Recensione World of Tanks

Si è fatto attendere un po', ma il Free-to-Play targato Wargaming.net arriva finalmente anche sulla console current gen di Sony. Ecco come se la cava World of Tanks su PlayStation 4.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione World of Tanks
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Nel corso degli ultimi anni il modello di business "Freemium" ha conosciuto una proliferazione incontrollata anche nel mercato occidentale, invadendo tanto il malleabile mercato mobile quanto quello PC. Quest'ultimo, in particolare, ha assistito all'inarrestabile ascesa di Wargaming.net, software house con base in Bielorussia, la quale è riuscita (peraltro in modo molto intelligente) a cavalcare le tendenze del mercato e le voglie dei videogiocatori, sino a creare un vero e proprio fenomeno di costume di livello planetario. Dal momento della sua uscita World of Tanks ha infranto tutti i record possibili ed immaginabili proponendo diverse varianti e coinvolgendo milioni di utenti in tutto il mondo. Come è possibile che un titolo free to play ricco delle tanto vituperate microtransazioni sia riuscito ad avere così tanto successo? Abbiamo provato a darci una risposta, alla luce dell'espansione tentacolare del titolo. Dopo aver conquistato l'utenza PC, infatti, Wargaming.net ha volto il suo sguardo carico di ambizione verso altri lidi, deliziandoci con un'ottima riduzione mobile (World of Tanks Blitz) e rosicchiando decine di GB sugli hard disk delle nostre console grazie a conversioni di tutto rispetto. Dopo gli hardware della famiglia Microsoft non poteva certo mancare all'appello l'ammiraglia di casa Sony e, quindi, eccoci qui a darvi le nostre impressioni dopo aver parcheggiato il nostro carro armato in garage ed esserci tolti la fuliggine dal volto. 

Fury

La filosofia che sta alla base del successo di World of Tanks non potrebbe essere più semplice. Wargaming.net, infatti, ha mantenuto la struttura del classico deathmatch multigiocatore nel quale due squadre, composte da quindici elementi ciascuna (meno, a livelli inferiori), si contenderanno la conquista della base avversaria a bordo di cattivissimi tank cigolanti. Questo è ciò che prevede il titolo, in teoria. La conquista della base, però, non è necessariamente un obiettivo da conseguire a tutti i costi. Potrete semplicemente affidarvi al metodo in fondo più divertente e appagante, ovvero stanare e far saltare in aria ogni componente del team avversario. Un'impresa che si può portare a termine tranquillamente nei quindici minuti che scandiscono la partita. Molti giocatori, infatti, caricano in maniera sconsiderata creando delle colonne che si imbottigliano in stretti budelli, quindi, per chi si sente l'erede di Patton, procedere alla mattanza risulta alle volte sin troppo semplice. Essere strateghi pazienti, insomma, porta molto spesso al massimo risultato col minimo sforzo, a patto di sfruttare i ripari ed i bonus mimetismo offerti dagli elementi ambientali, in modo tale da offrire la minor superficie metallica possibile al nemico.
Per questo motivo il titolo deve essere considerato più uno strategico ragionato (nel senso più lato del termine) che non un semplice shooter dai ritmi lenti. La chiave per sopravvivere e portare a casa la vittoria passa, ovviamente, attraverso la chat vocale e la classica ghiera circolare con cui poter impartire velocemente ordini predefiniti ai propri compagni di squadra. Questi devono, inoltre essere bravi a rispettare il ruolo previsto dalla tipologia di carro da loro scelto, come vedremo a breve. Il cuore pulsante di World of Tanks è, sostanzialmente, questo e non cambia nemmeno su PS4 dove, però, mancano ancora diverse feature rispetto alle controparti. Di questo non ci preoccupiamo più di tanto, visto che Wargaming.net è famosa per l'impegno profuso nel supportare costantemente ogni sua creatura. Basta avere un po' di pazienza ed anche i carristi su PS4 potranno godere della beltà contenutistica già vista altrove. 

