Recensione Uncharted 2: Il Covo dei Ladri

Un'avventura d'altri tempi, e un Multiplayer d'eccezione

Uncharted 2: Il Covo dei Ladri

Videorecensione
Uncharted 2: Il Covo dei Ladri
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    Disponibile per:
  • Ps3

Sono ormai vent’anni che un discreto numero di sviluppatori insegue la chimera della commistione perfetta tra il mondo del cinema e quello dei videogiochi. A partire dalla pietra miliare Another World, passando per i giochi in FMV del Sega CD  e per altri esperimenti più o meno riusciti come ad esempio la celebre saga di Metal Gear Solid, questi due media hanno sempre cercato di avvicinarsi senza però mai riuscire a convivere in piena armonia. Che con Uncharted 2: Il Covo dei Ladri, i Naughty Dog siano riusciti a trovare quest’armonia? Ci troviamo forse di fronte al primo vero e proprio “Film Interattivo” della storia dei videogiochi? Scopriamolo insieme.

Trama

Iniziando una nuova partita l’intento degli sviluppatori appare subito evidente: la scena d’apertura vede il nostro caro vecchio Nathan Drake risvegliarsi a bordo di un treno, con il corpo coperto di ferite e un viso piuttosto sbattuto. Grazie ad una saggia scelta di inquadrature, il giocatore scopre ben presto, insieme al protagonista, che  il vagone si trova appeso al ciglio di un burrone, in equilibrio molto precario. La scena, realizzata come tutte le altre con il motore del gioco, è cosi integrata col gameplay da lasciare sbigottiti: l’assenza di transizione, la scelta dell’inquadratura, la mancanza di qualsivoglia hud o indicazione a schermo... nulla lascia presagire che sia arrivato il nostro turno. Ed è così che, increduli, proviamo a toccare la levetta sinistra, ed è con sommo stupore che constatiamo che eppur... si muove.

Questa introduzione giocata funge anche da classico tutorial, che insieme alla presenza degli altrettanto classici barili esplosivi è uno dei pochissimi elementi che ci ricorda che effettivamente stiamo giocando ad un videogame e non ammirando un bel film d’azione. Ben presto ci accorgeremo che questa parte iniziale altri non è che un’anticipazione di eventi futuri, e grazie ad un sapiente uso di flashback il gioco vero e proprio avrà inizio, nelle fogne (“Tipico!” NdDrake) di Istanbul.

La trama del gioco, sebbene molto convenzionale, è ricca di colpi di scena e capace di calamitare l’attenzione del giocatore fino alla fine. Allo stesso modo i dialoghi sono divertenti e molto ben scritti, e i personaggi, il protagonista in primis, possiedono un notevole carisma. Il team di sviluppo è evidentemente capace di gestire il ritmo di gioco con grande confidenza: verso metà dell’avventura, dopo una sequenza di circa 2 ore continuate di azione rocambolesca, Drake e il giocatore si “prendono una pausa” in un ameno villaggio tibetano, dove per una ventina di minuti l’emozione più estrema che sperimenteranno sarà accarezzare il muso di uno yak. È una scelta coraggiosissima, eppure funziona alla perfezione. Complici dei bambini e un pallone da calcio, il giocatore più scafato non potrà fare a meno di vedere in questa sequenza un omaggio al gioco che più di tutti si avvicinò al concetto di “Film Interattivo” prima di Uncharted 2: il capolavoro Shen Mue di Sega.

Trofei ed Extra

Come diremo nel paragrafo appositamente dedicato al multiplayer, la maggior parte dei Trofei è legata al completamento dell'avventura principale. Terminarla a difficoltà elevata, raccogliere tutti i tesori ed accumulare uccisioni con le varie armi sono le richieste principali, in linea con quelle del vecchio capitolo. Solo due trofei sono legati al completamento di una partita cooperativa e competitiva. Per ogni riconoscimento, inoltre, il giocatore potrà accumulare punti per sbloccare bozzetti, video, e curiosi “tricks” per rendere più facile la progressione

