World of Van Helsing: Deathtrap Recensione

La line-up Games with Gold di gennaio comprende World of Van Helsing: Deathtrap per Xbox One, interessante ibrido tra Tower Defense e ARPG...

Versione analizzata: Xbox One
recensione World of Van Helsing: Deathtrap
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One

Nel caso stiate valutando una partenza "intelligente", lontano dal caos delle festività natalizie e dalle effusioni imbarazzanti di parenti che appaiono dal nulla due o tre volta l'anno, abbiamo per voi una località perfetta per una vacanzina rilassante post-abbuffate. Borgrovia è un fascinoso paesino dell'est Europa, dolcemente adagiato tra le motagne Testa di Tuono e la Palude della Forca, con interessanti prospettive turistiche. Questo sempre che la vostra idea di relax preveda il massacro indiscriminato di migliaia di orrori umanoidi, seguito da un rapido aperitivo informale, seguito a sua volta da un nuovo massacro indiscriminato.
E ancora non sapete la parte migliore.
Per cominciare a respirare il festoso clima borgroviano vi basteranno un abbonamento Xbox Live Gold e un breve download. Folleggiamenti da postumi festaioli a parte, l'offerta Games with Gold di gennaio comprende World of Van Helsing: Deathtrap, un interessante ibrido tra tower defense e arpg che, almeno sulla carta, promette una buona quantità di ore di divertimento ad un prezzo (niente) decisamente abbordabile.

A metà strada tra Tower Defense e ARPG

Considerando la natura dei due generi che confluiscono nel gameplay di questo Deathtrap, non è proprio una sorpresa il fatto che il titolo di NeocoreGames non abbia una struttura narrativa propriamente detta. Nei panni di uno dei tre eroi a disposizione del giocatore, saremo chiamati a spappolare infinite orde di orrori demoniaci, al fine di proteggere gli sfortunati cittadini di Borgrovia e... be', è tutto. Nel quadro dell'offerta ludica di Deathtrap, si tratta comunque di un pretesto più che sufficiente per godere appieno di questo spin-off di The Incredible Adventures of Van Helsing, la recente trilogia arpg di Neocore.

L'intero gioco è, di fatto, una versione ampliata della modalità tower defense già vista nella saga action rpg dello studio ungherese, da cui eredita anche molte meccaniche tipiche del genere hack and slash. Avremo quindi tre archetipi piuttosto classici tra cui scegliere (il mercenario da prima linea, l'incantatrice potente ma fragile e il furtivo cacciatore), ognuno dotato di un sistema di progressione moderatamente articolato, con una buona cinquantina di abilità, tra attive e passive, che il giocatore potrà selezionare a ogni passaggio di livello. Le tre classi risultano sufficientemente diversificate e il bilanciamento sul campo di battaglia appare più che buono, purché si rispettino le peculiarità di ciascun personaggio. Come nella migliore tradizione arpg, il "loot" è uno degli elementi chiave dell'esperienza, tra montagne di equipaggiamenti da "droppare" durante gli scontri, da acquistare presso gli immancabili venditori e perfino da creare da zero, grazie a un sistema di crafting non particolarmente brillante, che rappresenta una meccanica sostanzialmente vestigiale. Trattandosi di un tower defense, il nostro compito sarà ovviamente quello di impedire ai nemici, vincolati a pattern d'avanzamento ben precisi e visibili tra una fase e l'altra, di raggiungere uno specifico punto chiave della mappa. Oltre a intervenire personalmente per "scoraggiare" le ondate multiformi degli avversari, dovremo disporre sui percorsi più trafficati congegni e trabocchetti mefistofelici di ogni genere, dalle più tradizionali torrette mitragliatrici, fino a portali in grado di evocare simpatici demonietti pronti ad accogliere i nemici con esplosivo calore.
Il numero e la potenza delle trappole che potremo distribuire sulla mappa dipenderà da una risorsa chiamata Essenza - accumulabile decimando le schiere avversarie - la cui disponibilità aumenterà man mano che avanzeremo nel gioco. La crescita del personaggio è infatti legata a doppio filo a quella delle trappole, caratterizzate da un proprio sistema di progressione dipendente tanto dalle abilità selezionate per l'eroe, quanto dalla frequenza e dall'efficienza letale con cui sapremo utilizzarle sul campo di battaglia.
In generale, il sistema in questione funziona alla grande, specialmente perché tende ad assecondare efficacemente le preferenze battagliere del giocatore, e permette di adottare uno spettro piuttosto ampio di strategie difensive. Strategie che dovranno necessariamente farsi più accurate via via che il giocatore avanzerà tra i livelli del gioco, visto che le mappe saranno sempre più ampie e articolate, con tanto di modifiche strutturali tra un'ondata e l'altra. Fortunatamente, sia prima della battaglia che nell'intervallo tra gli assalti, gli utenti avranno tempo a sufficienza per orchestrare un disegno tattico di massima, da modellare direttamente sul campo a seconda delle necessità.

