recensione Valkyria Chronicles 2

Recensito il secondo capitolo dell'esaltante strategico SEGA

Versione analizzata: PSP
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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ritirata strategica

Il primo capitolo di questa neonata saga fu, senz’alcun ombra di dubbio, una delle sorprese più piacevoli del 2008. Esclusiva PS3, non solo venne riconosciuto come uno degli strategici più interessanti degli ultimi anni, ma rappresentò uno dei primi must buy per la console di Sony che, all’epoca, doveva ancora dimostrare di saper mantenere le tante promesse fatte. Ispirato graficamente, graziato da una sceneggiatura intrigante e reso unico da meccaniche di gioco tanto assuefacenti quanto relativamente semplici da assimilare, Valkyria Chronicles estasiò chiunque seppe dargli la possibilità.
Il capolavoro Sega, come troppo spesso accade nel mondo videoludico, purtroppo non ha riscontrato il successo sperato. Fortunatamente però, invece che abbandonare il promettente brand, la casa di Osaka ha deciso di spostare la battaglia sulla piccola PSP. Inutile cercare scuse relative alla portabilità della console, al più facile sfruttamento del multiplayer o simili: l’intento è chiarissimo. Per allungare la vita compromessa della saga era necessario un momentaneo ridimensionamento: via allora i grandi costi dello sviluppo per piattaforme casalinghe e benvenuto Valkyria Chronicles II, esclusiva per la piccola di casa Sony. Come già anticipato da Sega stessa, se questo capitolo avrà successo allora si tornerà a parlare di un terzo episodio per PS3. Ma non staremo correndo un po’ troppo? Valkyria Chronicles II lo merita questo successo? Il brand merita davvero di continuare a vivere o il primo capitolo è stato un fuoco fatuo, un colpo quasi fortuito?

Due anni dopo è ancora guerra in Gallia


Descrivere in poche parole Valkyria Chronicles II non è difficile. Sostanzialmente si tratta di uno strategico che mescola saggiamente turni a qualche elemento in tempo reale.
Il gioco tira in ballo una rilettura alternativa e in chiave fantasy della Seconda Guerra Mondiale. Qui, due grandi fazioni, la Federazione Imperiale dell'Est e l'Alleanza Atlantica che occupa l’ovest di questa Europa sotto mentite spoglie, si contendono il potere e il controllo delle risorse energetiche. Stretta tra questi due fuochi la Gallia, stato che guarda caso è ricchissima di materie prime, combatte su due fronti per il mantenimento della sua indipendenza. Il primo episodio narrava le gesta di una gruppo di eroi che hanno difeso fino all’ultimo la libertà della loro patria. Per questo seguito non è per nulla necessario conoscere nello specifico gli antefatti, ma ovviamente solo chi avrà giocato l’originale potrà emozionarsi di fronte all'apparizione di alcune vecchie conoscenze e capire la storia in ogni suo aspetto.
Valkyria Chronicles II è ambientato nel 1937, due anni dopo del primo capitolo e segue da vicino le vicende di una classe iscritta all’Accademia Militare Gallian. Protagonista assoluto Avan Hardins che si arruola con l’unico scopo di far luce sulla misteriosa morte del fratello Leon caduto in missione. Intorno a lui, il classico ragazzo un po’ impacciato ma dalla volontà ferrea, si muoveranno una lunga serie di altri personaggi più o meno importanti. Si va dai professori, sempre generosi di consigli sulle tecniche militari da utilizzare, ai compagni di classe, ai nemici che via via fronteggerete.
La qualità della sceneggiatura non si mette in discussione. Pur non arrivando alla profondità degli argomenti toccati nel capitolo originale, Valkyria Chronicles II affronta il tema della guerra con sufficiente maturità. I personaggi non abbandonano mai lo stereotipo di riferimento e la maggior parte di loro resterà per tutta l’avventura una semplice macchietta di contorno, ma ciascuno è comunque capace di dare il loro contributo. Ciò è dovuto sia ai lunghi dialoghi che avverranno tra una lezione e l’altra, sia alle splendide scene di intermezzo in perfetto stile anime giapponese. In particolare queste sequenze brillano per qualità e per le doti della regia virtuale, capace di sottolineare con la giusta forza drammatica ogni avvenimento. Naturalmente, trattandosi di un prodotto orientale, bisogna scendere a patti con una certa lentezza di fondo, ma nulla di preoccupante o che perfino al più occidentale dei videogiocatori impedisca di godersi la più che buona storia alla base di Valkyria Chronicles II.

