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Valerian City of Alpha: Recensione del gioco tratto dal film di Luc Besson

Valerian City of Alpha è il tie-in mobile (disponibile su iOS e Android) basato sul nuovo film di Luc Besson, al cinema dal 15 settembre.

Versione analizzata: Android Games
recensione Valerian City of Alpha: Recensione del gioco tratto dal film di Luc Besson
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • iPhone
  • iPad
  • Mobile Gaming
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Luc Besson è noto per essere un regista eclettico, capace di saltare da un genere all'altro con relativa facilità. E, con altrettanta facilità, non azzeccare nemmeno un colpo. Di solito, il regista transalpino lavora meglio come autore, produttore e sceneggiatore dei soggetti che poi altri portano sul grande schermo: Nikita, Leon e Il Quinto Elemento sono solo alcuni esempi della sua "ars registica", quelli più riusciti almeno. Ora, a circa tre anni dal particolare sci-fi movie con Scarlett Johansonn, Luc Besson tenta nuovamente il colpaccio con l'ambizioso Valerian e la Città dei Mille Pianeti ovvero la produzione cinematografica più costosa della storia del Vecchio Continente, con i suoi quasi 200 milioni di Euro di budget.
Come ci ha ormai abituati da tempo, il regista francese non si limita solo a dirigere il duo DeHaan / Delevingne, ma firma l'adattamento e figura anche come produttore. Già, ma cos'è esattamente Valerian? E per quale motivo parliamo di adattamento cinematografico? Valerian, in verità, è un nome dal grande peso per l'intera cultura pop occidentale, visto che rappresenta uno dei grandi capisaldi della space-opera moderna da cui hanno preso ispirazione registi, scrittori e illustratori per le loro opere. Infatti l'epopea di Valerian, firmata da Pierre Christin e disegnata da Jean Claude-Ménzières, figura ad oggi come una delle graphic-novel sci-fi più apprezzate, vendute e longeve mai concepite. La serie apparve per la prima volta nei territori d'Oltralpe nel 1967 e si concluse nel 2010 con la pubblicazione dell'ultimo - il ventunesimo - albo e una fama planetaria.
Eppure, in tutti questi anni, a nessuno è venuto in mente di farci un film. Sino a questo momento, s'intende. Inoltre, visto che siamo nell'era della cross-medialità, non poteva mancare un'applicazione mobile dedicata che funge da prequel agli eventi narrati nella pellicola.

Alpha, la città del futuro

A voler essere precisi, Valerian City of Alpha prende piede circa 600 anni prima di ciò che il film ci racconterà. L'applicazione, in realtà, al contrario del film non ha nulla di avventuroso. City of Alpha ci presenta una mescolanza di differenti generi che ricordano molto da vicino i canonici base building; gli strategici 4X (solo per alcuni elementi superficiali) e i gestionali. In buona sostanza, Alpha è ancora una stazione spaziale in piena espansione e, ovviamente, è nostra premura farla crescere il più possibile ampliando la flotta e richiamando nuovi abitanti provenienti dai quattro angoli dell'universo.