Gameplay e Tecnica

Cominciando a giocare la prima cosa che balza all’occhio, ovviamente, è il lavoro senza precedenti svolto dal team Naughty Dog nella cura della presentazione: la grafica e il sonoro di Uncharted 2 non temono nessun rivale nel mondo dei videogiochi su console, e non solo per quanto riguarda il lato tecnico. Che siano i modelli dei personaggi, le ambientazioni, o gli effetti di luce e ombra, ogni aspetto del gioco trasuda una cura maniacale e un livello di dettaglio che ha dell’incredibile. Il fatto che nonostante questo il titolo non rallenti e non scatti praticamente mai è ulteriore segno della competenza tecnica del team. Decisamente buono il comparto animazioni, che rende viva e vibrante ogni scena, e sostiene sequenze d'intermezzo mozzafiato, in cui si apprezza una recitazione digitale ed un'espressività davvero senza pari. Il lavoro sulla direzione artistica è però quello che più colpisce. Complice un orizzonte visivo smisurato, e la strabordante qualità delle texture, le scenografie digitali di Uncharted 2 mozzano il fiato, stimolando un'emotività strana, un senso di smarrimento e impotenza di fronte alla vastità dei piccoli "angoli di mondo" che si parano di fronte al videoplayer. La varietà delle location è assicurata, ed in ognuna si respira un'atmosfera peculiare, magica, perfettamente intonata ed avvolgente.
Il sonoro è altrettanto impressionante, ed è un bene constatare come non si sia badato a spese neanche in un aspetto secondario come il doppiaggio italiano, che è ad un livello paragonabile a quello riservato alle maggiori produzioni hollywoodiane.

Per quanto riguarda il gameplay, questo Uncharted 2 è come il suo predecessore: un pastiche di stili diversi raccolti da altre famose e collaudate produzioni. Ma se nel primo gioco ci si limitava a prendere le sparatorie di Gears of War e ad alternarle con le arrampicate di Tomb Raider, qui la situazione si fa molto più variegata. Sono infatti presenti sezioni stealth e una maggiore enfasi sui puzzle ambientali. Questi ultimi non stuzzicano quasi mai l'ingegno del videoplayer, ma si rivelano un discreto espendiente per scacciare la monotonia dell'alternanza fra fasi d'azione e sparatorie, ponendo l'accento sul carattere "avventuroso" della produzione.
Notevoli passi in avanti compiuti per quel che riguarda le fasi esplorative. In molti casi, infatti, le ambientazioni non proprio canoniche e l'assenza di Backtracking saranno elementi salvifici per vivacizzare l'avanzamento. Abbandonati i clichè classici, Uncharted 2 si lascia alle spalle liane e rampicanti, per organizzare un pathfinding non troppo cervellotico, ma in contesti (come quello urbano) che riescono a dare l'idea di un'esplorazione improvvisata sul momento, a tutto vantaggio della freschezza di situazioni.
Forse meno rilevanti le fasi stealth, che rimangono fra le meno approfondite e servono più che altro a spezzare il ritmo tra una sparatoria e l’altra. In particolare i comandi, perfetti per un gioco action, si rivelano un po’ troppo imprecisi per avere un controllo stealth efficiente. La maggior parte delle volte, infatti, ogni tentativo di approccio furtivo si risolverà in una gran caciara. Non che ci sia niente di male, però, visto che la parte in assoluto meglio realizzata e più divertente di Uncharted 2 sono proprio gli scontri a fuoco, presenti per fortuna in abbondanza. La grande varietà di armi e scenari garantisce delle sparatorie sempre molto variegate e appassionanti, e Naughty Dog riesce sempre a inserire qualche piccola variazione a livello di gameplay che rende ogni scontro diverso dal precedente. I nemici sono dotati di un’IA molto avanzata, che gli permette di sfruttare tatticamente ogni riparo e di usare regolarmente granate per stanare il giocatore.
La difficoltà dunque è molto ben calibrata, a parte un paio di frustranti momenti in cui si viene letteralmente sommersi di nemici e proiettili da ogni parte. La scelta dell’energia auto-ricaricante è coerente con il tema da “Action Movie” seguito dagli sviluppatori. Lo sanno tutti che nei film d’azione i proiettili dei nemici non causano mai danni permanenti al protagonista.

