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Recensione World of Tanks - Xbox360 Edition

I carri di Wargaming arrivano anche su console Microsoft

Versione analizzata: Xbox 360
recensione World of Tanks - Xbox360 Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Dopo tanti record sbriciolati, primati da Guinnes stabiliti e la costruzione di un'enorme e fedelissima fanbase nel mercato PC, lo scorso dodici febbraio Wargaming.net ha reso ufficiale lo sbarco del primo dei suoi pezzi da novanta anche su Xbox 360. Punta di diamante del trittico 'World of..', World of Tanks mantiene tutto il proprio peso specifico di apripista per il progetto di 'guerra virtuale globale' tanto caro agli sviluppatori bielorussi anche sulla console Microsoft, in attesa di essere raggiunto dagli aerei da guerra e le navi da battaglia di World of Warplanes e World of Warships. Per chiunque dovesse aver passato gli ultimi tre o quattro anni in una caverna buia e isolata, il concept alla base di World of Tanks non potrebbe essere più accessibile o immediato: si tratta, infatti, di uno sparatutto nel quale due squadre, composte da quindici elementi ciascuna, si contenderanno la conquista della base avversaria a bordo di enormi e potentissimi tank. Se questa semplice richiesta dovesse risultare ancora troppo impegnativa per le vostre capacità strategiche, e cambiare del tutto genere non è un'opzione valida per voi, potrete semplicemente affidarvi al metodo in fondo più divertente e appagante per raggiungere l'agognata vittoria: distruggere ogni componente del team avversario a bordo del vostro possente cingolato. Il cuore pulsante di World of Tanks, in fondo, sta tutto in questo mini riassunto per gli assenti alle puntate precedenti ma, per gli appassionati del genere ed i fan di vecchia data, il titolo Wargaming è anche molto altro, e nulla dell'esperienza tanto apprezzata sui desktop di tutto il mondo è stato tralasciato in questa sua nuova incarnazione 'da salotto'.

Facile come guidare un Tank

Le principali caratteristiche a cui la maggior parte dell'utenza console si dovrà abituare nel confrontarsi con World of Tanks è un ritmo generalmente più lento rispetto al Call of Duty o al Battlefield di turno (tanto per citare i due paradigmi del genere). Ed il motivo è semplice: per quanto la presenza di mezzi blindati più leggeri e rapidi possa rendere molto più veloce e dinamico lo spostamento all'interno delle enormi mappe create da Wargaming, il feeling che riceverete ai comandi del vostro blindatissimo mezzo rimarrà comunque sempre ad anni luce di distanza dalla frenesia scaturita dal controllare un marine ultra addestrato in ambienti più a misura d'uomo. A questo si aggiunge una concezione della 'morte' in-game leggermente più punitiva che in altri esponenti del genere, e che vi porterà alla perdita momentanea del carro fino alla fine della partita in corso, senza possibilità di respawn. Il 'problema' viene abilmente ovviato dalla possibilità di scegliere qualsiasi altro tank all'interno del vostro garage per entrare in una partita diversa, mentre il punteggio accumulato nel match abbandonato vi seguirà non appena lo stesso si sarà concluso con la vittoria di uno dei due team o con lo scadere dei quindici minuti d'ordinanza.

Decisamente più avvezzo ai canoni del gamer su console è invece il sistema di controllo di stampo arcade, che permette un'assimilazione rapidissima dei comandi di fuoco (in terza di default ed in soggettiva per i colpi a lungo raggio) e delle contromosse necessarie a togliersi dai guai più grossi sin dopo poche partite. Trovarcisi, nei guai, è infatti un'evenienza alla quale il giocatore dovrà fare subito l'abitudine, visto il numero di sezioni in cui i vari tank sono stati suddivisi e le differenti conseguenze che l'essere colpiti in una zona piuttosto che un'altra porterà con se: se, ad esempio, una sequela di cannonate dirette ad uno dei propri cingoli potrà quindi tradursi nell'impossibilità di muoversi liberamente, un colpo ben assestato al 'muso' del nostro tank potrà mettere fuori gioco il nostro cannoniere, con buona pace delle nostre capacità offensive, e via dicendo. L'immediatezza ed il feeling prettamente arcade non devono però far abbassare la guardia circa il livello di strategia necessario per avere la meglio in battaglia: buttarsi a capofitto tra le linee nemiche in pieno delirio di invincibilità dovuto alla potenza del proprio mezzo, infatti, significa scagliarsi contro una morte certa. Le operazioni offensive devono essere quindi organizzate (tramite voice chat o semplici indicazioni pre-impostate) e successivamente eseguite in concerto con i propri compagni di squadra, tenendo conto di tutte le opzioni strategiche che le enormi mappe di gioco ci metteranno a disposizione; alture, avvallamenti e coperture più o meno naturali, non saranno gli unici elementi fondamentali dei quali tenere conto all'interno delle mappe, vista l'importanza che un'efficace mimetizzazione riveste nell'intero comparto tattico di World of Tanks: tenere nascosta la propria posizione tramite l'utilizzo degli scenari, fino al momento più adatto per uscire allo scoperto sorprendendo i propri avversari, non solo è una delle tattiche più appaganti all'interno del gameplay (sebbene un utilizzo prolungato di tale strategia rallenti sensibilmente il ritmo degli scontri), ma anche una delle più efficaci, portando quasi sempre un certo numero di elementi della squadra a svolgere proprio il ruolo di 'predatore nell'ombra', mentre il resto farà da esca.

