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Valkyria Chronicles Recensione PC

Diamo un'occhiata alla conversione PC del GDR firmato SEGA

Valkyria Chronicles

Videorecensione
Valkyria Chronicles
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

Valkyria Chronicles è uno dei più felici esempi di franchise transmediali partiti dal contesto videoludico. Pubblicato nel 2008, in esclusiva su PlayStation 3, da una SEGA che, forse, non ne aveva compreso fino in fondo il potenziale, il titolo capostipite catturò subito l’attenzione di critica e pubblico. Apprezzatissimi furono aspetti come il gameplay che, per la prima volta, proponeva un azzeccato mix di strategia a turni e azione in terza persona; il caratteristico stile grafico, frutto di uno sfruttamento del CANVAS Engine tutt’ora ineguagliato; e una storia che, grazie alla ricercatezza della grafica, riusciva a insinuare, nei giocatori più attenti, suggestioni e richiami ai grandi conflitti mondiali e alle brutture dei nostri tempi, come la discriminazione razziale e la guerra per le risorse belliche.
Questo successo ha spinto SEGA a produrre due seguiti di Valkyria Chronicles, entrambi per PlayStation Portable, una serie animata da 26 episodi, due OVA, due Drama CD e otto manga, tre per i primi due capitoli e due per l’ultimo, tutti sempre molto apprezzati dal pubblico nipponico. In Occidente, purtroppo, SEGA ha mantenuto un approccio forse ancora più “timido” rispetto a quello tenuto con la serie Yakuza (che, fuori dal Giappone, è ancora ferma al quarto capitolo “canonico, laddove il leggendario producer della serie, Toshihiro Nagoshi sta già facendo i casting delle hostess per il sesto), evitando di localizzare il terzo capitolo della serie videoludica e pubblicando ben poco degli altri media. Ricordiamo giusto il secondo manga Valkyria Chronicles: Le Cronache di Gallia, uscito in Giappone tra il 2008 e il 2010 e pubblicato in Italia da Planet Manga nel 2013.
Il motivo, citato da SEGA, dietro questa ritrosia è, al solito, il basso numero di vendite. Che, a dire il vero, sono state effettivamente poche per un gioco così apprezzato: addirittura un solo milione di copie venduto, in tutto il mondo, della versione PS3. Considerando il basso potenziale, in termini meramente economici, della serie, potete bene immaginare con quanta sorpresa abbiamo accolto la notizia dell’arrivo, su PC, del primo Valkyria Chronicles. Dopo aver lasciato scorrere l’emozione e lottato duramente per difendere Gallia dagli invasori dell’Impero, siamo qui per illustrarvi pregi e difetti di questa conversione: si tratta di un port ben riuscito o di un’operazione commerciale spericolata?

Cronache dal Fronte

Come accennato nell’introduzione, la storia di Valkyria Chronicles include sottili richiami ai conflitti mondiali e alla situazione geopolitica del primo Novecento, che vanno dai nomi delle località alla rappresentazione delle unità e dei mezzi coinvolti nelle battaglie. Nell’anno 1935, il continente Europa viene scosso, per la seconda volta, dai venti di guerra, quando la East Europan Imperial Alliance, in breve “l’Impero”, rompe la tregua con la Federazione Atlantica, un commonwealth di nazioni democratiche unite da una vaga alleanza, lanciando massicci attacchi su tutti i confini. Il casus belli è la scarsità di Ragnite, minerale dalle proprietà miracolose, in grado di curare istantaneamente le ferite, generare elettricità in modo semi-perpetuo e, quando propriamente stimolata, generare esplosioni devastanti. Presente in quantità modeste nei territori dei due blocchi contrapposti, i maggiori giacimenti di Ragnite si trovano nel Principato di Gallia, unico Paese neutrale del continente, confinante sia con l’Impero che con la Federazione. Il motivo apparente dell’aggressione imperiale sembra, a prima vista, il desiderio di annettere Gallia per sfruttarne i giacimenti minerari ma, progredendo nella storia, si scopriranno le vere intenzioni degli invasori, che porteranno a scioccanti rivelazioni su importanti eventi storici del passato e la stigma sociale nei confronti di un popolo come i Darcsen, odiati e ostracizzati da tutti, privati persino del cognome.

