Recensione Transformers Devastation

Activision e Platinum Games uniscono le forze sfornando il miglior titolo di sempre dedicato ai robottoni più famosi degli anni '80, capace di entusiasmare sia i fan più accaniti del brand che i tanti estimatori della software house giapponese.

Transformers Devastation

Videorecensione
Transformers Devastation
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Il nostro ultimo incontro con Transformers: Devastation risaliva alla scorsa Gamescom di Colonia. In occasione della fiera tedesca avevamo già raccolto ottime impressioni sull'ultima fatica targata Platinum Games, spazzando via i tanti timori che nutrivamo credendo erroneamente di trovarci dinanzi ad un ennesimo tie-in videoludico privo di personalità e stile. Oggi, con grande entusiasmo, non possiamo che confermare quanto la "strana coppia" Activision - Platinum sia stata capace di sfornare un ottimo titolo, forse il migliore dedicato all'universo degli Autobot e dei Decepticon: un'opera capace di sintetizzare tutta la filosofia del talentuoso studio giapponese, qui posta al servizio della saga robotica che ha accompagnato l'infanzia di un'intera generazione.

Platino puro

In una soleggiata mattinata qualunque la monotona quotidianità di un'imprecisata cittadina terrestre viene scossa da un violento terremoto: macchinari di origine aliena affiorano dal sottosuolo, distruggendo strade e ridisegnando lo skyline del centro abitato. Un'antica tecnologia è stata infatti risvegliata, rappresentata da una base robotica sotterranea di antichissime origini chiamata Proudstar. All'interno della struttura è celato un misterioso dispositivo, il quale racchiude in sé tutta l'eredità e la storia degli abitanti di Cybertron, ma anche un infinito potere che permetterebbe di convertire un intero pianeta tramutandolo in un enorme ammasso di circuiti e metallo, ristabilendo così l'antica gloria dell'ormai estinto mondo natale dei robot antropomorfi. Inutile dire che i malvagi Decepticon verranno presto sedotti dalle infinite possibilità offerte dal manufatto, motivo per il quale i valorosi Autobot si dirigono in città nel tentativo di sventare le folli mire di Megatron e soci. Questo il semplice incipit narrativo alla base di Transformers: Devastation, un titolo che non fa di certo della trama il proprio punto di forza. L'ultimo nato in casa Platinum Games si presenta piuttosto come un action fortemente incentrato sul combattimento, percorrendo il solco tracciato da altri capolavori dello studio quali il sottovalutato The Wonderful 101 e l'immenso Bayonetta. Dopo aver superato un breve tutorial durante il quale giocheremo a fasi alterne nei panni dei cinque protagonisti disponibili, il primo dei sette capitoli previsti ci vedrà impegnati nello sventare la minaccia Decepticon nel vasto ambiente cittadino creato dagli sviluppatori. Inaspettatamente, Transformers: Devastation recupera parzialmente dinamiche appartenenti ai tanti free-roaming che oggi popolano il mercato, mettendo il giocatore dinanzi ad una vasta (ma non troppo) mappa esplorabile liberamente tra una missione e l'altra. Navigando l'ambiente di gioco potrete scoprire segreti nascosti nel sottosuolo, nella forma di armi e valuta in-game, così come forzieri dai quali recuperare prezioso loot, o prove di abilità da attivare colpendo alcuni satelliti viola sospesi nel cielo. Inutile dire che, una volta superate queste sfide, otterrete ulteriori ricompense, sempre nella forma di denaro ed equipaggiamento: una logica che viene applicata anche alle missioni secondarie, attivabili tramite la pressione del tasto cerchio una volta scovato il relativo portale, in tipico stile Platinum. Queste prove di difficoltà variabile costituiscono certamente il modo più redditizio e vantaggioso per ottenere le migliori armi da mischia e a distanza che il titolo offre, proponendo sfide piuttosto impegnative, che richiederanno spesso più tentativi per essere completate. Al centro di tutte queste attività "collaterali" si dipana ovviamente il plot narrativo, impreziosito da un gameplay molto curato, che tratteggia il profilo di un action game tecnico e ostico, proprio come ci aspetterebbe dai reduci dell'ormai defunto Clover Studio. Oltre agli attacchi rapidi e pesanti, e all'immancabile schivata, Transformers: Devastation mette a nostra disposizione la possibilità di usare armi a distanza di varia natura. Ciascun personaggio è inoltre caratterizzato da un'abilità speciale, attivabile con la pressione del tasto L1 dopo aver caricato la relativa barra: ecco che allora il piccolo Bumblebee sfrutterà la propria rapidità sgusciando rapidamente alle spalle dell'avversario, mentre il possente Optimus Prime utilizzerà la sua forma veicolare per scatenare un potente attacco circolare, ottimo per tirarsi fuori da eventuali accerchiamenti nemici. Le trasformazioni dei robottoni, riprodotte con attenzione certosina, non costituiscono semplicemente un elemento di contorno nell'azione di gioco, bensì occupano un ruolo centrale proprio all'interno del combat system, così come delle fasi esplorative. I mezzi hanno infatti una maggiore potenza relativa alla mobilità del personaggio, un vantaggio che permetterà ai protagonisti di poter superare le potenti pale eoliche che sbarrano il passaggio in alcune vie della città, scatenando potenti tornado. Ma non è tutto: sfruttando la spinta propulsiva il giocatore potrà scagliare potenti attacchi contro i propri avversari, unica possibilità offensiva utile a distruggere gli scudi energetici utilizzati da alcune tipologie di robot nemici. Chiunque abbia giocato ad un titolo Platinum negli scorsi anni può già immaginare la qualità e il divertimento offerti dal combat system di Devastation: la formula vincente dello studio giapponese viene qui interamente riproposta, con la tipica enfasi riposta sulle rapide schivate (che, come da tradizione, attivano un effetto rallenti simile al Witch Time di Bayonetta) e sugli inarrestabili contrattacchi, magari alternati a qualche colpo di blaster o di lanciagranate dalla distanza. Nella foga del combattimento sarà possibile caricare anche una barra dedicata ad un potente super attacco, anch'esso personalizzato per ciascun Autobot, per una mossa che prosciugherà rapidamente anche le barre vitali dei boss più coriacei.

