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Recensione Train Fever

Dal crowdfunding agli schermi dei nostri pc e Mac, ecco un altro degno rappresentante del “faccio un'altra partita e poi smetto”

Versione analizzata: PC
recensione Train Fever
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

C’è un genere di videogame che più di tutti gli altri sembra proprio che rimarrà per sempre confinato nel monitor e nella tastiera di un computer. Un genere che né l’ascesa delle console né l’invasione dei tablet sembrano aver convinto a traslocare, un genere le cui radici si incuneano in profondità, tra i chip della vostra scheda madre e le ventole che vorticosamente roteano nel silenzio, sotto la vostra scrivania. Quel genere sono i gestionali, i giochi stile Sim City. Quelli che inizi, dici “ma sì dai, facciamo una partita”, e poi ti accorgi che sono le sei del mattino e che quella luce fuori dalla finestra è proprio il sole, non qualche vicino dispettoso che ti sta puntando un faro addosso. Train Fever fa orgogliosamente parte di questa categoria. Nato sul sito di crowdfunding “professionale” Gambitious e arrivato da pochi giorni su Steam, Train Fever vi mette alla guida di una compagnia ferroviaria, partendo dal 1850 e arrivando fino ai giorni nostri e oltre.

Railroad Tycoon

Chi ha qualche annetto sulle spalle probabilmente ricorderà il fantastico Railroad Tycoon o l’eccezionale A-Train: Train Fever è un titolo concettualmente molto simile. Si inizia generando il terreno, scegliendo alcuni parametri come dimensioni, dislivello medio, presenza di alberi o fiumi. A quel punto, il gioco provvederà a creare una mappa con tante città che voi dovrete unire e, grazie alla vostra ferrovia, far sviluppare in metropoli moderne piene di grattacieli e gente pronta a pagare per salire sui vostri convogli. L’inizio, però, è traumatizzante. Train Fever non è un gioco semplice le prime ore, ma soprattutto è un gioco che non ha alcuna intenzione di aiutarvi. C’è un veloce tutorial iniziale, davvero basilare e largamente incompleto, che insegna come piazzare una stazione e i binari. Ora, è bene che lo sappiate subito: le prime ore sono un continuo “trial and error”. Farete le vostre prime linee, vi accorgerete che avete sbagliato tutto perché non avete tenuto in considerazione qualche dettaglio e dovrete ricominciare da capo.

Il fatto è che Train Fever ha un approccio abbastanza realistico alla materia: anche un’operazione in teoria semplice come collegare due punti con dei binari, in Train Fever diventa complessa. Bisogna sempre ricordare che il terreno è la cosa più importante, come nella realtà. Bisogna evitare pendii e colline, perché significherebbe dover scavare fossati o addirittura tunnel, con costi all’inizio proibitivi. Meglio fare un giro più lungo piuttosto che fare un binario in salita, che rallenterebbe i vostri treni diminuendo i profitti. Sono cose che s’imparano lentamente, con la pratica: il gioco non da alcuna indicazione in merito. Anzi, a volte capita di piazzare due stazioni avendo in mente un percorso per i binari che per qualche motivo non è poi possibile completare: peccato che il gioco ve lo dirà solo all’ultimo, quando già avete speso i soldi.

Un gioco solitario

Bastano però un po’ di ore per dare vita a un’azienda di tutto rispetto. Si inizia nel 1850. Le vostre scelte, come nel vecchio A-Train, influenzeranno il mondo circostante: create una buona rete e le città cresceranno, arriveranno nuovi cittadini. Dovrete assicurarvi che ci siano bus e stazioni per portare la gente alle vostre stazioni, così da attirare più utenti. Ogni abitante di Train Fever ha le sue necessità: deve andare a lavorare e divertirsi, e starà a voi assicurargli un modo per farlo. In questo, Train Fever è un titolo davvero complesso e interessante. Dovrete gestire i vostri convogli, decidendo non solo locomotiva, ma anche tipologia di vagoni, lunghezza, frequenze e così via. Dovrete mantenerli e modernizzarli, cambiando i “pezzi” a mano a mano che nuovi avanzamenti tecnologici si rendono disponibili. Così, se all’inizio comincerete con vagoni a vapore e carrozze con cavalli, presto arriveranno autobus, treni super veloci e tram leggeri. Insomma, sarete liberi di creare il vostro impero. E qui arriva il problema più grande di questo gioco: siete soli.