Data la sua natura, è bene precisare che Uncharted 2 è uno dei giochi più lineari mai creati: ogni tentativo di deviazione dal percorso prestabilito verrà frustrato da barriere architettoniche insormontabili, accompagnate ogni tanto da un tesoro da raccogliere (ce ne sono 100). Niente di cui lamentarsi, ma qualche momento libero dai binari sarebbe stato certamente gradito.

La longevità  è nella media dei titoli del genere: 10-12 ore di gioco. A differenza degli altri prodotti, però, queste 10-12 ore sono quasi del tutto scevre di momenti morti o ripetizioni. Solo verso la fine si inizia ad avvertire la presenza di qualche combattimento di troppo, ma niente di davvero fastidioso. Grazie all’ottima funzione “Capitoli”, inoltre, è possibile ripartire in ogni momento da un determinato punto dell’avventura. E fidatevi, alcune parti del gioco sono così sensazionali che vorrete assolutamente rigiocarle in futuro.

Multiplayer & Cinema

Il Multiplayer di Uncharted 2 costituisce un prezioso valore aggiunto per la produzione. Chi credeva che il comparto multigiocatore fosse un'aggiunta posticcia e male integrata, fatta per dar seguito alle mode del momento, di fronte al compulsivo e coinvolgente ritmo di gioco dovrà necessariamente ricredersi. Del resto, nonostante buona parte della qualità inoppugnabile del prodotto Naughty Dog sia da ricercare nel comparto narrativo e nell'emotività che suscita (grazie all'esplorazione di paesaggi mozzafiato e ad una progressione diretta in maniera sopraffina), dentro Uncharted batte un'anima da Third Person Shooter, modellata sull'insegnamento di Gears of War.
Il multiplayer mette in risalto proprio questa componente, ma non manca di dimostrare un carattere tutto particolare: il gioco in rete, infatti, benchè focalizzato sulle sparatorie, non tradisce la derivazione “platform” del gameplay, regalando mappe dalla conformazione intricata, con tanto di baratri e dislivelli, che assicurano una discreta varietà di approcci alla partita.
Per quanto riguarda le modalità competitive, la gamma di opzioni non si discosta molto da quella classica: oltre all'immancabile DeathMatch (anche a squadre), Saccheggio è una rivisitazione del “cattura la bandiera” in cui si devono recuperare antichi artefatti, mentre Guerra da Campo è l'alternativa di Naughty Dog alla nota modalità “Zone di Guerra”. Re della Collina e Reazione a Catena (in cui si devono conquistare gli Hot Spot in una certa sequenza) chiudono un quadro di modalità in linea con l'offerta attuale, ma fortunatamente dotato di personalità.
Le partite, al di là di qualche problema nel Matchmaking (che speriamo si risolva, dato il naturale incremento di giocatori, dopo l'uscita del titolo), corrono lisce e fluide, senza particolari problemi di connessione, grazie all'ottimo Netcode ed al cap di Player fissato a 10 persone. Divertente e stimolante, il Multiplayer di Uncharted si fa apprezzare dunque non solo per il ritmo serrato, ma anche per un approccio discretamente originale, nella riproposizione di quella componente “esplorativa” che già permea il Single Player. Ottima, infine, la caratterizzazione delle sette mappe disponibili: notevole non solo la loro architettura, che offre spunti tattici interessanti, ma anche il colpo d'occhio, che non soffre particolarmente per il naturale downgrade tecnico.
Alla gamma di modalità competitive si affianca il Co-Op mode, composto di tre parti. Mentre Sopravvivenza è l'equivalente di “Orde” (ormai entrato di fatto, dopo Nazi-Zombie e Firefight, uno standard), Corsa all'Oro vede il team di videoplayer alle prese con un gruppo di briganti ai quali sottrarre un tesoro. L'opzione più interessante è senza dubbio la “Missione Cooperativa”, in cui tre giocatori devono compiere una piccola quest attraversando location già conosciute nel single player. L'articolazione di queste missioni è sufficientemente varia e articolata per “mimare” una sessione di gioco dell'avventura principale, con tanto di fasi platform da superare. Restiamo un po' con l'amaro in bocca nel constatare che le missioni cooperative siano solamente 3. Siamo sicuri che futuri DLC sapranno rimpinguare l'offerta, ma speriamo che tali pacchetti non ci costringano ad acquistare una singola missione assieme ad un esiguo numero di mappe multiplayer.
Al di là di questo, tutto il comparto Online è regolato da un semplice sistema di Level Up, che permette di far crescere il proprio personaggio, sbloccare nuove skin e guadagnare qualche “Perk”, nella forma di alcuni potenziamenti sull'efficacia delle armi, sul rateo di fuoco o sul tempo di ricarica. Sebbene lontano dalle eccellenze della serie CoD, questo sistema di progressione intrattiene i player più esigenti e “focosi”. Resta però totalmente indipendente dall'assegnazione dei Trofei, che riguardano in massima parte il Single Player.