Nella 'ripartizione dei ruoli', ovviamente, molto peso rivestirà il tipo di tank con il quale si deciderà di entrare in battaglia, invogliando il giocatore ad ampliare il proprio garage per motivi che andranno oltre al semplice collezionismo. A seconda delle prestazioni offerte, l'impressionante parco mezzi messo a disposizione da Wargaming può essere suddiviso in cinque tipologie principali alle quali: oltre ai classici mezzi leggeri, equilibrati e pesanti, vanno aggiunti i tank anti-carro (versioni cingolate dei cecchini, in grado di colpire con grande potenza dalla lunga distanza a discapito di manovrabilità e velocità di ricarica) e mezzi di artiglieria (le cui armi, capaci di colpire vaste aree, forniranno al giocatore una comoda visuale a volo d'uccello, utile per colpire da lontano ma da usare con cautela vista l'estrema vulnerabilità a cui espone il mezzo in presenza di tank più veloci nelle vicinanze). I mezzi cingolati saranno inoltre suddivisi in classici 'tier' crescenti, in base alla loro efficacia sul campo di battaglia, con l'ulteriore possibilità di acquistare potentissimi tank unici e 'fuori categoria' tramite l'utilizzo di soldi reali. Tanto il sistema di matchmaking (che divide automaticamente i partecipanti alle varie battaglie in base ai tier dei tank in loro possesso) quanto la progressione all'interno del gioco si dimostrano comunque intelligenti ed equilibrati: nonostante il dispendio di ore necessario ad accumulare un numero importante di mezzi (e relativi potenziamenti) non sia certo da sottovalutare, la scelta di usufruire di antipatici sistemi 'pay to win' è sempre ben lontana dal quasi obbligo che la contraddistingue in altri titoli appartenenti alla categoria dei free-to-play, garantendo all'appassionato la possibilità di costruire un garage di tutto rispetto in tempi sempre meno estesi grazie alla propria crescente abilità in-game, lasciando la fidata carta di credito comodamente nel portafogli.

Un motore da Oliare

L'unico settore nel quale questa nuova versione di World of Tanks non convince pienamente è, purtroppo, quello tecnico: alla luce degli ultimi aggiornamenti grafici disponibili per la versione PC, è infatti indubbio come la resa grafica del titolo Wargaming su Xbox 360 avrebbe, con una maggior cura, potuto ambire a traguardi più alti. Tolto il grande livello di dettaglio con il quale ognuno dei tank è stato riprodotto in ogni particolare, è la povertà di quasi tutti gli altri elementi su schermo a lasciare sinceramente l'amaro in bocca, nonostante un framerate stabile e che mai rovina l'esperienza di gioco.

Tutto ciò è ancora più fastidioso se si pensa che, a livello di mappe ed ambientazioni, grandiosità e varietà non sono certo elementi dei quali World of Tanks priva i propri giocatori: foreste, deserti africani, montagne innevate e villaggi della campagna francese colpiti dalla guerra sono solo alcune degli scenari che potremo incontrare all'interno di zone di battaglia in grado di estendersi su superfici vastissime, con ben pochi eguali all'interno del genere. Buona anche la qualità e la varietà dei campionamenti sonori che accompagnano l'utilizzo delle differenti tipologie di tank, mentre rimarrà tutto sommato inosservata la classica epicità che contraddistingue i brani di sottofondo all'interno di menu e schermate varie.

World of Tanks I pesanti mezzi d'assalto di Wargaming.net arrivano su Xbox 360 insieme a tutte le caratteristiche che hanno reso la versione PC di World of Tanks uno dei fenomeni più impressionanti della passata generazione videoludica: immediatezza nell'assimilazione dei comandi, ricchezza nell'offerta di mezzi e personalizzazioni e un'importante componente strategica all'interno delle battaglie sono infatti i tre pilastri sui quali il team di sviluppo bielorusso ha ricostruito il perfetto equilibrio del suo titolo più importante anche sulla console Microsoft. L'equilibrio nella progressione e nella costruzione della propria collezione di tank riesce tutto sommato a far sorvolare su una realizzazione tecnica piuttosto sottotono, salvata solo dalla stabilità del framerate e da un livello di dettaglio dei tank di tutto rispetto. Come nella migliore concezione della formula free-to-play, quindi, anche su console World of Tanks stuzzica grazie alla semplicità della sua formula 'pick and play', per poi catturare inesorabilmente grazie all'egregio lavoro di bilanciamento delle dinamiche di gioco compiuto dagli sviluppatori. Dategli una chance, insomma, e l'unico motivo per il quale potreste pentirvene sarà il perenne bisogno di 'un'ultima partita' prima di lasciare il joypad.

8

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