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Recensione Verso la Luce

Il terzo libro di Dmitry Glukhovsky

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  • Libri
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Metro 2033 era nato come un progetto inusuale, germogliato sul web grazie all'idea e all'intraprendenza di Dmitry Glukhovsky, per poi espandersi a macchia d'olio, attirando migliaia di appassionati che hanno dato il loro contributo alla stesura del romanzo.
Il successo ha quindi travalicano i confini russi, raggiungendo tutta Europa, fattore che ha spinto Glukhovsky a lavorare al seguito, Metro 2034, riuscendo solo in parte a raggiungere le vette di originalità e qualità della sua opera prima.
La base dei fan, però, ha comunque gradito e si è ingrandita con il passare degli anni al punto da permettere la nascita del Metro 2033 Universe, una serie di libri che espandono il mondo in rovina ideato da Glukhovsky, ognuno focalizzato su una diversa zona del mondo, in modo da andare a creare un vero e proprio universo narrativo che comprenda più regioni della terra possibili, dando una ipotetica visione globale del nostro pianeta dopo un presunto attacco nucleare.

Da Mosca a San Pietroburgo

Verso la Luce sposta l'occhio del lettore non lontano dalla capitale russa, andando quindi a posarsi sui sopravvissuti di San Pietroburgo, altra città molto importante e popolosa dell'ex Unione Sovietica, decimata dalla presunta esplosione di un ordigno nucleare che ha dato il via alla serie, evento sempre avvolto nel mistero.
Anche a San Pietroburgo, quindi, la metropolitana è diventata uno dei luoghi simbolo della sopravvivenza, grazie alla naturale struttura sotterranea che ha dato rifugio e ospita quotidianamente le poche decine di migliaia di persone che hanno fatto in tempo a riversarsi al suo interno, chiudendo le paratie di sicurezza durante l'attacco.
San Pietroburgo, però, è più piccola rispetto alla capitale, fattore che si riflette anche sulla struttura della metropolitana, con meno linee e con stazioni più contenute in termini di metratura e maestosità.
In controtendenza, però, l'autore Andrey Dyakow ha deciso di utilizzare la metropolitana solo come punto di partenza, per mantenere un legame aperto con il lore di Metro 2033 ma spingendo la sua storia all'esterno, in un mondo devastato e caratterizzato ormai dalle radiazioni, da predatori insaziabili e da mutazioni che hanno modificato in modo irreversibile l'ordine naturale dell'ambiente.

Gruppo di Stalker

Come nel caso di Metro 2033, anche in Verso la Luce il protagonista è un ragazzo, nato e cresciuto all'interno di una stazione periferica della metropolitana, nella quale la vita scorre relativamente tranquilla e la preoccupazione principale è l'approvvigionamento di corrente elettrica, acquistata dalle stazioni vicine che sono ancora in grado di produrla.
La vita di Gleb, questo il nome del ragazzo, è destinata improvvisamente a cambiare quando verrà reclutato da Taran, Stalker molto esperto che ha imparato ad adattarsi, sopravvivendo grazie all'esperienza e al coraggio di uscire all'esterno, per missioni che riescono sempre a fruttargli un'ottima contropartita sul mercato che si è venuto ad instaurare all'interno della nuova società della metropolitana.

"La principale differenza che si percepisce leggendo Verso la Luce, rispetto a Metro 2033, è proprio l'ambientazione, pesantemente incentrata sul territorio esterno"

Gleb è orfano e non ha ancora imparato a gestire la sua situazione solitaria, quindi accetta di buon grado che qualcuno si interessi a lui, malgrado non sopporti troppo i modi burberi di Taran e non abbia capito fino in fondo come mai abbia scelto lui, in mezzo a tanti altri ragazzi e uomini di ben altra stazza e capacità.
In realtà Taran è considerato uno degli Stalker più esperti della zona e ha appena accettato una missione che lo vedrà a capo di un drappello di altri militari, alla ricerca della fonte di un luce avvistata nel golfo non lontano da San Pietroburgo.
Kondor, il leader del gruppo, considera Taran una sorta di guida, una persona in grado di far uscire il team all'esterno, fargli attraversare una parte significativa della città, per poi proseguire nelle campagne, evitando tutti i pericoli presenti, a partire dai predatori fino ad arrivare alle zone ad alta concentrazione di radiazioni. Molte, infatti, sono sconosciute, in quanto mancano vere e proprie cartine, ma Taran ha imparato a memorizzarle, grazie all'aiuto di uno strumento di misura dal quale dipende la sopravvivenza di chiunque esca al di fuori dei condotti sotterranei della metropolitana.
La squadra, quindi, partirà alla volta della misteriosa fonte di luce, per capire se si tratta di un SOS inviato da dei sopravvissuti. Kondor dovrà necessariamente accettare la presenza di Gleb, considerato da tutti inesperto e troppo giovane, ma appoggiato da Taran, ormai suo vero e proprio mentore.

Insicurezza

La principale differenza che si percepisce leggendo Verso la Luce, rispetto a Metro 2033, è proprio l'ambientazione, pesantemente incentrata sul territorio esterno, che sfrutta la metropolitana solo nell'incipit andando poi ad utilizzare un setting diverso, cittadino all'inizio e rurale in seguito, dando l'idea che la fonte di ispirazione principale per il romanzo sia il videogioco, che aveva numerose sezioni nei tunnel della metropolitana ma anche molte altre in superficie, all'interno di edifici sventrati e tra le vie della città.
Molto meno riusciti sono i personaggi, troppo inquadrati nello stereotipo del maestro e dell'allievo, con pochissimi dettagli che ne approfondiscano il carattere e una scarsa attenzione per i comprimari, una squadra ben addestrata che, a tutti gli effetti, viene trattata come carne da macello dall'autore, che tende a non permettere al lettore di avvicinarsi troppo e ad entrare in sintonia con i componenti, con il risultato che anche quando accade qualcosa di tragico lo stupore è limitato e la storia continua a scorrere senza troppa convinzione.

Verso la Luce Verso la Luce appare come un nuovo capitolo dell'universo di Metro 2033 che prosegue una parabola discendente, iniziata con Metro 2034. Se l'opera prima di Glukhovsky aveva convinto critica e pubblico, per inventiva e qualità della narrazione, già il seguito non era riuscito a mantenersi sullo stesso livello. Verso la Luce non aggiunge nulla alla serie, poiché trasla il racconto dalla metropolitana, il vero cuore dell'intero progetto, al territorio esterno devastato dalla radioattività, tematica già esplorata in maniera più convincente da una moltitudine di altre opere del passato, risultando quindi inflazionato e senza alcun guizzo in grado di farlo svettare nel panorama della fantascienza contemporanea.

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