Recensione Watch Dogs

L'analisi tecnica dell'ultima fatica Ubisoft, in versione Personal Computer.

Watch Dogs

Videorecensione
Watch Dogs
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Immaginate un mondo nel quale ogni singola informazione e dato sensibile, passa attraverso un sistema informatico centralizzato che gestisce un'intera metropoli. Pensate ad una società basata sulla condivisione dei dati, dove non esiste più la privacy, né la segretezza. Nell'epoca del web 2.0 e dei social network, la cosa è meno fantascientifica di quanto possa sembrare; anzi, oseremmo dire che ci troviamo di fronte ad una lettura piuttosto azzeccata - seppur volutamente accentuata, quasi grottesca - delle più moderne tecnologie di rete. Watch Dogs racconta proprio questo, di un mondo dove ogni nostra azione è costantemente monitorata e nel quale il possesso delle informazioni è sinonimo di soldi e potere.
Il titolo di Ubisoft ha fatto discutere molto a causa di una realizzazione tecnica non all'altezza delle aspettative, sin da prima delle data di release ufficiale e con particolare enfasi circa la versione computer. Sarà vero? Dopo aver recensito la versione per console, ecco a voi un'analisi tecnica dell'edizione per PC Windows.

UNA VENDETTA PERSONALE

In Watch Dogs vestiamo i panni di Aiden Pearce, un noto cracker il cui passato è stato tragicamente segnato dalla morte della nipote Lena, rimasta uccisa in un attentato il cui vero obiettivo era lui stesso. Sentendosi responsabile dell'infausto avvenimento e animato da un personale senso di giustizia, l'ex criminale si improvvisa vigilante e si mette sulle tracce dell'assassino per risalire fino al misterioso mandante, dipanando una serie di intrighi a sfondo politico/criminoso. La narrazione non manca certo di ritmo, tra le vicende personali di Aiden Pearce e quelle degli altri criminali suoi complici (o vittime, a seconda dei casi). Sfortunatamente non si può certo dire altrettanto della qualità generale del plot, che risulta piatto e privo di mordente. Il susseguirsi degli eventi non rivela mai particolari colpi di scena e non riesce in nessun caso a far sussultare il giocatore di fronte allo schermo che, anzi, si troverà spesso a prevedere il corso degli eventi, percorrendo il tipico sentiero tratteggiato nelle vengeance story di stampo cinematografico.
Ma quello che, a conti fatti, non funziona, è proprio Aiden; personaggio che manca di spessore e che, malgrado gli sforzi di caratterizzazione, fatica a dominare la scena nel corso delle numerose cutscene in-game (nonostante l'ottimo doppiaggio in italiano con la voce di Maurizio Merluzzo). L'articolato plot e i flashback in esso presenti, non sono sufficienti a descrivere un protagonista anonimo e comunque poco convincente all'interno del contesto ludico. Funzionano meglio alcuni personaggi comprimari, pur senza toccare mai i livelli di eccellenza saggiati in altri titoli degli ultimi anni, come GTA V o Red Dead Redemption.

SWEET HOME CHICAGO

La città è la vera protagonista di Watch Dogs. Chicago è stata infatti disegnata con estrema cura e grande impegno, sulla base della vera, grande metropoli degli USA. Ovviamente non ci troviamo nella città del Blues dipinta da Blues Brothers, e nemmeno in quella della Mafia italo americana de Gli Intoccabili, ma grazie ad un taglio tipicamente cinematografico vi possiamo cogliere numerosi riferimenti al media in celluloide. Siamo quindi immersi in una metropoli moderna, viva, credibile, in un contesto futuristico nemmeno troppo lontano dall'attuale realtà. La città è controllata da un unico e immenso software chiamato ctOS, una piattaforma che regola e gestisce ogni singolo dispositivo elettronico collegato alla rete elettrica e informatica. E' uno strumento potente, soprattutto quando passa dalle corporazioni alle istituzioni, finendo poi nelle mani di criminali d'ogni sorta come strumento di mafiosi e corrotti. Il sistema informatico creato della Blume Corporation elabora e colleziona Petabyte di dati privati dei singoli cittadini di Chicago: un'arma incredibilmente potente nell'era dell'informazione digitale.

"La città è controllata da un unico e immenso software chiamato ctOS, una piattaforma che regola e gestisce ogni singolo dispositivo elettronico collegato alla rete elettrica e informatica."