Come se nel mondo di Train Fever gli unici ad aver pensato che fosse una buona idea collegare città distanti centinaia di chilometri con buffe macchine di metallo che stantuffano fumo bianco, ce l’abbiate avuta solo voi. Non ci sono competitor da battere, non ci sono altre compagnie, non ci sono nemmeno entità indipendenti con cui concludere accordi commerciali, ad esempio. Niente missioni da portare a termine, scenari, e in generale tutte quelle trovate tipiche di questo genere per aggiungere un po’ di sfida. Il risultato è che una volta che avrete imparato le regole base e a fare i soldi, Train Fever diventa un enorme plastico con cui divertirvi insieme ai vostri trenini. L’inizio è difficilissimo, poi diventa tutto un po’ troppo facile e piatto.

Ma è solo l’inizio

La sensazione, insomma, è che oggi Train Fever sia un titolo splendidamente incompleto. La parte che c’è funziona, anche se servirebbe qualche accorgimento in più: menu più chiari, un tutorial degno di questo nome, un’interfaccia leggermente più intuitiva. Quello che manca è un livello di sfida più elevato, un obiettivo da portare a termine e degli avversari pronti a tutto per batterti. Bello fare il magnate straricco, ma ogni Paperon de Paperoni ha bisogno del suo Rockerduck. Manca completamente una parte multiplayer, la possibilità di confrontarsi con la community. Una comunità che, per fortuna, è molto attiva: il gioco è aperto ai mod e già ora sui forum ufficiali ci sono diverse aggiunte che migliorano il titolo e tanti progetti in arrivo.

Questo, unito alla volontà degli sviluppatori di Urban Games di aggiornare il gioco con nuovi contenuti e release, fa ben sperare per il futuro. Train Fever è insomma un buon inizio, ma c’è ancora molto da fare: se amate il genere e l’ambientazione, vi consigliamo di prenderlo. Altrimenti meglio aspettare qualche mese e vedere come evolvono le cose: se ripassate in stazione tra qualche tempo siamo sicuri che i lavori di ristrutturazione saranno finiti...

Train Fever Train Fever è un titolo che convince solo in parte, per il momento. La parte strettamente simulativa, così come l’aspetto tecnico (altamente scalabile per funzionare anche su computer di fascia molto bassa), sono ben realizzate. Il livello di difficoltà è complesso: all’inizio molto ripido, poi imparate le meccaniche base tutto diventa più semplice. Anche troppo, visto che non ci sono missioni da completare, avversari da battere o multiplayer online per mettersi alla prova. Gli sviluppatori assicurano che in futuro arriveranno contenuti extra ed espansioni, ma per ora Train Fever rimane un titolo incompleto. Nell’attesa però potrete cimentarvi con i mod creati dalla community, piuttosto attiva. Train Fever insomma è un titolo da bocciare? No, assolutamente no. Se, come il sottoscritto, amate questo genere e la sfida è secondaria, allora quello che avrete è uno splendido plastico, un mondo a vostra disposizione per costruire i trenini dei vostri sogni. C’è un fascino irresistibile nel vedere il primo treno che arriva a destinazione, la gente scendere nella stazione e i soldi entrare nel vostro conto in banca. Pezzo dopo pezzo, non smetterete mai di costruire. E già oggi è possibile scaricare treni e altri oggetti extra grazie all’opera della community. Io ho appena finito la mia rete di Shinkansen, il treno proiettile del Giappone. E non vedo l’ora di ricominciare.

7.5

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