Recensione TrackMania Turbo

La storica serie Nadeo approda per la prima volta su console. Il singolare mix tra arcade e sfide all'ultima frazione di secondo funziona oggi esattamente come un tempo, e sorprenderà i nuovi arrivati.

TrackMania Turbo

Videorecensione
TrackMania Turbo
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Per molti giocatori PC, il nome Trackmania rievoca nottate passate alla ricerca del miglior tempo su tracciati completamente fuori di testa, ma per gli affezionati delle console potrebbe trattarsi di un incontro completamente nuovo. Con l'eccezione di un capitolo "apocrifo" uscito su Wii, la storica serie degli sviluppatori parigini Nadeo (prima uscita datata 2003) si è sempre tenuta lontana dalle piattaforme d'intrattenimento casalinghe, e vi sbarca ufficialmente solo quest'anno con Trackmania Turbo. Come abbiamo scoperto con piacere in questi giorni, la classica formula di gioco è rimasta sostanzialmente intatta: il gameplay è ancora fortemente basato sulla quint'essenza del time trial, sull'ossessiva e ossessionante ricerca del tempo migliore fatta di infinite ripetizioni e di continua limatura di decimi di secondo. Questo perché Trackmania, anche in questa sua ultima incarnazione, è un arcade colorato e divertente, ma anche una diabolica trappola: se la sua filosofia dovesse conquistarvi, preparatevi a vendergli l'anima per diverso tempo.

Rollercoaster

Persino nei videogiochi non capita spesso di cominciare una gara con la propria macchina sganciata da un elicottero sospeso a perpendicolo sulla pista. Del resto, non capita spesso nemmeno di trovarsi dopo pochi secondi a testa in giù, o sul ciglio di una altissima parabolica, l'unica speranza di salvezza dal baratro rappresentata da pochi millimetri di cemento virtuale, o, più realisticamente, da uno spostamento impercettibile della leva analogica. Il bello di Trackmania Turbo, proprio come valeva per i precedenti capitoli della serie, è questa sua capacità di adattarsi a molteplici approcci: il completo neofita rimarrà comunque travolto dal design dei tracciati, unico nel suo genere, e dall'immediatezza del modello di guida arcade, sicuramente facile da avvicinare, mentre il veterano comincerà subito a vedere occasioni per tagliare le curve nel modo giusto, per sfruttare un salto lungo, per atterrare con il massimo dell'aderenza. Le gare di Trackmania Turbo di rado durano più di quaranta, cinquanta secondi, e la sua intrinseca filosofia è basata sulla ripetizione, sul continuo migliorarsi, in competizione con se stessi e con gli altri. Una concezione che potrebbe non piacere a tutti, ma che una volta abbracciata è esemplare nella sua capacità di rinnovarsi (quasi) all'infinito. Nella sua classicità, Trackmania Turbo non rinuncia ad una divisione tradizionale dei contenuti: da una parte c'è la vastissima esperienza singolo giocatore, che vi porterà a guidare per 200 gare dove ottenere il tempo migliore secondo un sistema di medaglie. Pur spostandosi di continuo tra le quattro ambientazioni proposte dal gioco, le competizioni numerate progressivamente sono state organizzate secondo una curva di difficoltà crescente molto ben pensata, che permetterà a chiunque di partire "dal basso" e farsi le ossa con un gameplay che nasconde una profondità quasi insospettabile. Già, perché in fondo non sono più di tante le cose di cui dovrete preoccuparvi giocando a Trackmania Turbo: acceleratore, sterzo e freno sono tutto quello che avrete a disposizione per sfrecciare al meglio sui percorsi, ma da questa apparente semplicità è bene non farsi ingannare. Saranno infatti i tracciati a mettervi alla prova in modi davvero imprevedibili, alternando strette chicane a iniezioni di turbo impreviste, curve paraboliche, salti vertiginosi.

Tutto vi scorrerà davanti ad una tale velocità da richiedere una concentrazione notevole per mantenere il sangue freddo e guidare al meglio. Basteranno insomma già poche gare, e la prima "fame di ori", per rendere evidente le finezze del sistema di guida, che si basa su una solida simulazione della fisica e sulle peculiarità dei diversi modelli di auto (assegnati automaticamente in base al tracciato) per trasmettere al giocatore un senso di necessità nel padroneggiare finemente i controlli. Anche le superfici su cui si corre contano, passando dall'asfalto, allo sterrato sino ai giri della morte degli otto volante che costellano alcuni circuiti (durante i quali la visuale passa automaticamente in soggettiva, aumentando il coinvolgimento e la difficoltà), e tutto conduce ad uno studio continuo sui percorsi e sul modo migliore per affrontarli. La bontà del gameplay è confermata dal fatto che Trackmania Turbo, così come da tradizione, non "bara" mai: con l'eccezione dei percorsi sullo sterrato, che volutamente conservano qualche elemento di randomicità, per tutto il resto le macchine si comporteranno seguendo un set di regole ferree, basate su accelerazione e forza di gravità, che il giocatore si troverà a sfidare di continuo per tagliare il traguardo nel minor tempo possibile.

