Recensione Tower of Guns

Terrible Posture Games si presenta su Ps4 e Xbox One con il suo Sparatutto Roguelike. Un po' Quake (per la velocità) e un po' Borderlands (per il cell Shading), ecco a voi il The Binding of Isaac degli FPS.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Tower of Guns
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ci sono titoli che vengono consegnati al grande pubblico senza seguire troppo la corrente modaiola che caratterizza il panorama videoludico attuale. Tower of Guns è esattamente un prodotto del genere, un videogioco “roguelike” capace di fregarsene di narrazioni profonde o giocabilità particolarmente ricercate, col solo obiettivo di rispedire il videogiocatore in un'epoca in cui titoli come DOOM, Quake o il primo Unreal Tournament la facevano da padrone sui vetusti e neanche troppo potenti personal computer di quei tempi. Non c’è realismo, non c'è trama: il vero fulcro di del gioco è solo e solamente il gameplay, rapido, immediato, a tratti epilettico. Scopriamo se l'erede in soggettiva di Spelunky o The Binding of Isaac affascinerà i giocatori anche su console PlayStation di vecchia e nuova generazione.

UNA CANNONATA DA SCALARE

Sviluppato da Terrible Posture Games (un team composto da una manciata di loschi figuri che si possono contare sulle dita di una mano), Tower of Guns è disponibile da pochi giorni anche su PlayStation Store, dopo essere apparso a beneficio esclusivo dei possessori PC circa un anno fa, riscuotendo tra l'altro un discreto successo di pubblico e critica. Ma in cosa consiste realmente il titolo? Come accennato nella prefazione, immaginate un titolo a metà strada tra Unreal (per la struttura) e Borderlands (per l'estetica cartoonesca), il cui obiettivo primario sarà quello di farci attraversare un labirinto di stanze, corridoi e saloni, con l'unico scopo di raggiungere la cima della torre, senza mai morire. Si, avete capito bene: se tiriamo le cuoia dovremo iniziare tutto da capo, senza checkpoint o salvataggi a mettere al sicuro il nostro fondoschiena. Senza dimenticare chiaramente la valanga di nemici che cercheranno di fermare l’avanzata del giocatore, come torrette, cannoni, robot e sfere rotanti, il tutto condito da potenziamenti, bombe e proiettili a non finire e dialoghi assolutamente senza senso. Il ritmo non ci darà un attimo di respiro, risultando il più delle volte di una frenesia tale da rasentare il caos più totale. Ci vorrà quindi una buona manualità, oltre ad una notevole dose di pazienza dovuta ai Game Over a raffica, per affrontare il titolo al 100%.

Il gameplay è quindi quello di uno shooter tradizionalissimo, che si mescola qui con meccaniche da roguelike; gli scenari poi cambiano a seconda della programmazione procedurale, considerando che ad ogni morte del protagonista (e ne vedrete a decine, potete starne certi) corrisponde una nuova partita a tutti gli effetti, strutturata in maniera assolutamente differente dalla precedente, sia nel design dei labirinti che dei mostri presenti in essi. L’arma e il potenziamento scelto saranno le uniche certezze ad inizio partita: potete selezionare infatti una sola bocca da fuoco, tra una rosa sulle prime molto contenuta. Oltre a correre verso l'uscita, quindi, dovrete anche anche potenziare l'arma, raccogliendo sfere bluastre lasciate dai nemici. Al riempimento di un'apposita barra, la vostra arma salirà di livello, aumentando la potenza ed il rateo di fuoco. Attenti però: quando verrete colpiti non sarà soltanto la vostra barra della vita a risentirne. Anche l'arma subirà gli effetti del danno, rischiano quindi di involversi e “retrocedere”. Capirete insomma che per aver vita facile lo strafe laterale risulterà davvero fondamentale, per schivare i nugoli di proiettili che gli avversari vi lanceranno contro.
La corsa verso l'ultimo piano della torre è quindi insidiosa, ma per fortuna in corso d’opera otterremo anche delle tessere speciali che ci permetteranno di avere poteri bonus aggiuntivi (come l’utilissimo scudo protettivo). Accumularli in previsione dei coriacei boss di fine livello, da sconfiggere per passare all’area successiva, non sarà una brutta idea.
Dopo aver preso dimestichezza con le meccaniche di gioco, la “scalata” della torre potrà essere portata a compimento in breve tempo: meno di un'ora, per i giocatori più abili. Si potrebbe pensare che sia poco, ma Tower of Guns invoglia a cimentarsi nuovamente nell'impresa, per via degli elementi procedurali di cui si è detto (che tuttavia qualche volta sfociano in un design veramente caotico), ma anche per la possibilità di ripartire con un'arma tutta nuova. Inizialmente sono solo due quelle che ci vengono offerte, ma poco a poco potremo incrementare l'arsenale superando degli specifici obiettivi. Anche questa meccanica di “scoperta” delle improbabili armi a disposizione riesce in qualche modo ad “acchiappare” il giocatore, che non si fermerà certo dopo il primo playthrough.

A fronte del gameplay decisamente frenetico e adrenalinico, che non lascia un attimo di respiro, il team di sviluppo ha deciso di costruire comparto tecnico assolutamente adatto all’occasione. Ciò vale a dire che Tower of Guns è uno sparatutto in soggettiva che punta tutto sulla fluidità generale e sul numero di nemici a schermo, piuttosto che su effetti speciali o evocative ambientazioni spaccamascella, nonostante la sempreverde tecnica del cell shading sia tutto sommato adeguata nel rendere ogni furiosa sparatoria un tripudio di luci e colori sgargianti. Nel giro di poco tempo ci si ritroverà circondati da talmente tanti nemici e proiettili da evitare che non si avrà assolutamente modo di osservare questa o quella texture, inglobati letteralmente da un ritmo di gioco che non ci darà mai un attimo di tregua. Complice anche una soundtrack martellante composta da brani che vanno dal rock al metal senza soluzione di continuità. Chi da un FPS cerca in primis il coinvolgimento ambientale è quindi avvisato: il titolo Terrible Posture Games è esattamente l’opposto rispetto alle vostre usuali necessità.

Tower of Guns Esattamente come avvenuto per la sua prima uscita su PC, Tower of Guns è ancora quello sparatutto in prima persona vecchio stampo con forti elementi roguelike, pensato solo ed esclusivamente per coloro che rimpiangono gli ormai vetusti shooter in soggettiva di fine anni '90: titoli in cui la capacità di eseguire strafe laterali alla velocità della luce era molto più importante rispetto a tutto il resto, narrazione inclusa. Velocità, riflessi e soprattutto un livello di difficoltà realmente superiore alla media vanno di pari passo ad una quantità di nemici, proiettili e power-up davvero inenarrabile. Il tutto, poco sorprendentemente, con una sola vita a disposizione. La brevità di ogni partita è bilanciata dal sistema di generazione procedurale dei livelli della torre, e da un sistema di sblocchi che permette di guadagnare nuove armi, da testare nelle “run” successive. Dopo qualche scalata, inevitabilmente, un po' di noia sopraggiunge, ma sarà difficile rimpiangere il tempo che avrete passato con Tower of Guns. Ad ogni modo, se per voi è fondamentale commuoversi con la trama di un videogame, coi suoi personaggi carismatici o con un ritmo che strizzi l'occhio ai film hollywoodiani, il consiglio è di stare alla larga dalla produzione indie griffata Terrible Posture Games. Qui le uniche lacrime che vedrete, saranno di sangue e piombo. Anche se, visto che è tra i giochi gratuiti di Aprile inclusi nell’abbonamento a PS Plus...

6.9

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