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Recensione Valentino Rossi The Game

Milestone lancia Valentino Rossi The Game, nuovo gioco ufficiale della MotoGP incentrato sulla vita e la carriera del Dottor Rossi.

Valentino Rossi The Game

Videorecensione
Valentino Rossi The Game
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Questo è un gioco importante, non il solito MotoGP un po' troppo uguale ai precedenti. Il nome Valentino Rossi infatti non compare solo tra i roster di piloti che potranno partecipare a ogni gara virtuale che allestirete attraverso i menù di gioco, ma si trasforma in un brand più forte della stessa categoria in cui il pilota italiano corre, piegando al suo cospetto titolo, look e modalità di questa nuova fatica targata Milestone. È una scelta forse anacronistica: la stessa Electronic Arts di John Madden Football, Tiger Woods PGA Tour e (ve ne dico uno storico, siete pronti?) One on One: Dr. J vs. Larry Bird, sembra ultimamente non essere più convinta della strategia che contribuì a rendere uno standard dal 1983 (basket e hockey sono semplicemente NBA LIVE ed NHL 17, e neppure il calcio ha un "testimonial"). Eppure è la prima volta che una software house italiana arriva talmente in alto da riuscire a strappare una licenza così importante, come è vero che raramente abbiamo avuto un campione così riconoscibile da rappresentare da solo un'intera disciplina, come è riuscito al nostro Vale. L'unico italiano, ma non proprio italiano, a finire nel titolo di un videogioco è stato infatti Mario Andretti, nel 1994 e nel 1997. C'è quindi molta curiosità, se non altro per capire in che modo verrà accolto questo Valentino Rossi: The Game, a prescindere dalla qualità del gioco, che convince senza sorprendere, esattamente come il suo modello fisico.

Dottore, chiami un dottore

Forse in Milestone ci sono andati giù un po' pesante... sul retro della copertina c'è scritto chiaro, eppure a prima vista Valentino Rossi: The Game non sembra affatto un seguito di MotoGP 15. Sembra anzi un gioco tutto nuovo che potrebbe addirittura non includere le classiche modalità dei vecchi titoli. Una volta caricato i dubbi possono addirittura aumentare: si viene infatti spediti immediatamente all'ingresso della VR46 Academy, dove potremo creare il nostro giovane pilota scegliendo da un ottimo numero di caratteristiche fisiche, di guida e prettamente estetiche. È solo dopo la prima gara nell'oramai famoso circuito del ranch di Tavullia, di proprietà di Rossi, che il gioco ci permetterà finalmente di accedere al suo menù principale. Avremmo preferito un'introduzione più graduale e dinamica, ma capiamo la voglia di mostrare subito le novità, perché in termini di contenuti sono tantissime e di buona qualità. A Tavullia si prova subito il brivido dello sterrato, che in questo Valentino Rossi: The Game funziona molto bene: dosare costantemente sterzo e gas rimane la cosa più importante da fare, ma senza l'aiuto della velocità estrema dei bolidi su asfalto, questa cura andrà espressa costantemente, metro dopo metro. Per certi versi è anche faticoso, al terzo giro ad avere i nervi a pezzi non sarà soltanto il vostro pilota... la VR46 Academy d'altronde serve anche a questo: a migliorare le qualità di entrambi. Gara dopo gara non sarete soltanto voi a diventare più bravi, ma anche il personaggio che avrete creato.

