Recensione Valkyria Chronicles Remastered

Otto anni dopo l'uscita su PlayStation 3, Valkyria Chronicles arriva su PlayStation 4 con una riedizione che include numerose migliorie tecniche e tutti i DLC usciti per il gioco originale.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Valkyria Chronicles Remastered
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Sono passati un bel po' di anni da quando, sulla vecchia ammiraglia Sony, approdò un peculiare RPG che in brevissimo tempo si ritagliò un posticino nel cuore di molti grazie ad una trama magistrale, un gameplay solido e uno stile poetico. Insomma, SEGA nel 2008 calò un asso che accontentò la critica, ma soprattutto gli appassionati mai sazi di opere tattico-ruolistiche dal gusto nipponico. Valkyria Chronicles ebbe un ottimo riscontro in madrepatria, tanto da fare una capatina in altri media come anime e manga, giunti successivamente anche in occidente. Nonostante l'altissima qualità del titolo, le vendite non furono soddisfacenti per la software house, tanto da farle rivedere - al ribasso - le proprie strategie di marketing. Passata su PSP, la serie continuò a non trovare spazio nel mercato mainstream nostrano e ciò fece adottare a SEGA una politica tesa al risparmio, confinando in madrepatria il capitolo finale della trilogia. Il primo episodio, però, non è mai stato dimenticato e dopo diversi tentennamenti poco meno di due anni fa giunse addirittura su PC, opportunamente tirato a lucido nonostante qualche leggerezza di troppo riguardo all'ottimizzazione della mappatura dei comandi. Fu comunque un enorme successo e i dati di vendita superarono, già nella prima settimana, le più rosee aspettative della software house. Ora, con l'avvento della nuova generazione di hardware e l'abuso della parola "remastered", Valkyria Chronicles si appresta a far nuovamente ritorno a casa, sperando questa volta di guadagnare il posto al sole che da sempre va cercando.

On the Gallian front

Chi ancora non conosce Valkyria Chronicles necessita di una rapida infarinatura di storia. Il titolo, fortemente incentrato sull'importanza dei rapporti umani e sul senso di profonda coesione che può nascere solo dalle vicende belliche, punta ad imbastire una storia ad ampio respiro in cui i temi della letteratura epica d'ogni tempo si fondono in un tutt'uno equilibrato. Eroismo, amore e guerra sono solo alcuni dei pilastri sui quali poggia l'intera narrazione. Il set da cui prendono le mosse le vicende narrate è singolare. L'anno è il 1935 e un'Europa alternativa in perenne tensione si appresta a conoscere un conflitto di proporzioni mai viste. Ad ovest troviamo un'alleanza di stati democratici troppo pavidi e intenti a proteggere i propri confini, mentre ad est si erge maestoso un Impero tecnologicamente avanzato, dalla politica aggressiva e dalle immense risorse umane e militari. Al nord, schiacciata da questa morsa si erge il piccolo e - all'apparenza - indifeso Principato di Gallia, poco considerato ma ricco di una risorsa mineraria, la ragnite, che l'Impero brama ad ogni costo. Il prezioso materiale serve per i più disparati usi, dal quotidiano al bellico, per alimentare i motori dei carri armati e per determinate tipologie di armi dalla immensa potenza distruttiva. La piccola nazione, così ricca di giacimenti minerari, viene così invasa dall'esercito imperiale, apparentemente intenzionato solo all'annessione. Nel bel mezzo di questi tragici avvenimenti entra in scena il giovane Welkin Gunther, figlio di un eroe di guerra pluridecorato nonché nostro protagonista il quale si trova immediatamente invischiato nel conflitto. Dopo esser riuscito ad entrare in possesso del carro armato del padre, funzionante e gelosamente custodito nel granaio dalla sorella adottiva, riesce a raggiungere il centro di comando dell'esercito di Gallia ed essere inquadrato nella neo formata "Squad 7". Sfruttando proprio questa unità come cardine su cui far ruotare le vicende, il team di sviluppo riesce a far emergere in modo brillante le caratteristiche individuali di ogni soldato, tanto da far sì che il giocatore riesca a familiarizzare e ad affezionarsi ad ogni combattente. Sotto questo profilo, l'ottimo character design viene supportato da un background credibile che contribuisce a dare spessore ai diversi comprimari. Dalla loro voce si apprendono così dissapori, episodi di emarginazione, eventi legati alla piaga dei Darcsen, il remoto passato di Gallia e qualcosa sugli esseri leggendari conosciuti come Valchirie.

La struttura di gioco si suddivide in capitoli e sotto-episodi i quali fanno riferimento ai momenti salienti della guerra contro l'Impero, al pari di una cronistoria. Non stupisce dunque che la schermata principale sia un libro che permette di accedere in sequenza a quelle che nel gergo vengono definite "finestre" composte da cut scene, dialoghi opzionali e, ovviamente, dalle classiche missioni sul campo. Il manoscritto, come vedremo, permette di poter gestire la propria squadra e scegliere di volta in volta i combattenti e le classi più adatte ad ogni scontro. Come di consueto, la sezione prettamente gestionale è intimamente legata ai nostri progressi sul campo di battaglia. Superato uno stage si accumula denaro ed esperienza; elementi che poi possono esser spesi investiti nel reparto "ricerca e sviluppo", vero centro vitale per facilitare la strenua resistenza galliana. Attraverso articolati tech tree il reparto ricerca e sviluppo permettono non solo di aumentare il livello dei combattenti con conseguente boost delle loro statistiche, ma anche di rendere il nostro fedele carro armato Edelweiss sempre più potente e resistente ai colpi avversari.

