Recensione Verdun

Lo sparatutto che simula la guerra di trincea sbarca anche sulla console di casa Sony. Coraggioso e originale.

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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

La Prima Guerra Mondiale che travolse l'Europa tra l'estate del 1914 e la fine del 1918, vedendo contrapporsi l'armata degli Imperi Centrali e l'esercito dell'Intesa, è stato uno dei conflitti più logoranti della Storia Contemporanea. Oltre al rivoluzionario impiego di mitragliatrici, mortai e gas tossici, venne caratterizzata dall'utilizzo di chilometriche e claustrofobiche trincee lungo tutti i fronti. Solamente nella Battaglia di Verdun, a causa del fango e delle epidemie causate dalla decomposizioni dei caduti, morirono nelle trincee oltre 700.000 uomini in appena 10 mesi. È proprio a questi tragici eventi che i ragazzi di M2H e Blackmill Games si sono ispirati per realizzare l'omonimo Verdun: sparatutto tattico in prima persona con gameplay asimmetrico, che tenta di riproporre le dinamiche della Guerra di Trincea. Uscito su PC un anno fa, il titolo arriva ora anche su PlayStation 4, rappresentando in ambito console un prodotto davvero unico. Se su Personal Computer, infatti, è possibile trovare shooter fortemente simulativi (come l'eccezionale Red Orchestra 2), il panorama dell'intrattenimento "da salotto" è invece molto più orientato in direzione di sparatutto tradizionali e squisitamente "popolari". Mentre anche Battlefield 1 si accontenta di presentare una versione potentemente "romanzata" del primo conflitto mondiale, Verdun abbraccia invece un più marcato realismo, facendo la felicità di chi proprio non sopporta le scaramucce di EA e Activision.

La Guerra di Trincea

In Verdun verremo catapultati in alcuni dei più celebri campi di battaglia della Grande Guerra, collocati lungo il confine tra Francia, Belgio, Lussemburgo e Germania. Il titolo è concentrato unicamente sul comparto multiplayer, affidandosi all'imprevedibilità dei giocatori per animare i continui ribaltamenti di fronte tipici degli assalti alle trincee.
La modalità principale si chiamerà appunto "Linee del Fronte": ci permetterà di schierarci sul campo di battaglia dalla parte dell'Intesa o degli Imperi Centrali. L'enorme superficie calpestabile che caratterizzerà ogni mappa di gioco si sposa perfettamente con il bilanciamento del gameplay e con l'ottimo level design che impreziosisce il gioco. Ogni territorio, realizzato favorendo la profondità piuttosto che l'ampiezza, sarà suddiviso da 6 trincee parallele equidistanti l'una dall'altra, mentre agli estremi della mappa saranno collocate le ultime difese entro cui potranno ritirarsi i soldati. All'inizio di ogni match una squadra avrà 3 minuti di tempo per assaltare la trincea avversaria, mentre l'altra dovrà difendersi con tutte le sue forze fino allo scadere del turno nemico. Vincerà la squadra che per prima raggiungerà l'ultima linea di difesa avversaria, oppure quella che conquisterà più trincee durante i 35 minuti di match. Nei panni degli attaccanti sarà assolutamente vitale studiare la conformazione della cosiddetta "terra di nessuno" (lo spazio di campo tra due trincee avversarie): le numerose buche sparse per il terreno, così come l'erba alta e le ombre degli alberi, saranno i vostri più preziosi alleati nell'avanzamento verso una delle varie aperture della trincea avversaria. Se dovesse venirvi la sciagurata idea di lanciarvi a testa bassa in linea retta, sappiate che dopo pochi metri potreste essere freddati dal colpo di un nemico ben appostato, costringendovi così a retrocedere nella vostra trincea nell'attesa del respawn. Per sperare di sopravvivere dovrete quindi imparare ad avanzare "zigzagando" accovacciati (o strisciando) per quasi tutto il tragitto, scattando solo per raggiungere la copertura successiva, in cui potrete rifiatare analizzando la posizione degli alleati. Come se non bastasse il terreno sarà disseminato di letale filo spinato, che vi bloccherà sul posto costringendovi a muovervi lentamente per evitare di morire dissanguati in men che non si dica. Una volta raggiunta la trincea nemica, dovrete cercare di eliminare il maggior numero di difensori per lasciare scoperto un ingresso, così da permettere ai vostri alleati di raggiungervi velocemente. Non appena otterrete la superiorità numerica all'interno della trincea, un indicatore circolare comincerà a riempirsi, e lo farà sempre più velocemente all'aumentare del divario tra attaccanti e difensori. Nel frattempo, se doveste riuscire ad ottenere in pochi secondi un elevato numero di uccisioni, la vostra fazione otterrà il cosiddetto "punto di vantaggio", che vi permetterà, in caso di morte, di schierarvi a pochi metri di distanza dalla trincea nemica.
Indipendentemente dalla conquista del bonus, il vostro turno potrebbe terminare in due modi ben distinti che cambieranno l'evolversi della partita. In caso di conquista, i ruoli si invertiranno immediatamente, ponendo voi nei panni dei difensori della trincea, e "slittando" il fronte nemico alla seconda linea difensiva. Se invece doveste fallire l'assalto, riceverete l'ordine di tornare entro pochi secondi a difendere la trincea di partenza. Allo scadere del countdown verrete dichiarati disertori e uccisi sul colpo (come se aveste subito la fucilata che spetta a chi non rispetta gli ordini). Chi si dovesse sentire coraggioso potrà comunque sacrificare la vita per coprire la ritirata alleata, rimanendo nella terra di nessuno a tendere imboscate ai nemici lanciati all'assalto.