Se politici e uomini d'affari sono quelli che vogliono mettere le mani sui preziosi dati della rete, gli hacker sono naturalmente la chiave per l'accesso alla rete di ctOS, quindi i veri protagonisti dell'avventura digitale di Ubisoft. In qualità di giocatori di Watch Dogs avremo la possibilità di interagire con tantissimi elementi dello scenario, in strada o nei singoli edifici cui potremo entrare. Se abbiamo alle calcagna la polizia o i malviventi, possiamo hackerare il programma che gestisce gli impianti semaforici e scatenare un incidente per rallentare o mettere fuori gioco gli inseguitori. Qualora fossimo su un rettilineo privo d'intersezioni, allora possiamo sempre far esplodere una tubatura del vapore. Un vicolo o un parcheggio mettono invece a disposizione dissuasori mobili o strisce chiodate. Se siamo a piedi possiamo contare su una scatola di derivazione, un distributore di bibite o l'antifurto di un auto parcheggiata per creare un diversivo. Da non dimenticare le telecamere dei circuiti di vigilanza, occhi indiscreti grazie ai quali osservare l'inosservabile. È sufficiente guardarsi rapidamente attorno per trovare qualcosa con cui interagire. L'hacking è naturalmente automatizzato ed è quindi sufficiente premere o tener premuto un pulsante per compiere l'intrusione nel sistema informatico. In alcuni casi - generalmente nel corso delle missioni - saremo chiamati a risolvere un minigioco per poter accedere ad un server o ad una rete specifica. Lo smartphone è lo strumento che ci permette di fare tutto ciò: connesso alla rete di ctOS si trasforma in un vero passepartout digitale, più rapido di un proiettile e più efficace di una pistola.

Sotto il profilo puramente ludico il gioco non presenta evidenti difetti. Il sistema di controllo è assolutamente ottimo, paragonabile per qualità e precisione a quello dei blasonati titoli Rockstar, sia quando ci troviamo alla guida dei veicoli, sia se scorrazziamo a piedi per le strade di Chicago. Quando siamo di fronte ad un ostacolo, un muro o una barriera, possiamo saltarlo o usarlo come copertura con la semplice pressione di un pulsante. Naturalmente è caldamente consigliato l'uso di un joypad controller, che riesce a rendere l'esperienza più semplice e apprezzabile. In gran parte delle occasioni possiamo scegliere se tenere un basso profilo, agendo senza uccidere nessuno, oppure se sfondare la porta a calci ed entrare ad armi spianate.

"Il sistema di controllo è assolutamente ottimo, paragonabile per qualità e precisione a quello dei blasonati titoli Rockstar."

Il sistema di combattimento vanta un'impostazione decisamente arcade, con dei nemici in alcuni casi fin troppo resistenti. Ciò nonostante, il buon sistema di puntamento e una discreta quantità di armi rendono la componente shooting divertente da approcciare.
Le missioni secondarie ci vedono alle prese con altri hacker o gruppi di malviventi in varie attività illecite. Potremo esser chiamati a rubare delle auto per portarle rapidamente al committente, oppure fermare dei convogli criminali mettendo fuori gioco la scorta armata; infine non mancano le missioni d'infiltrazione, durante le quali dobbiamo raggiungere un bersaglio senza farci scoprire dalle guardie che pattugliano un'area delimitata. A queste si aggiungono le numerose indagini da giustiziere, sulle tracce di un pericoloso serial killer e di delinquenti vari.
Non mancano naturalmente negozi e altri punti d'interesse sparsi sulla mappa, anche se tali attività ricreative - a differenza di altri free roaming disponibili - si rivelano po' blande e fini a sé stesse.
Per portare a termine le avventure di Aiden Pearce sono necessarie circa 25 ore di gioco, alle quali possiamo aggiungerne altre 8-10 per le missioni secondarie e le attività collaterali: una longevità davvero ottima, grande valore aggiunto all'ultimo titolo di Ubisoft.
Se volete approfondire circa il gameplay di Watch Dogs, potete leggere la recensione dell'edizione Playstation 4 a cura di Francesco Fossetti.

