Recensione Venetica

La figlia della morte protagonista di questo canonico RPG

Versione analizzata: PC
recensione Venetica
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

L’ultimo trimestre, per gli amanti degli RPG, è stato un periodo ricco di titoli per tutti i gusti: da prodotti orientati verso l'azione a titoli più votati al ragionamento ed alle consequenza che le nostre scelte avranno sul mondo che ci circonda. In questo variegato scenario entra anche il gioco sviluppato dai Deck 13: “Venetica”. Gia autori della serie Ankh e della discreta avventura “Jack Kane”, i nostri giovani sviluppatori alzano un po’ il tiro con quest’ultimo loro progetto, cercando di creare un gioco che sappia ritagliarsi il proprio spazio in mezzo a questi mostri sacri del genere. Saranno riusciti nella loro impresa? Andiamo insieme a scoprirlo.

Venezia & Dintorni

In un'epoca imprecisata, molto simile al medioevo, ritroviamo due amanti intenti a scambiarsi promesse d’amore. Purtroppo l’idillio avrà vita breve, interrotto bruscamente da alcuni loschi figuri, intenzionati a depredare e razziare il piccolo villaggio in cui vivono. In pochi riusciranno a salvarsi dall’assalto, tra cui la nostra bella amante; viva grazie all’estremo sacrificio del suo innamorato.
Dopo questo pittoresco e tragico incipit, hanno inizio le nostre avventure. Vestiremo i panni della giovane Scarlett, che da contadina si trasformerà in abile guerriera, in cerca di giustizia e vendetta. Lo scopo dell’attacco, si scoprirà, era proprio l’uccisone della nostra eroina, che come capiremo dopo pochi minuti di gioco non è altro che la figlia dell'incarnazione della morte (in questo caso rappresentata con una figura maschile). Dotata di straordinari poteri, la giovane avrà il compito di ritrovare un potente e misterioso artefatto per sconfiggere il malvagio di turno, che sta cercando di rubare i poteri all'oscuro mietitore. La strada è tracciata, ma lungo e periglioso sarà il cammino per la nostra “avatar”.

