Recensione Verdun

M2H e Blackmill Games ci presentano uno sparatutto tattico ambientato nei più celebri campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, che vi lancerà alla conquista delle trincee nemiche.

Versione analizzata: PC
recensione Verdun
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

La Prima Guerra Mondiale che travolse l’Europa tra l’estate del 1914 e la fine del 1918, vedendo contrapporsi l’armata degli Imperi Centrali e l’esercito dell’Intesa, è stato uno dei conflitti più logoranti della Storia Contemporanea. Oltre al rivoluzionario impiego di mitragliatrici, mortai e gas tossici, venne caratterizzata dall’utilizzo di chilometriche e claustrofobiche trincee lungo tutti i fronti. Solamente nella Battaglia di Verdun, a causa del fango e delle epidemie causate dalla decomposizioni dei caduti, morirono nelle trincee oltre 700.000 uomini in appena 10 mesi. È proprio a questi tragici eventi che i ragazzi di M2H e Blackmill Games si sono ispirati per realizzare l'omonimo Verdun: sparatutto tattico in prima persona con gameplay asimmetrico, che tenta di riproporre le dinamiche della Guerra di Trincea. Il risultato finale, pur rimanendo inferiore a quello ottenuto dall’eccezionale Red Orchestra 2, riesce a convincere grazie ad un’autenticità storica davvero ricercata, inserendosi abilmente in un panorama fps che tende troppo spesso ad inscenare finzionali guerre futuristiche piuttosto che tornare ad esplorare le guerre del passato.

LA GUERRA DI TRINCEA

In Verdun verremo catapultati in 8 dei più celebri campi di battaglia della Grande Guerra: Vosgi, Argonne, Aisne, Piccardia, Artois e le Fiandre, collocati lungo il confine tra Francia, Belgio, Lussemburgo e Germania. Gli sviluppatori, per non scadere in una campagna single player con un’intelligenza artificiale non sempre all'altezza degli eventi (proprio come quella di Red Orchestra 2), hanno preferito concentrarsi unicamente sul comparto multiplayer, affidandosi all'imprevedibilità dei giocatori per animare i continui ribaltamenti di fronte tipici degli assalti alle trincee.
La modalità principale si chiamerà appunto “Linee del Fronte”: ci permetterà di schierarci sul campo di battaglia dalla parte dell’Intesa o degli Imperi Centrali, selezionando una delle tante partite in corso nel server di gioco. Ogni scontro si giocherà in un massimo di 32 giocatori, con 16 soldati per fazione divisi in 4 squadre da 4 giocatori. Ad un primo sguardo, considerando l’enorme superficie calpestabile che caratterizzerà ogni mappa di gioco, la presenza di 32 giocatori potrebbe risultare desolante, ma non appena metteremo piede sul campo di battaglia noteremo come questa scelta si sposi perfettamente con il bilanciamento del gameplay e l'ottimo level design che impreziosisce il gioco. Ogni territorio, realizzato favorendo la profondità piuttosto che l'ampiezza, sarà suddiviso da 6 trincee parallele (3 per fazione) equidistanti l’una dall'altra, mentre agli estremi della mappa saranno collocate le ultime difese entro cui potranno ritirarsi i soldati. All’inizio di ogni match una squadra avrà 3 minuti di tempo per assaltare la trincea avversaria, mentre l’altra dovrà difendersi con tutte le sue forze fino allo scadere del turno nemico. Vincerà la squadra che per prima raggiungerà l’ultima linea di difesa avversaria, oppure quella che conquisterà più trincee durante i 35 minuti di match. Nei panni degli attaccanti sarà assolutamente vitale studiare la conformazione della cosiddetta “terra di nessuno” (lo spazio di campo tra due trincee avversarie): le numerose buche sparse per il terreno, così come l’erba alta e le ombre degli alberi, saranno i vostri più preziosi alleati nell'avanzamento verso una delle varie aperture della trincea avversaria. Se dovesse venirvi la sciagurata idea di lanciarvi a testa bassa in linea retta, sappiate che dopo pochi metri potreste essere freddati dal colpo di un nemico ben appostato, costringendovi così a retrocedere nella vostra trincea nell'attesa del respawn (che avverrà ad ondate ogni 10-20 secondi). Per sperare di sopravvivere dovrete quindi imparare ad avanzare "zigzagando" accovacciati (o strisciando) per quasi tutto il tragitto, scattando solo per raggiungere la copertura successiva, in cui potrete rifiatare analizzando la posizione degli alleati. Come se non bastasse il terreno sarà disseminato di letale filo spinato, che vi bloccherà sul posto costringendovi a muovervi lentamente per evitare di morire dissanguati in men che non si dica. Una volta raggiunta la trincea nemica, dovrete cercare di eliminare il maggior numero di difensori per lasciare scoperto un ingresso, così da permettere ai vostri alleati di raggiungervi velocemente. Non appena otterrete la superiorità numerica all'interno della trincea, un indicatore circolare comincerà a riempirsi, e lo farà sempre più velocemente all'aumentare del divario tra attaccanti e difensori. Nel frattempo, se doveste riuscire ad ottenere in pochi secondi un elevato numero di uccisioni, la vostra fazione otterrà il cosiddetto “punto di vantaggio”, che vi permetterà, in caso di morte, di schierarvi a pochi metri di distanza dalla trincea nemica.

