Watch Dogs 2 Recensione

Watch Dogs 2 cambia protagonista, location e storia: una vera e propria ripartenza per il gioco d'azione open world di Ubisoft.

Watch Dogs 2

Videorecensione
Watch Dogs 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Al netto dei problemi che ancora oggi gli vengono riconosciuti, il primo Watch Dogs riscosse nel 2014 più di un parere positivo. Soprattutto perché tentava di proporre, in un modo tutto personale, tematiche uniche ed innovative, al tempo quasi completamente inesplorate per il genere degli open world. La produzione targata Ubisoft Montreal puntava su un protagonista forse troppo poco carismatico, ma aveva una storia interessante e, soprattutto, era capace di imbrigliare il giocatore in un mondo credibile e dai tratti peculiari. Dal suo sequel diretto era quindi lecito aspettarsi un'evoluzione dei suddetti aspetti, un progresso che avrebbe portato ad una maturazione della serie più dal punto di vista narrativo che sul fronte del mero gameplay, permettendole così di spiccare una volta per tutte all'interno di un genere che, oggigiorno, fatica a trovare inediti punti di riferimento. Watch_Dogs 2 invece rallenta inspiegabilmente, toglie il piede dall'acceleratore e non riesce proprio a prendersi sul serio, quasi cancellando in un sol colpo tutto ciò che la saga aveva provato a rappresentare solo due anni fa. Watch_Dogs 2, insomma, è per alcuni aspetti molto più superficiale del predecessore: abbassa il livello della sceneggiatura e la indirizza su binari più allegri e caciaroni; una scelta dettata probabilmente dalla volontà di fare presa principalmente su un pubblico più giovane. Una decisione che però stride con molti degli elementi (sia narrativi che ludici) presenti nell'opera, e che trasforma quindi questo secondo capitolo in un potpourri di riferimenti a generazioni diverse, che fatica a trovare una sua precisa identità.

Ehi zio, smollami sto 10 in pagella

Marcus Holloway è un ragazzo dalle belle speranze, che veste con cappellini, pantaloncini e giacche larghe, e si esprime con un improbabile slang giovanile (traboccante di appellativi come "zio" e "frà"), che vi accompagnerà, vostro malgrado, per tutta l'avventura. Animato da nobili intenti, Marcus entra a far parte del gruppo di hacker conosciuto come DedSec, con lo scopo di cancellare i soprusi e le ingiustizie che la Blume Corporation continua a perpetrare a danno della popolazione di San Francisco tramite il CtOs, un sistema tecnologicamente molto avanzato con il quale controlla tutte le funzionalità "base" della società moderna. La Blume può valutare lo stato di salute dei cittadini prima di siglare loro una polizza assicurativa, gestire le oscillazioni dei prezzi e incrementarli a proprio piacimento, e dispone anche della facoltà di monitorare ogni singolo angolo della città attraverso una struttura a reti unificate composta da telecamere, cellulari e qualsiasi altro apparecchio capace di trasmettere dati, immagini o filmati. È un panorama abbastanza cupo, quasi di orwelliana memoria, che, se sviluppato a dovere, avrebbe potuto dar vita a risvolti indubbiamente interessanti, presentando al pubblico una vicenda dalle tematiche forti e originali. Così da espandere, insomma, tutti quei potenti spunti narrativi che nel primo capitolo erano, purtroppo, rimasti sopiti. I membri della DedSec, invece, sono semplici teenager dagli ormoni impazziti, con idee strampalate e poco credibili, che appiattiscono la narrazione e la abbassano a livelli quasi elementari. Battute scontate e volgarità a profusione rappresentano dunque le fondamenta dei dialoghi del gioco, che possono sì apparire divertenti in prima istanza, ma che finiscono per risultare, già dopo poco tempo, inevitabilmente fuori luogo: i personaggi sono infatti ricamati su classici stereotipi adolescenziali, e dotati inoltre di una caratterizzazione scialba e francamente dimenticabile. Persino Wrench, che ama celare il proprio volto dietro una maschera digitalizzata, perde di fascino in pochissime ore, a causa di una sceneggiatura che lo ritrae per lo più come una banalissima macchietta, sfociando ben presto nella caricatura di un vero hacker.
Watch_Dogs 2, narrativamente parlando, ha quindi il sapore di un'occasione sprecata: le basi per edificare un racconto intrigante c'erano tutte, ma gli sviluppatori hanno scelto volutamente di ignorarle solo per abbracciare un pubblico più ampio, rinunciando in tal modo ad alcune coraggiose scelte narrative che pur si intravedono nel plot. Quando la trama sembra sul punto di decollare, sopraggiunge sempre una battuta inopportuna, o una scenetta imbarazzante ad uccidere la tensione e a sminuire la complessità del setting.
Per poter competere ad armi pari con la Blume Corp., il gruppo DedSec necessita di aver accesso a una quantità impressionante di terminali, ed il modo più facile per raggiungere un simile obiettivo è quello di iniziare a produrre video, caricarli su internet e raccogliere follower. Come se fosse una semplice rincorsa alle visualizzazione su Youtube, i protagonisti decidono allora di compiere le idiozie più assurde al fine di attirare nuovi iscritti con le loro buffonate, che spaziano dal mettere in ridicolo personaggi famosi al rubare un'auto da un set cinematografico e scorrazzare liberamente per la città.

