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Recensione Worms Revolution

I vermi del Team 17 pronti per la rivoluzione

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Worms Revolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

L'anno che segna l'inizio del conflitto è il 1995: è da quella data che i simpaticissimi Worms del Team17 se le danno di santa ragione. Instancabili, sono comparsi su quasi tutte le piattaforme esistenti, barcamenandosi tra le due e le tre dimensioni, riuscendo sempre a ottenere il minimo risultato sindacabile: offrire all’utenza l’ennesimo degno rappresentante della saga, con cui rinverdire e prolungare interminabili deathmatch a suon di bazooka, granate e pecore esplosive.
Irrefrenabili e non ancora stanchi dell'odore di polvere da sparo, dopo Worms: Ultimate Mayhem, pubblicato circa un anno fa sulle principali piattaforme digitali, gli anellidi più famosi del mondo tornano oggi con Worms Revolution, pubblicato anch’esso su Xbox Live e PSN. Con un titolo del genere, le attese non possono che esserete piuttosto alte: sembra ormai assodato che lontani dalle pubblicazioni retail, i piccoli esserini del Team17 si trovino a loro agio e in grado di non far mancare nulla alla propria schiera di fedeli fan.
Pronti alla rivoluzione?

Oggetti interattivi e classi

Worms Revolution, a discapito del titolo, non stravolge completamente i canoni della saga. Pur nulla togliendo alle due principali novità di cui il gioco si fa portatore, effettivamente capaci di rinverdire lievemente il gameplay, tutti gli affezionati impiegheranno pochi secondi per capire come e cosa fare per superare la lunga sequela di livelli proposti.
Il concept insomma è rimasto fortunatamente identico: due squadre di vermicelli, dal numero variabile, devono fruttare il loro ampissimo arsenale e la conformazione dello scenario, rigorosamente in 2D, per avere la meglio sugli avversari. Come da tradizione, il tutto avverrà tramite un sistema di turni: ogni verme potrà muoversi solo per una manciata di secondi, mentre tutti gli altri dovranno subire passivamente le mosse altrui.
Tra bazooka, bombe a mano, fucili a pompa e onde energetiche, il primo passo per ogni buon giocatore di Worms è conoscere i punti di forza e di debolezza di ogni arma. Il barilotto di dinamite ha un potere distruttivo fenomenale, ma una volta piazzato vi darà solo qualche secondo per mettervi in salvo. Le mine saltano in aria non appena qualcuno o qualcosa gli finisce sopra: ciò vale sia per i nemici che per gli alleati. Il fucile a pompa garantisce una certa precisione, ma i danni causati sono relativamente contenuti.
Secondariamente, come già anticipato, sarà vitale conoscere e studiare la conformazione dello scenario di turno. Una ripida discesa può tramutarsi in un baratro verso l’oblio se qualche verme viene spinto con troppa foga. Conquistare una vetta può regalarvi un ottima visuale sul nemico, ma al tempo stesso vi tramuta in un bersaglio ideale nei turni successivi. Per interagire con l’ambientazione avrete inoltre tutta una serie di oggetti specifici, utili per scappare o avvicinarvi agli avversari: potrete costruire piccoli ponti, le fiamme ossidriche vi permetteranno di scavare tunnel, il jet pack è ideale per brevi spostamenti aerei e non manca neanche un miracoloso teletrasporto.

Sempre parlando delle ambientazioni, va annotata la prima novità di Worms Revolution: la presenza di alcuni oggetti interattivi. Come in passato ogni esplosione causerà la sparizione di porzioni di mappa. Ciò non solo innescherà diverse conseguenze, ma spesso rappresenterà l’unico modo per raggiungere più facilmente dei nemici. Rispetto agli episodi precedenti però, spesso avrete a che fare con l’acqua: elemento fortemente in grado di cambiare il corso delle partite. Sparando verso dei recipienti, per esempio, potrete creare dei fiumiciattoli che potrebbero investire interi gruppi di nemici, spingendoli sino a un mortale burrone. Al contrario, potreste allagare porzioni di ambientazione, causando una certa percentuale di danno per ogni turno agli avversari sommersi. Ai fluidi vanno poi aggiunti altri oggetti che se sollecitati causeranno i più disparati effetti. Un pesce palla si tramuta in una bomba a gas, una borraccia può far cadere il liquido contenuto sui sottostanti, una gigantesca granata può essere lanciata, magari tramite la telecinesi (altra new entry tra le armi), proprio addosso a un gruppo di avversari.
La seconda novità assoluta di Worms Revolution riguarda la divisione in classi dei vermicelli. A fianco al classicissimo Soldato, abile un po’ in tutto ma specializzato in nulla, farete la conoscenza di altri tre combattenti. Il Tank è piuttosto lento nello spostamento, ma può subire ingenti danni prima di capitolare. Lo Scienziato, al contrario, è gracile ma può curare gli alleati. L’Esploratore, infine, sfrutta la sua innata agilità per raggiungere in breve tempo ubicazioni inaccessibili per gli altri grazie al suo super-salto e alla capacità di strisciare in stretti cunicoli.
L’aggiunta di oggetti interattivi nello scenario e le classi di specializzazione sono due novità relativamente piccole, ma di fatto in grado di vivacizzare incredibilmente un concept comunque sempre valido, ma che sicuramente aveva bisogno di una leggere svecchiata. Ogni amante della saga dovrà rivedere le proprie assodate strategie, mentre dall’altra parte gradirà il non superficiale ampliamento delle proprie possibilità tattiche.
Il gameplay di Worms Revolution è insomma promosso a pieni voti. Il Team17 è riuscito a mantenere inalterato il feeling della saga, proponendo al contempo stuzzicanti novità funzionali e ben amalgamate al concept.