Contemplare Chicago sotto la pioggia è una vera gioia per gli occhi.Ci troviamo senza dubbio di fronte al free roaming più sontuoso e bello ad ora disponibile su PC, con una Chicago in grado di raccontarsi in magnifici scorci ed effetti degni di un ben più complesso gioco d'avventura. La città dell'Illinois è piena di vita, pulsante ed è stata disegnata dagli artisti di Ubisoft con grande attenzione e impegno. Le strade bagnate dalla pioggia alla luce del crepuscolo sono a dir poco eccezionali, così come gli effetti volumetrici, le esplosioni e le fiamme durante le sequenze d'azione. A questo si aggiungono degli ottimi modelli poligonali, un sistema d'illuminazione efficace e ottime animazioni. Gli incidenti automobilistici, elemento imprescindibile di ogni free roaming cittadino, sono rappresentati con cura anche grazie all'ottimo engine fisico; i tamponamenti della nostra auto in corsa sono invece meno realistici, ma comunque convincenti. Ottima anche la rappresentazione dell'acqua, seppur migliorabile la dinamica dei fluidi in alcune situazioni. Negli ultimi giorni sono state mosse tante accuse circa la bontà grafica di Watch Dogs, critiche sinceramente poco condivisibili e frutto del malcontento generato dall'hype e, in minor parte, da chi non ha digerito il posticipo del titolo Ubisoft. Piccoli effetti di compenetrazione poligonale sono infatti problematiche inevitabili ancora oggi, specialmente in quei titoli che offrono molta libertà al giocatore di fronte allo schermo. Notiamo anche delle superfici riflettenti che mostrano immagini fittizie, anche in questo caso un artificio piuttosto comune e usato più spesso di quanto si possa immaginare. Assente, in alcuni frangenti, anche l'illuminazione dinamica, sebbene non si avverta più di tanto la mancanza. Un po' più facile da notare è l'effetto pop-up sui veicoli e le persone mentre ci troviamo nelle affollate strade di Chicago, uno spiacevole effetto che disturba solo ed esclusivamente quando siamo impegnati in rapidi inseguimenti con polizia e criminali. La verità è che gran parte di questi difetti saltano all'occhio solo quando li andiamo a cercare: il proverbiale "pelo nell'uovo" che non compromette affatto la fruibilità del prodotto.

Le texture di qualità "Ultra" sono ottime, ma non fanno urlare al miracolo.Ma non è tutto oro quel che luccica: ad un comparto tecnico di grande effetto, fa capolino una pessima ottimizzazione dell'engine, grave difetto senza dubbio causato da un grossolano errore di valutazione da parte di Ubisoft (specialmente se consideriamo quanto sia stata pubblicizzata l'edizione PC nelle settimane prima del lancio). Un analogo errore era stato commesso anche con Assassin's Creed III e, in minor parte, con il successivo capitolo della serie. Con Watch Dogs siamo al cospetto di un engine nuovo, Disrupt, costruito appositamente intorno alle esigenze del gioco, software di sviluppo che però ha molto in comune con lo stesso Anvil Next usato per le ultime incarnazioni della saga dell'assassino (e lo si nota quando ne osserviamo i filtri, il sistema d'illuminazione, l'interazione con l'ambiente circostante, la fisica e le animazioni). Ci troviamo così davanti a pesanti cali di framerate anche con macchine di fascia alta, bug, crash del client di gioco e artefatti grafici di varia natura. Notevoli i problemi di stuttering con il V-Sync, ma anche il flickering delle ombre. Noi abbiamo provato il gioco su diverse configurazioni hardware, riscontrando molteplici problematiche in tutti test.

ConfigurazioneMinimoMassimoMedio
GeForce GTX 680
(Reference 2GB DDR5; Livello dettagli su "Ultra"; riflessi, texture e shader "Alto", Temporal SMAA)
13590*61.6
GeForce GTX 780
(ASUS Poseidon 3GB DDR5; Impostazioni grafiche al massimo; MSAA 4x)
30371*58.9
*I valori massimi fuori scala sono causati dalle schermate di caricamento e alle scene d'intermezzo. I valori massimi reali oscillano tra i 70 e gli 80 frame quando all'aperto, salendo a 100-110 circa quando ci troviamo al coperto.

