Nomination Oscar 2017 Oggi alle ore 21:00

Impressioni e commenti sulle nomination agli Oscar!

Recensione Warface: un anno e mezzo dopo

Ad un anno e mezzo dalla sua release ufficiale, siamo tornati a calcare i campi di battaglia dello sparatutto free-to-play sviluppato da Crytek, nel tentativo di aggiornarvi sulle varie introduzioni che hanno impreziosito l'offerta ludica di gioco.

Versione analizzata: PC
recensione Warface: un anno e mezzo dopo
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Quando nell'ottobre del 2013, dopo i risultati non eccelsi di Crysis 3, Crytek provò a sondare il popolare mercato dei free-to-play con Warface, furono in molti a sospettare che la celebre software house tedesca si stesse avviando verso una pericolosa crisi creativa; di quelle che travolgono molte software house alla conclusione dei progetti videoludici più rappresentativi. Tuttavia, quella che in principio apparve come una situazione ottimisticamente arginabile, si rivelò nelle ben più drammatiche spaccature di una voragine finanziaria, che nel 2014 portò la società a sfiorare addirittura la bancarotta e il taglio di alcuni dei più importanti vertici aziendali. Non ci volle molto per attribuire questa débâcle ai risultati tutt'altro che incoraggianti di Ryse: Son of Rome, attesissima esclusiva di lancio per Xbox One (e poi trasposto su PC), ma che a causa di evidenti limiti ludici, e per colpa delle scelte azzardate del marketing della divisione Xbox, non ottenne un numero di vendite in linea con le aspettative societarie. Come se non bastasse sull'azienda gravavano i costi di gestione dei numerosi ed affollati studi-satellite sparsi per tutto il globo, alcuni dei quali nacquero dall'acquisto frettoloso di software house alla deriva. Nel tentativo di risanare i conti, oltre alla chiusura degli studi inglesi e americani, Crytek fu costretta a cedere tutti gli asset di Homefront a Koch Media, compresi quelli del promettente Homefront: The Revolution (sviluppato in concomitanza con Deep Silver Dambuster), tenendosi in cantiere solo alcuni piccoli progetti free-to-play (Arena of Fate e Hunt: Horrors of the Gilded Age), e un motore proprietario con ottime potenzialità, il CryEngine, non particolarmente sfruttato dagli sviluppatori per colpa degli elevati requisiti hardware necessari ad ottenere delle buone prestazioni di gioco. In questi ultimi mesi, tuttavia, dopo un presunto accordo milionario siglato con il colosso americano dell'e-commerce Amazon e l'annuncio di una misteriosa demo che verrà mostrata all'E3 2015 (definita dal produttore Fatih Özbayram "molto buona"), Crytek sembra essere pronta a risollevare le sue sorti. Per dimostrare di non essersi adagiata sugli allori per oltre un anno e mezzo, la software house ha anche apportato alcune aggiunte contenutistiche a Warface: fps online free-to-play fortemente improntato all'esperienza multigiocatore. Sarà riuscita Crytek, partendo proprio da Warface, a tornare sulla retta via? Scopriamolo insieme.

COLD PEAK E OPERATION ENDLESS SKIES

Chi non avesse avuto ancora l'occasione di lanciarsi nella mischia di Warface, scoprirà che le vicende militaresche alla base del suo background gravitano intorno allo scontro tra i soldati dell'omonimo corpo speciale Warface, ultimo baluardo per mantenere l'ordine e la pace in una Terra completamente inaridita dall'esaurimento delle risorse, e la compagnia mercenaria Blackwood, braccio armato al soldo di spietate corporazioni multimilionarie, che hanno accumulato quelle poche ricchezze che erano rimaste sul pianeta. Queste sfumature di trama, tuttavia, vengono affrontate in maniera molto superficiale e del tutto collaterale, focalizzando il titolo esclusivamente sulle sparatorie arcade offerte dalle modalità Versus (PvP) e Co-Op (PvE). Le classi sono rimaste le medesime presenti al lancio, offrendoci l'opportunità di vestire i canonici panni dell'Assaltatore, del Cecchino, del Medico e del Geniere, con la sola eccezione di essere ora utilizzabili anche dai novizi, senza il bisogno di essere sbloccate salendo di livello. Le missioni cooperative, da affrontare in team di massimo 5 giocatori, sono state impreziosite dalla nuova modalità "Survival", il cui grado di difficoltà volutamente elevato (i nemici saranno più numerosi e causeranno più danni), richiede la partecipazione di giocatori di livello 10 o superiore. Per accedere a questa modalità sarà necessario accumulare dei Token d'Accesso (fino ad un massimo di 6), che vengono forniti quotidianamente effettuando il log-in, e che verranno consumati al raggiungimento dei singoli checkpoint presenti nelle mappe. L'operazione Cold Peak, suddivisa in 3 mappe (Spearhead, Ambush, Zenith) ambientate negli scenari innevati delle catene montuose siberiane, avrà come scopo il raggiungimento del computer principale della Blackwood, nel tentativo di recuperare alcuni dati d'intelligence estremamente sensibili.

