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Recensione Warriors: Legend of Troy

La guerra di Troia invade l'universo delle console!

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Introduzione

“Cantami, o Diva, del Pelìde Achille, l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco generose travolse alme d'eroi, e di cani e d'augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l'alto consiglio s'adempía), da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de' prodi Atride e il divo Achille. E qual de' numi inimicolli? Il figlio di Latona e di Giove. Irato al Sire destò quel Dio nel campo un feral morbo, e la gente pería: colpa d'Atride che fece a Crise sacerdote oltraggio.“
Quanto appena scritto è solo un passaggio del celebre poema epico omerico dell'Iliade, 24 libri (o canti) narranti le vicende di un breve episodio nella storia della leggendaria guerra di Troia, ossia quello accaduto nei cinquantuno giorni che portarono alla disfatta finale della città. Nel poema omerico tutto ruota attorno alla figura mitologica di Achille, figlio del mortale Peleo e della nereide Teti; nel mito, Achille altri non è che un guerriero invincibile e dalla potenza di mille uomini, il quale ha come unico punto debole il proverbiale tallone. Ma diciamocela tutta; chi di voi non ha mai sognato di possedere la potenza, la perfezione e l’invulnerabilità del celebre guerriero greco? Koei Tecmo ce ne da ora l’opportunità, grazie al suo ultimo progetto, Warriors: Legends of Troy. Dynasty Warriors incontra l’Antica Grecia?

Tutti ancora dormìan per l'alta notte...

Alla domanda succitata potremo rispondere con uno sbrigativo ‘assolutamente si’, anche se così facendo toglieremo alcuni meriti all’ultima fatica targata Koei Tecmo. Dopotutto, già con precedente Fist of the North Star: Ken’s Rage (il videogioco dedicato al personaggio di Kenshiro), gli sviluppatori hanno dimostrato come la meccanica di un Dynasty Warriors potesse in qualche modo ‘evolversi’ verso nuove ed insperate vette ludiche.
E Warriors: Legends of Troy conferma questa tesi: Legends of Troy narra le gesta di alcuni dei principali eroi protagonisti della leggendaria guerra di Troia: in particolare, stiamo parlando di Achille, Ettore, Paride, Enea, Ulisse, Pentesilea, Aiace e Patroclo. La storia viene narrata impersonando un personaggio diverso in ogni capitolo, visto che il gioco di per se non offre una storia differente per ognuno di loro. Ogni guerriero presenta caratteristiche differenti; Ettore ed Achille, ad esempio, sono vere e proprie macchine di distruzione, mentre Ulisse e Paride sono combattenti dotati di maggiore versatilità. Seguono Aiace e Pentesilea, guerrieri coriacei ma inevitabilmente più lenti dei loro compagni. Insomma, la varietà in tal senso senza dubbio non manca.

Parlando di giocabilità, Warriors: Legends of Troy ripropone pedissequamente quanto visto decine di volte nella saga di Dynasty e Samurai Warriors: ogni personaggio dispone di un attacco rapido e di uno potente, oltre che di un colpo speciale disponibile solo dopo aver riempito un’apposita barra di energia. E’ inoltre possibile sferrare un potente attacco con lo scudo, utile per fare breccia nelle difese dell'avversario. Sarà anche possibile raccogliere le armi lasciate dagli avversari uccisi, per usarle in combattimento o scagliarle contro avversari a debita distanza. Infine, sbilanciando il nemico o cogliendolo di sorpresa alle spalle, sarà possibile ucciderlo con un unico colpo letale. I nostri personaggi, a differenza magari del recente Ken’s Rage, non aumenteranno di livello, bensì potranno essere equipaggiati con amuleti di vario tipo (acquistabili con la quantità di danaro accumulata nel corso dei vari livelli), ognuno dei quali in grado di conferire benefici di vario tipo: avremo infatti a disposizione nuove mosse per i nostri guerrieri, oppure alcuni semplici potenziamenti per l’attacco o la difesa. Il nostro inventario è inoltre rappresentato da una griglia, e per ogni oggetto acquistato verrà richiesto un certo numero di quadranti. Dovremo quindi fare incetta solo degli item strettamente necessari, lasciando da parte quelli di dubbia efficacia.

Nell'auree sale dell'Olimpo accolti...

