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Recensione Toy Stunt Bike

Dopo lungo peregrinare, lo sconosciuto arcade di Wobbly Tooth Games giunge anche su 3DS

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    Disponibile per:
  • 3DS
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Prima di lanciarsi nell'impresa di sviluppare un titolo apparentemente smisurato come No Man's Sky, il piccolo team Hello Games ha raggiunto un discreto successo con Joe Danger, racing arcade che raccoglieva ed ammodernava l'eredità del più antico Excitebike. Toy Stunt Bike, per descriverlo in breve, potremmo definirlo come una versione “dei poveri” dell’apprezzata saga motoristica. Pubblicato su XBLA nel lontano 2010, approdato in seguito su dispositivi mobile, giunge finalmente su 3DS. Valeva la pena farsi tutta questa strada?

Un po’ Joe Danger, un po’ Micro Machines

Le radici di Toy Stunt Bike sono evidentissime. Oltre al già citato Joe Danger, l’altro illustre predecessore è Trials. C’è però dell’altro: almeno a livello scenico, il titolo pesca a piene mani dall'immaginario di giochi di corse dedicati alle Micro Machines. Come il titolo lascia presupporre, avremmo a che fare con una moto giocattolo controllata da un’improbabile pilota-manichino. Al posto di sassi e piattaforme, i suoi ostacoli saranno sedie, vasi, palloni, posate e mobilia assortita. Ogni circuito è ambientato nella stanza di una comunissima casa, esattamente come nei sopracitati titoli delle macchine più piccole del mondo: dalla cucina, con tanto di fornelli incandescenti da evitare, per finire al bagno, dove dovrete guardarvi bene dal finire nelle fogne centrando in pieno il water.
Il debito nei confronti delle fonti d’ispirazione è immenso, tanto più che gli sviluppatori non si sono inventati assolutamente nulla di nuovo per caratterizzare e differenziare la propria creatura. Si tratterà di guidare la moto fino al traguardo, in un tracciato bidimensionale che presenta pochissimi bivi. Per superare burroni e sbarramenti, ma soprattutto per incrementare l’high score, dovrete esibirvi in qualche trick basilare. Vista la semplicità del sistema di controllo, che si appoggia solo su un paio di pulsanti e sull’analogico, più di front e backflip c’è davvero poco da fare.

Accelerando, frenando e controllando il baricentro del mezzo con lo stick (arte, quest’ultima, che dovrete imparare a domare con impeccabile precisione) riuscirete a tenere in sella il pilota ed arrivare alla fine del tracciato. Troppo gas in partenza e vedrete la moto impennare pericolosamente. Poca decisione su una piattaforma e non riuscirete a raggiungere quella successiva. Conoscere la disposizione degli ostacoli aiuta e non poco. Il trial & error è ben più che una strategia a cui affidarsi: è il viatico per il superamento di ciascun livello. Bisogna armarsi di pazienza, consapevoli che il gioco è immediato nella sua struttura globale, ma pretende profonda applicazione e una rigorosa comprensione della fisica che regola ogni salto.
Proprio in questo contesto si convalida la precisa scelta di design di non abbondare con trick che avrebbero unicamente distolto l’attenzione dal focus di Toy Stunt Bike: l’impegno maniacale sul controllo del mezzo in qualsiasi situazione. Non solo: front e backflip sono spesso l’unico modo per atterrare in sezioni del tracciato altrimenti irraggiungibili. La fisica è tutt’altro che realistica, ma non per questo arbitraria: comprendendo le forze che regolano la rotazione della moto potrete ambire a giungere sani e salvi al traguardo e a raccattare le bandierine sparse per il tracciato.
Purtroppo un gameplay così ben congegnato non è supportato a dovere da un level design all’altezza. Gli sviluppatori hanno cinicamente predisposto gli ostacoli con diabolica precisione, rendendo certi stage adatti solo ai giocatori davvero pazienti; eppure, superati i primi stage di “riscaldamento”, il titolo procede senza guizzi e le soluzioni adottate sembrano troppo regolari. Wobbly Tooth Games si è insomma accontentata del compitino: nessuna successione di salti particolarmente memorabile, nessuna ambientazione troppo fuori dagli schemi, nessun guizzo che avrebbe potuto avvicinare questa produzione alle più riuscite e vivaci fonti di ispirazione.
La sensazione che il titolo sia stato sviluppato un impegno appena moderato viene ulteriormente amplificata guardando al comparto grafico. Gli abbozzati modelli poligonali della moto e del pilota fanno il paio con ambientazioni spoglie e menù che sarebbero andati benissimo in un videogioco di corse degli anni '90. Il gioco non sfigura sul "due schermi" di Nintendo, ma si ha la netta sensazione che si sarebbe potuto fare di più, soprattutto pensando che si tratta di un porting di un gioco del 2010.

Toy Stunt Bike Toy Stunt Bike non è certo l’alternativa ideale a un qualsiasi episodio di Joe Danger. Sebbene il gameplay sia essenzialmente identico, la produzione di Wobbly Tooth Games non osa mai né dal punto di vista del gameplay, comunque solido, né tanto meno nel level design: fin troppo lineare e privo di inventiva. Il divertimento non manca nei 60 livelli che compongono l’unica modalità disponibile, e gli irriducibili potrebbero anche dargli una possibilità visto il prezzo contenuto, ma il grande pubblico non faticherà di certo a trovare di meglio, nonostante su 3DS le alternative non siano moltissime. Da segnalare l’assenza dell’editor dei livelli, presente invece nell’edizione per Xbox 360, fattore che potrebbe allontanare ulteriormente parte dell’audience. La mancanza, di per sé, non si sente più del dovuto, ma chi può ed è realmente interessato a Toy Stunt Bike farebbe sicuramente meglio a correre su XBLA invece che acquistare l'edizione per 3DS.

6

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