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Recensione Warriors Orochi 3 Ultimate

Torna in edizione Next-Gen il musou di Tecmo-Koei

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Warriors Orochi 3 Ultimate
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Pochi generi riescono a dividere il pubblico videoludico come quello dei Musou: nel dibatto sempre acceso tra chi li considera una naturale evoluzione di quei beat'em'up bidimensionali che hanno fatto la fortuna delle sale giochi nei primi anni '90 e chi li reputa un semplice spreco di ore passate a martellare lo stesso tasto del joypad, la verità, probabilmente, sta nel mezzo.
Qualunque sia il vostro partito, tra episodi più o meno riusciti, altri legati a franchise dall'indubbio fascino, diversi archi narrativi e spin-off, l'unica verità della quale Omega Force e Koei verosimilmente si interessano è che i loro titoli continuino a vendere in quantità industriale: questo, quantomeno, doveva essere il pensiero maggiormente diffuso nel pubblico di appassionati e non fino all'uscita di Warriors Orochi 3, terzo capitolo della serie Musou che più gioca con leggende ed ambientazioni reali, e quello che fu capace -al tempo della sua uscita originale- di offrire una profondità inaspettata per il genere.
Lo stesso titolo sbarca oggi in versione 'Ultimate' su PS3, PS Vita e, soprattutto, PlayStation 4 ed Xbox One, per un 'trattamento next-gen' che introduce tutta una serie di novità. Due anni più tardi rispetto all'esordio, le sensazioni pad alla mano restano sempre le stesse?

UN INCUBO A NOVE TESTE

L'incipit della vicenda che farà da sfondo agli scontri di Warriors Orochi 3 Ultimate è la medesima conosciuta nella versione 'liscia' del titolo Koei: il lieto fine che aveva accompagnato il secondo capitolo della serie è ormai un lontano ricordo, spazzato via sin dai primi istanti di una sequenza introduttiva che ci fa conoscere una nuova e potentissima minaccia; l'esercito demoniaco è infatti riuscito a risvegliare un'enorme e potentissima Idra che rischia di spazzare via ogni forma di civiltà umana dalla faccia della Terra. L'unico baluardo di difesa rimasto alla nostra razza è composto da un trio di eroi sopravvissuto all'attacco dell'immonda creatura grazie all'intervento di una semi-divinità capace di viaggiare nel tempo. Sfruttando questa sua incredibile facoltà, quindi, i nostri eroi partiranno per un viaggio tra passato, presente e futuro alla ricerca di alleati scomparsi che si aggiungano alla loro causa, lungo la rivisitazione di una serie di battaglie la cui sorte non aveva sorriso ai nostri compagni di viaggio. Grazie ad un numero spropositato di dialoghi (tutti in giapponese, sottotitolati in inglese), la caratterizzazione dei personaggi non soffre mai dell'impressionante numero di 145 unità giocabili presenti: oltre a tutti quelli conosciuti nella precedente edizione del gioco, infatti, il roster è stato aggiornato con nuovi elementi provenienti, tra gli altri, da franchise come Ninja Gaiden, Dead od Alive, Soul Calibur e Atelier. Nonostante una scelta talmente grande da risultare quasi dispersiva il sottofondo narrativo riesce a tenere sempre coinvolto il giocatore, che avrà davvero la sensazione di costruire qualcosa, passo dopo passo, impegnandosi ad assemblare il proprio, personalissimo “esercito delle meraviglie”.
La struttura di gioco non sconfessa certamente le origini del genere. La base è sempre la stessa: un hack'n'slash dei più essenziali in circolazione, in cui un ossessivo button mashing dei due tasti d'attacco (leggero e pesante) è più che sufficiente per avanzare a testa bassa, mietendo tonnellate di vittime fra le fila di un esercito composto per lo più di inermi burattini. Questo basterà per scoraggiare gli amanti di un altro approccio al mondo dell'action game, più focalizzato e attento a punire la leggerezza nell'affrontare la battaglia piuttosto che ad incentivarla.
Warriors Orochi 3 si dedica a chi invece vuole passare qualche pomeriggio a menare fendenti in libertà. A questa tipologia di giocatori il team di sviluppo appronta una progressione sufficientemente varia. Anzitutto, in campo si scende non con un singolo combattente, ma con tre personaggi, che si possono alternare alla pressione di uno dei grilletti dorsali.