Indipendentemente dalla conquista del bonus, il vostro turno potrebbe terminare in due modi ben distinti che cambieranno l'evolversi della partita. In caso di conquista, i ruoli si invertiranno immediatamente, ponendo voi nei panni dei difensori della trincea, e "slittando" il fronte nemico alla seconda linea difensiva. Se invece doveste fallire l'assalto, riceverete l’ordine di tornare entro pochi secondi a difendere la trincea di partenza. Allo scadere del countdown verrete dichiarati disertori e uccisi sul colpo (come se aveste subito la fucilata che spetta a chi non rispetta gli ordini). Chi si dovesse sentire coraggioso potrà comunque sacrificare la vita per coprire la ritirata alleata, rimanendo nella terra di nessuno a tendere imboscate ai nemici lanciati all'assalto.
Alle prese con la difesa i ritmi di gioco saranno giocoforza più lenti e ragionati, e potrete muovervi solamente all’interno degli stretti camminamenti della trincea. Il vostro compito sarà quello di sopravvivere per 3 minuti, sfruttando saggiamente le coperture offerte dai sacchi di sabbia e dagli scudi metallici, e “cecchinando” chiunque tenti di avvicinarsi alla trincea. Non pensiate, tuttavia, che giocare trincerati sia più semplice che attaccare: avendo a disposizione appena 16 uomini per difendere delle trincee decisamente molto lunghe e contorte, spesso sarete obbligati a cedere il fianco ad un accerchiamento laterale che vi costringerà a battagliare su due fronti. I combattimenti all’interno delle trincee rappresentano una delle esperienze più adrenaliniche e riuscite di Verdun, con lunghi momenti di calma apparente che sfoceranno in brevi sparatorie frenetiche non appena un nemico farà capolino da uno degli angoli interni. In queste fasi sarà fondamentale osservare la minimappa per individuare le porzioni di trincea scoperte, così da intuire la posizione dei nemici per non farsi cogliere impreparati. Anche l'audio giocherà un ruolo importantissimo, e dovrete essere bravi a cogliere il rumore dei passi nemici nelle vicinanze o le loro voci. Completando in successione l’assalto e la difesa di una trincea segnerete un punto per la vostra fazione, e potrete lanciarvi immediatamente all'assalto della linea nemica successiva. Spesso, a causa dei continui capovolgimenti di fronte che caratterizzeranno i 35 minuti di ogni match, finirete la partita in parità, rimanendo comunque soddisfatti grazie agli stimoli che derivano da un gameplay così peculiare.

