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Recensione Wargame: Red Dragon

Il capitolo più completo dell’acclamata serie strategica di Eugen System

Versione analizzata: PC
recensione Wargame: Red Dragon
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  • Pc

Nata nel 2012, con European Escalation, la serie Wargame ha sempre riscosso un discreto successo nell'ambito della strategia in tempo reale. Del resto la casa di sviluppo francese Eugen System vanta ormai un'esperienza di lungo corso, nota tra i giocatori soprattutto per titoli del calibro di Act of War e R.U.S.E..
E' proprio dopo il rilascio dell'RTS pubblicato da Ubisoft che la software house si è "messa in proprio", ed ha concepito questa saga di titoli complessi e stratificati. Dopo il seguito ufficiale di European Escalation, Airland Battle, che aveva consolidato le basi ludiche introducendo l'aviazione, il nuovo capitolo Red Dragon, pubblicato nelle ultime settimane, vanta la possibilità di condurre anche battaglie via mare, aumentando ulteriormente l’impressionante varietà di unità che potremo gestire negli scenari bellici.

Tra realtà e fantapolitica

La modalità singolo giocatore di Red Dragon mette a disposizione ben quattro campagne, in cui potremo impersonare le vesti di comandanti militari di Corea del Nord, Cina, Unione Sovietica ed Inghilterra, in un periodo che oscilla tra la fine degli anni '70 e la prima metà degli '80. I filmati di introduzione raccontano ipotetiche situazioni fantapolitiche degne di un romanzo di Tom Clancy, con un occhio di riguardo ai motivi dell’escalation tra le forze coinvolte.
Il ritmo di gioco è spezzato in due tronconi ben distinti: una fase a turni ed una in tempo reale. Nella fase a turni dovremo predisporre le truppe presso basi, porti e aeroporti, e spostare le varie unità nei territori che intenderemo conquistare o difendere come se giocassimo ad una versione virtuale di Risiko. In questa fase avremo una visione generale del campo di battaglia dove ci verranno impartiti anche gli obiettivi della campagna da noi intrapresa. Questi ultimi spaziano dal difendere alcuni aree sino all’arrivo dei rinforzi, alla conquista di regioni strategiche per un’eventuale invasione.
Ogni unità presenta dei punti azioni da poter spendere prima della cessione del turno, che possono essere utilizzati per muoversi nella mappa di gioco ed attaccare le divisioni nemiche. Nonostante questa fase sia ben realizzata ed accattivante dal punto di vista tattico, la vera forza di Red Dragon si nasconde nella parte in tempo reale, a cui potremo accedere ogni qualvolta le nostre divisioni incontrano il nemico. Analogamente alla serie Total War potremo optare per una risoluzione automatica dello scontro o per prendere in mano le redini del comando e lanciarci nel pieno della battaglia.

La fase in tempo reale di Wargame: Red Dragon è estremamente complessa, e richiede molta pratica per assimilare anche solo le dinamiche di base. Purtroppo, complice anche il fatto della totale mancanza di un tutorial, questo costringe i giocatori estranei alla serie a farsi le ossa direttamente sul campo di battaglia, rischiando così di scoraggiare prematuramente chi è meno avvezzo al genere. Per ovviare a questa lacuna i ragazzi di Eugen System hanno introdotto alcune dispense che possono essere lette a monitor dal menu di gioco, ma ciò è totalmente insufficiente a fronte di uno strategico così vasto che vanta migliaia di unità diverse. Il nostro consiglio è quello di non lasciarvi abbattere dalle difficoltà iniziali, perchè questo Wargame è un titolo profondo ed in grado di dare moltissime soddisfazioni.

