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Recensione Velocity 2X

Shoot'em up e Platform si uniscono a gran velocità

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Velocity 2X
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Ormai è cosa nota che, tra i tre competitor presenti sul mercato, Sony sia quella più intenzionata ad investire nel mercato delle produzioni indipendenti, grazie ad una politica aperta verso tutti gli sviluppatori desiderosi di cimentarsi nella realizzazione di giochi per le sue console. Nel marasma di titoli che settimanalmente rimpinzano le fila dello store non sempre vi troviamo perle o capolavori, ma resta vero che spesso gli indie sono un vero e proprio barlume di luce in un mercato che ad oggi si mostra fin troppo freddo e omologato, lontano da quel senso di freschezza, di genuinità e di passione che ha animato i primi decenni di sviluppo del nostro media.
Ecco quindi che sono le piccole produzioni a risultare la maggior parte delle volte adrenaliniche, innovative, sperimentali: ossigeno per coloro che magari sono stanchi delle solite meccaniche. Sony, grazie anche all’ormai consolidato Playstation Plus, sembra concordare con questa logica offrendo di mese in mese, specialmente sulla sua nuova ammiraglia, prodotti gratuiti che non portano sulle spalle il peso di una grossa produzione ma che riescono a divertire in egual misura, e che proprio grazie al servizio vengono degnamente evidenziati e valorizzati. PixelJunk, Stick It to the Man, Outlast e tanti altri stanno lì a dimostrarlo.
Ed ecco che anche il nuovo Velocity 2x, creato dai ragazzi della Futurlab e seguito diretto di quel Velocity Ultra tanto amato dai giocatori, entra a far parte di questa folta schiera.

Velocissimo

Futurlab è una realtà indie, presente ormai già da qualche anno, che sta crescendo gradualmente e che con fare assiduo e costante propone titoli sempre più evoluti e profondi. Partita con il “semplice” dodge game Coconut Dodge, si è andata via via sempre più evolvendo, annoverando tra le piattaforme di sviluppo sia l’ecosistema Sony (fisso e mobile) che il Pc. Ed è così che, da un granchio fin troppo atletico, siamo arrivati all’adrenalina “esplosiva” di Velocity, sparatutto a scorrimento bidimensionale che -recuperando le basi dai grandi classici del genere- faceva poi della velocità e della frenesia il suo cavallo di battaglia. Un successo meritato, capace di convincere il team a dirigere i propri sforzi prima su di una sua versione potenziata per Playstation Vita (Velocity Ultra) e poi su di un sequel che avrebbe portato il fulcro del gioco verso nuovi orizzonti, ampliandolo esponenzialmente.
Velocity faceva leva su un concetto di gioco semplice ma funzionale: ci vedeva ai comandi della Qwarp Jet, navicella capace di teletrasportarsi ed usare svariate modalità di fuoco, alle prese con il salvataggio dei superstiti, la risoluzione di enigmi intuitivi ma ben congegnati e la più classica "blastazione" dei nemici. Il tutto era sostenuto da musiche ed effetti sonori decisamente trascinanti. Per raggiungere punteggi sempre più alti bisognava muoversi quasi compulsivamente, mettendo alla prova la nostra prontezza di riflessi.
Velocity 2x mantiene i vari aspetti che hanno reso famoso il predecessore, ma aggiunge innumerevoli miglioramenti sia sul fronte ludico che su quello audiovisivo, per un risultato letteralmente galvanizzante.
A bordo della navicella l'obiettivo resta sempre quello di schizzare verso la vine dello stage, evitando gli ostacoli che ci si parano di fronte, ma cercando di procedere più rapidamente possibile. Il trigger destro ci permette in buona sostanza di controllare la rapidità dello scorrimento, ma per ottenere un punteggio dignitoso andrà sempre tenuto premuto al massimo: inchiodati al margine inferiore dello schermo, bisogna quindi muoversi rapidamente all'interno dei corridoi, teletrasportarsi oltre i muri, sparare ai bersagli. E' un lavoro di fine e meticolosa coordinazione, un vero e proprio esercizio di tempismo: come nella migliore delle tradizioni "hardcore", ripetere all'infinito uno stage permette di rodere secondi, ottimizzare le proprie prestazioni, lasciarsi acchiappare in una interminabile frenesia da hi-score.

La novità più importante è senza dubbio la presenza di sezioni platform bidimensionali che andranno ad amalgamarsi con quelle già consolidate a bordo della Qwarp Jet. In queste fasi utilizzeremo l’eroina del gioco: il tenente Kai Tana (lo sappiamo, le sue fattezze ricordano forse un po’ troppo un’altra cacciatrice ben più famosa). Queste sequenze, oltre ad offrire un piacevole diversivo da quelle ormai collaudate sulla navicella, portano in campo il medesimo concetto del Velocity originale in una salsa differente: a far da padrone nell’intera struttura di gioco è il ragionamento veloce e la prontezza. Bisogna correre a perdifiato negli stage, usando armi e teletrasporto per superare i vari ostacoli più in fretta possibile, evitando di soffermarsi più del dovuto di fronte ad un muro che ci blocca la strada.
Dobbiamo insomma usare con celerità i vari power up che ci verranno consegnati avanzando nel gioco, saltando, scivolando, sparando (con levetta analogica destra), e teletrasportandosi. Sembra quasi di essere di fronte ad un condensatissimo endless runner, in cui viene sacrificata la generazione casuale degli stage, qui sostituita da un level design meticolosissimo. Durante la nostra corsa dovremo anche acchiappare tutti i frammenti di Rekenium sparsi nel livello, indispensabili per sbloccare degli stage bonus e per incrementare il nostro punteggio.
Insomma, nonostante una certa somiglianza estetica con ben più illustri esponenti del genere “metroidvania”, il succo principale di queste nuove sezioni di gioco mantiene ben stretto il collegamento con la meccanica originale. Come nel caso degli “shmup” più aggressivi, i livelli andranno rifatti più e più volte in modo da padroneggiare la situazione, memorizzare i pattern delle azioni da compiere, e realizzare punteggi sempre migliori. In questo caso tornare sui nostri passi è necessario anche perché alcuni potenziamenti verranno acquisiti soltanto più avanti nel gioco, e bisognerà rivisitare le aree precedenti per poter catturare alcuni cristalli e solo in questo modo completare lo stage in tempi ancora minori.
Quello che ne esce è un gameplay veloce seppur ragionato, talmente funzionale e “sintetico” da creare dipendenza. Le sezioni a bordo della Qwarp tra l’altro sono state arricchite dalle boss fight, che offriranno nuovi spunti di gameplay in un contesto sempre ricco e diversificato, dove sarà addirittura possibile “entrare” all’interno delle astronavi nemiche per distruggerle in maniera del tutto differente. Insomma, anche per questo seguito la parola d’ordine necessaria per avanzare all’interno del gioco è velocità e al tempo stesso ragionamento.

