Fortnite (Battle Royale) Oggi alle ore 15:00

Giochiamo in diretta con la modalità Battle Royale!

Recensione World of Warships

Dopo una lunga fase di beta testing, il nuovo titolo di Wargaming.net vede finalmente la luce in via ufficiale, proponendo interessanti battaglie e scontri in mezzo all'oceano aperto.

Versione analizzata: PC
recensione World of Warships
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Dopo mesi di beta testing, anche l'ultimo anello mancante nel mondo degli action-arcade targati Wargaming.net ha finalmente visto la luce in via ufficiale, disponibile con la classica formula free to play e pronto ad immergerci nuovamente nelle atmosfere belliche che già avevano reso grandi i precedenti giochi dell'universo videoludico messo in piedi dal team bielorusso: World of Tanks e World of Warplanes. World of Warships mantiene inalterato il feeling che permeava gli altri capitoli, ma mostra una qualità realizzativa e del gameplay inedite per la serie, capaci di donare al titolo una marcia in più. Uno sforzo produttivo che, comunque, non va a scardinare i dogmi del genere e le dinamiche di gioco con cui molti di voi avranno ormai preso confidenza. Laddove World of Tanks ci metteva in mano pesanti e corazzatissimi carri armati, World of Warships ci consente di prendere il controllo di incrociatori, portaerei ed altre tipologie di navi da guerra. L'approccio agli scontri sarà logicamente diverso, ma il contorno non cambia di una virgola. Non possiamo che essere felici di solcare i mari in uno dei rarissimi tentativi, almeno per quanto riguarda l'ambito videoludico, di ricreare combattimenti navali basati sulle imbarcazioni iconiche della seconda guerra mondiale e dintorni. Per Wargaming.net è anche un'occasione d'oro per affermarsi ulteriormente in questo particolare ambito videoludico, a discapito di una concorrenza (il celebre War Thunder) che, seppur bravissima nel replicare - e in diversi casi migliorare, soprattutto per chi cerca un'esperienza meno votata all'arcade - uno stile di gameplay così particolare, ancora non ha integrato i combattimenti navali.

Battaglia in mare aperto

Il gameplay di World of Warships raccoglie l'eredità dei vecchi giochi di Wargaming.net e ne adatta con successo la struttura ad una tipologia di mezzi completamente diversa, regalandoci un mix esplosivo di azione e strategia. La "pesantezza" delle navi a nostra disposizione è ben riprodotta e il gameplay risulta molto divertente, sebbene il gioco tenda ancora con forza verso uno stile di gioco prettamente arcade, tralasciando completamente elementi che, invece, avrebbero davvero potuto fare la differenza: la gestione della fisica e alcune animazioni approssimative (impossibile non notare le virate "fantasiose" dei natanti, particolarmente evidenti soprattutto quando si ha a che fare con quelli più veloci), ad esempio, stonano non poco in un comparto tecnico altrimenti davvero di prim'ordine. Il sistema di controllo resta piuttosto semplice: muovere i vari natanti è facile e immediato, ed anche l'interfaccia si è rivelata molto chiara e pulita. L'unica grande difficoltà del gioco si palesa non appena cerchiamo di prendere la mira: colpire le navi in movimento è maledettamente difficile, ci sono un sacco di fattori di cui tener conto. Lo scorrere delle partite continua ad essere piuttosto lento, scandito da spostamenti lunghissimi al termine dei quali il tutto tende a concludersi con scontri a fuoco generalmente molto brevi. Gli scenari sono molteplici e abbastanza diversificati tra loro, ma logicamente poveri dal punto di vista degli elementi presenti a schermo: la presenza di ampi spazi aperti, del resto, è un elemento imprescindibile per un titolo simile. Ci sono comunque decine e decine di isolotti dietro i quali nascondersi e tendere agguati ai nemici, oppure dietro i quali fuggire nei momenti di difficoltà. L'ampiezza degli ambienti di gioco favorisce inoltre numerosi approcci e strategie diverse. Un pregio non da poco, che riesce fortunatamente ad alleviare leggermente l'inevitabile ripetitività di fondo degli scontri. Anche parlando delle modalità di gioco, non possiamo far altro che sottolineare una generale mancanza di varietà. Sono tutte variazioni della classica modalità Conquista, diversificate soltanto in base al numero di obiettivi presenti nell'arena. Lo scopo del giocatore sarà semplicemente quello di conquistare una o più basi nemiche ed evitare al tempo stesso di farle conquistare al team rivale. Vince chi arriva per primo a mille punti oppure chi affonda per primo tutte le navi avversarie. Inutile dire che, soprattutto negli scontri con navi di tier medio-bassi o con utenti non molto "esperti", sarà la seconda opzione quella più gettonata. E restando in tema di giocatori alle prime armi: il gioco, per evitare di mandare allo sbaraglio i neofiti, impone loro un periodo di apprendistato. Gli utenti di primo livello non saranno in grado di effettuare partite PvP, ma saranno costretti prima di tutto ad impratichirsi un po' a suon di battaglie contro i bot. Questo meccanismo di sblocco graduale delle funzionalità del gioco non è limitato soltanto al primo step: per ricevere missioni giornaliere, ad esempio, dovremo arrivare al livello tre, mentre al cinque sbloccheremo i comandanti e potremo iniziare ad apprendere e utilizzare varie abilità in grado di aumentare la resa della nostre navi.

