recensione Way Of The Samurai 3

La (noiosa) via del Samurai

Versione analizzata: Playstation 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Way of the Samurai è un franchise che nasce nel 2002 dall’idea di offrire ai giocatori (perlopiù ai giapponesi) un’avventura “libera”, dove poter fare sostanzialmente ciò che si vuole e nella quale i meccanismi “scelta - conseguenza” siano alla base delle meccaniche di gioco.
Nonostante le buone idee il brand, comprensivo di sequel apparso sempre su Playstation 2 nel 2004, non ha mai avuto il successo sperato, vuoi per una realizzazione poco curata, vuoi per le sue meccaniche decisamente particolari o per l’inserimento in un contesto familiare solo ai giapponesi (la riunificazione del Giappone).
Acquire però non si vuole arrendere e, complice la nuova generazione di console, ci riprova, proponendo, stavolta sia per Playstation 3 che Xbox 360, Way Of The Samurai 3, uscito in Giappone oltre due anni fa e in arrivo nel vecchio continente il 26 Febbraio 2010.

Il Giappone feudale


La trama di Way Of The Samurai 3 è di piuttosto semplice interpretazione.
Era Sengoku; la terra di Amane (luogo completamente inventato) è governato da Fujimori Shuzen, asceso da poco al potere prevaricando con la forza il precedente daimiyo, Lord Sakurai.
Per mantenere un ferreo controllo sulla popolazione, tra la quale si insediano molti nemici, il nuovo signore obbliga i contadini e gli artigiani ad una mole di lavoro tremenda, tassandone -non bastasse- pesantemente l’esistenza.
Tra gli abitanti inizia quindi a serpeggiare il malcontento, incarnato nel suo massimo picco dal clan Ouka, vassalli dei Sakurai che desiderano il potere e si ritrovano quindi in lotta con i Fujimori.
In questo sfondo si inserisce il nostro protagonista, un Ronin (Samurai vagabondo) senza nome che potrà prendere parte allo scontro alleandosi con una fazione piuttosto che l’altra, tentare di distruggerle entrambe oppure consacrare la sua esistenza alla carità aiutando gli oppressi popolani. La scelta sarà completamente ad appannaggio del giocatore.
Qualsiasi sia la strada intrapresa, purtroppo, non noteremo grossissimi cambiamenti: la vicenda è infatti raccontata adottando tecniche narrative piuttosto puerili, risulta piatta e povera d’atmosfera ed è interpretata da personaggi completamente privi di personalità.