Immenso

Se già la longeva modalità singolo giocatore è in grado di tenere impegnati per un bel quantitativo di ore (sbloccare gli ultimi percorsi significherà dover racimolare ori in tutti quelli precedenti, e non sarà un'impresa facile), la vera natura di Trackmania Turbo si scopre solamente avvicinandosi al multiplayer, soprattutto in locale. Qui troverete una modalità Hot Seat che può ospitare fino ad otto concorrenti: ci si passerà il pad cercando di far registrare il miglior tempo sul tracciato scelto, ma ognuno avrà a disposizione una limitata riserva di benzina, rendendo necessario gestire molto bene i giri "di prova" e quelli decisivi. Per le serate sul divano con gli amici si tratta di una risorsa veramente inesauribile di divertimento. Completamente folle, e sicuramente più accessoria, è invece la modalità Double Driver, dove collegando due pad ci si troverà in due alla guida dello stessa bolide, gli input "sommati" e in grado anche di annullarsi a vicenda. Chiaramente, non costituisce una formula competitiva "pura", ma il divertimento certo non verrà a mancare, considerando che anche in questo caso si può correre in Hot Seat, mettendo in competizione più coppie di giocatori. A tutto questo si affianca anche l'immancabile competizione indiretta basata sui tempi fatti registrare in singolo: connettendo la console i tempi verranno uploadati automaticamente, e sarà anche possibile creare Sfide pubbliche basate sui propri record. Quest'ultima opzione, in particolare, così come il controllo dei record fatti registrare dagli amici, si basa su menu veramente scomodi poco intuitivi, e occorrerà qualche minuto per capire bene come muoversi. Si tratta di una svista piuttosto fastidiosa, che speriamo possa ricevere qualche genere di update, anche se le probabilità sono molto basse. Non manca una modalità online competitiva diretta, che permette di affrontare i tracciati in lobby da 64 giocatori: come da tradizione, il contatto tra le auto è inesistente, ma oltre alla sfida al tempo migliore si può contare anche sulle sfide basate sui punti accumulati con le evoluzioni in aria, e sulle gare dirette (ma sempre senza contatti tra bolidi). La concezione è un po' "vecchia", basandosi sulle stanze, ma nella nostra esperienza tutto ha funzionato bene, con l'eccezione di un tempo talvolta lungo per la registrazione del tempo dopo un giro. Un "fastidio" che speriamo possa risolversi in fase successiva di patch. Chiude il cerchio l'editor di tracciati, da sempre marchio di fabbrica della serie: disponibile in tra modalità, da quella per principianti a quella avanzata, permette di creare e condividere percorsi con un numero di strumenti molto elevato.

Soprattutto con il livello più complesso, il controllo via pad si scopre naturalmente più macchinoso rispetto alla controparte mouse e tastiera, ma la soluzione dual stick con menu circolari separati funziona, e in breve tempo si possono creare ottimi tracciati. Grazie poi al randomizzatore, che genera automaticamente i percorsi, l'offerta ludica complessiva di Trackmania Turbo è davvero sconfinata. Nel suo genere, non ha davvero rivali per qualità del gameplay e longevità potenziale.
Dal punto di vista grafico, Trackmania Turbo conquista con il design, sebbene la qualità pura del rendering lasci a desiderare sotto diversi aspetti. Poligonalmente è solo discreto, e la qualità delle texture non soddisfa pienamente, così come il filtraggio, con un aliasing evidente e diffuso. Fortunatamente i ragazzi di Nadeo hanno puntato tutto sulla fluidità, con ottimi risultati: i 60 FPS sono sempre garantiti, e contribuiscono nettamente al senso di velocità e alla precisione.

TrackMania Turbo Trackmania Turbo porta con successo su console una filosofia arcade vecchio stampo. Si corre sempre e comunque per il tempo migliore, e nel loro campo gli sviluppatori francesi si confermano maestri indiscussi. La qualità dei tracciati è superlativa, la curva d'apprendimento ben ponderata, la fisica rigorosa (per quanto volutamente arcade) e i controlli transitano dalla tastiera al pad senza dolori. L'editor rappresenta un valore aggiunto incalcolabile, e il multiplayer locale la quint'essenza della formula di gameplay. Un po' vetusta invece l'impostazione data a certi menu e alla competizione online diretta, organizzate in “stanze” e conseguentemente non facilissima da navigare in maniera del tutto soddisfacente. Aggiungendovi un comparto grafico non all'avanguardia, il risultato è un'esperienza di puro gameplay: se la formula dovesse interessarvi, non abbiate dubbi, anche a distanza di anni i ragazzi di Nadeo rimangono al vertice della categoria per i racing arcade basati sul time trial.

8.6

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