Alle prese con la difesa i ritmi di gioco saranno giocoforza più lenti e ragionati, e potrete muovervi solamente all'interno degli stretti camminamenti della trincea. Il vostro compito sarà quello di sopravvivere per 3 minuti, sfruttando saggiamente le coperture offerte dai sacchi di sabbia e dagli scudi metallici, e "cecchinando" chiunque tenti di avvicinarsi alla trincea. Non pensiate, tuttavia, che giocare trincerati sia più semplice che attaccare: avendo a disposizione pochi uomini per difendere delle trincee decisamente molto lunghe e contorte, spesso sarete obbligati a cedere il fianco ad un accerchiamento laterale che vi costringerà a battagliare su due fronti. I combattimenti all'interno delle trincee rappresentano una delle esperienze più adrenaliniche e riuscite di Verdun, con lunghi momenti di calma apparente che sfoceranno in brevi sparatorie frenetiche non appena un nemico farà capolino da uno degli angoli interni. In queste fasi sarà fondamentale osservare la minimappa per individuare le porzioni di trincea scoperte, così da intuire la posizione dei nemici per non farsi cogliere impreparati. Anche l'audio giocherà un ruolo importantissimo, e dovrete essere bravi a cogliere il rumore dei passi nemici nelle vicinanze o le loro voci.

In Verdun sono disponibili altre modalità, molto più tradizionali nell'impostazione. Ci sono dei classici Deathmatch a Squadre, battaglie combattute imbracciando solo un fucile Bolt Action, e persino una sorta di modalità Orda, in cui assieme ad altre tre utenti dobbiamo tener testa ad una serie di ondate di soldati controllati dalla CPU. Il tempo passato dalla release originale su PC, insomma, ha giovato al titolo almeno dal punto di vista contenutistico, ma bisogna dire che tutti questi game mode hanno davvero poca presa. La difficoltà nel trovare partite popolate lo dimostra chiaramente: Linee del Fronte non è solo il fulcro portante dell'esperienza, ma anche l'unica modalità capace di far risaltare il gameplay del prodotto, replicando con efficacia le situazioni tipiche del conflitto a cui Verdun si ispira. Tutte le altre opzioni, scontrandosi con un gameplay dai ritmi davvero poco accesi, perdono rapidamente il proprio appeal.

One Shot, One Kill

Verdun, si diceva, cerca di allontanarsi dalle meccaniche arcade tipiche degli sparatutto più blasonati, spronando il giocatore ad utilizzare un approccio più tattico. Non ci sarà alcuna barra della salute, e nella maggior parte dei casi moriremo con un solo colpo d'arma da fuoco. Avremo qualche speranza di sopravvivere solamente nel caso un proiettile ci raggiungesse al braccio o nella parte inferiore della gamba, con lo schermo che diventerà rosso per una decina di secondi, accompagnato dal suono roboante del cuore che batte all'impazzata. Sotto il fuoco di soppressione, o quando una granata o un colpo di mortaio esploderanno nelle nostre vicinanze, tutti i suoni si faranno ovattati, e la visuale comincerà a tremare vertiginosamente fino a sfocarsi, rendendo difficoltosa la mira di precisione. L'unica barra visualizzabile sarà quella della stamina, che si esaurirà progressivamente durante gli scatti prolungati e potrà essere recuperata camminando accovacciati o strisciando. Ovviamente la nostra postura determinerà anche l'esposizione del nostro corpo dietro qualsiasi copertura, e inciderà sulla nostra velocità di movimento. In generale durante i movimenti si avvertirà abbastanza chiaramente la pesantezza del corpo. In Verdun, come capita in altri sparatutto tattici, non avremo un sistema di coperture dinamico, ma ogni oggetto è realizzato in modo da avere una reale "consistenza": un qualsiasi paletto di legno ficcato nel fango, ad esempio, potrà schermarci dai colpi ben indirizzati.