La seconda modalità multigiocatore offerta da Verdun sarà “Sfida Mortale”: una modalità deathmatch a 16 giocatori, in cui dovrete sopravvivere trincerati all’interno di una sorta di immenso labirinto circolare attraversato da numerosi camminamenti e scorciatoie. L’assenza di un vero obiettivo dinamico renderà questa modalità più semplificata rispetto a “Linee del Fronte”; tuttavia, grazie all’imprevedibilità offerta dai sentieri labirintici, si rivelerà comunque una valida alternativa al game mode "sovrano", utile anche a padroneggiare le svariate armi offerte da Verdun. Purtroppo non è presente un sistema di classificazione con ricompense e premi, che avrebbe certamente reso più longeva l’esperienza offerta da questa modalità.

ONE SHOT, ONE KILL

Verdun cerca insomma di allontanarsi dalle meccaniche arcade tipiche degli sparatutto più blasonati (Call of Duty e Battlefield in primis) riprendendo molti degli elementi “hardcore” che già avevamo ammirato in Red Orchestra 2, spronando il giocatore ad utilizzare un approccio più tattico. Non ci sarà alcuna barra della salute, e nella maggior parte dei casi moriremo con un solo colpo d’arma da fuoco. Avremo qualche speranza di sopravvivere solamente nel caso un proiettile ci raggiungesse al braccio o nella parte inferiore della gamba, con lo schermo che diventerà rosso per una decina di secondi, accompagnato dal suono roboante del cuore che batte all’impazzata. Sotto il fuoco di soppressione, o quando una granata o un colpo di mortaio esploderanno nelle nostre vicinanze, tutti i suoni si faranno ovattati, e la visuale comincerà a tremare vertiginosamente fino a sfocarsi, rendendo difficoltosa la mira di precisione. L’unica barra visualizzabile sarà quella della stamina, che si esaurirà progressivamente durante gli scatti prolungati e potrà essere recuperata camminando accovacciati o strisciando. Ovviamente la nostra postura determinerà anche l’esposizione del nostro corpo dietro qualsiasi copertura, e inciderà sulla nostra velocità di movimento. In generale durante i movimenti si avvertirà abbastanza chiaramente la pesantezza del corpo. In Verdun, come capita in altri sparatutto tattici, non avremo un sistema di coperture dinamico, ma ogni oggetto è realizzato in modo da avere una reale “consistenza”: un qualsiasi paletto di legno ficcato nel fango, ad esempio, potrà schermarci dai colpi ben indirizzati.
Le varie armi si differenziano esclusivamente per il rateo di fuoco ed il loro rinculo. Avremo a disposizione pistole, mitragliette, mitragliatrici leggere e fucili da tiratore scelto: tutti modelli riprodotti autenticamente sulla base di quelli impiegati nella Prima Guerra Mondiale (Lee Enfield Mark, Gewehr ’98, Fusil Mle, Karabiner 98Z per citarne alcuni). In alcuni loadout troveremo anche un mirino telescopico per lanciarci in fasi di “cecchinaggio” puro, piuttosto difficili da gestire, dato che sparando un colpo con qualsiasi fucile un’animazione ci “obbligherà” ad inserire in canna quello successivo, interrompendo la visione attraverso il mirino. Per prendere la mira si utilizzerà il classico click destro del mouse per passare all’iron sight, mentre sparare senza focus ci farà mancare spessissimo il bersaglio, anche a pochi metri di distanza. In Verdun troveremo anche un sistema balistico che terrà conto del bullet drop e del weapon zeroing: le traiettorie dei proiettili andranno insomma ad abbassarsi progressivamente, e i colpi diventeranno completamente inefficaci contro bersagli estremamente lontani. A completare la dotazione avremo alcune armi da mischia, delle granate, e delle maschere antigas piuttosto claustrofobiche che ci permetteranno di entrare nelle cortine di gas tossico. In Verdun, anche per rimanere fedeli al contesto, non sarà ovviamente possibile utilizzare alcun veicolo.