Ogni azione, principale o secondaria, è di conseguenza utile alla "causa rivoluzionaria": dal postare online selfie che ci ritraggono nei punti iconici di San Francisco per raggranellare like facili, fino al prendere parte ad attività parallele come gare in moto o regate in barca a vela. In tutto questo i civili diventano un semplice elemento di contorno, sfruttati a nostro piacimento per un chiaro tornaconto personale: possiamo rubare soldi dai conti bancari degli impiegati, e persino decidere di investire i pedoni o sparargli in pieno giorno senza paura di aver la benché minima ripercussione in termini di popolarità. Una simile noncuranza per la contestualizzazione e la creazione del mondo di gioco trasforma Watch_Dogs 2 nel classico open world ricchissimo di cose da fare, ma privo di un'idea di fondo che possa davvero renderlo davvero coerente.

Pirati della strada... o informatici?

Il gameplay, d'altro canto, si figura come un'evoluzione totale della formula apprezzata nel primo capitolo: non a caso le missioni da svolgere sono ora più consistenti e i modi per portarle a termine si dimostrano più vari e ben implementati. Watch_Dogs 2 permette di approcciare i compiti in tre modi differenti: sia in stealth, con cui mettere KO le guardie di pattuglia, sia sfruttando le nostre abilità di hacking, grazie alle quali infiltrarci nei terminali presenti nell'area di gioco, sia ancora agendo in modo aggressivo ed eliminando chiunque si metta sul nostro cammino.

Il trittico funziona a dovere, e i diversi approcci possono essere tranquillamente mescolati per creare lo stile che meglio si adatta alle nostre esigenze. Nulla ci vieterà di avvicinarci silenziosamente utilizzando i droni con il controllo remoto, di osservare l'area pianificando nel dettaglio il nostro assalto, di individuare le vie di fuga e poi entrare in azione da una moltitudine di ingressi possibili, e via discorrendo: Ubisoft, da questo punto di vista, ha progettato un level design di eccellente fattura, in cui tutte le location sfruttano una buona verticalità e sono stracolme di passaggi segreti e porte da sbloccare. In più di un'occasione abbiamo allora provato a fallire volutamente le missioni, per testare percorsi e metodi di approccio completamente nuovi, e ogni volta siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle numerose possibilità offerte dalle mappe per raggiungere il medesimo obiettivo. Considerata la versatilità e l'efficacia dell'hacking, dunque, non neghiamo che avremmo addirittura preferito che nel gioco non venissero inserite le armi da fuoco, le quali tramutano Marcus in un mercenario professionista, abilissimo nel destreggiarsi con fucili da cecchino, lanciagranate e doppiette, in grado persino di pilotare motoscafi e veicoli di ogni tipo senza alcuna difficoltà: una serie di competenze davvero troppo irrealistica per un semplice hacker. Il sistema di shooting, a tal proposito, svolge adeguatamente il suo dovere pur senza strafare, con un sistema di coperture dinamico piuttosto classico, ispirato a quanto visto nella serie Ghost Recon. Peccato, tuttavia, per il feedback troppo leggero delle armi, che non restituisce il giusto impatto del rinculo, soprattutto quando si maneggiano quelle di grosso calibro.

