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Lancio WiiU

Recensione Wii U

Arriva la nuova Home Console firmata Nintendo

Versione analizzata: Wii U
recensione Wii U
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Wii U si prepara ad arrivare nelle case di noi videogiocatori europei, accompagnata dal solito chiacchiericcio mediatico che precede il lancio di una nuova console. Una Line-Up decisamente interessante (soprattutto per chi non ha mai tradito i vessilli Nintendo, e vuole recuperare solo su Wii U alcune delle produzioni multipiattaforma più succulente), due diverse versioni, e soprattutto la curiosità legata a funzionalità e specifiche del GamePad sono gli argomenti caldi di quest'ultima settimana pre-lancio.
Entrati in possesso di un nerissimo Premium Pack, e dopo aver esaminato in dettaglio il Tablet-Controller e le sue caratteristiche, noi di Everyeye.it siamo pronti a raccontarvi qualcosa in più riguardo alla nuova ammiraglia Nintendo, nell'attesa di tutte le recensioni dei giochi, che appariranno puntualmente sulla pagina ufficiale del lancio italiano.
Seguiteci dunque alla scoperta di Wii U.

Estetica

Pur considerando la differenza di prezzo fra il pacchetto premium (349€) e quello standard (299€), il nostro consiglio è quello di orientarsi verso il modello più costoso. A fare la differenza non è tanto la dotazione di accessori aggiuntiva, e a conti fatti neppure la presenza di Nintendo Land all'interno della scatola (in una versione perfettamente inscatolata; non come il Wii Sport in bundle con la vecchia console). A far gola sono invece i 32 Gb di memoria, contro gli 8Gb della versione base: nell'era del digital delivery è davvero difficile essere soddisfatti una console con una ridotta disponibilità di spazio di memorizzazione. Soprattutto se solo l'aggiornamento del Day One (attualmente non disponibile) occupa parecchi Gigabyte e quasi azzera lo spazio libero. Ricordiamo comunque che l'update europeo sarà probabilmente diverso rispetto a quello americano, e quindi atteniamo fiduciosi il 30 Novembre, per scoprire quanto peserà questo aggiornamento e quali novità introdurrà nell'attualmente scarno menù iniziale.
Nel considerare la vostra versione, comunque, ricordate che la memoria di Wii U è facilmente espandibile con supporti esterni (Hard Disk o SD Card), e soprattutto che non è dato scegliere la colorazione: il premium pack include una console nera, mentre l'hardware incluso nel pacchetto base ha uno chassis candido.
La confezione del Premium Pack è molto elegante, compatta e pesante, e le stampe sui lati della scatola sono sobrie e pulite: il tutto riesce a trasmettere davvero la sensazione di avere per le mani un oggetto di un certo prestigio. Una volta aperta la scatola si scoprono i soliti due cassetti, anche se mancano le finezze che furono di Wii: gli scompartimenti interni sono tutti in cartone non colorato, e i due cassetti estraibili (addirittura numerati) all'interno della confezione del defunto Wii sono solo un ricordo. Il recupero delle varie componenti è dunque un po' meno “magico” che in passato.
Il cassetto superiore, in ogni caso, contiene i libretti di istruzioni, gli accessori e i due alimentatori, mentre quello inferiore soltanto il corpo della console ed il GamePad.
Una volta estratto il Wii U dalla scatola e rimosse le plastiche protettive, ci si trova di fronte ad un hardware dal design non brillantissimo. La macchina è parallelepipedo dai bordi smussati, un po' troppo lungo perchè le proporzioni sembrino armoniose. Le superfici lucide sono lisce, dritte, abbastanza anonime. Dal lato destro spuntano due protuberanze che vanno utilizzate per inserire i due supporti che formano il “vertical stand”, ma non sono certo eleganti per chi decide di posizionare la console in orizzontale.
La facciata è invece abbastanza apprezzabile, molto sintetica. Al lato troviamo i pulsanti di accensione ed espulsione del disco, con un piccolo led. Sotto al vano per inserire i Dvd c'è lo sportello che nasconde due prese USB (le altre due sono sul retro) e l'alloggiamento per le schede di memoria. Subito a fianco dello sportello, all'esterno, c'è il tasto Synch: i designer hanno voluto posizionarlo sul lato frontale dopo i problemi che molti utenti hanno riscontrato con Wii, ma questo sacrificio in nome dell'accessibilità rovina leggermente l'eleganza della composizione frontale.
In definitiva, non diremmo che Wii U è una console esteticamente di spicco: sembra anzi studiata per restare in disparte, lasciando il centro della scena al GamePad, vero protagonista delle sessioni di gioco nonché di tutto il marketing, e primo attore di questa seconda rivoluzione videoludica made in Nintendo. Anche poggiato sui due agganci di plastica morbida che la sorreggono in verticale, il corpo macchina svanisce nel salotto di casa, slanciato in profondità per arroccarsi sul retro dei mobili senza incontrare troppi sguardi.