A turni, ma non troppo


Fondamentalmente il gioco si può dividere in due grandi sezioni. Da una parte abbiamo la vita all’interno dell’Accademia. Procedendo nei vari giorni scolastici innanzitutto si renderanno disponibili particolari eventi. Si tratta, per lo più, di semplici conversazioni tra personaggi da leggere passivamente. Sono sezioni utili per conoscere meglio il proprio team e per imparare qualche segreto o tattica da riutilizzare poi nei combattimenti veri e propri. E’ inoltre qui che potrete affinare, potenziare e gestire la vostra armata. I soldi e i punti esperienza racimolati nei livelli infatti possono essere spesi nell’officina per costruire armi più potenti oppure per comprare pezzi più efficienti da installare nel vostro tank, che sarà unico e potrà essere schierato solo in alcune specifiche missioni. Volendolo potrete far salire di livello i personaggi, fargli apprendere determinate abilità e impostarle in modo che le possano sfruttare una volta sul campo di battaglia. Imparerete presto che Valkyria Chronicles II ha molto da offrire in termini ruolistici e strategici. Ciò non toglie che ai livelli di difficoltà più semplici potrete ignorare la maggior parte delle finezze messe a disposizione, ma sappiate sin da ora che nessun dettaglio potrà essere lasciato al caso se, al contrario, vorrete mettervi alla prova sul serio.
Inutile infatti sottolineare quanto armamenti e statiche dei vari personaggi rappresentino spesso il discriminante tra una vittoria e una sonora sconfitta quando vi confronterete con la seconda sezione che compone Valkyria Chronicles II: le battaglie vere e proprie.
Ogni livello comincerà con la così detta Command Mode. In questa fase sceglierete il posizionamento delle truppe sulla mappa. Sarete chiamati a considerare attentamente la morfologia della mappa e sfruttare le poche informazioni in vostro possesso circa l’ubicazione e il numero di nemici da fronteggiare. Avrete molta meno libertà di quanto possiate immaginare, ma cominciare schierando immediatamente i soldati che più rispondono alle necessità, è sicuramente il modo migliore per intraprendere una battaglia.
Si passa così all’Action Mode ed è qui che si presenta il sistema a turni, influenzato da deboli echi di gameplay da Real Time Strategy. A ogni turno il giocatore disporrà di un certo quantitativo di Command Points. Questi si sprecheranno in diversa misura ogni qual volta selezionerete un’unità. Fatta la vostra scelta la visuale passerà dalla mappa allo scenario vero e proprio, con il vostro soldato ripreso da una telecamera posta alle sue spalle. Potrete così muoverlo liberamente fino a quando non deciderete di farlo attaccare, fargli raggiungere una posizione particolare o, se possibile, curare un alleato o riparare un mezzo. In questo senso l’unico limite che avrete sarà rappresentato dalla barra degli Action Points. Ogni passo non farà altro che prosciugarla fino a quando, una volta completamente svuotata, non potrete più muovere il vostro soldato. Dovrete così prestare molta attenzione, pianificando ogni vostro spostamento in modo da non finire gli AP in una posizione strategicamente sconveniente o, peggio, in pieno campo nemico.
Turno dopo turno, Command Points dopo Command Points, i due eserciti si muoveranno sì a turni, ma ciò non impedirà alle truppe inattive di sparare ogniqualvolta si presenti a portata di tiro un nemico: questo aspetto complicherà spesso le cose, costringendovi a muovervi velocemente onde evitare di cadere sotto il fuoco di contrattacco. Se a ciò poi andiamo ad aggiungere tanti piccoli altri dettagli, come la difesa maggiore di cui godono i soldati nascosti dietro a un riparo o la difficoltà di individuare quelli nascosti tra l’erba, abbiamo il quadro di un gioco estremamente profondo e capace, ad ogni livello, di ampliare ulteriormente la formula e invogliare continuamente l’utente a cercare nuove strategie e approcci tattici.
Ed è proprio qui che Valkyria Chronicles II vince: nel level design mai banale e sempre stimolante, nella perfetta calibrazione della difficoltà, nell’ideazione di missioni dall’obbiettivo sì ripetitivo, ma sempre generose di sorprese e di variazioni sul tema.