Questo permette di costruire una piccola squadra di combattenti caratterizzati da approcci diversi: mobilità, attacchi ad area, potenza bruta, si possono alternare sul campo di battaglia a seconda delle situazioni, o per sentire meno il peso di combattimenti molto estesi, che possono durare anche lunghe mezz'ore. Anche spulciando bene la caratterizzazione delle combo e degli stili di combattimento si notano miglioramenti. Le varie combinazioni d'attacco hanno caratteristiche molto diverse le une dalle altre: alcune ci proiettano in aria per evolversi in spericolate juggle aeree, altre finiscono con un fendente che proietta un raggio d'energia capace di colpire sulla distanza, altre ancora invece terminano con una sorta di “presa” su di un nemico, e non mancano ovviamente potenti attacchi ad area. Se nel corso degli scontri più semplici si sceglie solo per assecondare i nostri capricci, quando si fronteggiano i generali più ossuti è bene procedere con cognizione di causa.
I vari combattenti hanno poi delle azioni speciali legate al proprio stile di lotta, fra spallate che possono aprire la guardia del nemico o planate in volo che permettono di raggiungere qualche tesoro nascosto nelle ambientazioni. La presenza di tre protagonisti alla volta permette anche di esibirsi in uno spettacolare “Attacco Triplo”, che si carica indipendentemente dalla barra Musou.
Se a livello di dinamiche generali, quindi, questa versione Ultimate non si discosta di molto dalla precedente edizione, è all'interno dei suoi particolari che è possibile trovare novità più o meno sostanziose: tra tutte, la possibilità di scegliere se alternare sul campo di battaglia i membri del proprio party con la semplice pressione di un tasto oppure visualizzarli tutti e tre contemporaneamente (con l'IA ad occuparsi della gestione di quelli momentaneamente inutilizzati), i nuovi attacchi speciali aerei (che andranno a diversificare in modo ancora maggiore il set di mosse a disposizione dei personaggi) ed un level cap ora alzato al livello 100.
Mentre anche quattro nuovi capitoli faranno la loro apparizione durante lo svolgimento della narrazione principale, l'attenzione dei giocatori non potrà che essere catturata dall'inedita modalità Gauntlet; come suggerisce il nome stesso, questa nuova variante di gioco permetterà di cimentarsi in una rivisitazione in chiave Musou del classico Atari: insieme ad un party composto da cinque combattenti, infatti, il giocatore dovrà lanciarsi alla conquista di dungeon dalla difficoltà crescente, nei quali decimare avversari secondo particolari regole imposte via via dai livelli o in piena libertà, anche in co-op (fino a due giocatori). Per quanto le dinamiche presenti in questo Gauntlet Mode non si rivelino in grado di rivoluzionare totalmente l'esperienza di gioco, la possibilità di mantenere anche all'interno delle altre modalità armi (alcune delle quali esclusive), oggetti e livelli guadagnati in essa rappresenta sicuramente un valore aggiunto allo sviluppo dei personaggi ed al senso di progressione che già rivestono un peso specifico non indifferente all'interno del titolo Koei.


IL NUOVO ED IL VECCHIO

Tra gli aspetti sicuramente più valorizzati di Warriors Orochi 3, in questa versione Ultimate fa il proprio gradito ritorno tutta quella componente RPG che, grazie ad un notevole numero di opzioni e possibilità, permette di potenziare equipaggiamenti ed unità del proprio esercito. Tornati al campo base, prima di ogni missione sarà infatti possibile spendere i Growth Point guadagnati in battaglia per far salire di livello uno qualsiasi dei nostri generali, incrementando le sue caratteristiche. Le gemme raccolte sul campo serviranno invece per acquistare nuove armi, il cui utilizzo prolungato farà crescere l'affinità con il suo possessore così da sbloccare effetti aggiuntivi. Le armi potranno poi essere fuse con altre in nostro possesso, per aumentare effetti attivi e potenza d'attacco, in un sistema che ricorda alla lontana quello di Disgaea. Infine, c'è anche da considerare il grado di intimità fra i vari generali: schierando fianco a fianco certi condottieri aumenteremo il feeling fra di loro, sbloccando eventi extra nel campo base (che potrebbero condurre poi a missioni aggiuntive) e ottenendo qualche bonus sul campo. Nel complesso quest'area più gestionale e ruolistica risulta assolutamente convincente, annullando per molte ore la potenziale monotonia, che tornerà a farsi sentire soltanto molto avanti nell'avventura, quando la curiosità di esplorare le nuove feature si sarà lentamente esaurita.
Per allora avremo comunque accumulato una cospicua serie di elementi (eserciti, condottieri, modifiche al comportamento dell'IA) che ci permetteranno di costruire il nostro scenario nella modalità Battlegrounds. Una sorta di editor che permette di strutturare missioni da condividere online. Si tratta di un'aggiunta che ha un impatto solo marginale sulla longevità, dato che si dedica solo ai fan più sfegatati, ma l'idea è ben realizzata e potrebbe prender piede anche al di fuori di questo contesto.

