Recensione World of Tanks

L'MMO bielorusso che ha stregato il mondo

Versione analizzata: PC
recensione World of Tanks
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nonostante la tendenza di molti netgamers a fuggire a gambe levate di fronte alla parola “premium”, migliaia di giocatori da tutto il mondo, stanchi ormai dei soliti shooter, si sono riversati sui server di World of Tanks, ambizioso progetto del team Wargaming.net, già sviluppatori degli strategici Order of War e Massive Assault. Le iscrizioni -totalmente gratuite- sono fioccate sin dal periodo di beta testing, permettendo al titolo di ottenere, oltre ad un’affiatatissima fan base sempre in crescita, il Guinnes World record per il maggior numero di giocatori -91.311- connessi simultaneamente ai server di un MMO (record a dire il vero superato di recente). In occasione della recente release nei negozi della versione scatolata, vi proponiamo finalmente la recensione di questo popolare MMO shooter dedicato a tutti i fan della Seconda Guerra!

Le premesse del Conflitto

Rilasciato in Europa ben 6 mesi dopo l’uscita, preceduta da convulse fasi di testing in Russia, World of Tanks si propone come simulatore di battaglie fra carri armati, anche se l’aspetto simulativo non raggiunge la totale fedeltà storica e non si prefigge come elemento costitutivo del titolo. E’ così dunque che il titolo Wargaming è anche un piacevole ed insolito intrattenimento per chi, come la maggior parte degli appartenenti alla categoria del netgamer medio, ignora totalmente la differenza che passa fra un IS-3 e un IS-4. L’elemento simulativo -è giusto precisarlo agli appassionati delle ricostruzioni storiche delle grandi guerre- è infatti abbastanza fedele per quanto riguarda i modelli 3d dei veicoli e le loro caratteristiche offensive e difensive, ma semplificato nella riproduzione tecnica delle meccaniche, per chi vi si affaccia dopo innumerevoli frenetiche sessioni passate in compagnia di shooter veloci e dinamici come Counter Strike, tanto per citarne uno (ricordiamo infatti che carri come il tedesco Tiger richiedevano oltre un minuto per eseguire una rotazione a 360°, e l’eventuale scelta di riproporre tali meccaniche in un MMO sarebbe oltremodo opinabile).
L’azzardato parallelismo con Counter Strike è tutt’altro che casuale, le partite infatti si svolgeranno in vere e proprie sessioni, la cui vittoria andrà alla fazione che per prima riuscirà a catturare la base nemica o annienterà tutti i componenti della squadra avversaria. Niente respawn, quindi: una volta sconfitti bisognerà attendere l’esito della partita dalla panchina degli spettatori, seppur per tempi più lunghi rispetto alla partita media di Counter Strike. Evitando semplificazioni di ogni sorta, risulta davvero difficile classificare World of Tanks sotto un genere specifico; non si tratta infatti di un semplice shooter: il forte elemento tattico e un sistema di avanzamento basato sull’accumulo di esperienza, coadiuvato dall’ottimo sistema di customizzazione dei veicoli, rendono il wargame unico nella sua categoria. Dimenticate il gioco ‘in solitario’ dei deathmatch e la blanda cooperazione dei team deathmatch: in World of Tanks il team play fa da padrone. Il nostro ruolo in ogni partita sarà determinato principalmente dalla scelta della tipologia di veicolo: a bordo di un carro leggero è più indicato assumere il ruolo di ‘scout’, perchè grazie all’agilità di movimento è possibile coprire consistenti porzioni della mappa per scovare gli avversari nascosti; a bordo di un carro pesantemente corazzato invece ci si muove di certo con maggiore difficoltà, ma, al riparo dai colpi dei nemici, è possibile operare le più potenti tattiche offensive; acquistando una self propelled gun (per gli amici SPG) si può colpire potenzialmente ogni area della mappa, fornendo fuoco di supporto e restando al sicuro nella base alleata. I veicoli anti-carro posseggono una brutale forza di fuoco ma sono estremamente vulnerabili e inadatti agli scontri ravvicinati; discorso diverso invece per i carri mediamente corazzati, che rappresentano la ‘classe’ media e si prestano ad una tipologia di gioco più versatile. Complice di ogni vittoria sarà anche l’attenta analisi e il sapiente utilizzo della conformazione del territorio a proprio vantaggio. Colline e alberi nei paesaggi naturali e palazzi in rovina e ruderi nei paesaggi urbani costituiranno un ottimo riparo, ma anche una trappola mortale per chi non ha l’abitudine di guardarsi le spalle. Il gameplay, grazie alla convincente disposizione degli hitbox e alla possibilità di creare un teamplay efficace, risulta tanto ‘tecnico’ quanto divertente, ma mal sopporta la totale assenza di un sistema di voice chat integrato.
Nonostante i tratti strategici e tattici di World of Tanks, non ce la sentiamo di definirlo adatto solo ai cosiddetti hardcore gamers. Anche i giocatori più occasionali si troveranno a proprio agio grazie a quell’immediatezza nelle meccaniche di gioco che qualcuno potrebbe azzardatamente definire arcade e potranno sviluppare il senso tattico nel corso dell’inevitabile periodo di dipendenza che il gioco crea. Le partite si svolgeranno su server dedicati in tutto il mondo e potranno ospitare sia partite ranked che sessioni di pratica, che non influiranno sulle statistiche del nostro account; inoltre è prevista una “campagna strategica” infinita, riservata ai clan registrati con almeno 15 componenti, che si scontreranno sulla mappa globale, suddivisa in distretti da conquistare a suon di clan wars. Fra i clan sarà anche possibile stabilire patti di non belligeranza, condivisione dell’intelligence e ogni tipo di alleanza.