Quando non impegnati nel combattimento si potrà accedere all'Ark, quartier generale dei protagonisti: qui il giocatore potrà gestire il loot accumulato sul campo (ripartito in diversi livelli di rarità, proprio come in un action-gdr), studiandone caratteristiche e potenziale offensivo. I pezzi meno pregiati potranno essere rivenduti, così da poter acquistare nuove mosse e abilità oppure investire denaro nel menu T.E.C.H., grazie al quale ottenere moduli da equipaggiare, ciascuno dotato di caratteristiche proprie che permettono di potenziare HP massimi, distanza percorsa dai balzi, resistenza ai danni e percentuale dei drop rari, solo per fare alcuni esempi. Inoltre sarà possibile "sintetizzare" tra loro vari strumenti di morte, potenziandone danni e mixandone proprietà passive ed elementali, invitando il giocatore ad un'ossessiva ricerca dell'arma perfetta. Insomma, di carne al fuoco Transformers: Devastation ne mette davvero tanta, insaporita da una modalità "Sfida" composta da cinquanta missioni di difficoltà crescente, arene nelle quali sopravvivere a specifiche ondate di nemici la cui disposizione è stata sadicamente studiata dal team di sviluppo, offrendo così ulteriori scontri coi quali superare i propri limiti pad alla mano, assaporando nel contempo tutto il valore del combat system proposto.

