutta con un buon doppiaggio in inglese e qualche musica ispirata. Effetti sonori nella media.

Toukiden Toukiden deve molto non solo a Monster Hunter, ma a tantissimi altri congeneri, dal recentissimo Soul Sacrifice al più anzianotto God Eater. Il fatto di avere la medesima struttura dei capisaldi del genere, tuttavia, non limita le qualità di un titolo alla ricerca di una sua identità. Il vero problema dell’ultima fatica di Omega Force risiede in un combat system riuscito a metà. L’idea di rendere l’approccio più action e semplificato, così da puntare a un pubblico più ampio, è lodevole, ma gli sviluppatori non devono aver fatto i conti con i pericoli derivati dal button mashing. La maggior parte delle missioni è poco più che una formalità tra noiose scampagnate e scontri tutt’altro che impegnativi. Dall’altra parte invece, le lunghe e difficili battaglie con gli Oni più potenti appassioneranno neofiti e videogiocatori più navigati: manca il fine tatticismo di un Monster Hunter qualsiasi, ma soprattutto in multiplayer il divertimento è assolutamente garantito. Consigliato, anche a fronte della buona longevità che garantisce ore e ore di intrattenimento, ma a patto di sopportare qualche missione poco stimolante.

7.5

Che voto dai a: Toukiden

Media Voto Utenti
Voti totali: 5
6.4
nd