Accessori

Nella confezione troviamo altri due supporti di plastica, stavolta per il GamePad. Una è la base di ricarica, che si può connettere al cavo dell'adattatore. Si tratta di uno stand molto ben costruito, con due rotelle scorrevoli che guidano il pad nella posizione centrale, dove poggiando su un tasto a molla fa emergere i connettori metallici che ricaricano la batteria.
Il supporto in plastica per le sezioni di gioco è altrettanto solido, con il logo Nintendo inciso sulla plastica satinata e quattro piedini morbidi; la sua utilità, tuttavia, è attualmente da confermare, dal momento che non ci sono software che sfruttano esclusivamente il touchscreen del GamePad.
All'interno della confezione fa piacere trovare anche un cavo HDMI: Wii U è la prima console che viene venduta con un cavo dignitoso, ed è davvero imbarazzante che i concorrenti continuino a proporre l'obsoleto Composito, oramai inutilizzabile sui televisori attuali.
Inspiegabile invece la presenza di una sensor bar. Identica a quella per Nintendo Wii, resta inutile finchè non si acquista un Wiimote. Chi già lo possiede, sicuramente ha anche una barra da utilizzare con Wii U; chi deve acquistarlo ex novo non si lascerà certo spaventare dal costo oramai irrisorio di questo accessorio. Francamente facciamo difficoltà a vedere la sensor bar come un accessorio “premium”, e non capiamo esattamente la politica di Nintendo: se la casa di Kyoto avesse incluso un Wiimote all'interno della scatola, così da permette anche il multiplayer locale senza costi aggiuntivi, il pacchetto Premium ne avrebbe sicuramente guadagnato e la Sensor Bar avrebbe avuto una sua raison d'être.
Un'offerta del genere avrebbe sicuramente contribuito a rimpolpare la sostanza del pacchetto più di quanto non lo faccia il codice d'attivazione del Nintendo Network Premium, programma di fidelizzazione che resterà avvolto nel mistero fino all'8 Dicembre. I punti accumulati (8 per ogni euro di acquisto) potranno essere accumulati fino al 31 Dicembre 2014 e spesi entro i tre mesi successivi, ma non si sa quali siano i premi a cui è possibile accedere. Tenete d'occhio il sito p.nintendo.net/premium per restare aggiornati su tutte le novità.

Startup

Una volta connessa la console al televisore, bisogna sbrigare qualche formalità prima di raggiungere il menù iniziale. Anzitutto si deve sincronizzare il GamePad con la macchina, premendo i due tasti Synch sull'hardware e sul controller. Si inserisce quindi sul touchscreen una combinazione di quattro simboli (i semi delle carte) per confermare che la comunicazione sia ottimale.
L'impostazione della lingua richiede qualche minuto in più del previsto, come se la console dovesse installare un piccolo aggiornamento software. Si procede poi ad inserire data e ora, e ad impostare le opzioni per il telecomando. Inserendo la marca del televisore, il GamePad può infatti essere configurato per sostituirsi al telecomando di casa: da quel momento in poi il tasto TV permetterà di richiamare a schermo le opzioni per cambiare canale, impostare l'uscita video visualizzata, ma anche spegnere ed accedere lo schermo. Una cosa da poco? Francamente ci pare invece una finezza di gran classe, con una sua precisa funzione: Nintendo mira a far diventare il suo GamePad (che può restare acceso anche indipendentemente dalla console) l'oggetto “principe” del salotto di casa, quello che più spesso ci capita per le mani, monopolizzando la nostra attenzione. Per perseguire fino in fondo questa strategia ci sarà bisogno in futuro di una batteria più capiente e di molti software che sfruttino il solo GamePad, ma siamo sicuri che Nintendo sa già come trasformare il nuovo controller in una vera e propria Icona del gaming familiare e moderno.
Configurata anche la connessione ad internet (al momento non si trovano aggiornamenti), si arriva infine al centro di creazione Mii, dove è necessario creare il Mii legato alla console. Lo si fa attraverso un'interfaccia semplice, praticamente la stessa che si trova su 3DS. Anche qui la navigazione è rapidissima grazie al touchscreen, ed i più pigri possono scattarsi una foto e lasciare che sia il software di sistema ad assemblare un Mii.
Giunti nella schermata principale, restiamo per il momento senza troppo da fare. Lo stile dell'interfaccia è identico a quello del 3DS, con grandi “tile” quadrati che rappresentano le singole opzioni. Attualmente mancano però tutte le applicazioni più interessanti (il MiiVerse) e persino il tab YouTube non funziona. Manca il Browser e la Tvii (che arriverà in Europa soltanto nel 2013). Si può solo accedere all'impostazione dei filtri familiari ed alle opzioni. Bisogna sottolineare che la navigazione nei menù è molto più lenta di quello che ci aspettavamo, e i tempi di caricamento per accedere alle singole schermate o per tornare al menù iniziale superano quasi sempre i 15 secondi, dando l'idea di un Sistema Operativo un po' troppo ingessato (speriamo in futuri aggiustamenti).
Ovviamente, con ZombiU, New Super Mario Bros U e Nintendo Land in giro, sarebbe stato comunque molto difficile convincerci a restare per troppo tempo nel menù iniziale!