Piccole crepe in Cell-Shading

All'entusiastico quadro sin qui tratteggiato bisogna inoltre aggiungere il buon livello tecnico-artistico raggiunto dall'opera: immancabili i 60 FPS, mai come in questo caso letteralmente granitici, a valorizzare i ritmi frenetici degli scontri. Quest'ultimi sono resi ancora più gustosi e godibili grazie ad un comparto animazioni e ad una modellazione poligonale dei protagonisti di prim'ordine, il tutto ulteriormente impreziosito dall'uso di un cell-shading sopraffino, ottimo per riproporre lo stile della prima generazione di Transformers dalla quale Devastation attinge a piene mani. Eppure è impossibile non sottolineare la presenza di alcune crepe nella struttura imbastita dal team di sviluppo, la più profonda delle quali sembra essere costituita proprio dal sistema di loot implementato. La varietà di armi recuperabili è certamente invidiabile, grazie alla presenza di spade, martelli, doppie lame e innesti cibernetici coi quali personalizzare il proprio combattente, strumenti di morte caratterizzati da move-set dedicati. Gestire però tanta abbondanza risulta macchinoso e poco immediato a causa degli scomodi menu presenti nell'Ark caratterizzati da schermate affollate di informazioni, per una lettura spesso soffocata dai troppi elementi a schermo. Sarà inoltre possibile immagazzinare un numero piuttosto limitato di armi, motivo per il quale dovrete spesso vendere oggetti o sacrificarne il potenziale attraverso una forzata sintetizzazione; l'impossibilità di selezionare più elementi contemporaneamente così da eliminarli con rapidità dilata ulteriormente i tempi trascorsi nell'Ark, offrendo una gestione del proprio centro operativo lenta e in alcuni casi piuttosto noiosa. Sintetizzare due armi tra loro costituisce poi una meccanica solo parzialmente e superficialmente esplorata, rivelandosi un'attività piuttosto tediosa e poco entusiasmante da svolgere. Stesso discorso vale per la creazione dei moduli di supporto, banalizzata dall'implementazione di un semplice mini-gioco che ne determinerà il risultato finale, in maniera totalmente randomica e indipendente dal giocatore. Qualche nota di disappunto dev'essere rivolta anche alla profondità del combat system, incapace di eguagliare i traguardi raggiunti dal team con i propri precedenti capolavori: pur richiedendo un attento studio del campo di battaglia nonché riflessi prontissimi, i combattimenti offerti da Transformers: Devastation sembrano invitare in più di un'occasione ad un poco elegante utilizzo delle stesse mosse. Non fraintendeteci: i tecnicismi tipici richiesti dalla filosofia "Made in Platinum" sono qui ben presenti, così come un livello di difficoltà generale certamente superiore alla media, che saprà offrire ai giocatori sfide sempre molto esigenti eppure "oneste" nell'entità degli ostacoli proposti. A mancare è piuttosto quell'attenzione minuziosa tipica dello studio giapponese rivolta alla gestione delle dinamiche offensive, quel tocco di genio che da sempre riesce a far sentire il giocatore davvero in "totale" controllo del proprio alter ego nonché del campo di battaglia che lo circonda. L'assenza di lock-on e un parco mosse molto più snello rispetto a quanto ci si potesse attendere impediscono al combat system di Devastation di poter ambire alle vette di eccellenza raggiunte con la serie Bayonetta, per un risultato certamente buono ma parzialmente semplificato. Inoltre la scelta di mappare la schivata, la trasformazione in veicolo e il colpo speciale sul solo tasto R1ci è sembrata piuttosto scomoda e potrà crearvi qualche problema in più di un'occasione, quando il vostro personaggio compirà azioni da voi mai richieste. Piccola delusione anche per quanto riguarda le numerose boss fight, tutte un po' troppo simili tra loro e prive del giusto livello di pathos ed epicità: anche in questo caso a mancare è quel design degli scontri dal sapore quasi "artigianale" proposto in passato da Kamiya e soci, sempre attenti a costruire battaglie campali curate nei minimi dettagli, esaltate da setting così strampalati e sopra le righe da rimanere impressi a fuoco nelle menti dei giocatori. Infine si segnala una longevità estremamente risicata: le voci che si sono rincorse pochi giorni prima del lancio, le quali volevano che la campagna principale durasse appena tre-quattro ore, non erano poi così lontane dalla realtà. Dedicandosi solo in parte alle varie attività secondarie offerte è possibile raggiungere i titoli di coda in cinque ore più o meno abbondanti. Platinum non ci ha mai abituati a titoli particolarmente lunghi (ad eccezione del solo The Wonderful 101), puntando piuttosto sulla rigiocabilità offerta grazie ai tanti sbloccabili disponibili nonché alle suggestioni di una filosofia di stampo prettamente arcade, votata ad un'assimilazione completa del sistema di combattimento e ad una sfida continua contro sé stessi ed i propri limiti. Quanto proposto da Devastation però appare un po' troppo esiguo, presentando una delle campagne più brevi mai offerte dallo sviluppatore giapponese, accompagnata da un level design molto poco ispirato e da una varietà di location (appena due in totale: città e interno della Proudstar) ridotta ai minimi termini. Ad ogni modo la modalità Sfida con le sue cinquanta missioni, il non perfetto eppure funzionale sistema di loot implementato, le tante missioni secondarie e gli immancabili quanto sadici livelli di difficoltà sbloccabili progressivamente riescono a compensare con forza a tali mancanze, lasciandoci presagire che il blu-ray di gioco verrà parcheggiato a lungo nelle vostre console.

Transformers Devastation Transformers: Devastation è certamente il miglior titolo dedicato al brand mai prodotto, nonché un action game d'autore solido come pochi altri. Il talento e la creatività di Platinum Games hanno raggiunto un ennesimo, grande successo, sfruttando con grande cura il materiale di riferimento a disposizione. Alcuni difetti strutturali però impediscono ai giganteschi robot di poter competere ad armi pari con una certa strega sexy seduta oramai da un anno sul suo bel trono di platino, forte del titolo di “regina degli action game”. Il risultato finale è comunque ottimo, per un titolo che costituisce una delle sorprese più belle e divertenti da giocare di questo 2015, animata da un potenziale enorme che però appare parzialmente inespresso con questo debutto. Ai tanti appassionati della serie, nonché agli estimatori del team di sviluppo giapponese più geniale degli ultimi anni, il consiglio è quello di fiondarsi su Transformers: Devastation senza alcuna remora, in attesa di un probabile seguito che possa perfezionare ulteriormente quanto di buono oggi offerto.

8

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