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Nuovo episodio della (dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2

Recensione Undertale

Un gioco di ruolo atipico, in cui si può arrivare alla fine senza sferrare un solo colpo, diventando al tempo stesso i migliori amici e confidenti del popolo di un misterioso reame sotterraneo...

Versione analizzata: PC
recensione Undertale
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Il sistema di combattimento è indubbiamente uno dei capisaldi di ogni buona esperienza ruolistica: partiamo inesperti, sconfiggiamo nemici, diventiamo più forti e acquistiamo nuovi equipaggiamenti, ripetendo tale sequenza fino all'agognato scontro finale. Esistono addirittura titoli che, pendendo più dal versante action, fanno della lotta compulsiva l'elemento centrale dell'esperienza, mettendo in secondo piano la trama e lasciando concentrare il giocatore sul metodo migliore per uccidere orde infinite di mostri. E se per una volta il nostro eroe non dovesse uccidere? Se ci venisse offerta la possibilità di trovare un accordo con gli avversari aiutandoli a risolvere dei problemi? Undertale è la risposta a tali quesiti. Un gioco di ruolo in cui si può arrivare alla fine della campagna senza sferrare un singolo colpo, diventando al contempo i migliori amici del popolo di un misterioso reame sotterraneo.

Giù nel baratro

In questa curiosa avventura vestiamo i panni di un ragazzino che, caduto in una voragine senza fine, si ritrova in un mondo sotterraneo popolato esclusivamente da mostri. È il prologo stesso a narrarci la storia di tale luogo, descrivendo un'aspra guerra tra creature e umani dalla quale questi ultimi sono usciti vincitori, confinando gli sconfitti nel regno del sottosuolo grazie a una barriera magica. Ci vuole poco per ritrovarsi attaccati da uno degli abitanti del posto e ancora meno per capire il motivo di tanta foga nel voler uccidere un giovane indifeso: per uscire da questo luogo i mostri hanno bisogno di otto cuori e il loro re finora ne ha collezionati ben sette. Lo scopo della campagna sarà quindi difendersi dai ripetuti attacchi di guardie, scheletri e esseri di vario tipo che cercheranno di arrestare la nostra avanzata per portare a compimento il loro malefico piano. Se dovessimo fermarci a questo punto, la storia di Undertale potrebbe sembrare non solo banale, ma anche un disincentivo, soprattutto considerando quanto la trama sia importante per mantenere alto l'interesse nei confronti di un gioco di ruolo. Al contrario, ciò che abbiamo incontrato nelle circa 8 ore impiegate per portare a termine l'avventura è stata una delle esperienze più originali, folli e divertenti degli ultimi anni. Il titolo, sviluppato praticamente da una sola persona, è letteralmente una sequenza di situazioni al limite dell'immaginazione, in cui non si può non rimanere di stucco di fronte al delirio che prende forma di fronte agli impassibili occhi del serafico protagonista. Già nei primi minuti abbiamo rischiato la vita con un fiore assassino, ma gli esempi si sprecano: un manichino di prova stanco di essere picchiato, una carota malefica che vuole che mangiamo più verdure, un aeroplano innamorato di noi e un guerriero che ci ha sfidati a una gara di piegamenti. Dall'inizio alla fine questo gioco non farà altro che stupirvi in continuazione, strappandovi risate a volontà e demolendo al contempo molti dei luoghi comuni che accompagnano il mondo dei giochi di ruolo. Purtroppo tale originalità potrebbe non essere accessibile a tutti, in quanto il titolo è interamente in inglese e molto spesso presenta un lessico particolare, nonché giochi di parole e battute che non possono essere compresi fino in fondo senza una conoscenza più che adeguata nell'idioma anglosassone. In una produzione che fa della storia e delle situazioni assurde il proprio punto di forza, non capire correttamente ciò che i personaggi si stanno dicendo potrebbe creare più di un problema, in particolar modo per il combattimento. Come già accennato in apertura, in Undertale non è necessario combattere chi abbiamo di fronte, poiché il titolo ci offre sempre e comunque una via di fuga pacifica grazie alla quale risolvere i problemi del mostro di turno e diventarne conseguentemente amici. Oltre alla voce "Fight", nei menu è disponibile la funzione "Act", grazie alla quale si può interagire con l'avversario scegliendo un'azione tra alcune disponibili e cercando di applicare la sequenza più giusta nel minor tempo possibile. Scontrandoci con un cane diffidente abbiamo dovuto avvicinarci, farci odorare e accarezzarlo più volte prima di fargli passare la voglia di combattere, abbiamo lucidato l'armatura sporca di un cavaliere nero e in altri casi abbiamo semplicemente aspettato alcuni turni in attesa che la rabbia del nemico facesse il suo corso. Appare ora più chiaro come, soprattutto cercando di imboccare la via pacifista, sia necessario conoscere molto bene l'inglese onde evitare disguidi e conseguenti sconfitte tranquillamente prevenibili.