Il vostro atleta è infatti dotato di diverse caratteristiche (frenata, abilità sul bagnato, controllo dell'accelerazione, agilità, agilità curva, posizione copro e condizione fisica) che aumentaranno di livello man mano che le utilizzerete con successo in pista. In fin dei conti, la VR46 Academy non è altro che una buona modalità carriera, che vi permetterà di accedere a gare sempre più difficili, e categorie sempre più veloci, alternando l'ufficialità delle gare di campionato, agli eventi speciali che spesso Valentino Rossi organizzerà in giro per il mondo, e nel suo ranch. Per il mio pilota arriva il momento di farsi le ossa in Moto 3, dove parteciperà da sostituto in tre sole gare. È poco, ma è meglio di niente! Dopo aver conquistato un dignitoso settimo posto nei primi tre giri, decidiamo che è finalmente il momento di provare l'ebrezza della massima categoria: uscendo dalla carrera e ci dirigiamo in una manciata di veloci passaggi nel reparto Moto GP, scegliendo Andrea Dovizioso e la sua Desmosedici. Alla prima curva già si può constatare l'ottimo sistema di progressione messo in piedi da Milestone: tutte le categorie presenti, dal cross alla Moto GP, passando per Moto 3 e Moto 2, hanno le loro peculiarità, il loro carattere: non è solo una questione di contachilometri. Questa volta arriviamo quasi ultimi, colpa di una caduta e della reticenza ad utilizzare aiuti e rewind (anche in questo gioco si può riavvolgenre "il nastro" e rimediare ad eventuali sciocchezze).

Zapping

La forza di Valentino Rossi: The Game sono i contenuti. Impossibile annoiarsi quando c'è tanto da fare, tanto da correre. Oltre a tutte le categorie di cui vi abbiamo già parlato, il gioco Milestone include anche i bolidi, i piloti e il calendario del campionato del 2015, più 69 piloti storici e molte delle moto più rappresentative delle categorie 500cc, 250cc e 125cc 2-Stroke e MotoGP 4-Stroke. E come se non bastasse, in questo gioco spazio anche un po' di rally, un'altre delle innumerevoli passioni di Valentino Rossi, gestito da un handling mutuato in larga parte da Sébastien Loeb Rally Evo. Per questo gioco, in pratica, Milestone ha dato fondo a tutto il suo know-how costruito in anni e anni di carriera, tra simulatori e spensierati giochi arcade. Valentino Rossi: The Game è la summa del passato e del presente della software house milanese, in cui però manca ancora quell'ultimo miglio di pulizia che trasformerebbe questo innegabile sforzo produttivo in un gioco assolutamente fantastico, anche su pista.

Per quel che concerne la fisica, rispetto a Moto GP 15 sono stati fatti dei significativi passi in avanti, ma manca ancora quella precisione millimetrica dei grandissimi giochi che renderebbe ogni curva, staccata e bagarre un puro sfoggio di abilità. C'è sempre quell'imprecisione, nel comportamento della moto e la sua interazione col manto stradale, che vanifica in parte la qualità generale del prodotto. Il vero e proprio handling però è costruito sopra un'idea chiara e vincente, e di per sé funziona abbastanza bene. Rispetto a Moto GP 15 è stata migliorata anche l'intelligenza artificiale degli avversari, ma più aumentando la loro velocità che la loro reale furbizia. Valentino Rossi: The Game utilizza lo stesso motore grafico degli ultimi giochi Milestone, permettendogli di sfoggiare in gara uno strato di dettaglio in più che migliora in modo consistente il look della precedente versione. Ora finalmente siamo quasi in piena next-gen, ma ancora non del tutto soddisfatti.

Valentino Rossi The Game Se ti guardi attorno scoprirai che di giochi di moto non ce ne sono poi tanti altri in giro, e se pure ci fossero, difficilmente riuscirebbero a rivaleggiare con Valentino Rossi: The Game in quanto a contenuti. In questo gioco troverete 291 piloti, 47 piste, 15 modalità diverse, c'è addirittura lo split screen per giocare in due sulla stessa console, che oramai sempre meno giochi implementano per cercare di non far fare mai brutta figura alla grafica. Un salto netto rispetto al passato c'è stato, ma non è ancora abbastanza per fare entrare questo gioco nel gotha dei capolavori. Serve una maggiore cura estetica, ed è necessario fare quello sforzo in più per rendere definitivamente perfetto il sistema di guida, ancora macchiato da alcune brutte imprecisioni fisiche. Il risultato più grande è stato comunque raggiunto: Valentino Rossi The Game non è soltanto un gioco di guida, ma è un gioco sulla passione per la guida. Potrà sembrare la stessa cosa, ma col pad in mano non lo è.

7.8

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