Complessivamente dunque Warriors Orochi 3 si conferma come uno dei titoli più ricchi della saga, ben confezionato e vario. Pur non sconfessando un approccio che di base rischia di allontanare molti giocatori, propone novità di rilievo ed una progressione avvolgente.
Quello che, alla luce delle più ampie capacità che contraddistinguono le console di nuova generazione, risulta non convincere ancora pienamente è invece il comparto tecnico. Sebbene le texture abbiano subito un generale incremento nella loro qualità e gli scontri che infuriano sul campo di battaglia siano ora spesso visibili anche da una distanza ragguardevole, la tendenza dei nemici ad apparire dal nulla e l'estrema povertà nel numero di modelli poligonali utilizzati per rappresentare le unità avversarie 'standard' (ufficiali compresi) lascia un amaro in bocca che sa di inizio della scorsa generazione. In attesa di un rinnovamento grafico che coinvolga la serie Musou a 360 gradi, ci toccherà ancora assistere ad un dettaglio ambientale e ad una serie di effetti speciali non certo in grado di impensierire i più performanti titoli next-gen; a conti fatti, il comparto tecnico di questo Warriors Orochi 3 Ultimate viene salvato solamente da una solidissima stabilità del framerate (colpito da brevi e leggerissimi cali solamente quando sullo schermo è presente un numero quasi imbarazzante di modelli poligonali), un'aliasing ridotto ed un design dei guerrieri fedele alla serie ma al contempo originale ed affascinante.
Composto da una insolita miscela di brani e remix provenienti dai vari franchise che compongono il variopinto universo di gioco di Warriors Orochi, il comparto sonoro non potrà invece che soddisfare appassionati e non: la selezione composta dal team di sviluppo mescola infatti rock, melodie asiatiche e techno in modo bizzarro ma funzionale come sottofondo per le battaglie. Permane, a livello di doppiaggio, la scelta del giapponese come unica lingua selezionabile, mentre testi a video e sottotitoli saranno disponibili in lingua inglese.

Warriors Orochi 3 Ultimate Seppur afflitto da una componente tecnica non ancora al passo con il salto generazionale che questo nuovo capitolo vorrebbe rappresentare, Warriors Orochi 3 Ultimate si propone come uno dei più brillanti esponenti della dinastia Musou. Insieme all'ingresso di nuovi personaggi carismatici, missioni e modalità di gioco è infatti il ritorno della riuscitissima componente ruolistica del titolo Koei a tenere in piedi una struttura di gioco coinvolgente. Dedicarsi alla crescita ed alla personalizzazione di ognuno dei 145 personaggi giocabili presenti per affrontare i livelli di difficoltà più elevati è infatti un esercizio che non mancherà di fare la gioia di tutti gli appassionati. C'è anche da dire che il gameplay di base resta quello di sempre, monotono ed estremamente permissivo: al di là della varietà di combattenti e combo, le missioni sono lunghe e richiedono il massacro indiscriminato di orde di avversari, senza impegnare troppo l'utente con tecnicismi vari. C'è anche da considerare che questa riedizione, di fatto, porta sulle console next-gen un titolo uscito ben due anni fa: anche al netto delle aggiunte (tra cui l'interessante modalità Gauntlet) Warriors Orochi 3 resta un titolo che la community ha giocato in tutte le salse. Vista la componente tecnica ancora carente, i pregi di questa riedizione sono sottili: all'epoca dell'uscita il titolo risultò apprezzabile anche in virtù di una dose di novità strutturali che oggi, da Pirate Warriors all'imminente Musou ambientato nelle terre di Hyrule, sono considerate abbastanza standard per il genere di appartenenza. La versione next-gen non offre quindi motivi troppo solidi per rigiocare il titolo a chi l'avesse già spolpato, anche se di fatto a livello contenutistico Warriors Orochi 3 resta uno dei capitoli più ricchi. Al netto di una stagione videoludica che sta per rianimarsi, in ogni caso, anche se non l'avete mai giocato il consiglio resta quello di aspettare un price drop.

6.8

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