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Recensione UnEpic

Anche sull'ammiraglia Nintendo arriva il divertentissimo indie spagnolo

Versione analizzata: Wii U
recensione UnEpic
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Non è solo PlayStation 4 ad attirare i team di sviluppo indipendenti e le piccole realtà che vogliono spostarsi dal mondo PC a quello console. E' indubbio che l'hardware Sony abbia fato gola a molte software house cresciute dal basso, ma adesso WiiU si propone di recuperare terreno, snellendo le politiche di publishing e incentivando di rimando l'arrivo di un più consistente numero di produzione su eShop. Ad aprire le danze di questo “nuovo corso” ci pensa UnEpic, titolo sviluppato da Francisco Tellez de Meneses e pubblicato ormai quasi tre anni fa. Dopo un'uscita in sordina, il gioco si è fatto conoscere ad una più ampia fetta di pubblico grazie all'arrivo su Steam, ed ora raggiunge anche quei giocatori che hanno deciso di passare alla next-gen con la piattaforma Nintendo.
Grazie ai numerosi miglioramenti introdotti proprio nelle ultime versioni, alla traduzione italiana, ed in generale al suo gusto retrò che si sposa felicemente con una ben tenuta ironia di fondo, UnEpic rappresenta un discreto action a sfondo ruolistico, ispirato alla tradizione dei “metroidvania”, e punitivo quanto basta per stimolare tutti gli amanti di un approccio Old-School.

Tira un d20

Daniel, novello giocatore di Dungeons & Dragons con una passione per i videogiochi, si trova costretto a recarsi in bagno per rispondere al “richiamo della natura”, in barba alle proteste del brufoloso Dungeon Master padrone di casa. Ben presto, però, il protagonista si ritrova misteriosamente catapultato in un castello abitato da scheletri, satiri, orchi e ragni giganti; praticamente la summa dei nemici tipici del gioco di ruolo fantasy-medievale.
In compagnia di uno spirito di fumo nero a cui viene affibbiato il nomignolo “Zera” (Zeratul nella versione Inglese, in cui la citazione sembra più esplicita), Daniel si trova costretto a esplorare il misterioso castello di Harnakon ed eliminarne l’omonimo Signore, scoprendo nel frattempo Spiriti Puri rinchiusi fra le mura e sconfiggendone i Guardiani in una sorta di auto-suggestione indotta, a detta del protagonista, dalle droghe allucinogene versategli nella birra dai compagni di gioco.
Fin da subito UnEpic mette in chiaro sia la sua genesi (non aspettatevi una grafica all'ultimo grido, ma un look bidimensionale non troppo rifinito), sia l'appartenenza ad una categoria di prodotti molto specifica. Il titolo si presenta come un platform-adventure, in cui siamo chiamati ad esplorare le labirintiche stanze del castello, prendere a mazzate i nemici, e accrescere poco a poco le abilità del nostro improvvisato eroe, per poter proseguire nel tessuto di quest intrecciato dallo sviluppatore. I primi minuti in compagnia del prodotto si passano ad ammazzare pipistrelli e bruchi, sottolineando le atmosfere tutt'altro che epiche dell'avventura, mentre la luce di un accendino ci permette di vedere che cosa succede attorno a noi. Per gli appassionati di lungo corso e tutti quei giocatori che sono cresciuti a pane e GDR, comunque, sarà questione di un attimo restare intrappolati nella rete di UnEpic. Il gioco è semplice, diretto, ma fin da subito riesce a stuzzicare la nostra curiosità, mettendoci di fronte non solo ad una forte connotazione parodistica, ma anche rivelandosi piuttosto difficile. Morire infilati dalle lance di una trappola, o per il veleno di un serpente, o anche trucidati dalla mannaia di un troll-cuoco, è questione di un attimo. Ma è altrettanto naturale ricominciare sempre più determinati, quasi che fossimo di fronte ad un roguelike, in cui ogni morte migliora la nostra esperienza e la conoscenza del mondo di gioco.
In verità la struttura di UnEpic è molto diversa: il gioco propone un profondo sistema di personalizzazione delle abilità del personaggio, con cui è possibile assegnare i punti, ottenuti a ogni passaggio di livello, alla salute massima ed alle skill apprese durante l’esplorazione, legate all’uso delle armi, delle armature, e delle varie “scuole” di magia.