La storia principale, come accennato poche righe più in alto, si fa strada attraverso una serie di missioni ambientate nell’Ellesponto, passando per la ben più nota Grecia. Obiettivo primario ed indiscusso: sterminare senza pietà le ondate di soldati che troveremo sul nostro cammino. Nelle varie missioni saremo chiamati ad ottemperare ad un obiettivo primario, la cui riuscita è indispensabile per proseguire nell’avventura. Alcuni obiettivi secondari, sbloccheranno solo nuovi oggetti per l’inventario. I nemici, come da tradizione Koei, sono suddivisi per tipologia ed armamentario, sebbene la loro IA sul campo non li differenzi purtroppo per chissà quale spirito combattivo.
Insomma, il fantasma della ripetitività è sempre in agguato. Eccezion fatta per alcuni interessanti boss fight, la cui tipologia di scontro è scandita da due modalità ben distinte: da una parte abbiamo infatti un guerriero avversario pronto a sfidare il nostro personaggio, coi soldati che formeranno un cerchio di scudi entro il quale avverrà il duello, secondo le modalità di combattimento base. Altresì, saremo talvolta chiamati a fronteggiare nientemeno che alcuni colossali esseri mitologici, come ad esempio il Ciclope, il dio del sole Apollo ed altri ancora: questi scontri, oltre al fatto di assomigliarsi tutti gli uni con gli altri, sono interamente basati sui ben noti ‘Quick Time Event’ (ossia, premere una lunga sequenza di tasti con il giusto tempismo). Ma sia chiara una cosa: scordatevi le roboanti sequenze di un qualsiasi episodio della saga di God of War. Qui tutto è più ‘easy’ e meno spettacolare, dettaglio questo che non farà certo la felicità di chi si aspettava colossali scontri con divinità imponenti e minacciose.

Fortunatamente, a livello tecnico ed estetico, Warriors: Legends of Troy non delude partiolarmente: il comparto grafico risulta infatti di buon livello grazie alla scelta (decisamente felice) di ispirarsi al film “Troy” (la pellicola di Wolfgang Petersen del 2004, che vedeva nientemeno che Brad Pitt nei panni dell’intrepido Achille). Al giocatore apparirà quindi dinanzi agli occhi una riproduzione sfarzosa e volutamente ‘caricaturale’ dei celebri guerrieri di quell’epoca. Sia che si tratti di soldati Troiani che dei Mirmidoni di Achille, le fattezze e le movenze risulteranno sempre credibili, ed ogni personaggio sembrerà avere la ‘pesantezza’ di un reale guerriero greco. Tallone d’Achille (ci sembra proprio il caso di dirlo) risulta invece essere l’ambientazione circostante, priva di qualsivoglia elemento interattivo o particolari elementi di design (eccezion fatta per alcune location cittadine). Anche per quanto riguarda il comparto audio, troviamo un doppiaggio in lingua inglese tutto sommato di buon livello (i sottotitoli sono tuttavia stati tradotti anche nel nostro idioma), così come la colonna sonora, epica e puntuale nello scandire i vari momenti dell’avventura.

Ma forse, la vera lacuna del titolo Koei Tecmo risulta essere la moria di opzioni disponibili, visto che nel gioco è presente una sola modalità principale (per l’appunto, la campagna per giocatore singolo), che una volta conclusa richiederà solo di riaffrontare alcune missioni per completare gli obiettivi secondari. A ciò si aggiungono solo alcune brevi opzioni di sfida a tempo, utili solo a sbloccare oggetti speciali in caso di completamento. Forse, a tal proposito, una bella modalità online competitiva non avrebbe di certo guastato, alzando di molto le sorti della rigiocabilità dell'ultimo titolo messo in piedi dai ragazzi del team Koei Canada.

Warriors: Legend of Troy Poco sorprendentemente, Warriors: Legends of Troy si colloca alla perfezione nell’infinito carnet di sequel/spin-off tratti dalla saga di Dynasty-Samurai Warriors, di cui ormai abbiamo perso il conto. Grazie all’introduzione dei boss fight (una vera e propria ventata di aria fresca), all’ambientazione sicuramente affascinante (la Grecia antica) e ad una tutto sommato discreta realizzazione tecnica, W:LoT riuscirà ad appagare chi cerca la consueta dozzina di ore da passare devastando decine di centinaia di soldati nemici. Fatto sta che, sempre in maniera non troppo dissimile dai ben noti predecessori, ‘Troy’ inciampa su di una ripetitività asfissiante, croce della serie sin dagli albori, nonostante i buoni tentativi di variare l’offerta ludica. Ma lasciamo al buon vecchio Omero l’arduo compito di chiudere questa recensione: “Canta, o dea, l'ira di Achille figlio di Peleo, rovinosa, che mali infiniti provocò agli Achei e molte anime forti di eroi sprofondò nell'Ade, e i loro corpi fece preda dei cani e di tutti gli uccelli; si compiva il volere di Zeus, dal primo istante in cui una lite divise l'Atride, signore di popoli, ed Achille divino. Ma chi fu, tra gli dèi, colui che li spinse a contesa?”

7

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