Non si combatte mai da soli

Anche la quantità di modalità di gioco presenti, se pensiamo che si tratta pur sempre di un titolo digital delivery, soddisfa appieno. Tanto per cominciare il gioco in singolo si suddivide in due diverse voci. Campagna non nasconde nessun segreto: attraversando quattro diverse ambientazioni, di cui la prima funge da noioso e inutilmente prolisso tutorial, dovrete superare una trentina di livelli cercando di sconfiggere a tutti i costi la squadra avversaria. Rompicapi invece, propone qualcosa di lievemente più raffinato: una serie di ambientazioni in cui portare a termine delle missioni usando il cervello. Si tratterà di uccidere vermi sfruttando uno specifico arsenale o di raggiungere alcune location utilizzando solo determinati oggetti. Sono livelli piuttosto impegnativi e capaci di mettere alla prova la vostra materia grigia.
Grande attenzione è stata data al multiplayer: limitato come di consueto all’uno contro uno. In locale, utilizzando anche un solo controller, saranno disponibili tre modalità. Deathmatch ha bisogno di poche spiegazioni. Classica, dal canto suo, elimina oggetti interattivi e la presenza di Esploratori, Tank e Scienziati. Fortino, infine, pone le due squadre all’interno di castelli separati l’uno dall’altro da insuperabili baratri: ciò spingerà i team ad affrontarsi unicamente utilizzando attacchi aerei, bombe e bazooka.
Online le modalità non cambiano, ma avrete modo di modificare tutta una serie di parametri: ambientazione, quantità di oggetti e mine presenti, il tipo di arsenale disponibile e via dicendo. Le possibilità di personalizzazione soddisferanno anche i più esigenti, grazie anche all'ottimo netcode che permette partite che filano via lisce senza il minimo lag.
Chiude il quadro delle modalità principali la voce Personalizzazione. Si tratta di un superfluo e ignorabile editor con cui modificare le proprie truppe: potrete applicargli cappelli piuttosto che baffi, scegliere la voce con cui reciteranno le simpatiche battute che seguono l'incedere dei turni, decidere il design delle tombe che prenderanno il loro posto quando termineranno i punti vita. Nulla di trascendentale, né di effettivamente utile o profondo, ma sempre meglio di niente.

Graficamente il gioco ripropone lo stile classico di Worms senza grosse variazioni su tema: funzionale e piacevole.
Il sonoro vanta un paio di marcette militari non troppo ripetitive e un buon doppiaggio in inglese dell'addestratore che vi inizierà al gioco nel tutorial, e dei vermicelli. Nulla per cui valga la pena strapparsi i capelli insomma, ma il mestiere c’è.
Parlando di longevità, avrete a che fare con un prodotto assolutamente vantaggioso pensando al prezzo a cui è venduto. E’ vero che in passato ci sono stati dei Worms con una campagna lunga almeno il doppio, ma il multiplayer è virtualmente infinito e il gioco in singolo è comunque in grado di garantire almeno una quindicina d’ore d’intrattenimento.

Worms Revolution Worms Revolution è un titolo sicuramente consigliato a neofiti da sempre incuriositi dalla saga e a tutti i fan che desideravano mettersi alla prova con qualcosa di nuovo. Sebbene il concept di base sia rimasto identico, l’introduzione di oggetti interattivi e le diverse classi di vermi sono realmente in grado di variare sensibilmente la formula. Non ci ritroverà spaesati, ma strategie e tattiche andranno lievemente riviste. Avremmo sicuramente gradito una campagna principale lievemente più lunga e non tutti saranno desiderosi di avere a che fare con l’ennesimo Worms tutto sommato simile ai precedenti, ma di sicuro la nuova creatura del Team17 merita di essere acquistata e giocata soprattutto insieme agli amici e online.

8

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