Wanted Corp Recensione

Wanted Corp è un twin stick shooter ripubblicato su Vita, senza grandi migliorie, a cinque anni di distanza dal lancio della versione per PlayStation 3.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Wanted Corp
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Mercenari spaziali, pericolosi criminali intergalattici da mettere in gattabuia, piombo a cascata e una trama leggera da b-movie. Non temete, non stiamo parlando del nuovo capitolo della saga cinematografica dedicata all'antieroe furiano Riddick. Questa volta il letale mix di elementi testé citato appartiene a un titolo dallo sviluppo oscuro e travagliato: Wanted Corp., twin stick shooter con visuale isometrica opera dei ragazzi francesi di Eko Software. Il gioco approdò qualche anno fa sullo store online della vecchia console casalinga Sony, riscuotendo purtroppo uno scarso successo di critica e pubblico, complice anche la scarsa originalità della formula di gioco e l'incapacità del team di razionalizzare quanto cercavano di proporre. Ora, a distanza di cinque anni dalla release originale e forse per evitare di scontrarsi con l'agguerrita concorrenza, curiosamente il team ci riprova scommettendo su altri hardware come l'handheld Sony e il PC. Non appena abbiamo messo mano alla versione PlayStation Vita, quindi, sono sorte le prime domande. Mutando le piattaforme di riferimento, questa volta sarà cambiato anche il risultato? Con quali novità il team avrà tentato di accattivarsi l'attenzione del pubblico e, soprattutto, coadiuvato da quale restyling tecnico? Nel corso di questi ultimi anni la fetta di mercato dedicata ai twin stick shooter si è popolata di molti esponenti di peso che, soprattutto su console, hanno saputo calamitare l'attenzione di buona parte dell'utenza. Wanted Corp., però, pare essere arrivato fuori tempo massimo.

Wanted: Dead or Alive

Wanted Corp. parte da premesse semplici e dirette: una nave adibita a prigione di massima sicurezza precipita su un pianeta, Oderellia, controllato da potentissima industria farmaceutica che, proprio sulla sua superficie, sta conducendo degli esperimenti, ovviamente coperti da un alone di mistero, in cui ci imbatteremo. I vertici del consiglio di amministrazione, preoccupati per l'improvvisa e incontrollata presenza ostile che potrebbe mettere a rischio la stessa esistenza della compagnia, decidono di assoldare H. MadDogg e Irina Zimoy, due esperti cacciatori di taglie, per ripulire il pianeta dai pericolosi avanzi di galera che ancora scorrazzano liberi. La ricompensa per l'incarico è davvero troppo succosa per rifiutare e i due si mettono immediatamente sulle tracce dei ricercati i quali potranno essere catturati e inviati alla nave, oppure uccisi, a seconda delle preferenze e della ricompensa che si desidera riscuotere. I due comprimari di questa avventura, ovvero coloro che avremo sullo schermo dall'inizio alla fine, ricalcano stereotipi ormai vetusti: MadDogg è il classico spaccone tutto muscoli e battute grossolane specializzato in oggetti di morte che prevedono piombo fumante ed esplosioni; mentre la longilinea Irina è più astuta, raffinata e taciturna allo stesso tempo e predilige le arti psichiche (o psioniche, vedete voi).