A colpi di cannone

Anche il sistema di progressione è rimasto perlopiù identico a quello degli altri titoli di Wargaming. Tornano i classici "tech tree", accompagnati dal consueto sistema di gestione dell'esperienza e dei crediti, un po' complicato da comprendere per i neofiti, ma tutto sommato funzionale e ben gestito. Avremo la possibilità di potenziare la nostra nave attraverso l'esperienza ricavata dal suo utilizzo, oppure comprare slot e quant'altro attraverso soldi veri. Niente di cui scandalizzarsi, comunque: quasi tutti i contenuti sono sbloccabili semplicemente giocando, sebbene esistano alcune (davvero pochissime) navi "premium" acquistabili soltanto con soldi veri. Per chi deciderà di non spendere neanche un centesimo, purtroppo, la progressione potrebbe risultare un po' troppo lenta (soprattutto nei "tier" finali dei vari tech tree) e il grinding potrebbe iniziare a farsi via via sempre più pesante, ma, pur non apprezzando per niente la cosa, non possiamo biasimare più di tanto gli sviluppatori per questo: si tratta semplicemente della classica struttura free to play, comune alla stragrande maggioranza dei giochi appartenenti alla suddetta categoria. In questo caso specifico, oltretutto, a tale intelaiatura è affiancata la possibilità di utilizzare un unico account condiviso tra tutti i giochi targati Wargaming.net. Il vantaggio principale di tale funzionalità è chiaramente quello di poter "condividere" i vantaggi di un eventuale account premium con tutti i titoli della serie "World of".

Le navi a nostra disposizione saranno tantissime e chiaramente divise in varie classi di potenza crescente, sebbene la loro diversificazione a livello di gameplay, anche salendo molto di grado, non ci sia parsa così evidente come avremmo sperato. Ci sono navi più veloci o resistenti di altre e tutte hanno potenza di fuoco e manovrabilità variabili, ma niente che possa impattare in modo deciso sulle dinamiche di base del gioco e sugli scontri a fuoco. L'unica vera eccezione a questa regola è rappresentata dalle portaerei, che risultano infatti una delle più riuscite variazioni sul tema presenti nel gioco. Tali imbarcazioni trasformeranno il gioco in un vero e proprio RTS, consentendoci di controllare sciami di aerei da scagliare nel mezzo dell'azione di gioco, sia per attaccare i nostri rivali che per difendere i nostri alleati. Peccato che tale tipologia di navi sia presente soltanto nei tier finali dei vari tech tree: noi ci abbiamo messo circa 11/12 ore prima di sbloccare la prima. Gli alberi principali saranno ancora una volta quelli relativi alle navi da combattimento dell'esercito americano e giapponese, presenti con un numero di imbarcazioni davvero impressionante (e tutte realmente esistite). Come già avevamo accennato in sede di anteprima, a far compagnia alle due superpotenze troviamo anche la compagine sovietica, presente purtroppo - anche dopo la release ufficiale - con un numero ridottissimo di imbarcazioni: appena due, ed entrambe presenti soltanto come contenuti "premium". Una povertà di navi che stona un po' con la grandissima gamma di mezzi di cui potremo usufruire investendo le nostre risorse sullo sviluppo degli "alberi" di USA e Giappone. Ma, anche concettualmente, non abbiamo apprezzato moltissimo l'assenza - chiaramente temporanea, dovrebbero arrivare presto - della compagine inglese e di quella tedesca. Soprattutto quest'ultima, data l'ambientazione profondamente legata all'immaginario bellico della seconda guerra mondiale, suona come una nota stonata che rischia di macchiare impietosamente una produzione altrimenti di altissimo livello.