DOPPIA ESPERIENZA

Nella battaglie di Verdun potrete entrare a far parte di uno dei tanti corpi di fanteria realmente impegnati nella Prima Guerra Mondiale: quattro per l’Intesa (Canadians, Chasseur Alpins, Poilus e Tommies) e tre per gli Imperi Centrali (Alpenjäger, Landsers e Stoßtruppen). Le squadre che troveremo in partita (create e rinominate sempre da un utente) non si differenzieranno solo per la nazione d’appartenenza e il tipo di uniforme, ma anche per l’equipaggiamento e la specializzazione di ognuno dei 4 membri che le comporranno. Ad esempio nei Tommies avremo a disposizione un Rifleman con un fucile da tiratore scelto, che sparerà con più accuratezza rimanendo nei pressi del suo caposquadra, mentre il Gunner, con la sua potente mitragliatrice leggera, dovrà fornire copertura al team in avanzamento. In ogni squadra sarà sempre presente un Sottufficiale, che potrà contare su 2 abilità a cooldown: la prima servirà per posizionare un waypoint sul campo di battaglia visualizzabile solo dai membri della squadra, la seconda invece permetterà di lanciare un attacco d’artiglieria (mortaio o cortina di gas) in un punto specifico del territorio, oppure potrà richiamare un aereo per effettuare una ricognizione sul campo al fine di individuare la posizione dei nemici. Ogni squadra avrà un albero dei talenti unico (con bonus passivi per ogni specializzazione della squadra), che potrà essere livellato secondo l’interessantissimo sistema del “CO-OP XP”: in partita otterremo dei punti co-op solamente compiendo delle specifiche azioni corali, come la conquista di una trincea o l’uccisione di un nemico rimanendo entro un certo range dal proprio Sottufficiale. Questi punti verranno spesi per aumentare il livello della vostra squadra. Al termine della partita il gioco aggiungerà i vostri compagni ad una lista amici “speciale” (diversa da quella degli amici di Steam), salvando anche l’esperienza co-op guadagnata con ognuno di essi. Ogni volta che rigiocherete con loro la vostra squadra riceverà i punti esperienza “memorizzati” nel database, facendovi salire di livello prima ancora di cominciare il match.

Verdun utilizza quindi un sistema cooperativo che favorisce il gioco affiatato con gli amici, ma permette anche di divertirsi giocando con utenti conosciuti solamente nei campi di battaglia di Verdun. Per quanto riguarda il “leveling” del proprio profilo di gioco, invece, in partita guadagneremo punti esperienza da tutte le azioni offensive, difensive e di supporto, e al passaggio di livello otterremo una manciata di Punti Carriera da spendere per sbloccare il tier di armi successivo dello specialista che desiderate. Ogni soldato, infatti, non avrà a disposizione soltanto un unico loadout, ma potrà contare su altri 2 equipaggiamenti, che non saranno necessariamente più “potenti” di quello di partenza, ma offriranno un differente stile di gioco. Ad esempio, potreste iniziare con pistola e binocolo, per poi decidere di passare al tier 2 con l’accoppiata pistola e granate.