Vagabondaggio


Il gameplay di Way Of The Samurai 3 non mostra nessun passo avanti rispetto ai suoi predecessori riprendendone, quindi, ogni aspetto e, soprattutto, ogni difetto.
Amane (l’ambientazione) sarà suddivisa in otto quadri “completamente esplorabili” (le virgolette sono d’obbligo quando l’approfondimento di ognuno impiega non più di 10 minuti scarsi); all’interno di essi vi saranno comuni cittadini in grado di fornirci semplici lavori come ritrovare oggetti smarriti, consegnare messaggi e via discorrendo e personaggi chiave di una delle fazioni in lotta (Ouka e Fujimori).
Incontrato il primo di essi, a seconda di come avremo agito o risposto (selezionando da un classico menù a tendina) alle sue domande prenderà io via una serie di eventi evidenziati sulla mappa come punti esclamativi, che ci porterà in un paio d’ore ad uno dei possibili finali.
Ogni evento, è bene sottolinearlo, prevederà almeno due possibilità (combattere o lasciare in pace, fondamentalmente) che modificheranno leggermente il corso della catena stessa.
La longevità di un singolo playtrough è quindi bassissima, poichè il gioco si basa completamente sulla rigiocabilità, che vi permetterà di prendere nuove strade ed osservare tutti le possibili conclusioni (una decina in totale).
Il carattere desueto di tale struttura di gioco potrebbe anche essere un elemento favorevole se solo ci fossero gli elementi per rendere meno frustrante e ripetitiva l’avventura.
La mappa (a cui potremo accedere solo premendo “Start” e selezionando “Mappa”), prima di tutto, non fornirà alcuna indicazione riguardo ai collegamenti tra i vari quadri indicando solamente quali sono connessi tra loro; non bastasse manca qualsiasi indicazione a schermo, sia sotto forma di mini-mappa sia di frecce che indichino l’obiettivo successivo.
Questo sta a significare che, nella migliore delle ipotesi, ci troveremo a girovagare per ore, mettendo continuamente il gioco in pausa per vedere dove siamo, alla ricerca del sentiero di collegamento tra due quadri.
La seconda problematica riguarda i combattimenti, sui quali si basano gli eventi principali dell’avventura.
In questi casi, nonstante il numero di combo sia sufficiente, non avremo mai la situazione sotto controllo: prima di tutto per colpa di una telecamera statica sulla quale non si potrà intervenire, ed in secondo luogo per l’impossibilità di “lockare” il nemico, il che ci costringerà fondamentalmente a ricorrere al caro vecchio “button mashing”.
Si aggiunge, inoltre, l’impossibilità di parare in maniera “manuale”, in quanto la parata sarà del tutto automatica, a seconda dei parametri difensivi dell’arma posseduta confrontati con quelli offensivi di quella brandita dall’avversario.
Vedere una superficialità tale da rendere il titolo indifendibile è davvero un peccato in quanto alcune buone idee, in Way Of The Samurai 3, si notano subito: c’è, ad esempio, una buona quantità d’armi con cui comporre il nostro arsenale, ognuna con i suoi parametri e ognuna con la sua rosa di attacchi; la stessa struttura di gioco denota una certa profondità dato che, parlando con i vari abitanti della zona, è possibile, per esempio, imbattersi in maestri di spada in grado di migliorare le nostre abilità o insegnarci qualche nuova mossa.
Come dicevamo, tuttavia, tutto viene rovinato da una realizzazione totalmente senza criterio che non risparmia, come vedremo a breve, nemmeno il comparto tecnico.

Di male in peggio


Dal punto di vista grafico Way Of The Samurai 3 è, a voler essere gentili, una generazione indietro rispetto a tutto quel che si è visto da cinque anni a questa parte.
I modelli poligonali sono rozzi e poveri di dettagli; poco curati per quel che riguarda le proporzioni e spesso realizzati con lo stampino.
Le animazioni, eccezion fatta per i fendenti all’arma bianca, risultano poco credibili, goffe e spesso prive di keyframe di collegamento, che ne inficiano irrimediabilmente la fluidità.
Non bastasse si presentano spesso pesanti problemi di compenetrazione poligonale, di collisioni tra i modelli e tra il terreno ed i piedi del nostro beniamino, che a volte pare pattinare o esser sospeso in aria.
Il contorno non è “da meno”: texture di infima qualità ricoprono elementi poligonali abbozzati ed inguardabili che caratterizzano un’ambientazione priva di qualsiasi atmosfera; pessimo addirittura il ciclo giorno notte, veicolato da una transizione immediata tra luce e buio, senza mezze misure.
Praticamente nulla l’interattività ambientale, limitata alla distruzione di casse (vuote peraltro) e alla raccolta di vasi ed amenità simili da utilizzare come armi di fortuna; la fisica degli oggetti, ovviamente, è totalmente inesistente.
Diverso il discorso per il comparto audio che, pur non potendo nulla da solo, presenta un accompagnamento sonoro splendido, composto da antiche melodie nipponiche che ben si integrano con l’epoca in cui la vicenda è ambientata.
Niente male, per quelle quattro frasi in croce, nemmeno il doppiaggio, completamente in giapponese con l’ausilio di sottotitoli in inglese.

Way Of The Samurai 3 Una trama lineare e completamente priva di fascino, un gameplay con qualche barlume d’ingegno malamente sprecato ed un comparto tecnico che avrebbe sfigurato persino su Playstation 2 rendono Way Of The Samurai 3 uno dei peggiori giochi in circolazione e, sicuramente, il peggiore dell’appena iniziato 2010. Al di là di una passione viscerale e sconfinata per il Giappone feudale e per la figura del Samurai non vediamo alcun motivo per acquistare un titolo incapace di suscitare emozioni o intrattenere con dinamiche ludiche consistenti.

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