Strategia a 360 gradi

La parte in tempo reale, il vero fulcro del gioco, prevede lo svolgimento della battaglia su una mappa di gioco immensa, suddivisa in diverse regioni che se conquistate permettono l’accumulo di punti vittoria: questi servono non solo a vincere la partita, ma anche a chiamare dei rinforzi che ci aiuteranno nell'impresa. La conquista può avvenire solo grazie alle unità logistiche preposte al comando, che devono essere ben nascoste dagli occhi nemici in quanto hanno scarse capacità offensive. Ovviamente il titolo ci offre anche tutto ciò che l’industria bellica fu in grado di concepire a cavallo degli anni '80, tra corpi di fanteria, aerei, elicotteri, carri armati, artiglieria e unità navali.
Per ciascuna categoria il giocatore ha a disposizione una quantità impressionante di varianti, che contribuiscono non poco allo spessore strategico del titolo. Solo la fanteria si suddivide in squadre antiaree, anticarro, fanteria regolare e diversi corpi speciali. Se poi si tiene conto che ciascuna delle circa 20 fazioni coinvolte propone una propria versione di ciascuna unità, che varia sul fronte dell'equipaggiamento e delle armi, già si può capire che si va ben oltre il solito cliché dell’imbarazzo della scelta.
Oltretutto ogni unità presenta una scheda tecnica dettagliatissima nella quale troviamo minuziose descrizioni di armamenti, gittata e autonomia. Proprio quest'ultimo parametro è fondamentale: in Red Dragon sarà anche compito del giocatore assicurarsi che il proprio esercito sia ben rifornito di munizioni e carburanti, onde evitare che si esauriscano nel bel mezzo della battaglia.

Il confronto tra diversi tipi di unità si avvale di un concetto ben più profondo del classico sistema “carta-forbice-sasso” cui molti dei più celebri RTS ci hanno abituato. E data la vastità del parco mezzi sarà pressoché obbligatorio per il giocatore studiarsi bene le schede tecniche delle unità avversarie, al fine di trovare non una, ma piuttosto una combinazione di controffensive atte ad aumentare le possibilità vittoria sul campo. Ad esempio, avere tra le proprie fila il carro più costoso del gioco, con la corazza più spessa ed il cannone più potente, potrebbe non bastare a toglierci le castagne dal fuoco. Invece che con i cannoni il nemico potrebbe rispondere con bombardamenti aerei, e solo allora capiremo che tutte quelle risorse sprecate per comprare dei mezzi potentissimi potevano essere impiegate diversamente, magari per delle unità più economiche ma specializzate in ruoli diversi.
Naturalmente come in ogni RTS che si rispetti, anche il terreno di battaglia è un importante elemento strategico: è importantissimo sfruttare al meglio altipiani e avvallamenti, nascondere la propria fanteria negli edifici o nei boschi e fare in mondo che i nostri corazzati abbiamo sempre un buon campo visivo senza ostacoli lungo la linea di tiro. Fondamentali sono anche le unità da ricognizione, siano esse jeep, incursori o elicotteri, in mondo di avere sempre un occhio puntato sulle truppe avversarie, così da decidere se inviare uno squadrone di bombardieri per fiaccare le linee di difesa o lanciare uno sbarramento di artiglieria per rallentare un'avanzata.
Ma la vera novità di Red Dragon è la componente navale, che arricchisce ulteriormente il vastissimo parco veicoli. Potremo schierare fregate, corvette, navi da rifornimento ed unità aree focalizzate per il combattimento marino, in qualsiasi scenario ospiti uno specchio d’acqua navigabile. Le unità navali sono estremamente costose ma difficili da abbattere, dato che la quasi totalità dei vascelli ospita a bordo delle contraeree in grado di abbattere i missili nemici. Purtroppo abbiamo notato una scarsa interazione con le truppe di terra, in quanto gli armamenti a disposizione sono focalizzati esclusivamente sul combattimento nave contro nave. Questo lima un po' le possibilità tattiche legate all'impiego di mezzi marini; per fortuna che questo è controbilanciato da scontri navali davvero spettacolari. Nonostante le navi non stravolgano i ritmi degli scontri a cui la serie ci ha abituati, insomma, Red Dragon è sicuramente il capitolo più completo dell’offerta Eugen System.

La Guerra Vera Si Combatte Online

E’ inutile nasconderlo: nonostante Red Dragon vanti una buona offerta per il single player, la componente multiplayer è quella che fa da padrone. Il titolo vanta già una community molto attiva, che si fronteggia nottetempo in agguerritissime battaglie online che arrivano sino ad un massimo di quattro contro quattro. La modalità giocata è -in buona sostanza- la fase in tempo reale del singolo giocatore: allo scadere del timer di gioco la fazione che possiede più punti vittoria è quella che viene dichiarata vincente.
I giocatori, prima di ogni partita, possono configurare il deck del proprio esercito proprio come in un mazzo di carte. Basterà scegliere una delle due fazioni d’appartenenza, che fondamentalmente racchiudono le nazioni del blocco sovietico e occidentale, e spendere un numero di punti predefinito per acquisire le unità che poi potranno essere schierate sul campo di battaglia.