LA TERRA DI NESSUNO

Che l’intento di Verdun fosse quello di riproporre fedelmente ogni aspetto della Guerra di Trincea si era ben capito, ma il sapore che si gusta la prima volta che si mette piede nel campo di battaglia è tutto da raccontare. Le 8 mappe di gioco sono molto diverse le une dalle altre, ed il team ha posto un forte accento sulla realizzazione artistica delle stesse. Ci capiterà di affrontare una battaglia immersi nell’ombra di una pianura boschiva autunnale, con le foglie rossastre a tappezzare il letto delle trincee, e delle grosse balle di fieno a fornirci protezione nella terra di nessuno completamente ricoperta d’erba. In altri casi, invece, dovremo fare i conti con uno sconfinato terreno fangoso, pieno di buche di diversa larghezza e profondità, e con delle colonne di fumo che raggiungeranno il cielo fino ad oscurare parte dei raggi solari. L’unico effetto atmosferico implementato sarà la pioggia, così battente da riempire le buche di acqua stagnante e creare dei piccoli rivoletti lungo i sentieri. Le trincee, molto diverse tra l’oro, presentano una morfologia in perfetta continuità con la conformazione del resto della mappa, e spesso saranno raggiungibili dopo delle ripide salite. All’interno delle gallerie troveremo numerose alcove scavate nelle pareti fangose, in cui potremo nasconderci per sorprendere i nemici che passeranno in corsa senza pensarci. Lungo certe trincee, oltre alle classiche postazioni con sacchi di sabbia poste a varie altitudini, saranno disposti dei bunker di cemento da cui poter sparare rimanendo al sicuro, ma le cui piccole feritoie limiteranno notevolmente la visuale sul campo di battaglia.
Purtroppo dobbiamo constatare che ad una realizzazione artistica decisamente efficace si contrappone un comparto grafico non sempre all’altezza. La draw distance ci permetterà di scorgere i nemici in lontananza, ma un lod (level of detail) non sufficientemente elevato ci impedirà di distinguerli efficacemente dall’ambiente circostante. Le armi, realizzate con modelli 3d nella media, presentano delle texture a modesta risoluzione, che non riescono ad esaltare tutti i piccoli dettagli (come le serigrafie originali dei modelli dell’epoca). Le divise dei soldati, anche se ben caratterizzate, non saranno animate da nessun tipo di fisica, risultando poco credibili, anche in movimento. In gioco non troveremo alcun tipo di personalizzazione, che sarebbe stata utile per riuscire a distinguere maggiormente i visi dei vari soldati, troppo simili tra l’oro.
Per quanto riguarda gli effetti volumetrici e particellari gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro nella realizzazione delle cortine gassose, talmente dense da limitare la visuale ad appena pochi metri; mentre le esplosioni di granate e mortai non sono affatto convincenti, risultando persino indistinguibili tra loro. Dal punto di vista sonoro Verdun si attesta su buoni livelli, anche se l’audio posizionale tentenna più di qualche volta nel farci capire la reale direzione di provenienza degli spari o dei passi dei soldati. L’ottimizzazione del motore di gioco non è sempre eccezionale, e alcune volte subiremo dei notevoli cali di frame inspiegabili, anche in situazioni non proprio impattanti dal punto di vista grafico.

Verdun Verdun si affaccia nel mercato degli shooter con una forte identità hardcore ed un indefesso amore per l'autenticità storica. Combattere nelle trincee sarà un'esperienza sempre stimolante, grazie a dinamiche di gioco originali ed un feeling crudo e realistico. Gli assalti alla trincea nemica attraverso la terra di nessuno ci faranno temere ogni secondo per la nostra vita; mentre ogni fase di difesa trincerati ci regalerà una sensazione precaria di sicurezza, con il dito sempre pronto a premere il grilletto. Verdun vuole essere uno sparatutto senza troppi fronzoli, pragmatico e non adatto a chi preferisce le scorribande arcade di Call of Duty. Se siete appassionati di fps tattici e amate la storia con tutti i suoi grandi conflitti, e se magari siete alla ricerca di un'alternativa al buon vecchio Red Orchestra 2, certamente dovreste prendere in considerazione questo Verdun, disponibile su Steam a prezzo contenuto. Resta vero che la produzione targata M2H, coraggiosamente concentrata su un conflitto e su un'esperienza bellica difficili da riprodurre in "linguaggio videoludico", si vede limitata in quanto a modalità e nell'offerta complessiva, risultando quindi molto specifica (e anche per questo molto realistica) ma non certo traboccante di opzioni. Modesto anche il colpo d'occhio, per un titolo che punta tutto sulla sua unicità e su qualche trovata più che brillante (come il sistema di punti esperienza co-op).

7.5

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