Sul versante grafico troviamo un miglioramento esponenziale rispetto al primo capitolo. Il che denota un impegno lodevole da parte degli sviluppatori, unito ad una voglia di diversificare gli ambienti che andremo a visitare nel corso dell’avventura. Sebbene non si brilli per chissà quali qualità artistiche, il risultato finale resta tutto sommato soddisfacente, e gli stessi intermezzi narrativi che ci accompagnano tra un episodio e l’altro riescono a svolgere bene il proprio compito, sebbene la trama sia veramente asciutta e raccontata in maniera fin troppo laconica.
Lo stile è gradevole e coerente, fatto di linee squadrate e angoli nettissimi; pure la palette cromatica è molto accesa, ma tutto si colloca bene nel contesto di un rapidissimo sparatutto sci-fi, diretto ed essenziale. I menu sono semplici e funzionali, e si rifanno per certi versi ai classici del genere. Esplosioni, effetti speciali e animazioni completano l’opera regalando sia su ps4 (dove i 1080p fanno senza dubbio la loro parte nell’offrire una proprietà visiva impeccabile) che su Vita (che anche grazie all’oled mantiene perlopiù intatta l’esperienza originale) momenti di puro spettacolo visivo. Il tutto a 60 frame al secondo, prerogativa indispensabile per un titolo di questo tipo.
Le musiche sono ad opera di Joris de Man e James Marsden, e includono sia tracce dell’originale Velocity opportunamente remixate sia brani completamente nuovi, rappresentando per bellezza e carica la proverbiale ciliegina di una torta squisita. Stessa cosa dicasi per gli effetti sonori. Sul fronte audiovisivo quindi sono stati fatti sostanziali passi in avanti, e il risultato è davvero interessante per qualità e pulizia.

Velocity 2X, come già accennato in precedenza, viene presentato come il titolo di punta di settembre della Instant Game Collection del Playstation Plus, e ciò ha permesso agli sviluppatori di avere una visibilità difficilmente ottenibile in altro modo. Al di là dell'offerta, si tratti a tutti gli effetti di un prodotto valido, accattivante e meritevole d’acquisto da parte di chi non si lascia intimorire dal trial & error; il prezzo di vendita ufficiale per i non abbonati (14,99 euro) risulta forse un po' alto se confrontato con altre produzioni del genere. Il titolo offre funzionalità cross-buy /cross-save tramite Ps4/PsVita, e già dal giorno del lancio è disponibile un DLC con una serie di sfide machiavelliche (altri sono in arrivo nei prossimi mesi). Nonostante questo persino il giocatore più smaliziato impiegherà diverse ore per completare l'avventura principale con i relativi livelli bonus, soprattutto se vorrò ottenere il massimo del punteggio. Resta vero che, chi non si lascia acchiappare dalla spirale adrenalinica di un'esecuzione perfetta, potrebbe invece trovare un po' meno stimoli a restare incollato al prodotto più di qualche pomeriggio.

Velocity 2X Velocity 2x rappresenta la degna evoluzione di un prodotto già di per se valido e innovativo, capace di rileggere un genere storico (anzi: stavolta sono due) offrendo nuovi ed interessanti spunti ludici. L'idea di base del primo capitolo era quella di prendere uno sparatutto a scorrimento e sostituire le tonnellate di proiettili con l'urgenza di un attraversamento rapido, ritmato, schizzato eppure impeccabile. Adesso la stessa idea viene applicata anche a fasi platform che si alternano alle sezioni “classiche”. Non lasciatevi quindi abbattere da una serie di stage iniziali sottotono, e aspettate di sbloccare tutti i potenziamenti, destreggiandovi poi fra teletrasporti e bombe. Velocity 2X è una prova coraggiosa, un titolo che punta tutto su dedizione, coordinazione, prontezza. Le numerose aggiunte ad un gameplay funzionale e adrenalinico, la veste grafica migliorata, le musiche e la longevità ottima completano l’opera, per un indie che farà sicuramente parlare di sé nel corso di questi mesi. Sebbene siano presenti margini di miglioramento (nella narrazione, nella presentazione un po' scarna, e persino nello stile), i ragazzi di Futurlab hanno dimostrato ampiamente di saper evolvere un concetto di gioco ben delineato portandolo verso nuovi orizzonti. Noi, d’altro canto, siamo realmente curiosi di scoprire fin dove saranno in grado di spingersi con la prossima produzione.

8.5

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