L'operazione avviene, anzitutto, attraverso la consueta attività che tutti conosciamo: inviando agenti e navette a esplorare in lungo e in largo decine di galassie. Queste ultime offrono diverse missioni molto semplici - e, dopo poche ore, assai ripetitive - che si risolvono in un sistema che ricorda da vicino la vetusta soluzione "a bivi" già adottata nei libri game. Ogni quest, infatti, si compone di tre veloci step a scelta multipla che, a seconda della scelta operata, ci ricompensano con materie prime; progetti per nuove tecnologie; crediti intergalattici oppure reputazione legata alla fazione preminente in quel quadrante di spazio. Scoprendo e invitando nuove civiltà aliene nella gigantesca stazione spaziale, queste entrano a far parte dell'ecosistema della stessa iniziando a produrre risorse da raccogliere ciclicamente tramite un semplice "tap" sullo schermo. Tale catena di montaggio, però, funziona solo se posizioniamo in modo oculato l'habitat delle diverse razze nell'alveare della stazione. In questo senso, la produzione degli umani può avvenire solo se poniamo accanto al loro habitat un'altra razza che fornisce loro ciò di cui hanno bisogno, ovvero la "Conoscenza". A sua volta, per produrre Conoscenza, tale civiltà richiede un ingente quantitativo di materiale radioattivo, che sarà prodotto ovviamente da qualche altra civiltà specializzata. Una volta raccolte, le risorse servono, ad esempio, per fare l'upgrade dell'hangar; creare e installare potenziamenti per aumentare l'autonomia delle navette (esplorare il cosmo e completare le missioni richiede, come al solito, un determinato quantitativo di energia che si ricarica con l'andare del tempo).
Non solo: possiamo reclutare anche nuovi comandanti da inviare e ricercare equipaggiamento con cui potenziarli. L'esperienza ludica di Valerian City of Alpha, insomma, si risolve nel canonico circolo virtuoso "raccogli risorse, potenzia, espandi, ripeti", tipico di qualsiasi applicazione mobile Free to Play. Nulla di particolarmente complesso od originale, in fin dei conti. Per la maggior parte del tempo, infatti, non dobbiamo far altro che inviare navette in giro per le varie galassie, completare le semplici missioni, raccogliere risorse e attendere che trascorra il tempo necessario a recuperare l'energia per ripartire (si può ovviamente accorciare l'attesa, utilizzando la valuta premium). Il titolo, insomma, si risolve in una sequenza abbastanza semplice e priva di grandi velleità.

L'unico tentativo per donargli un po' di profondità a livello narrativo passa per le missioni obbligatorie, i requisiti delle quali devono essere necessariamente soddisfatti per poter avanzare nel gioco. Niente di particolarmente esaltante.
Se, dal punto di vista ludico, Valerian City of Alpha si scioglie in una congerie di elementi semplicistici e poco originali, comuni a una quantità infinita di altre applicazioni mobile, riesce comunque a stupirci sotto il profilo stilistico. L'applicazione, come dicevamo, si pone come un tie-in prequel della pellicola cinematografica e sostanzialmente ripropone, attraverso molti artwork ottimamente realizzati che cercano di recuperare e catturare il design e il tono visivo, la ricca mitologia portata sul grande schermo da Luc Besson. Tutto sommato, Valerian City of Alpha si presenta come un titolo molto curato il quale, purtroppo, soffre di quella superficialità tipica delle applicazioni mobile che inevitabilmente porta l'utente ad annoiarsi in fretta e passare velocemente ad altri passatempi. Ma, alla fine, non è forse questo il destino che colpisce la maggior parte dei software dedicati ai device mobile?

Valerian: City of Alpha Valerian City of Alpha è un'applicazione che potremmo definire "onesta". Al di là dell'impatto visivo, d'effetto e decisamente riuscito, svolge il suo lavoro di tie-in dell'ultima fatica cinematografica di Luc Besson senza mai strafare, né in positivo né in negativo. Questo, almeno, è ciò che conta di più. Il titolo, ad ogni modo, funge da prequel diretto del film che vedremo nelle sale italiane a settembre. L'idea di un prequel che esplora l'espansione della stazione spaziale Alpha prima degli eventi narrati dal film, alla fin fine, è carina e riesce ad evitare le classiche sabbie mobili legate alla definizione di "tie-in". City of Alpha però mescola, purtroppo senza mai approfondire nessuno di essi, alcuni elementi che ricordano diversi generi ampiamente sdoganati su mobile come i base building, i gestionali e il sottogenere strategico dei 4X. Probabilmente i fan lo apprezzeranno un po' più a lungo dell'utente medio spinto dalla pura e semplice curiosità.

6

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