La grande varietà di armi bianche a disposizione e il numero di magie sbloccate nel corso dell’avventura rendono necessaria un’attenta pianificazione delle abilità da migliorare durante la partita. Sebbene la mancanza di punti nelle abilità legate alle armi non porti grandi conseguenze, l’acquisizione dei tomi contenenti le magie e le pozioni più potenti è strettamente legata al numero di punti spesi nei rispettivi “rami”. Quindi è bene non commettere leggerezze, se non si vuole poi avere vita difficile nelle fasi avanzate dell'avventura.
A complementare l’elenco di strumenti a supporto delle gesta del nostro “non-epico” eroe troviamo i pet, una serie di creature evidentemente ispirate ai famigli presenti in Castlevania: Symphony of the Night, ognuno in grado di utilizzare diverse abilità speciali, tra le quali l’eliminazione automatica di nemici “minori” come pipistrelli e vespe, la guarigione del personaggio e il lancio di magie di fuoco e ghiaccio. I pet possono essere ottenuti attraverso il completamento delle numerose missioni secondarie presenti nel gioco: oltre all’uccisione dei Guardiani e alla sconfitta del Signore del castello Harkanon, infatti, UnEpic, presenta un numero consistente di side quest, nascoste spesso dietro una porta o un falso muro, che rappresentano probabilmente uno degli aspetti più riusciti del gioco.
Invece delle solite missioni presenti nei giochi di ruolo “moderni”, che spesso si risolvono nella semplice raccolta di oggetti, lo sviluppatore si è impegnato nel personalizzare gli obiettivi di tutte le missioni presenti nella sua opera prima, rendendole uniche sia nelle situazioni che nello scambio di battute fra Daniel e gli NPC. Ecco dunque che ci ritrova “costretti” a fecondare delle donne goblin in calore (con tanto di commento disgustato di Zeratul, suo malgrado spettatore passivo dell’impresa), raccogliere sanguisughe con cui rendere impotente un orco troppo schizzinoso, o persino recarsi nel bagno del castello (che sta sempre “in fondo a destra”) per trovare del “fertilizzante” con cui concimare delle strane piante fluttuanti.

La chicca finale di questa produzione indipendente spagnola, è indubbiamente la quantità di citazioni di altri videogiochi presenti nei dialoghi fra Daniel e il suo (involontario) compagno Zera. L'avanzamento viene poi vivacizzato di tanto in tanto da situazioni paradossali, come l’improvvisa chiamata al cellulare della madre: tutti questi piccoli dettagli contribuiscono a rendere UnEpic un titolo unico e apprezzabile, soprattutto per quei giocatori che saranno capaci di cogliere tutti i riferimenti alla cultura nerd.
L'edizione WiiU si propone con un sistema di controllo adattato ai tasti per Gamepad, che funziona bene e permette, grazie alle molte shortcut, di non rimpiangere l'immediatezza dell'interfaccia PC. Nonostante il titolo avesse grandi potenzialità anche in modalità “Off-TV Play”, purtroppo l'utilizzo del touchscreen come schermo principale limita molto le qualità della produzione. Invece di visualizzare le stanze nella loro interezza, infatti, lo sviluppatore ha optato per un livello di Zoom che concentra l'inquadratura sul protagonista, ma che rende davvero facile l'evenienza di perdersi per strada qualche dettaglio. D'altro canto c'è la possibilità di ripristinare l'inquadratura classica, ma in questo caso è la diagonale ridotta a rendere difficile distinguere i vari elementi a schermo. Una via di mezzo sarebbe stata probabilmente più adeguata, ammesso e non concesso che si debba necessariamente giocare lontani dal televisore.
Quando non è utilizzato come schermo principale, il Gamepad visualizza comunque i vari menù di selezione delle armi e degli oggetti. E' possibile scegliere le armi con un tap, ma la soluzione non è molto comoda e si tenderà a preferire le scorciatoie classiche, che per fortuna funzionano alla grande.

UnEpic Oggi come tre anni fa, UnEpic è un titolo indie di ottima fattura, che risalta ancora di più quando si scopre che è stato sviluppato interamente da una persona. Nonostante uno stile poverissimo, vi conquisterà con una personalità molto forte, in grado di stuzzicarvi con un'infinità di rimandi alla cultura nerd: dai videogame ai gdr cartacei, passando per i film-culto della fantascienza e del fantasy. Un gameplay semplice solo all'apparenza si intreccia con un sistema di sviluppo del personaggio ben ponderato, ma soprattutto con una cattiveria che sembra quasi anticipare quella di tanti roguelike odierni. Da provare senza remore.

8

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