Per tutti coloro che invece prediligono un gameplay più aggressivo, l'alternativa violenta rimarrà sempre disponibile in ogni momento, ma, com'è prevedibile in questi titoli, le azioni compiute durante la partita influenzeranno il corso degli eventi e il tipo di finale sbloccato. Indipendentemente dalle vostre azioni, ad ogni turno vi sarà una risposta del nemico, che vi attaccherà all'interno di uno speciale box in cui schivare pattern d'attacco di ogni tipo. Questo turno assume quindi la forma di un minigioco bidimensionale in cui muoversi con le frecce per ricevere il minor numero di colpi possibile e mandare avanti il combattimento un'ondata dopo l'altra. Anche in questo l'originalità di Undertale diventa papabile e, con un po' di allenamento, sarà piuttosto facile riuscire a destreggiarsi in situazioni che ricordano molto da vicino la frenesia dei vecchi coin-op, fino a raggiungere picchi estremi di difficoltà in alcune boss fight. L'altro grande aspetto della produzione sono i tanti puzzle posti "a guardia" di certe zone, la cui risoluzione è necessaria per poter procedere anche si alcuni casi tende ad allentare l'altrimenti serrato ritmo di battute e combattimenti. Si tratta quasi sempre di enigmi molto elementari e che richiedono pochi tentativi per essere risolti, ma la loro onnipresenza dall'inizio alla fine dell'avventura potrebbe stonare a chi ricerca un'esperienza più immediata. Sul fronte tecnico Undertale è né più né meno di un gioco uscito direttamente da una cartuccia per Super Nintendo, con una grafica 2D in bassissima risoluzione e sprite vividi e netti che nemmeno puntano alla verosimiglianza. Nonostante ciò, la bellezza e la cura con cui il mondo di gioco è stato ricostruito sono innegabili, e il piacere generale che deriva dall'esplorazione di questo mondo magico sembra non essere compromessa dallo stile retrò. Complici di ciò sono gli originali artwork dei mostri, che pur nella loro pulizia riescono ad esprimere una vasta gamma di emozioni all'interno del combattimento, passando dalla sicurezza all'imbarazzo, dalla rabbia alla gioia e così via, anche grazie al buon lavoro operato sulle (pur semplici) animazioni.

Gran parte del coinvolgimento di Undertale deriva comunque dalla sua eccezionale colonna sonora, peraltro acquistabile separatamente o in bundle su Steam, che presenta un'ampia gamma di temi e musiche a 8 bit con motivetti estremamente orecchiabili. Lo stile musicale (come anche quello visivo) potrà piacere più o meno a seconda dei gusti, ma di fronte a un'opera del genere vi possiamo assicurare che è davvero difficile rimanere impassibili e non lasciarsi rapire dalle atmosfere del folle mondo sotterraneo.

Undertale Undertale è un gioco incredibilmente bello, originale e trascinante e lo è ancor di più se consideriamo che è stato creato interamente da un solo sviluppatore. La magia che si può toccare in quest’esperienza in cui non è necessario fare del male per avanzare è di quelle che ti lasciano qualcosa anche una volta arrivati ai titoli di coda, un momento piacevole e doloroso che facilmente spronerà a imboccare una seconda run. Qualche enigma di troppo (e troppo semplice) non rovina un gameplay fresco, fatto di esplorazione e combattimenti in cui sarà impossibile non lasciarsi sfuggire almeno un sorriso di fronte ai deliri nascosti in questo mondo sotterraneo. Undertale è un titolo consigliato a tutti gli amanti dei giochi di ruolo e delle belle storie (a patto che si conosca abbastanza bene l’inglese), che ci ricorda come l’innovazione possa fondersi egregiamente con un fascino retrò, e come, a volte, la lingua possa ferirne più della spada.

9

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