Colpito e affondato!

Graficamente World of Warships è un gran bel vedere. Tralasciando l'evidente (e voluta) deriva arcade del titolo, che rende i movimenti delle navi decisamente poco realistici e predilige una manovrabilità molto più reattiva di quanto ci saremmo potuti aspettare da mezzi così imponenti, il gioco si è dimostrato fin da subito in grado di distinguersi grazie a un'eccellente sistema di gestione dei danni, che fa il suo lavoro in modo egregio sia dal punto di vista visivo che da quello prettamente ludico: le navi si danneggiano in modo coerente con i colpi subiti, sviluppando incendi che danneggiano progressivamente la nostra imbarcazione o limitano la sua mobilità. Non male anche l'effetto del mare, un po' troppo statico e poco incline a reagire in modo sensato al passaggio delle imbarcazioni, ma comunque di grande impatto visivo. I modelli poligonali delle navi sono sempre ben realizzati e ricchi di dettagli.

L'unica problematica, da questo punto di vista, riguarda la presenza di un evidente e fastidioso aliasing, che si manifesta in modo particolare su funi, cavi, e su tutti i dettagli più piccoli dei singoli natanti. La resa complessiva resta comunque di altissimo livello, e riesce ad accompagnare alla grande il resto della produzione. Non da meno anche il sistema di illuminazione e il comparto audio, anch'essi apprezzabilissimi.

World of Warships World of Warships è un gioco per pochi, ma non per questo poco interessante. Si tratta di un titolo particolare, che richiede pazienza e dedizione considerevoli per essere apprezzato a pieno. Soprattutto per coloro che hanno intenzione di gettarsi nella mischia senza spendere un centesimo, andare avanti nel gioco senza rischiare di essere sopraffatti dalla noia e dalla ripetitività del grinding necessario a sbloccare navi da guerra sempre più imponenti e famose non sarà semplicissimo. Ma il gameplay, non smetteremo mai di dirlo, nella sua semplicità è davvero qualcosa di unico: un action a sfondo bellico interessante e divertente da giocare. Schivare i colpi nemici con manovre all'ultimo secondo è incredibilmente appagante, così come lo è abbattere un'imbarcazione nemica o tendergli con successo un agguato dopo esserci nascosti dietro ad uno dei tanti isolotti presenti nella mappa. Questo è il bello di World of Warships, questa sua continua danza tra strategia e follia arcade. Il tutto, poi, è condito da un comparto tecnico di prim'ordine, che presenta una qualità media che raramente ci è capitato di riscontrare giocando ad un titolo free-to-play. Mancano alcune finezze che lo avrebbero reso ancor più interessante, questo è innegabile, ma il risultato è complessivamente più che soddisfacente. Se siete appassionati di storia e di combattimenti navali, questo è senza ombra di dubbio il gioco per voi. A tutti gli altri consigliamo comunque di dargli un'opportunità, anche se per i meno pazienti, a lungo andare, potrebbe persino rischiare di diventare leggermente frustrante. Ogni tanto, ad esempio, potrebbe capitarvi di spendere diversi minuti per arrivare nel centro dell'azione e poi venire affondati già dopo pochi secondi. E calcolate che non esiste assolutamente nessun tipo di respawn: o si aspetta in modalità spettatore che la partita finisca, oppure si esce tornando al porto. In quel modo potremo iniziare subito un'altra partita, ma la nave che abbiamo appena perso in battaglia non sarà comunque utilizzabile fin tanto che la battaglia precedente non sarà finita.

7.8

Che voto dai a: World of Warships

Media Voto Utenti
Voti totali: 3
7
nd