Multi Hackin Tool

Una volta portata a termine la campagna principale, completabile in circa 20/25 ore (con inclusa buona parte delle quest secondarie), potrete decidere di tornare a calcare le strade di San Francisco per sbloccare gli ultimi obiettivi rimasti e partecipare a qualche missione in multiplayer. Watch_Dogs 2 vi mette a disposizione diverse quest competitive, grazie alle quali dare la caccia ad hacker che tentano di rubare dati in vostro possesso, o unire le forze con altri giocatori per portare a termine compiti dall'elevato livello di sfida. Il tutto viene gestito in maniera fluida durante la partita, ed è inoltre integrato alla perfezione con la progressione della storyline. A dare ulteriore stimolo per riprendere in mano il pad e ad incrementare la longevità ci pensano ovviamente le classifiche online, sulle quali consultare una lista sempre aggiornata dei migliori hacker del mondo.

Una delle maggiori paure della community, poi, era ovviamente legata al sistema di guida, che nel primo Watch_Dogs aveva mostrato il fianco a qualche mancanza di troppo.
Fortunatamente San Francisco può essere attraversata piacevolmente in lungo e in largo con quasi tutti i veicoli, e sebbene la fisica delle auto e delle moto non abbia ancora raggiunto gli standard qualitativi di una produzione tripla A, mettersi al volante di una delle tante vetture disponibili non rappresenta più un grosso problema come in passato. Si nota insomma lo zampino di Reflections Interactive (i creatori di Driver), ed il controllo dei mezzi di trasporto ne ha tratto indubbio giovamento. Accanto al sistema di allerta delle forze dell'ordine, si affianca anche la gestione dell'aggressività delle bande di San Francisco, che ora possono essere stuzzicate e richiamate appositamente per imbastire dei veri e propri scontri a fuoco con la polizia: si tratta di una trovata, in ogni caso, inserita soltanto per scatenare il panico tra le strade, che però non arricchisce in nessun modo l'esperienza di gioco. Il cuore del gameplay, invece, proprio come nel primo episodio, riguarda prevedibilmente la possibilità di interagire in remoto con un gran quantitativo di elementi presenti nelle vie e nei vicoletti di San Francisco: dopo aver sbloccato gli appositi potenziamenti, infatti, avremo la capacità di prendere il controllo delle altre vetture e farle sterzare bruscamente, di far esplodere tombini o accendere all'improvviso i semafori agli incroci generando caotici incidenti, oppure ancora di hackerare i dispositivi di ogni singolo civile nei dintorni, facendogli squillare il cellulare o spiandone le conversazioni telefoniche.
La DedSec è composta principalmente da stalker di primo livello, e pertanto molte missioni ci chiederanno di introdurci nei server di questa o di quella personalità dello Star System, spiando le sue faccende private e - perché no? - mettendo alla mercé dei nostri follower le sue bravate. Watch_Dogs 2 si diverte a prendersi gioco di parecchi personaggi famosi e ad infarcire la storyline con innumerevoli citazioni dagli anni '80 e '90, in cui è facile intravedere riferimenti ad Alien, Predator, Corto Circuito e Supercar. Questi continui richiami al passato danno vita ad un bizzarro scontro generazionale, che da un lato cerca di stringere la mano a un pubblico molto giovane, e dall'altro vuole coinvolgere anche giocatori di diversa fascia d'età, finendo per impastare soltanto un mix un po' sconclusionato.

Una città in continua evoluzione

Ubisoft aveva svolto un buon lavoro con la raffigurazione digitale di Chicago nel primo Watch_Dogs, e in questo secondo episodio raggiunge il medesimo risultato qualitativo con la più scintillante San Francisco. La città è piuttosto viva e vibrante, grazie ad una riproduzione fedelissima e quasi impeccabile delle zone più importanti e riconoscibili della location americana: potrete quindi sfrecciare sul Golden Gate Bridge, o fermarvi ad ammirare il panorama da uno dei numerosi saliscendi della metropoli, oppure ancora esplorare la celebre Silicon Valley.