I primi due benchmark sono stati eseguiti sul PC redazionale, equipaggiato con un Intel i7-3770K @4.2GHz (OC) su mainboard MSI Z77A-GD65 e 16GB di RAM DDR3 da 1600Mhz. Il primo test è stato fatto con una GeForce GTX 680 2GB Reference, ovvero una scheda equipaggiata con dissipatore standard NVIDIA, monoventola. Si tratta di una delle VGA di fascia alta più comuni al giorno d'oggi, ancora capace di muovere gran parte dei titoli PC con impostazioni Very High/Ultra a 1080p e framerate a 60 fps. La scheda si rivela adatta al compito, sebbene sia impossibile (o meglio sconsigliabile) applicare le texture di qualità massima a causa di un "ridotto" quantitativo di memoria video non idoneo all'ardua sfida (per la prima volta in ambito PC, esclusi forse i simulatori di volo più esigenti). I problemi più evidenti riscontrati utilizzando questa scheda sono gli evidenti e ingiustificati cali di framerate - anche al di sotto della soglia minima di tolleranza dei 30 frame al secondo - e il già citato flickering delle ombre. Il secondo test, invece, è stato eseguito con una più recente GeForce GTX 780 Poseidon 3GB brandizzata Asus, particolarissima VGA che monta un dissipatore ibrido liquid+air (a doppia ventola). In questo caso, grazie al maggior quantitativo di memoria video, abbiamo potuto osare un dettaglio grafico più elevato sulle texture, passando così dal preset High all'opzione Ultra. I risultati ottenuti sono molto simili, con drastici e immotivati cali di framerate sebbene in questo caso si resti sempre sopra la soglia dei 30 fps. Il test rivela inoltre che le texture di qualità Ultra non sono poi molto diverse da quelle saggiate con le impostazioni precedenti, eccezion fatta per quelle sulla lunga distanza, anche se in questo caso interviene un filtro anisotropico non regolabile manualmente. Non manca di farsi notare la scarsa ottimizzazione, in questo particolare frangente per un visibile effetto di stuttering e dei fenomeni di bad clipping rari ma comunque piuttosto fastidiosi. Si nota anche qualche problema di caricamento delle texture.
Infine abbiamo testato il gioco anche con laptop gaming di ultima generazione, un MSI GT70 equipaggiato di Intel i7-4700MQ @2.4Ghz, 32GB di RAM DDR3 e una NVIDIA GeForce GTX 880M con ben 8GB di memoria video disponibile.

ConfigurazioneMinimoMassimoMedio
GeForce GTX 880M
(MSI GT70 Laptop, 8GB DDR5; Impostazioni grafiche al massimo; MSAA 4x)
204931.2

I dati raccolti confermano quanto già appurato con i precedenti test: persistono degli ingiustificati cali di framerate e una serie di difetti che non possono non indispettire l'utente in possesso di un gaming rig di fascia alta. Ridicolmente si rivelano meno problematiche le schede grafiche di fascia media, come le GTX 660 e 760 sempre di NVIDIA, che pur non potendo permettersi livelli di dettaglio strabilianti, sembrano soffrire in maniera minore di bug grafici e difetti visivi (pur in presenza degli immancabili framerate drop).

Watch Dogs Watch Dogs è un buon free roaming ad ambientazione cittadina, un titolo che mette sul piatto della bilancia un gameplay divertente, con meccaniche di gioco rodate e sempreverdi. La produzione Ubisoft strizza naturalmente l’occhio al popolare franchise di Rockstar, GTA, ma lo fa con criterio e tanto stile, rapendo letteralmente il giocatore di fronte allo schermo grazie all’innovativo hacking system e a tante attività collaterali. Quel che non funziona benissimo è invece la componente narrativa, spiccia e un po’ confusionaria, così come il protagonista, privo di carisma e dal carattere superficiale: se Watch Dogs è già pronto per diventare la nuova IP della software house francese, Aiden Pearce è ancora ben lontano dall’entrare nell’olimpo dei personaggi più amati dai videogiocatori. Esattamente come fu per il primo capitolo di Assassin’s Creed, ormai 7 anni fa, anche Watch Dogs è un titolo ben realizzato ma pieno di potenziale ancora inespresso. Per quanto divertente sia girovagare per le strade di Chicago, hackerando ogni dispositivo elettronico della città, la versione PC di Watch Dogs ne esce però con le ossa rotte a causa di una pessima ottimizzazione dell’engine, il nuovo e tanto discusso Disrupt. Per alcuni giocatori - anche in possesso di configurazioni di fascia alta - è molto difficile approcciare il nuovo titolo Ubisoft, tanto da costringere alcuni di questi utenti ad accantonare temporaneamente il gioco in attesa di una soluzione. Volgendo lo sguardo al recente passato, notiamo che non sono i primi problemi di Ubisoft di fronte al gaming su PC, vuoi per degli invasivi sistemi DRM che hanno messo in difficoltà non solo cracker e pirati ma anche i giocatori paganti, o per più semplici problemi di porting e ottimizzazione dell’engine. In questo caso non ci resta che attendere il rilascio di una patch, si spera in grado di risolvere i numerosi problemi ad ora riscontrati.

7.9

Che voto dai a: Watch Dogs

Media Voto Utenti
Voti totali: 103
7.9
nd