La volpe del deserto ci fa un baffo

La versione per la console di casa Sony debutta con "soli" tre tech tree base, relativi all'evoluzione tecnologica dell'esercito americano, tedesco e russo. Mancano, dunque, gli alberi relativi ad altre nazioni. Per ora, dato che a breve dovrebbe fare il suo debutto in pompa magna il tech tree (comprensivo di quaranta nuovi carri) dedicato alle bestie su cingoli di Sua Maestà. Nonostante questo, se il giocatore vuole ampliare la propria officina avrà comunque centinaia di buoni motivi per farlo, che andranno ben oltre al "semplice" collezionismo. A seconda delle prestazioni offerte, l'impressionante parco mezzi messo a disposizione da Wargaming.net può essere suddiviso in cinque "taglie" principali che spaziano dai classici mezzi leggeri a quelli che bilanciano in modo perfetto peso e prestazioni, dai spaventosamente efficaci anti-carro sino all'artiglieria semovente (le cui armi, capaci di colpire vaste aree, forniscono al giocatore una comoda visuale tattica della mappa di gioco). La scelta influirà direttamente sul modus operandi, quindi i giocatori devono essere consci della tipologia di carro con cui vogliono iniziare lo scontro. Per questo è importante capire come sono composte le squadre ed in che modo ci si può rendere utili. Ad esempio i mezzi leggeri sono talmente rapidi che possono oltrepassare lo sbarramento nemico per aggirare i cingolati più lenti ed indicare la posizione precisa agli alleati. Al contrario, i tank più lenti e potenti possono portare avanti una guerra di posizione, data l'efficacia delle loro bocche da fuoco. 
La progressione lungo l'albero di sviluppo, poi, avviene attraverso la classica suddivisione in 'tier' crescenti (sistema di crescita vincente utilizzato, peraltro, da altre produzioni recenti come Total War: Arena) che determina il livello di efficacia dei carri sul campo di battaglia, prevedendo l'ulteriore possibilità di acquistare, tramite l'utilizzo di soldi reali, carri armati premium pienamente potenziati.

Il titolo, comunque, pur costringendo ad una attività di grinding più lunga, non penalizza chi non ha alcuna intenzione di sborsare moneta reale per acquistare contenuti in game, proponendo un'esperienza di gioco sempre bilanciata tanto nello sviluppo dei mezzi quanto nella loro personalizzazione. L'acquisto di nuovi carri, potenziamenti, oggetti consumabili, aggiunte permanenti (come reti mimetiche o binocoli) ed il reclutamento dell'equipaggio avviene, infatti, grazie ai canonici punti esperienza e alla moneta in game guadagnata durante le battaglie. Sotto il punto di vista della quantità, insomma, al titolo non manca assolutamente nulla rispetto alle controparti sul mercato da qualche tempo. 

Un "porting"?

Per ciò che attiene, invece, al comparto tecnico e sonoro c'è ben poco da dire. Questa nuova versione per l'ammiraglia Sony ripropone sostanzialmente quanto già visto su One, con qualche impercettibile aggiustamento qua e là. Come al solito, la cura riposta nella realizzazione poligonale dei carri armati è a dir poco maniacale. Modelli dettagliati in ogni minima parte fanno la loro porca figura grazie ad una gestione della luce, dei riflessi e degli effetti particellari realistica e morbida, variabile a seconda dello scenario e del momento della giornata in cui si combatte. Un plauso deve, poi, esser fatto al team di sviluppo per aver ulteriormente affinato il design e l'estetica generale degli enormi scenari in cui ci troviamo a muovere i bestioni metallici, grazie a piccole chicche e ad un complessivo aumento di poligoni dedicati agli elementi di contorno. Un'ottima draw distance con pop up ridotti al lumicino permette di avere un feedback più che positivo in termini di pulizia e nitidezza della visuale. Il frame rate granitico, infine, completa un quadro più che soddisfacente per l'ennesima riproposizione della pietanza proposta da Wargaming.net. Dal canto nostro non possiamo che attendere con ansia il prossimo aggiornamento che si preannuncia davvero ricco, con otto nuove mappe e l'intero tech tree dedicato all'Inghilterra ed al Commonwealth. 

World of Tanks World of Tanks sbarca su Playstation 4 nella sua versione "base" deciso a conquistare anche l'ultimo baluardo rimasto. Il titolo di punta di Wargaming.net ripropone la formula vincente che l'ha visto dominare tanto in ambito PC quanti in quello console, con gli utenti Microsoft che se lo stanno godendo da un bel po' di tempo. I numeri parlano chiaro. In pochissimi giorni di presenza sul mercato, World of Tanks ha fatto registrare numeri da capogiro. Il team bielorusso, però, non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. Grazie alla filosofia del supporto costante Wargaming.net ha ancora un sacco di frecce potenti da scoccare al momento giusto. La prima di queste è già stata incoccata ed arriverà tra breve. Il prossimo aggiornamento, infatti, si preannuncia davvero ricco, con otto nuove mappe e l'intero tech tree dedicato ai carri armati di Sua Maestà ed al Commonwealth. 

8.5

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