Le varie armi si differenziano esclusivamente per il rateo di fuoco ed il loro rinculo. Avremo a disposizione pistole, mitragliette, mitragliatrici leggere e fucili da tiratore scelto: tutti modelli riprodotti autenticamente sulla base di quelli impiegati nella Prima Guerra Mondiale (Lee Enfield Mark, Gewehr '98, Fusil Mle, Karabiner 98Z per citarne alcuni). In alcuni loadout troveremo anche un mirino telescopico per lanciarci in fasi di "cecchinaggio" puro, piuttosto difficili da gestire. In Verdun troveremo anche un sistema balistico che terrà conto del bullet drop e del weapon zeroing: le traiettorie dei proiettili andranno insomma ad abbassarsi progressivamente, e i colpi diventeranno completamente inefficaci contro bersagli estremamente lontani. A completare la dotazione avremo alcune armi da mischia, delle granate, e delle maschere antigas piuttosto claustrofobiche che ci permetteranno di entrare nelle cortine di gas tossico. In Verdun, anche per rimanere fedeli al contesto, non sarà ovviamente possibile utilizzare alcun veicolo.

La Terra Di Nessuno

Che l'intento di Verdun fosse quello di riproporre fedelmente ogni aspetto della Guerra di Trincea si era ben capito, ma il sapore che si gusta la prima volta che si mette piede nel campo di battaglia è tutto da raccontare. Le mappe di gioco sono molto diverse le une dalle altre, ed il team ha posto un forte accento sulla realizzazione artistica delle stesse. Ci capiterà di affrontare una battaglia immersi nell'ombra di una pianura boschiva autunnale, con le foglie rossastre a tappezzare il letto delle trincee, e delle grosse balle di fieno a fornirci protezione nella terra di nessuno completamente ricoperta d'erba. In altri casi, invece, dovremo fare i conti con uno sconfinato terreno fangoso, pieno di buche di diversa larghezza e profondità, e con delle colonne di fumo che raggiungeranno il cielo fino ad oscurare parte dei raggi solari. L'unico effetto atmosferico implementato sarà la pioggia, così battente da riempire le buche di acqua stagnante e creare dei piccoli rivoletti lungo i sentieri. Le trincee, molto diverse tra l'oro, presentano una morfologia in perfetta continuità con la conformazione del resto della mappa, e spesso saranno raggiungibili dopo delle ripide salite. All'interno delle gallerie troveremo numerose alcove scavate nelle pareti fangose, in cui potremo nasconderci per sorprendere i nemici che passeranno in corsa senza pensarci. Lungo certe trincee, oltre alle classiche postazioni con sacchi di sabbia poste a varie altitudini, saranno disposti dei bunker di cemento da cui poter sparare rimanendo al sicuro, ma le cui piccole feritoie limiteranno notevolmente la visuale sul campo di battaglia.
Ad una realizzazione artistica decisamente efficace si contrappone un comparto grafico non sempre all'altezza, che su console sembra addirittura più in affanno. La draw distance non è particolarmente impressionante, e le armi, realizzate con modelli 3d nella media, presentano delle texture a modesta risoluzione, che non riescono ad esaltare tutti i piccoli dettagli.
Su Ps4 abbiamo anche notato una riduzione dell'efficacia degli effetti volumetrici e particellari.
Dal punto di vista sonoro Verdun si attesta su buoni livelli, anche se l'audio posizionale tentenna più di qualche volta nel farci capire la reale direzione di provenienza degli spari o dei passi dei soldati.

Verdun Verdun esordisce su Ps4 con il suo carattere unico, dovuto ad una forte identità hardcore e ad un indefesso amore per l'autenticità storica. Combattere nelle trincee sarà un'esperienza sempre stimolante, grazie a dinamiche di gioco originali ed un feeling crudo e realistico. Verdun vuole essere insomma uno sparatutto senza troppi fronzoli, pragmatico e non adatto a chi preferisce le scorribande arcade di Call of Duty. Se siete appassionati di fps tattici e amate la storia con tutti i suoi grandi conflitti, certamente dovreste prendere in considerazione questo Verdun, disponibile per altro ad un prezzo contenuto. Resta vero che la produzione coraggiosamente concentrata su un conflitto e su un'esperienza bellica difficili da riprodurre in "linguaggio videoludico", si vede limitata in quanto a modalità e nell'offerta complessiva, risultando quindi molto specifica ma non certo traboccante di opzioni. Modesto anche il colpo d'occhio, per un titolo che punta tutto sulla sua unicità e su qualche trovata più che brillante.

7.5

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