Uncharted 2, in ogni caso, non vuole farsi mancare proprio niente, ed aggiunge ai corposi Extra che è possibile sbloccare proseguendo nell'avventura, due funzioni a disposizione dei più creativi. La modalità Cinema permette di registrare le proprie scorribande, per poi pubblicarle sui server ufficiali, magari “imbellettate” con qualche filtro grafico basilare. Le opzioni per la personalizzazione del filmato sono discretamente numerose, e vanno dalla possibilità di cambiare angolazione e distanza dell'inquadratura, a quella di agire sulla luminosità dell'ambiente e sul bilanciamento dei colori primari. Grazie alla consulenza di Machinima.com, l'editor “cinematografico” può essere usato anche per creare filmati personalizzati in un'apposita modalità, sfruttando praticamente qualsiasi animazione presente nel gioco, ed eventualmente sostituendo sfondi e scenari. L'upload sul server dei video è velocissimo, e non vediamo l'ora di controllare le prime creazioni dell'utenza.

Oltre alle entusiastiche considerazioni riguardanti un single player coinvolgente ed una narrazione ai vertici dell'eccellenza, è necessario dunque integrare la critica di Uncharted con la consapevolezza che Naughty Dog ha saputo persino adattare il suo brand al gioco in rete, ottenendo risultati impressionanti. Il gameplay di Uncharted 2 si presta benissimo alle partite multiplayer, e la cura certosina nella definizione di una struttura avvolgente e frizzante testimonia ancora una volta l'eccellenza del team di sviluppo e del suo nuovo brand.

Uncharted 2: Il Covo dei Ladri In definitiva Uncharted 2 è il classico caso in cui il risultato è maggiore della somma delle parti: il suo gameplay di base è derivativo, le aggiunte del nuovo episodio sono superficiali, e la trama molto lineare. Eppure l’incredibile presentazione, la grande varietà di situazioni e ambienti, il ritmo serratissimo e il taglio cinematografico ne fanno di certo uno dei giochi migliori dell’anno, elevandolo a nuovo termine di paragone del genere action. Naughty Dog non è interessata alle innovazioni del gameplay, sebbene rifinisca la formula di base del suo prodotto in maniera sopraffina, quanto all’evoluzione del videogioco come media a tutto tondo. In sostanza Uncharted 2 è un acquisto obbligatorio, nel caso possediate una PS3. Si tratta dunque di un film interattivo? Beh, non ancora. Dopotutto l’HUD a scomparsa e altre indicazioni a schermo sono comunque presenti, e quei barili esplosivi gridano vendetta. Non c’è dubbio, però, che con Uncharted 2: Il Covo dei Ladri si sia fatto un passo da gigante nella direzione giusta. L'esperienza multiplayer rappresenta un valore aggiunto notevole, e l'intero pacchetto è decisamente sostanzioso. Insomma, un'avventura eccezionale e travolgente, emozionante ed esemplare. Forse, per gli appassionati del genere o per gli amanti di una sceneggiatura spericolata e audace, un prodotto indimenticabile.

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