BLiTZkrieg Squadra 7, Muoversi!

Da buon SRPG, Valkyria Chronicles presenta un comparto tattico-strategico di tutto rispetto, diverso da altre produzioni appartenenti al medesimo genere. Il sistema studiato dal team di sviluppo prende il nome di BLITZ (acronimo per Battle Live Tactical Zone). Nome un po' altisonante che non rende l'idea di ciò che si cela dietro all'apparenza: ovvero una perfetta combinazione tra la più classica strategia turn based ed elementi action in terza persona. Dopo aver selezionato e disposto le truppe, l'azione di gioco si suddivide in due modalità distinte: nella modalità denominata Comando possiamo avere la visione completa del terreno di scontro, della disposizione dei nostri soldati e di quella avversaria e della quantità di Command Point (CP).

Questi, a seconda dell'unità e dell'azione selezionata, potranno essere spesi durante il nostro turno. Una volta avviato lo stage, ogni volta che si selezionerà un'unità la visuale cambierà, portandoci tramite la Action Mode a livello del terreno e precisamente alle spalle del combattente prescelto. Possiamo muovere liberamente il soldato sino alla consumazione del contatore posto alla base della minimale interfaccia di gioco, nonché compiere una sola azione tramite la cosiddetta Target Mode. Quest'ultima consente di prendere il libero controllo della linea visiva dell'unità, aggiustando la mira - per quanto possibile - tramite la levetta analogica. I soldati che vanno ad affiancare l'Edelweiss sono di cinque tipi e spaziano dai veloci scout, ai lancer anticarro, agli shocktrooper d'assalto, sino agli engineer e sniper. Ognuno è dotato di abilità e debolezze distintive a seconda della classe d'appartenenza, ma non solo. La resa di ogni unità sul campo di battaglia può esser influenzata da diversi fattori derivanti tanto dai tratti caratteriali della stessa quanto dalle sue attitudini innate. Ad esempio, se un soldato percepisce affinità con i compagni accanto a lui sarà più motivato e meno incline a lasciarsi sovrastare dal panico o dallo sconforto. Le abilità innate sono invece tratti che si attivano automaticamente durante l'utilizzo dell'unità. Essi possono esser positivi e donare un boost temporaneo, oppure negativi i quali invece incidono sulle caratteristiche del combattente. La presenza del permadeath, poi, contribuisce a donare varietà e approfondire la strategia di ogni combattimento, portandoci a maledire il fato avverso per aver lasciato morire un membro della squadra a cui ci eravamo affezionati. Inoltre, la conformazione del terreno di scontro gioca un ruolo fondamentale nella pianificazione di ogni mossa. Ebbene, la morfologia del territorio non è unicamente un orpello estetico. Essa è sempre ricca di opportunità da cogliere (trincee, colline, rovine dietro cui appostarsi) per avere un vantaggio tattico sull'avversario. L'importanza di saper cogliere tutte le opportunità che ci vengono offerte può davvero segnare la linea di confine tra vittoria e sconfitta. Le poche spigolature del titolo, mutuate giocoforza dalla versione originale, si devono imputare principalmente alla poca precisione nei controlli relativi alla mira manuale e all'intelligenza artificiale dei nemici che ogni tanto inciampa in modo clamoroso facilitandoci inaspettatamente le cose.

Un affresco d'amore e guerra

Il gameplay articolato e il setting suggestivo, il quale si rifà in modo edulcorato ad uno dei periodi più tragici della recente storia europea, vengono supportati ed impreziositi da una realizzazione tecnica ed artistica di indubbia qualità che risalta ancora una volta in questa remastered. La sostanza non cambia rispetto a otto anni fa, intendiamoci. L'impianto grafico rimane pur sempre quello originale e la pulizia generale, occorsa in occasione della conversione del titolo su PC la ritroviamo sostanzialmente immutata, così come i 1080p e i 60 fps stabili.

L'engine proprietario CANVAS svolge comunque egregiamente il proprio dovere, proponendoci una piccola opera d'arte visiva in movimento che dipinge gli orrori di una guerra con toni caldi e con tratti che sembrano una fusione tra pennellate acquerello e veloci schizzi a china. Questo, unito ad un character design unico e ad una colonna sonora (composta da Hitoshi Sakimoto) epica e sfarzosa, contribuisce a creare un'alchimia che, anche sulla nuova ammiraglia Sony, rapisce giocatore sino ai titoli di coda coinvolgendolo emotivamente grazie alla grande affezione per i personaggi ed una trama toccante e sempre solida.

Valkyria Chronicles Remastered Valkyria Chronicles approda su Playstation 4 con la stessa grinta di otto anni fa. Anzi, forse ancor di più. Il tempo, per la creatura di SEGA, non sembra avere intaccato lo spirito che l'ha contraddistinta sin dal momento della sua uscita per la vecchia console casalinga di Sony. Il titolo si conferma ancora una volta (e se mai ce ne fosse stato bisogno) come un prodotto di altissima qualità che rientra nel suo habitat naturale dopo la non perfetta digressione su PC. Certo, alcune incertezze permangono, come l’intelligenza artificiale ballerina e l’imprecisione della mira manuale, ma questi aspetti sono ormai congeniti e non possiamo farci nulla. Tra le altre cose, questa versione giunge completa anche di tutti e quattro i DLC usciti che estendono l'universo narrativo del fronte galliano con nuove missioni e side story. Se è lecito sperare, sarebbe un sogno poter un giorno godere dell’intera trilogia in alta definizione. Ne varrebbe davvero la pena.

8.8

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