Recensione Trine

Frozenbyte reinventa il platform

Trine

Videorecensione
Trine
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
 Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Un mago, un guerriero, un ladro, ambientazione fantasy e orde di non morti. Già visto? Troppo banale? Niente di più sbagliato. Nonostante l’utilizzo di personaggi fortemente stereotipati e della generica ambientazione fantasy, Trine rappresenta un passo fondamentale per la rinascita del genere platform.
La trama narra di una ladra che, in cerca di tesori da trafugare, si imbatte in un antico artefatto magico dai poteri sconosciuti. Un apprendista stregone e un guerriero, attratti dal bagliore emesso dall’artefatto, si ritrovano, insieme alla ladra, vittime di un bizzarro incantesimo. Scopriranno che il Trine (la pietra di cui sopra) ha il potere di fondere le anime di chi ne entra in contatto, in una sola entità. Il gioco seguirà il viaggio dei tre alla ricerca di un rimedio all’incantesimo che li tiene legati.

Trine è disponibile per PC dal 2 Luglio e, a fine mese, sarà scaricabile anche da Playstation Network al prezzo di circa 14€ (la metà del prezzo della versione PC). Nessun dato ufficiale, invece, riguardo l’eventuale rilascio di una versione per Xbox 360.

La rinascita del platform


Già dalle prime sequenze di gioco ci si accorge di non avere fra le mani un semplice videogioco a piattaforme: Trine unisce alle tipiche caratteristiche dei platform a scorrimento alcune componenti action e impreziosisce il tutto, oltre che con l’ormai obbligatoria impostazione RPG di evoluzione dei personaggi, con divertenti puzzle basati sull’uso del motore fisico del gioco, vero punto di forza del gameplay.
In qualsiasi momento si potrà passare da un personaggio all’altro in modo immediato, sfruttando in tal modo le abilità caratteristiche di ognuno di essi: Pontius, il guerriero -una versione in carne del vecchio Arthur di Ghouls ‘n’ Ghost- utile nei combattimenti corpo a corpo grazie alla sua abilità nell’uso della spada; Zoya, la ladra, dotata di una grande agilità, indispensabile nei combattimenti a distanza grazie alla sua abilità di arciere e munita di un utilissimo rampino che ci permetterà di superare facilmente le zone più impraticabili; Amadeus, apprendista stregone, oltre a padroneggiare l’arte della telecinesi, è in grado di materializzare oggetti come casse o ponti, utili al superamento di alcune zone di gioco.
L’ottimo level designing ed il sapiente utilizzo del motore fisico, basato su Nvidia Physx, rendono il gameplay molto vario ed efficace. Quasi tutti gli ostacoli, se ben studiati, potranno essere superati con uno qualsiasi dei tre protagonisti; starà al giocatore, quindi, la scelta di un approccio diverso alla soluzione degli ‘enigmi’ in base al personaggio di proprio gradimento.
L’elementare componente RPG permette poi di sbloccare o potenziare, accumulando punti esperienza, le varie abilità (ad es. aumentare il numero di frecce lanciate simultaneamente dall’arciere, il numero di casse materializzabili dal mago, il danno inflitto dalla spada del guerriero). Sarà inoltre possibile collezionare oggetti che conferiranno dei piccoli bonus ai diversi personaggi. I punti esperienza potranno essere conquistati sia uccidendo i nemici che raccogliendo delle boccette verdi disseminate in zone apparentemente inaccessibili dell’area di gioco, per raggiungere le quali sarà a volte indispensabile l’azione sinergica delle abilità di mago, guerriero e ladro. La raccolta delle varie boccette non è indispensabile al completamento del gioco, ma rappresenterà un discreto grado di sfida per chi è solito completare i giochi al 100%, conquistando ogni singolo bonus.
Il gameplay di Trine è più che appagante, se si tollerano piccoli difetti come il pesante respawn dei nemici e la presenza di solo tre abilità potenziabili per personaggio; il sistema di combattimento, seppur essenziale, svolge egregiamente il proprio lavoro, rendendo gli scontri sempre piacevoli e divertenti; la precisione nella realizzazione del sistema di puntamento per il tiro con l’arco risulta essere un vero tocco di classe. I puzzle sono sempre piacevoli e soddisfacenti e solo in rarissimi casi si dimostrano frustranti: in ogni caso la possibilità di affrontare ogni sequenza di gioco in più modi diversi riduce considerevolmente le possibilità di restare bloccati in determinate aree.
I checkpoint sono in generale ben disposti nell’area di gioco, salvo qualche rara eccezione, anche se si sarebbe preferito un metodo di salvataggio più libero; questo però non pesa più di tanto sull’esperienza di gioco, difficilmente, visto il grande appeal della produzione, resteremo incollati allo schermo per un tempo inferiore a quello necessario per il completamento di un intero livello.
L’esperienza di gioco singleplayer si assesta, quindi, su livelli più che soddisfacenti, anche se sarà possibile portarla a termine in poche sessioni. La possibilità di giocare in co-op sia online che offline, oltre che accrescere la limitata longevità del titolo (si parla di 8-10 ore di gioco al massimo), farà si che i giocatori possano esibirsi in interessanti "tricks" difficilmente eseguibili in singleplayer e di affrontare quindi in modo totalmente diverso gli ostacoli e i puzzle. Le partite cooperative con tre giocatori risulteranno però più complesse, vista l’impossibilità di switchare fra i vari personaggi, mentre quelle a due giocatori doneranno ai partecipanti una maggiore libertà di azione.

Fantasy allo stato dell’arte


Chi si aspettava un titolo indie dalla realizzazione tecnica approssimativa, resterà piacevolmente stupito: Trine è una meraviglia per gli occhi; dagli acquerelli del breve filmato introduttivo alla grafica di gioco, la direzione artistica si dimostra davvero notevole.
Si tratta indiscutibilmente della migliore grafica vista fino ad ora su un platform a scorrimento orizzontale, primato che fino a poco tempo fa spettava al remake in HD di Bionic Commando.
Mossa dall’ormai irriconoscibile motore grafico di ShadowGrounds, realizzato dagli stessi Frozenbyte, la grafica di Trine gode di un livello di dettaglio negli scenari davvero sbalorditivo, e di un’ottima cura nella realizzazione dei personaggi, con qualche eccezione per i modelli 3D dei nemici, davvero poco vari. Ottimo anche l’uso delle ombre e degli effetti particellari ad alta risoluzione. Ben realizzate le animazioni, che, a parte qualche imprecisione nelle interazioni, risultano all’altezza del livello generale del titolo e regalano personalità ai tre protagonisti.
Il comparto audio vanta degli ottimi effetti sonori anche se non molto vari, così come i temi musicali, piacevoli e perfettamente in linea con l’ambientazione fantasy, ma in numero decisamente esiguo. Ben realizzato il doppiaggio italiano, anche se quello in lingua originale risulta per diverse ragioni più suggestivo.
I controlli sono semplici ed immediati, nella versione pc il sistema di puntamento col mouse, comodo ed efficace, non rende necessario l’uso di un gamepad, indispensabile invece nelle sessioni di gioco cooperative.

Trine La validità del titolo non è assolutamente da mettere in discussione. Gli sviluppatori di Trine sono riusciti a creare un piccolo capolavoro partendo da un’ambientazione ormai abusatissima, schemi abbandonati dai tempi delle console 16-bit (i giocatori più ‘anziani’ ricorderanno Lost Vikings), e una trama non proprio complessa. Il gameplay ricco e divertente vi terrà sicuramente incollati allo schermo fino al completamento del gioco per poi gustare l’interessante modalità cooperativa.

7.7

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