Texture e poligoni

Prima di chiudere questo articolo sui primi momenti in compagnia di Wii U e sul design della console, vogliamo parlare brevemente delle qualità tecniche della macchina.
Com'è noto, Nintendo non ha rilasciato le caratteristiche Hardware ufficiali, ma la console è stata già smontata ed esaminata con meticolosa attenzione. L'architettura interna è particolarmente apprezzabile, con una Motherboard pulita e ben assemblata. I 2Gb di memoria (quattro banchi da 512Mb) sembrano ripartiti equamente fra CPU e GPU, e quest'ultima è probabilmente il pezzo forte della console, considerate le dimensioni e, conseguentemente, il numero di transistor che utilizza.
Fare paragoni sulla reale potenza della macchina nel periodo di lancio è molto rischioso, ed esula francamente dalle finalità di questo pezzo. In questi giorni abbiamo però visto molto da vicino alcuni dei titoli multipiattaforma che saranno disponibili al lancio, da Darksiders 2 ad Assassin's Creed 3, passando per Warriors Orochi 3 Hyper.
In certi casi ci pare davvero fuori luogo usare questi porting come benchmark per le specifiche della console: ad esempio i problemi del titolo Tecmo-Koei sembrano legati soprattutto ad una conversione frettolosa, e non si notano cali qualitativi del genere in altri prodotti.
Ci sono invece altri giochi più interessanti da esaminare. Ad esempio l'action game firmato THQ si presenta, rispetto alla versione PlayStation 3, decisamente migliore sul fronte delle texture. Non solo le texture dell'edizione Wii U sono più definite, ma si notano anche mappe superficiali (Normal Map) che rendono sicuramente più ricca la scena.
Mentre il framerate resta molto solido in entrambi i casi, i fenomeni di Tearing -evidentissimi su Ps3- non si verificano su Wii U. C'è anche da dire che questo potrebbe essere legato all'assenza del filtro anti-aliasing: su Wii U la pulizia globale della scena è seriamente compromessa dalle “scalettature”. Anche in questo caso consigliamo agli utenti di non allarmarsi. Molto spesso le tecniche di post processing legate all'Anti-Aliasing sono a carico della GPU, ma alcune sono compatibili solo con certe schede grafiche. E' probabile che la GPU di Wii U non supportasse quelle utilizzate dal team, che non ha avuto modo di ottimizzare il software in tempo per il lancio.
Insomma, per il momento ogni considerazione resta provvisoria, ed il consiglio spassionato che diamo a tutti i giocatori è quello di godersi, senza troppi patemi, gli splendidi cromatismi di New Super Mario Bros U o le disturbanti atmosfere di Zombi U. Wii U ha davvero molto da offrire.

Scheda Wii U Wii U è una console che arriva al lancio, com'è stato per tutte le console di questa generazione, con qualche problematica e la promessa di un carattere che si definirà con il tempo. Attualmente le incertezze maggiori derivano dalla dotazione di memoria, non eccellente per la versione Premium e misera per quella Base. Per quel che riguarda le specificità delle componenti social, l'offerta non esplicitamente ludica per l'intrattenimento casalingo, il carattere della piattaforma Digital Delivery, non è possibile pronunciarsi attualmente: si dovranno aspettare molti mesi per capire la direzione che Nintendo vuole intraprendere. Come sempre, insomma, da un certo punto di vista acquistare un Hardware al Day One è una scommessa ed un investimento di fiducia. In questo caso, per fortuna, i rischi vengono molto limitati dal punto di vista ludico: non solo perchè la line-up di lancio è assai solida, ma anche per la promessa di grandi capolavori che verranno in un futuro prossimo (Rayman Legends; Pikmin 3) o poco più remoto (Bayonetta 2). Quello che si può dire fin da adesso è che la strategia di Nintendo per mettere al centro dei nostri salotti l'oggetto più identificativo dell'esperienza con Wii U, ovvero il GamePad, è funzionale e riuscitissima. Vera e propria chiave di volta del gaming sul nuovo hardware, il Pad “ruba la scena” alla console stessa, che resta un po' defilata, senza strepiti. Grazie all'ottima ergonomia ed alla creatività delle soluzioni adottate da certi itoli, il tablet-controller monopolizza l'attenzione, incuriosisce, fungendo ora da navigation-pod nei menù di creazione dei Mii, ora come una periferica che apre nuove soluzioni ludiche. Pur non dimenticando insomma certe criticità legate al lancio, non possiamo far altro che accogliere felicemente questa nuova piattaforma.

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