Q&A: Domande e Risposte Oggi alle ore 16:00

Rispondiamo in diretta alle vostre domande e curiosità!

Recensione UnEpic

Arrivano finalmente su steam le gesta non-epiche di un semplice giocatore di D&D

Versione analizzata: PC
recensione UnEpic
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
  • Pc
Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

Sono passati quasi due anni da quando Francisco Tellez de Meneses, talentuoso sviluppatore indipendente spagnolo, ha pubblicato la prima versione di UnEpic, interessante titolo che mescola un umorismo tipicamente geek allo stile dei giochi “Metroidvania”.
Per chi non lo sapesse, con questo termine si identificano i prodotti con un forte focus sull'esplorazione degli ambienti e sul backtracking, che alternano una marcata componente platform ad una buone dose di puzzle ed enigmi. Inaugurato negli anni ’80 con i primi titoli delle serie Metroid e Castlevania (da qui il nome), il rappresentante più recente di questo genere è stato senza dubbio il buon Shadow Complex, uscito nel 2009 su Xbox Live Arcade, fino all’arrivo di UnEpic nel 2011, che sopperisce alle mancanze tecnologiche rispetto al titolo di Chair Entertainment con una sana dose di ironia e una trama che non si prende troppo sul serio.
Due anni dopo la release originale, UnEpic arriva finalmente anche su Steam: visto il periodo di magra, l'occasione ci è sembrata quella giusta per tornare a parlarne in una review.

Epica in tono minore

Daniel, novello giocatore di Dungeons & Dragons con una passione per i videogiochi, si trova costretto a recarsi in bagno per rispondere al “richiamo della natura”, in barba alle proteste del brufoloso Dungeon Master padrone di casa. Ben presto, però, il protagonista, e noi giocatori con lui, si ritrova misteriosamente catapultato in un castello abitato da scheletri, satiri, orchi e ragni giganti; praticamente la summa dei nemici tipici del gioco di ruolo fantasy-medievale.
In compagnia di uno spirito di fumo nero a cui viene affibbiato il nomignolo “Zera” (Zeratul nella versione Inglese, in cui la citazione sembra più esplicita), Daniel si trova costretto a esplorare il misterioso castello di Harnakon ed eliminarne l’omonimo Signore, scoprendo nel frattempo Spiriti Puri rinchiusi fra le mura e sconfiggendone i Guardiani in una sorta di auto-suggestione indotta, a detta del protagonista, dalle droghe allucinogene versategli nella birra dai compagni di gioco.
Oltre alle già citate caratteristiche del genere platform-adventure, UnEpic propone un profondo sistema di personalizzazione delle abilità del personaggio, con cui è possibile assegnare i punti, ottenuti a ogni passaggio di livello, alla salute massima ed alle abilità apprese durante l’esplorazione, legate all’uso delle armi, delle armature, e delle varie “scuole” di magia.

La grande varietà di armi bianche a disposizione e il numero di magie sbloccate nel corso dell’avventura rendono necessaria un’attenta pianificazione delle abilità da migliorare durante la partita. Sebbene la mancanza di punti nelle abilità legate alle armi non porti grandi conseguenze, l’acquisizione dei tomi contenenti le magie e le pozioni più potenti è strettamente legata al numero di punti spesi nei rispettivi “rami”. Quindi è bene non commettere leggerezze, se non si vuole poi avere vita difficile nelle fasi avanzate dell'avventura.
A complementare l’elenco di strumenti a supporto delle gesta del nostro “non-epico” eroe troviamo i pet, una serie di creature evidentemente ispirate ai famigli presenti in Castlevania: Symphony of the Night, ognuno in grado di utilizzare diverse abilità speciali, tra le quali l’eliminazione automatica di nemici “minori” come pipistrelli e vespe, la guarigione del personaggio e il lancio di magie di fuoco e ghiaccio. I pet possono essere ottenuti attraverso il completamento delle numerose missioni secondarie presenti nel gioco: oltre all’uccisione dei Guardiani e alla sconfitta del Signore del castello Harkanon, infatti, UnEpic, presenta un numero consistente di side quest, nascoste spesso dietro una porta o un falso muro, che rappresentano probabilmente uno degli aspetti più riusciti del gioco.
Invece delle solite missioni presenti nei giochi di ruolo “moderni”, che spesso si risolvono nella semplice raccolta di oggetti, lo sviluppatore si è impegnato nel personalizzare gli obiettivi di tutte le missioni presenti nella sua opera prima, rendendole uniche sia nelle situazioni che nello scambio di battute fra Daniel e gli NPC. Ecco dunque che ci ritrova “costretti” a fecondare delle donne goblin in calore (con tanto di commento disgustato di Zeratul, suo malgrado spettatore passivo dell’impresa), raccogliere sanguisughe con cui rendere impotente un orco troppo schizzinoso, o persino recarsi nel bagno del castello (che sta sempre “in fondo a destra”) per trovare del “fertilizzante” con cui concimare delle strane piante fluttuanti.

Certamente, a livello di grafica e sonoro UnEpic è tutto fuorché rivoluzionario, ma i continui aggiornamenti apportati nei mesi dallo sviluppatore, di cui vi abbiamo parlato anche nella nostra intervista del mese scorso, hanno migliorato nettamente la situazione, aggiungendo il supporto per risoluzioni dello schermo più alte e adattando ad esse l’interfaccia utente, che adesso presenta degli utili box informativi sulla quest attualmente seguita, la quantità di certi oggetti presenti nell’inventario e gli status alterati attualmente applicati al personaggio.
La chicca finale di questa produzione indipendente spagnola, che negli anni ha acquisito anche una traduzione in Italiano più che buona (a parte qualche raro svarione), è indubbiamente la quantità di citazioni di altri videogiochi presenti nei dialoghi fra Daniel e il suo (involontario) compagno Zera. L'avanzamento viene poi vivacizzato di tanto in tanto da situazioni paradossali, come l’improvvisa chiamata al cellulare della madre; tutti questi piccoli dettagli contribuiscono a rendere UnEpic un titolo unico e apprezzabile, soprattutto per quei giocatori che saranno capaci di cogliere tutti i riferimenti alla cultura nerd.

UnEpic Tra situazioni surreali ed uno spiccato citazionismo, UnEpic si distingue per il fatto di essere un gioco che non si prende troppo sul serio. Al di là di un comparto tecnico tutto sommato non eccelso, le meccaniche di gioco sono quelle collaudate del genere che ha reso famosi capolavori della storia video ludica come Metroid e Castlevania, arricchite da caratteristiche inedite come la rete di portali interconnessi, che richiama molto Chakan: The Forever Man di SEGA. Le quest non banali disseminate nella mappa di gioco ed il sistema di crescita che stimola la pianificazione anticipata delle abilità da migliorare chiudono il quadro su un titolo seriamente consigliato, in questi mesi di calura estiva.

8

Che voto dai a: UnEpic

Media Voto Utenti
Voti totali: 22
8.3
nd