Spearhead, ambientata in un'ampia area forestale che ricorda vagamente Crysis, spingerà il team a confrontarsi con ondate crescenti di soldati Blackwood, su cui si potrà avere la meglio sfruttando dei gadget ambientali molto efficaci (barili esplosivi, mine, barricate), acquistabili reinvestendo i crediti guadagnati dopo ogni uccisione. La particolarità di questa prima ambientazione, che la distingue da tutti gli altri scenari co-op proposti sin qui, riguarda le condizioni climatiche variabili, che inficeranno in maniera marcata sulla visibilità dei giocatori. Il team, ad esempio, verrà inghiottito da un'improvvisa foschia, oppure rischierà di rimanere abbagliato dai raggi solari trasversali tipici delle prime ore dell'alba. Nella mappa Ambush, verremo catapultati direttamente all'interno del castello in cui si suppone venga custodito il supercomputer Blackwood, ma che si rivelerà nient'altro che una pericolosa imboscata saggiamente architettata dal gruppo mercenario. Anche in questo caso sarà necessario sopravvivere a delle ondate di crescente difficoltà, predisponendo le varie difese, e proteggendo a tutti i costi il generatore che fornisce l'energia necessaria a tenerle in funzione. Raggiungendo sani e salvi l'esterno del castello, si dovrà affrontare una discesa libera al cardiopalma con tanto di valanga pronta a risucchiarci, causata dall'arrivo roboante di un elicottero da guerra Blackwood sulle nostre tracce. Seminato il fastidioso inseguitore, si potrà affrontare la terza mappa di Cold Peak, Zenith, dove dovremo nuovamente difendere una serie di generatori elettrici, fondamentali per richiamare l'ascensore che porterà la squadra alla zona finale della mappa. Raggiunta la sommità del Picco, le nostre abilità verranno messe a dura prova in un combattimento che ha tutta l'aria di essere una vera e propria boss fight: dovremo affrontare, in mezzo ai soliti soldati nemici, un potente Mech d'assalto, sfruttando un cannone d'artiglieria orientabile a nostro piacimento. Gli sviluppatori in questo caso, cercando di trarre i massimi benefici dal CryEngine, hanno provato ad introdurre una buona dose di distruttibilità ambientale, ampiamente richiesta dall'utenza, permettendo di sbriciolare gli edifici circostanti a colpi di cannone, così da seppellire i soldati Blackwood sotto le macerie. L'ultima offerta ludica di Cold Peak è la modalità "Raid Tower", che consiste nella liberazione dei 20 piani che strutturano la torre principale della Blackwood. Purtroppo, pur rivelandosi una modalità molto impegnativa, il level design non brilla per originalità, differenziandosi esclusivamente per la sola disposizione delle diverse truppe nemiche e delle coperture.

Sul fronte delle missioni cooperative senza restrizioni di livello, "Operation Endless Skies" è stata definita da Crytek come l'introduzione più costosa apportato al gioco. Questa volta il team Warface verrà inviato a scardinare le operazioni d'intelligence della corporazione Blackwood nel continente africano. Le missioni, le cui versioni "Hardcore" andranno sbloccate completando tutti i livelli di difficoltà inferiori (Initiation, Regular e Skilled), saranno caratterizzate dal medesimo avanzamento già proposto da Cold Peak, nel tentativo di liberare ogni area dalla presenza dei soldati nemici: in "Overboard" dovremo inseguire i soldati Blackwood attraverso una nave da carico; in "Law Jungle" e "Deadly Dam" dovremo sopravvivere ad alcune imboscate nelle fitte foreste africane; in "Science Hollow" dovremo infiltrarci in un segretissimo laboratorio di sviluppo; mentre in "Coliseum" ci addentreremo nell'antica arena ai confini di una baraccopoli, dove dovremo confrontarci con l'ennesimo Mech d'assalto. Nonostante l'aggiunta interessante delle operazioni Cold Peak ed Endless Skies, il comparto cooperativo soffre delle medesime defezioni presenti già al lancio. L'intelligenza artificiale, purtroppo, non sempre guiderà in maniera "logica" le azioni dei vari nemici dotati di equipaggiamenti ben differenziati (sniper, scudo, lanciarazzi, fucile a pompa, jetpack ecc.), tanto che molti dei soldati si limiteranno a correre all'impazzata intorno a noi, senza sfruttare alcuna copertura, finendo per creare situazioni particolarmente frustranti e poco credibili. Un'altra problematica di gioco riguarda la scelta del team di sviluppo di rendere disponibili quotidianamente solo un numero limitato di mappe di gioco, impedendo al giocatore la possibilità di scegliere modalità e location (anche nelle partite create con gli amici). Francamente questa decisione si è sembrata davvero molto discutibile, tanto da rischiare di compromettere l'appeal di una modalità comunque interessante e godibile.