Gira la Guerra

Con un numero spropositato di veicoli disponibili (oltre 140, in continuo aggiornamento), una massiccia varietà di scenari, un consistente elenco di achievements conquistabili e un sistema di customizzazione di tutto rispetto, World of tanks offre una quantità potenzialmente infinita di ore di gioco, anche per chi deciderà di non accedere alla zona premium. Nel garage, oltre che ammirare nel dettaglio le splendide e fedeli riproduzioni in 3D dei carri armati, è possibile modificare ogni componente del bolide selezionato, dalle armi alle sospensioni e al motore, e aggiungere nuove attrezzature come radar di supporto e stabilizzatori per la mira. Ulteriori modifiche possono essere effettuate sulla crew a bordo del carro, addestrando i piloti esistenti o sostituendoli con soldati con più esperienza. Ogni aspetto della personalizzazione dei veicoli è stato curato nei minimi dettagli: è possibile persino scegliere fra un discreto numero di vernici mimetiche, che spaziano dai pattern ‘classici’ alle colorazioni inusuali dall’aria estremamente kitsch, utili per mimetizzarsi in ambienti specifici.
Senza addentrarci nell’annosa disquisizione etica sulla politica dei freemium (giochi online gratuiti ma che offrono contenuti esclusivi grazie all’utilizzo di microtransazioni), possiamo affermare con assoluta certezza che l’esperienza di gioco si attesta su livelli più che soddisfacenti pur senza spendere un solo centesimo, anche se, a lungo andare, il desiderio irrefrenabile di spendere qualche euro per accelerare l’accumulo di esperienza o per accaparrarsi l’ultimo veicolo esclusivo si farà sentire. Tuttavia, con la giusta dose di buona volontà, è possibile ridurre il divario fra i giocatori premium e il resto dei comuni mortali. E' possibile infatti, seppur con una certa fatica, raggiungere traguardi che i più fortunati hanno ottenuto con un paio di click e qualche addebito sul proprio conto in banca, rinunciando così solo poche -e marginali- features a pagamento.

L'engine dei Tank

Il Bigworld engine, seppur vecchio di qualche annetto, si mostra in ottima forma; la cura dei dettagli dei carri è incredibile, grazie all’ottima realizzazione delle textures; ogni elemento è stato fedelmente riprodotto, persino i fumi di scarico, e il risultato finale è parecchio realistico, grazie anche ad una campionatura audio di tutto rispetto; il rumore del motore diverso per ogni carro e il cigolio del metallo in fase di ramming, il suono caratteristico del proiettile appena caricato e i tonfi sordi dei colpi andati a segno contribuiranno ad una totale immersione nel gioco. Discorso diverso per il dettaglio degli ambienti che, pur godendo di una discreta e convincente distruttibilità, mostrano una vegetazione poco credibile e nella cui realizzazione l’engine mostra i più evidenti segni di vecchiaia, mentre il sistema fisico, seppur corretto in seguito all’uscita della patch 7.0, presenta ancora qualche falla. Tuttavia il Bigworld engine riesce a garantire un ottimo level of detail e un’ampissima draw distance, fondamentali per gli scontri a distanza. Con la nostra macchina di prova, che monta un Intel Core i5-2500 @ 3.30 GHz e un’NVIDIA GeForce GTX 460 supportata da 4 GB di Ram, World of Tanks girava a meraviglia: fluidissimo e con dettali al top, nonchè con il filtro anisotropico 16x e l’AntiAliasing al massimo. Le specifiche non sono troppo esigenti, insomma, e anche su macchine non troppo recenti basta accettare qualche piccolo compromesso per mantenere una fluidità costante: meglio sacrificare la pulizia globale in favore della stabilità, visto il genere d’appartenenza.
Le musiche di World of Tanks non si discostano di molto dagli incalzanti motivetti tipici dei wargames dell’ultimo decennio, ma l’aggiunta delle musiche dinamiche, che cambiano in base al numero di giocatori rimasti sul campo di battaglia, si rivela un ottimo tocco di classe. I server di gioco brulicano, a tutte le ore del giorno, di giocatori appartenenti ad ogni tier, che l’ottimo sistema di matchmaking non tarderà ad affiancare nelle singole partite; nelle svariate sessioni di prova il netcode si è dimostrato solido, il ping sempre relativamente basso anche su servers stranieri, e la quasi totale assenza di bug sostanziali, già corretti nel lungo periodo di beta testing.

World of Tanks World of Tanks è una presenza sempre più imponente nella classifica dei videogiochi online più seguiti e il merito non è da attribuire tutto al semplice fatto di essere gratuito, almeno in parte. Approfittando dell’uscita, in questo mese, dell’edizione retail, alla modica cifra di 10€ (comprendente contenuti esclusivi del valore di 20€) consigliamo a tutti -anche ai non affezionati del genere- a provare gratuitamente questa nuova perla del netgaming.

8.5

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