Ci si potrà avvalere persino di diversi bonus, come quelli atti a garantire una maggiore blindatura dei corazzati o una maggiore efficacia dell’aviazione, a patto di sottoporsi ad alcune restrizioni come avere a disposizione mezzi antecedenti al 1985 o schierarsi con una nazione specifica.
Ad ogni modo la durata delle partite si aggira intorno alla trentina di minuti, e le abbiamo trovate estremamente accattivanti, complice anche un solido netcode, ma sopratutto per la cooperazione con i giocatori alleati. Infatti più di una volta ci è capitato di discutere a tavolino la strategia da intraprendere: c’era chi si specializzava nel supporto aereo o nella produzione di battaglioni aviotrasportati, mentre ad altri era relegato il compito di coprire l’avanzata con carri e navi da combattimento. Insomma se avete intenzione di dare una chance al titolo Eugen Software, fate un salto sui server di gioco: la componente multiplayer di Red Dragon è senza dubbio la parte più riuscita della produzione. Ovviamente, qualche partita di prova nella campagna è consigliatissima: la ripida curva di difficoltà si fa sentire ancora più, quando si gioca con avversari umani.

Bello Anche Da Vedere

Wargame: Red Dragon si avvale di una versione aggiornata dell’eccellente graphic engine dei suoi due predecessori. Anche in questo capitolo il livello di zoom è impressionante, ed è possibile arrivare ad inquadrare persino i cingoli di un carro armato, per poi allontanarsi fino ad avere una visuale complessiva delle grandissime mappe di gioco. Di certo non è stata fatta economia per gli effetti particellari e volumetrici: il gioco saprà estasiarvi con le sue roboanti esplosioni, mentre le scie dei flare e le mitragliate degli aerei infestano i cieli. I dettagli delle unità farebbero invidia ai diorami esposti dietro le teche dei musei, e le animazioni -in particolare dei mezzi aerei- sono fluide e realistiche. Non è da meno la controparte navale, che stupisce per la stazza delle bestie di metallo sotto il nostro comando, rifinite sin nei minimi particolari. Purtroppo quelle di fanteria sono le uniche unità che non vantano una realizzazione al pari con le altre, tuttavia si tratta di finezze puramente estetiche, in quanto durante una battaglia difficilmente terremo uno zoom a livello dei soldati appiedati. Ottimi i giochi di luce e le ombre, che ben sfruttano i filtri HBAO al fine di regalarci paesaggi asiatici mozzafiato, devastati dai fuochi di artiglieria che deformano il terreno.
Dal punto di vista delle prestazioni siamo rimasti piacevolmente colpiti nel notare che con la nostra configurazione (un i5 con 8gb e scheda video Nvidia 560ti) siamo riusciti a far girare il titolo a 1080p con i filtri impostati su “alto” senza riscontrare cali di sorta.
Molto buono anche il comparto audio, che ricrea fedelmente le cacofonie degne dello scenario di guerra di fronte a noi. Qualche riserva l’abbiamo per i suoni d’allarme relativi all’interfaccia di gioco, che si attivano quando le nostre unità sono in pericolo o distrutte. Non mettiamo in dubbio la praticità ai fini di gameplay, ma dopo qualche ora si sono rilevati tanto fastidiosi da costringerci ad abbassare il volume delle casse.

Wargame: Red Dragon Wargame: Red Dragon è sicuramente il capitolo più completo dell’acclamata serie di Eugen System. Seppur la componente navale non stravolga il gameplay dal punto di vista tattico, per la scarsa interazione delle truppe marittime con quelle terrestri, risulta comunque un elemento ben implementato che arricchisce ancora di più il mostruoso parco mezzi a disposizione. Il neo più grande di questo capitolo va ricercato nella totale assenza di un tutorial, che impenna la curva di difficoltà a dismisura sia per i neofiti (sia della serie che del genere). Anche se non si tratta quindi di un prodotto adatto a tutti i palati, non possiamo negare di avere di fronte uno dei più profondi strategici disponibili sul mercato. In particolare a chi cerca un RTS con un occhio di riguardo per il multiplayer, troverà nella proposta Eugen System tutto quello di cui ha bisogno.

8

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