La morte e la fanciulla

Venetica rientra nella categoria degli action-rpg. Dopo i primi minuti di tutorial, prendiamo immediatamente confidenza con il sistema di controllo, che gestisce movimento ed attacchi: il primo è affidato alla tastiera, mentre per vibrare i colpi, oltre che per variare la visuale, dovremo utilizzare il mouse (con l’attacco semplice assegnato al tasto sinistro e quelli speciali al destro). Ben presto ci viene introdotto un sistema di crescia che non si discosta molto dai canoni del genere d'appartenenza. Per ogni nemico ucciso riceveremo i classici punti esperienza, che al raggiungimento di un determinata soglia abiliteranno il passaggio di livello. I vantaggi di ogni avanzamento sono essenzialmente due: in primis ci verranno donati 3 punti da spendere nelle classiche caratteristiche fisiche e mentali, in secondo luogo un punto da spendere nel miglioramento delle varie skill, suddivise tra abilità attive e passive. I poteri tra cui scegliere sono tanti e molto variegati: da possenti attacchi con armi a due mani fino a palle di fuoco, passando per colpi letali che potremo eseguire alle spalle dei vari nemici. Da notare come sia per l’apprendimento che per il miglioramento di tali poteri sarà necessario trovare i vari maestri sparsi per il mondo.
Non passa molto tempo, in ogni caso, per accorgersi che l'esperienza proposta da Venetica ha ben poco di veramente innovativo o coinvolgente. Lo skill tree racchiude in sostanza tutti grandi clichè del genere d'appartenenza, senza che si intraveda fino alla fine una sincera e reale caratterizzazione del prodotto per mezzo delle abilità a disposizione della protagonista. L'avanzamento canonico, il numero di nemici non elevatissimo, ed un sistema di debolezze elementali abbastanza prevedibile chiudono il quadro su uno svolgimento che è volutamente modellato su un catalogo di situazioni un poco trito ed abusato. Non basta la trama (semplicissima ma con qualche premessa interessante) a dare l'idea di un prodotto in qualche modo nuovo: anche il comparto artistico non mostra barlumi d'ispirazione, rimanendo sulla scia delle conquiste di Fable. Venetica è dunque un Hack'n'Slash fiabesco e colorato, che non rompe con la tradizione e neppure la ravviva. Serve come ottimo diversivo per chi ha già spolpato Torchlight e ancora attende con trepidazione l'arrivo del nuovo Re (Diablo 3), o per chi cerca un emulo di Risen in grado di intrattenere grazie a meccanismi ben rodati.
In ogni caso non mancano buoni propositi: ad esempio le missioni che ci verranno proposte di volta in volta, ad esclusione della “main quest” molto lineare, sono molto varie e spesso possono essere risolte in più modi. Sull'approccio da adottare influisce sia il tipo di moralità che adotteremo durante le varie fasi di gioco che la nostra fama: un esempio di cio’ ci viene presentato in una delle prime missioni secondarie del prodotto. Una volta recuperato un determinato oggetto per un mercante ci sarà data la possibilità di prendere i soldi come ricompensa oppure di rifiutarli ed aggiungere punti al nostro livello di fama; fama che piu’ avanti ci tornerà utile per determinate missioni. Gradevoli introduzioni, dunque, anche se non così esaltanti da giustificare una "second run". Per la risoluzione dell’intera “main quest” occorreranno circa 20/25 ore, con un deciso incremento se decideremo di portare avanti anche le varie missioni secondarie che il gioco ci proporrà. Un ultimo appunto è sulla difficoltà generale, non molto elevata. Nono solo è facilissimo uscire indenni anche dagli scontri con i boss più agguerriti, ma la componente esplorativa è quasi del tutto annichilita da un ridondante sistema "GPS" per le missioni: è possibile settare indicatori a schermo sia attraverso il nostro diario che grazie ad un’abilita ben specifica della nostra eroina (mediante l’evocazione di un corvo che ci guiderà al prossimo checkpoint relativo alla missione in quel momento attiva).

Tecnicamente

Visivamente il gioco, con tutti i settaggi al massimo, vive di alti e bassi. Ad un buon campo visivo e ad un’ottima cura nella modellazione dei personaggi si contrappongono le scialbe textures dell’ambiente circostante. Le mappe sono vaste ed i caricamenti, non troppo lunghi, avvengono solo quando decidiamo di entrare in un edifico oppure in un dungeon. Di discreta fattura anche i vari effetti particellari e di illuminazione. Tutto questo però ci porta ad eccessivi rallentamenti anche su macchine discretamente potenti. Quindi in molti casi dovremmo scendere a compromessi per raggiungere un “framerate” stabile intorno ai 30fps. Sul lato sonoro invece niente di particolarmente negativo, ma neanche performance di grande carature; eccezione invece per un buon doppiaggio inglese, minato purtroppo da una pessima sincronizzazione; da attribuire forse alla nascita del titolo, pensato per il mercato tedesco. Il gioco è, fortunatamente, completamente sottotitolato in italiano.
Infine come già descritto poco sopra i comandi sono facili ed intuitivi e permettono un ottima fruibilità del prodotto.

Venetica La risposta alla domanda posta ad inizio articolo purtroppo non è positiva. Se da un lato abbiamo un buon gameplay, divertente e vario, una storia non originale ma che invoglia ad andare avanti e un buon svilluppo del personaggio; dall'altro abbiamo uno scarso profilo tecnico ed un'ottimizzazione con diverse lacune. Consigliato a tutti quelli possono chiudere un occhio su una grafica non a passo con i tempi, e cercano un prodotto classico (forse fin troppo).

7

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