Protagonisti del gioco e, involontariamente, del conflitto, sono i membri della Squadra 7, III Reggimento della Milizia Galliana, armata di volontari e coscritti a supporto dell’Esercito regolare, quest’ultimo composto principalmente da (pochi) militari professionisti e (molti) raccomandati. Le vicende della Squadra 7, comandata dal Tenente Welkin Gunther e dal Sergente Alicia Melchiott, sono narrate con un’ingegnosa alternanza di battaglie, intermezzi, realizzati con l’engine del gioco, e dialoghi su fondo statico, in cui le teste dei personaggi si animano quando parlano. Oltre ai due protagonisti già citati, gli intermezzi narrativi, in particolare i “report” aggiuntivi, aiutano a conoscere e familiarizzare con gli altri membri “importanti” della Squadra 7, gli altri ufficiali della Milizia e anche i nemici dell’Impero.
A convogliare in modo egregio la storia contribuisce inoltre lo stile grafico, basato su un’implementazione unica del CANVAS Engine. Gli sviluppatori, infatti, hanno mirato a realizzare un ritratto non troppo realistico della guerra, con texture che sembrano disegnate a mano e un’abbondanza di colori caldi, che mitigano in parte la violenza degli scontri. L’effetto chiaroscuro con cui sono state realizzate le ombre, inoltre, rappresentano un ulteriore tocco di raffinatezza, che distingue il gioco da titoli successivi.
Apprezzata da critica e pubblico nella sua versione PlayStation 3, la grafica di Valkyria Chronicles non ha subito ulteriori raffinamenti nella conversione PC, rimanendo sostanzialmente uguale all’originale. Questa scelta si è rivelata parzialmente controproducente, perché ha messo alla luce l’età dell’engine di gioco, visibile nel numero esiguo di poligoni utilizzato per creare mappe e personaggi; ciononostante, la già citata qualità delle texture, delle animazioni e degli effetti riesce a far dimenticare i sei anni passati dalla sua creazione.

A BLiTZ of Glory

Sul piano prettamente ludico, Valkyria Chronicles è classificabile come Gioco di Ruolo Tattico “ibrido”, che unisce il gameplay tipico di titoli come Fire Emblem: Awakening e Wasteland 2 con meccaniche che arrivano dagli sparatutto in terza persona. Questo sistema, chiamato BLiTZ (Battle of Live Tactical Zones), divide il turno del giocatore in due fasi: la prima, definita Command Mode, permette di osservare la mappa del campo di battaglia da una visuale sopraelevata, dando un'occhiata quindi alla posizione delle proprie unità e di quelle nemiche sotto tiro; la seconda fase, Action Mode, permette di controllare le singole unità sul campo, spostarle ed eseguire azioni come attacchi o lanci di granate in tempo quasi-reale. Il numero di volte in cui è possibile muovere le unità sul campo è determinato dagli Action Points a disposizione per ogni turno, il cui numero dipende da condizioni come la difficoltà e lo schieramento di determinate unità; nei livelli più avanzati, inoltre, questi punti vengono utilizzati anche per emanare Ordini, che conferiscono bonus passivi alle capacità di una o più unità contemporaneamente. Sul campo, le unità della Squadra 7 si dividono in 5 classi (Scout, Shocktrooper, Lancer, Engineer e Snipers), alle quali si affianca il carro armato Edelweiss, comandato dal Tenente Welkin Gunther e guidato dalla sorella Isara. Ogni classe ha i suoi vantaggi e svantaggi (per esempio gli Shocktrooper, armati di mitragliatori, sono in grado di ferire mortalmente chiunque, nel loro fortemente limitato raggio d’azione, mentre i Lancer sono gli unici soldati in grado di danneggiare pesantemente i carri nemici e assorbire parte dei danni da esplosione di questi ultimi, ma non dispongono di armi per difendersi contro gli altri soldati): questo non solo rende necessaria una selezione omogenea dei membri attivi della Squadra dal ruolino delle riserve, ma anche un’attenta selezione dei soldati da schierare in campo nelle diverse missioni. L’Edelweiss, infine, è l’unità di comando della truppa, sempre schierata, che, nonostante il costo di due AP per essere guidato, non subisce danni dal fuoco d’intercettamento della fanteria e dispone di una serie di attacchi in grado di danneggiare qualsiasi tipo di unità.

A complementare la già robusta componente strategica/sparacchina, gli sviluppatori di Valkyria Chronicles hanno aggiunto due substrati ruolistici: il primo, dedicato all’aspetto generale della truppa, permette di utilizzare i punti esperienza (accumulati completando le missioni nel minor numero di turni possibile) per far progredire le statistiche di tutti i soldati appartenenti alla stessa classe, indipendentemente dalla presenza o meno nella Squadra “attiva”, o di investire i crediti accumulati per ricercare equipaggiamenti più avanzati per i soldati appiedati e per l’Edelweiss; il secondo, invece, è improntato sulle caratteristiche individuali dei singoli miliziani. I soldati, infatti, possiedono un set di bonus e malus, definiti “Potentials”, che ne caratterizzano in modo unico la peformance in combattimento, rendendoli per esempio più deboli se schierati in scenari cittadini, oppure aumentandone la difesa quando posizionati nei pressi delle basi alleate. La possibilità di innescare queste Potential, inoltre, è influenzata dal rapporto interpersonale fra i soldati sul campo, che possono essere amici oppure odiarsi, come nel caso dei commilitoni ostili verso i Darcsen. Nel complesso, un mix di meccaniche così complesso funziona, creando un gameplay che stimola ad affrontare le missioni con approcci sempre differenti, nell’ottica di ottenere il punteggio migliore possibile, facendo attenzione nell’evitare la morte prematura dei commilitoni nell’impeto della corsa verso l’obiettivo finale.