A causa dell'incapacità del team di tratteggiare in modo più netto le sfumature caratteriali dei due e del mancato approfondimento del loro background si fa davvero fatica ad affezionarsi ai due cacciatori di taglie. Nemmeno i dialoghi tra i due riescono a ravvivare la situazione e falliscono nel tentativo di dar vita a intermezzi degni di nota. Anche le meccaniche di gioco evidenziano una certa impersonalità e vanno ad attingere senza tanti complimenti ai principi fondanti del genere twin stick shooter con visuale isometrica, rimanendo nella fascia "generalista". Ciò significa che il titolo firmato da Eko Software è esattamente ciò che vi state immaginando: frenetico, casinista, tanti bersagli a cui sparare sfruttando il meno possibile la materia grigia.
I super criminali da catturare rivestono il ruolo di boss di fine livello ma, prima di arrivarci, è necessario attraversare le mappe seguendo il percorso previsto, magari facendo piazza pulita di tutto ciò che si muove e recuperando oggetti fracassando le casse sparse lungo il percorso. A ogni criminale (e creatura autoctona del pianeta, chissà perché) è associata una taglia e un valore in denaro che, come dicevamo, varia a seconda che il fuggitivo venga catturato vivo o freddato sul posto. Imparando le tecniche del mestiere si riesce pian piano a racimolare un bel gruzzoletto, da utilizzare tra una missione e l'altra per migliorare l'equipaggiamento e le abilità dei due mercenari. MadDogg e Irina possiedono, come potete intuire, peculiarità uniche adatte a differenti situazioni ed è possibile "switchare" nel corso dell'azione attraverso la pressione di un tasto mentre, con un altro, si può impartire velocemente ordini al compagno controllato dall'I.A.. Questo, però, non basta a rinvigorire il titolo dalla monotonia di fondo in cui si precipita dopo qualche sessione di gioco. L'interesse a proseguire scema presto e la ripetitività uccide ogni velleità. La versione per la piccola di casa Sony, al contrario di quanto accaduto per quella PC, ha perso per strada la modalità cooperativa, ovvero l'unica cosa che avrebbe potuto veramente dare un senso al titolo. Wanted Corp., infatti, prevede il solo single player e si interfaccia con l'esterno unicamente grazie alle leaderboards che, come al solito, mostrano i giocatori migliori. Questa feature non invoglia a proseguire per cercare a tutti i costi il record. Insomma, manca un reale senso di progressione e di sfida che stuzzichi il giocatore ad andare fino in fondo.

Scimmie criminali e lucertole mannare

Per ciò che concerne il comparto tecnico Wanted Corp. salta sull'handheld Sony direttamente dall'era PlayStation 3. L'hardware di PlayStation Vita, in linea teorica, avrebbe permesso agli sviluppatori di imbellettare il titolo rendendolo un po' più appetibile per il pubblico e conforme agli standard attuali. L'atmosfera del titolo, invece, non riesce a colpire la nostra immaginazione e incespica a causa di una realizzazione generale scialba e appena sufficiente. Va detto che il titolo si portava dietro tali debolezze sin dalla sua prima apparizione. Le cose, dunque, non sono cambiate rispetto a qualche anno fa. Nel corso delle missioni si susseguono ambienti dal carattere superficiale e poco definito, raffazzonati attorno a percorsi lineari e ripetitivi e popolati da creature non esattamente "incisive" che variano da creature robotiche a pelosi primati criminali galattici, sino alle creature autoctone del pianeta Oderellia. A poco, poi, serve l'effettistica dedicata alle esplosioni provocate dalla brama di distruzione di MadDogg, e gli scintillanti poteri psionici di Irina. Il quadro generale rimane, infatti, sconfortante e denota tutta la vetustà della produzione. A peggiorare la situazione ci pensano bug sparsi che affliggono il movimento dei due mercenari, la visuale, l'intelligenza artificiale dei poveri nemici e del personaggio che non controlliamo, i tempi di caricamento troppo dilatati e occasionali crash del tutto ingiustificabili.

Wanted Corp Wanted Corp. approda sulla piccola di casa Sony dopo ben cinque anni dalla release originale su PlayStation 3. Già all'epoca i risultati non furono esaltanti e ora, purtroppo, le cose non sembrano essere migliorate. Su un comparto tecnico datato e sottotono si innesta un gameplay conservatore, profilato sui pilastri basilari del genere dei twin stick shooter. L'unica concessione "originale" alla formula classica si riferisce alle meccaniche relative alla cattura dei prigionieri, piuttosto che alla loro uccisione (anche se la scelta viene lasciata nelle mani del giocatore). Incomprensibilmente, il team di sviluppo ha azzoppato la propria creatura togliendo, solo su Vita, l'unica feature che avrebbe potuto rendere l'esperienza un po' più divertente, ovvero la modalità cooperativa. Manca un reale senso di progressione e sfida che, unite a bug sparsi e a un’intelligenza artificiale non sempre abile nel metterci i bastoni tra le ruote, rendono Wanted Corp. un’esperienza sterile.

5

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