Non si vince una guerra da soli

Accanto all’avventura principale in singolo sono presenti due ulteriori feature. Da una parte la possibilità di condividere l’esperienza, in cooperazione con altri tre amici in locale. In questo caso, soprattutto se si gioca ai livelli di difficoltà più elevati, le missioni diventano più facili, ma potersi coordinare con altri utenti umani non fa altro che aumentare il divertimento. Dall’altra parte abbiamo invece la modalità competitiva. Questa si consuma esclusivamente in un deathmatch 1 VS 1. Forse sarebbero state gradite anche altre modalità, ma non ci si può lamentare eccessivamente: darsi battaglia contro un amico da soddisfazioni e rende le cose ulteriormente più competitive e interessanti.
Insomma, come se non bastassero le oltre quaranta ore necessarie per completare l’avventura principale, il multiplayer aggiunge altra carne sul fuoco che, per quanto non sia moltissima, rende ancor più grande lo splendido banchetto offerto da Sega.
Un’ultima nota lo merita infine il comparto grafico-sonoro. Valkyria Chronicles II conferma la sua qualità anche in questo aspetto. Se le scene animate in stile anime sono semplicemente meravigliose, anche sul campo di battaglia le cose funzionano alla perfezione, con buoni modelli poligonali e scenari non troppo dettagliati, ma comunque ben disegnati. Il sonoro si difende ottimamente grazie a splendide tracce, sempre a tono con l’azione su schermo, un buon doppiaggio (purtroppo solo in inglese come il resto dei testi scritti), ed effetti sonori curati (anche se alcuni sono capaci di sulla lunga distanza).

A ognuno il suo compito

I soldati che compongono il vostro esercito si dividono in cinque diverse unità. Gli Scout possiedono molti AP che li rendono perfetti per la ricognizione. Inoltre sono capaci di scovare nemici nascosti tra l’erba. Di contro però possono contare su pochi punti vita e su fucili dalla potenza blanda. Gli Shocktroopers sono invece unità di prima linea. Dotati di buona mobilità, imbracciano un mitragliatore estremamente potente. Purtroppo per loro, tuttavia, non sono dotati di buona mira e per questo devono avvicinarsi molto ai nemici esponendosi al fuoco avversario. I Lancers sono dotati di lanciamissili. Perfetti per abbattere tank e soldati dalla lunga distanza, pagano questo vantaggio con una resistenza minima ai proiettili e con una scorta assai limitata di munizioni. Gli Ingeneri hanno una mediocre potenza di fuoco, ma sono gli unici capaci di riparare il carro armato della squadra e di guarire loro stessi e gli altri membri del plotone.
Infine gli Armored Techs hanno in dotazione uno scudo quasi impenetrabile e sono inoltre gli unici capaci di disarmare le mine anti-uomo e di riparare le coperture formate dai sacchi di sabbia. Tuttavia hanno come unica arma d’offesa una mazza, che li costringe così a pericolosi e spesso mortali approcci corpo a corpo.

Valkyria Chronicles 2 Valkyria Chronicles II di fatto ripropone in ambito portatile ciò che il suo predecessore aveva offerto su PS3. Il risultato è uno strategico a turni imperdibile per chiunque ami il genere e possegga una PSP. Il suo battle system è tra i più profondi e, nonostante questo, è facile da assimilare, mentre l’ottima calibrazione della difficoltà e il magnifico level design restituiscono missioni mai frustranti e sempre stimolanti. A contornare poi il tutto ci pensa una trama interessante e composta da un cast sì stereotipato ma comunque funzionante. Il consiglio è quello di acquistarlo a scatola chiusa. Certo, il genere potrebbe far allontanare qualche videogiocatore, ma Valkyria Chronicles II è uno di quei giochi capaci, da soli, di far vivere una console a lungo. Dategli una possibilità anche se gli strategici a turni non sono proprio il vostro forte. Nulla da dire invece per chi ha già apprezzato l’originale. Non troverete nulla di realmente nuovo se si esclude il multiplayer, ma in questo caso ciò significa avere per le mani uno strategico rodato e solidissimo.

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