Una conversione sciatta

Ci sarebbe piaciuto poter terminare senza questo paragrafo questa recensione ma, sfortunatamente, la versione PC di Valkyria Chronicles presenta brutture tecniche su cui non possiamo sorvolare. Oltre alla già citata mancanza di miglioramenti sul fronte grafico, che prestano il fianco alle risoluzioni più elevate (e la possibilità di andare oltre i 1080p non aiuta in questo senso), anche l’interfaccia grafica denuncia un’ottimizzazione a dir poco altalenante per l’utilizzo su PC. Laddove, nella sua incarnazione per PlayStation 3, il controllo via stick del DualShock 3 risultava abbastanza preciso, nella nostra prova della versione PC, effettuata con un controller ufficiale Xbox 360 for Windows, ci siamo trovati più volte a dover aggiustare la mira durante le fasi di mira, costringendoci a ricorrere all’accoppiata mouse+tastiera. Così facendo abbiamo indubbiamente guadagnato precisione nel controllo durante le missioni, ma abbiamo dovuto fare i conti con il resto dell’interfaccia di gioco, non pensata all’origine né successivamente adattata per contemplare la libertà di puntamento conferita dal mouse: persino il menù di salvataggio richiama fortemente la piattaforma d’origine del gioco. Detto questo, sottolineiamo come nessuno dei difetti tecnici citati, eccezion fatta per l’imprecisione dei controlli utilizzando lo stick analogico del controller Xbox 360 for Windows, infici realmente l’esperienza di gioco, ma abbiamo comunque ritenuto opportuno evidenziarlo.

Concludiamo infine con una nota positiva, ovvero il comparto audio. Valkyria Chronicles è uno dei pochi titoli SEGA a godere del doppio audio Inglese - Giapponese, che farà sicuramente felice i giocatori interessati ad ascoltare il doppiaggio originale, caratteristica mantenuta nella versione PC. In ogni caso, anche nella lingua d’Albione il gioco risulta godibile e i personaggi ben interpretati dai doppiatori anglofoni. La colonna sonora, inoltre, rappresenta un’altra eccellenza del gioco: composto da Hitoshi Sakimoto, autore delle soundtrack di titoli come Tactics Ogre: Let Us Cling Together, Vagrant Story, Final Fantasy XII, Muramasa: The Demon Blade e Dragon’s Crown, l’accompagnamento musicale di Valkyria Chronicles si distingue per il contrasto fra il tema militarista del gioco e la spensieratezza delle relazioni fra i personaggi, alternando i toni delle marce militari a quelli più orchestrali degli intermezzi.
Sappiamo che includere la colonna sonora completa di 54 brani, oltre ai quattro DLC usciti su PlayStation 3 (Hard Ex Mode, Edy’s Mission, Selveria’s Mission e Challenge of the Edy Detachment), in questa conversione PC di Valkyria Chronicles sarebbe stato troppo generoso, ma siamo abbastanza fiduciosi che, nel caso SEGA riscontrasse abbastanza interesse dai giocatori (e i sorprendenti dati di vendita della sola prima settimana dovrebbero essere un indice di riferimento abbastanza affidabile), potremmo trovarcela presto fra le nuove uscite di Steam Music.

Valkyria Chronicles Il primo Valkyria Chronicles è stato, senza dubbio, uno dei titoli più importanti della prima line-up PlayStation 3, il cui successo è stato solo parzialmente oscurato da una poco estesa adozione da parte dei giocatori e dalla discutibile scelta di proseguire la serie su PlayStation Portable, in uno scialbo tentativo di attrarre un maggior numero di potenziali giocatori. Polemiche a parte, l’avventura della Squadra 7 è ora approdata sulla spiaggia felice del PC gaming, in una conversione che, nonostante pecche tecniche come l’interfaccia poco ottimizzata per l’utilizzo con mouse e tastiera e un engine grafico poco adatto alle risoluzioni Full HD, riesce comunque a divertire con il suo interessante e unico mix di strategia, gioco di ruolo e sparatutto in terza persona e, soprattutto, a trasmettere le emozioni di una storia che, con la delicatezza tipica della cultura giapponese, riesce ad affrontare temi crudi come la guerra e la discriminazione razziale.

8.5

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