COMPETITIVE E GFACE: IL LATO OSCURO DI WARFACE

Per quanto riguarda la modalità Versus (PvP), l'evoluzione contenutistica è stata molto più limitata. A grande richiesta, Crytek ha finalmente introdotto la possibilità di creare dei Clan. I migliori gruppi potranno partecipare alla classifica mensile (resettata ogni 30 giorni), per ottenere dei particolari badge colorati per il profilo in-game o dell'equipaggiamento premium altrimenti inaccessibile. Le nuove mappe competitive sono appena quattro (che si vanno ad aggiungere alle 10 disponibili al lancio, divise in 7 modalità): Airbase (Team Deathmatch), the Quarry (Capture), the Streetwars (Team Deathmatch) e Grand Bazaar (Team Deathmatch) ispirata ai famosi mercati di Istanbul. Purtroppo la godibilità di ogni partita continua ad essere sporcata da un level design mal strutturato e poco ispirato artisticamente (se pur renderizzato in maniera dignitosa dal CryEngine), che spinge i giocatori a confrontarsi in punti ristretti di ogni mappa, senza dare la possibilità a nessuno dei due team di conseguire gli obiettivi di mappa. Questo grossa problematica, in aggiunta a modalità PvP ampiamente sviscerate da molti esponenti congeneri (Pianta la Bomba, Team Deathmatch, Conquista ecc.), fanno di Warface un fps competitivo davvero poco adatto agli hardcore gamer. Dobbiamo sottolineare che entrambe le modalità Versus e Co-Op, sono purtroppo sporcate dalla presenza sporadica di cheater, senza che Crytek abbia ancora trovato una soluzione per risolvere il problema.
Per concludere la nostra analisi vorremo spendere qualche parola parlandovi di Gface, social network sviluppato da Crytek (a corredo di Warface), per permettere ai giocatori di condividere in maniera accessibile e funzionale l'esperienza extra-ludica alla base di ogni community di gaming (clip video, screenshoot, gruppi di gioco, discussioni). Le premesse ci erano sembrate davvero molto allettanti, anche grazie all'ottima pulizia delle interfacce web (a tratti più efficaci di Facebook) e alla possibile integrazione con tutti i titoli di punta della software house tedesca. Purtroppo, soprattutto a causa dei problemi finanziari in cui Crytek è naufragata negli ultimi anni, la piattaforma, già da lungo tempo in fase Beta, è finita progressivamente per spopolarsi, senza aver ricevuto ulteriori informazioni inerenti al suo sviluppo.

Warface Tornare sui campi di battaglia di Warface, dopo il drammatico anno e mezzo che ha rischiato di portare Crytek al fallimento, è stato per noi come condurre una vera e propria indagine sulle condizioni di salute di una software house traballante, alle prese con una difficile ricostruzione e limitata inesorabilmente nei suoi sforzi produttivi e creativi. Tuttavia, nonostante alcune gravi defezioni riscontrate nella modalità competitiva Versus (rovinata anche dalla presenza di hacker), l'offerta ludica di Warface si risolleva grazie ad una modalità cooperativa stimolante, impreziosita dall'aggiunta di due nuove operazioni militari Cold Peak e Endless Skies, e di livelli di difficoltà piuttosto impegnativi (Survival e Raid Tower). Siamo invece rimasti delusi dall'apparente abbandono in cui imperversa la piattaforma Gface, che aveva tutte le carte in regola per risultare rivoluzionaria in un mercato videoludico che strizza sempre di più l'occhio ai social network e alla condivisione di contenuti. A questo punto, al di là degli eventuali aggiornamenti che potrebbe ricevere Warface, non ci resta che attendere l'E3 2015 per scoprire i piani che Crytek ha in serbo per la sua ricostruzione.

Che voto dai a: Warface

Media Voto Utenti
Voti totali: 6
6.5
nd