Per le vie di San Francisco poi, si respira l'aria di una moda giovane, moderna: è per questo che dovrete preoccuparvi di curare il vostro look, fermandovi in un negozio di vestiti e acquistare nuovi capi d'abbigliamento per personalizzare lo stile Marcus secondo le vostre preferenze.
Esattamente al pari del vestiario, sarà possibile modificare skin di armi e veicoli tramite una comoda stampante 3D posta nei vari quartier generali della DedSec, che vi permetterà altresì di fabbricare pistole, rifornirvi di gadget e costruire i due nuovissimi droni (uno volante e uno terrestre), gingilli utilissimi per completare le diverse missioni e indispensabili per raccogliere tutti i collezionabili sparsi per la città. Tra questi, oltre a borsoni pieni di denaro frusciante, potremo rinvenire chiavi speciali (chiamate "reaserch point") che sbloccheranno talenti specifici nell'albero delle abilità di Marcus: similmente a quanto accadeva nel primo capitolo, potrete migliorare e perfezionare tutte le skills del protagonista spendendo bonus e power up, ottenibili mano a mano che il vostro numero di follower crescerà in modo esponenziale.
Il comparto tecnico di Watch_Dogs 2, infine, non rende pienamente onore alla bellezza della direzione artistica di San Francisco. Nonostante avessimo già installato la patch del day one, abbiamo riscontrato diversi cali di frame rate e qualche saltuario freeze dell'immagine a schermo, senza però incappare in bug di nessun tipo. Siccome l'intelligenza artificiale non brilla per acume, il nostro spassionato consiglio è quello di affrontare il gioco in modalità "realistica" per garantirvi un dignitoso tasso di difficoltà, in modo tale da mescolare al meglio tutte le diversificate abilità in dotazione a Marcus e infondere al gameplay la giusta dose di varietà.

Qualche dubbio anche sul reparto sonoro, con un doppiaggio in italiano di discreto livello per quanto concerne i protagonisti, ma decisamente altalenante per i comprimari e le comparse, cui si aggiunge un comparto audio sottotono, soprattutto nella riproduzione del rombo dei motori e in quello delle armi. A fronte della colorata, vispa e frizzante art design di San Francisco, spiace constatare la presenza di un impatto visivo sporcato da ombre grossolane e da un evidentissimo pop up, che pone inevitabilmente in secondo piano l'ottimo lavoro stilistico svolto per delineare i tratti caratteristici della città e dei suoi dintorni. Il titolo è uno dei primi a presentarsi sul mercato con il supporto "nativo" per PS4 Pro, già previsto dal codice originale del gioco. Sulla nuova console Sony si registra un framerate lievemente migliore (anche se rimane qualche calo) e ovviamente un incremento della risoluzione, che rende la scena più nitida anche in 1080p.

Watch Dogs 2 Watch_Dogs 2 è un titolo davvero molto difficile da giudicare. Il nuovo open world targato Ubisoft è un prodotto che esalta e rafforza le caratteristiche ludiche del suo predecessore, migliorandone il gameplay sotto ogni aspetto: più opzioni di approccio, più attività da svolgere e, in generale, una rappresentazione di San Francisco decisamente più godibile della Chicago dipinta nel 2014. Eppure, all'interno di una struttura ludica comunque solida e ricca di possibilità, s'avverte uno spiacevole senso di incompletezza che ci frena dal valutare l'opera come un sequel davvero più efficace e universale del primo capitolo. La storia di Marcus e della sua rivoluzione su scala globale prova a trattare temi di grande importanza, finendo però per banalizzarli eccessivamente, a causa di un mood narrativo troppo scanzonato e spesso fuori contesto. La DedSec è infatti composta da teenager scatenati che giocano a fare i sovversivi, da hacker scialbi e privi di carisma che faticheranno a rimanere nel cuore dei giocatori. Se non vi interessa approfondire gli spunti narrativi proposti dalla sceneggiatura, e siete invece alla ricerca di un enorme toybox virtuale in cui dare libero sfogo alla vostra creatività, questo secondo capitolo della serie metterà nelle vostre mani un novero considerevole di gadget all'avanguardia per divertirvi appieno senza freni inibitori. Se, al contrario, in un open world cercate un universo di gioco coeso e credibile, Watch_Dogs 2 potrebbe anche rivelarsi una parziale delusione.

8

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