Divertente, ma fino a un certo punto

La difficoltà del gioco - specialmente a livello normale - segue una curva decisamente accessibile, anche se, dopo una manciata di livelli, tende a emergere di prepotenza la componente di trial and error tipica dei tower defense, e non sempre per demeriti a carico del giocatore. Sebbene il gameplay ibrido di Deathtrap, forte di ritmiche più sincopate rispetto ai classici di genere, funzioni generalmente bene anche su Xbox One, la qualità della difesa durante le battaglie dipende spesso dalla presenza "fisica" del personaggio nelle aree più calde della mappa, dove si presenta la necessità di disporre o potenziare le trappole in tempi ridottissimi.

Questo conduce ad un aumento "artificiale" della difficoltà, dovuto in gran parte a un sistema di controllo che nel passaggio a console ha perso molto della sua efficienza. Rallentati da meccaniche di teletrasporto raffazzonate e da una gestione d'insieme a volte ardua, vi capiterà di accumulare dosi di frustrazione significative, in grado di rendere l'esperienza di gioco meno piacevole rispetto alla controparte da scrivania. A peggiorare le cose, nel giro di un paio d'ore vi scontrerete con un calo d'interesse netto, motivato dalla sostanziale ripetitività del titolo, alimentata da una varietà piuttosto limitata per quanto riguarda scenari e tipologie di nemici, e dalla buona quantità di grinding necessaria per raggiungere i livelli più alti.

Anche se Deathtrap permette di tornare ad affrontare i livelli già completati aumentando il "tier" della sfida, e offre variazioni sul tema come la Scenario mode (una modalità con speciali limitazioni scelte dal giocatore) o la Endless mode (nemici non-stop fino alla sconfitta), la sua natura di minigioco elevato a prodotto stand-alone non tarda a farsi sentire. Il comparto multiplayer contribuisce in parte a risollevare la longevità a medio termine del gioco, malgrado un sistema di matchmaking non particolarmente efficiente. La modalità cooperativa permette a quattro utenti (sempre che ne troviate altri 3) di affrontare istanze di gioco sostanzialmente sovrapponibili a quelle della "campagna", mentre in modalità versus uno degli sfidanti dovrà condurre le armate demoniache alla conquista della base del difensore (generalmente facilitato dalle meccaniche di base del gioco).
La versione Xbox One di Deathtrap non dispone di alcun editor di livelli ma, considerando le limitazioni del sistema di controllo, non si tratta di una mancanza realmente invalidante. Fatta eccezione per la debolezza sul fronte dei controlli, il comparto tecnico del gioco offre scenari gotico-fantasy-steampunk decisamente gradevoli, forti di un design strutturale intelligente e capace di offrire sfide interessanti, malgrado i limiti imposti dalla scarsa varietà degli asset e da fastidiose fluttuazioni sul fronte del frame rate. Neocore ha fatto un buon lavoro anche sul versante audio, specialmente per quel che riguarda l'effettistica di trappole e strumenti difensivi. Come nota di coda, vale la pena di sottolineare che il gioco è totalmente in lingua inglese, una caratteristica che potrebbe scoraggiare una fetta consistente dell'utenza nostrana.

World of Van Helsing: Deathtrap World of Van Helsing: Deathtrap è un titolo interessante in grado di offrire una manciata d’ore (5-7) di genuino divertimento. L’ibridazione tra tower defense e arpg risulta - pad alla mano - piuttosto appagante, anche se il titolo Neocore si scontra presto con la limitatezza della sua offerta ludica, incapace di tenere alto l’interesse del giocatore per più di qualche ora. I principali colpevoli di questo misfatto sono un gameplay che tende a farsi ripetitivo abbastanza rapidamente, e un sistema di controllo problematico, specialmente se confrontato con l’originale su PC. Tutto considerato, Deathtrap rimane comunque un buon titolo, nonché una piacevole variazione sul tema per gli appassionati di entrambi i suoi generi di riferimento.

7

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