Recensione Worms W.M.D.

Per festeggiare il suo venticinquesimo anniversario, Team 17 torna sulle scene con Worms W.M.D, un capitolo canonico ed innovativo allo stesso tempo.

Versione analizzata: PC
recensione Worms W.M.D.
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

La guerra. La guerra non cambia mai.
È un concetto che Bethesda riafferma in ogni nuovo Fallout, ma che invece Team 17, studio britannico noto soprattutto per i vermi bellicosi più celebri dell'ecosistema videoludico, non sembra intenzionato a seguire. Negli oltre due decenni della sua storia, Worms ha infatti sperimentato ora piccole, ora grandi evoluzioni: sebbene l'assunto di partenza sia rimasto pressoché sempre il medesimo, con squadre di anellidi pronte a suonarsele di sacrosanta ragione, la formula di gioco, nel tempo, ha di contro subito alcuni cambiamenti, da quelli più radicali, come il passaggio dalla seconda alla terza dimensione, ad altri decisamente meno invasivi, come l'introduzione di un sistema classi in Worms Revolution. Per festeggiare il venticinquesimo anno di attività, Team 17 si ripresenta allora su PC, Xbox One e PS4 con l'ennesimo capitolo della saga: Worms W.M.D, apparentemente un ritorno completo alle origini del brand. Eppure, ad ogni incarnazione, i vermiciattoli portano con sé qualche novità in grado di arricchire l'esperienza di gioco senza mai snaturarla fino in fondo, e quest'ultimo arrivato non fa certo eccezione, introducendo per la prima volta nella serie la meccanica di crafting delle armi, l'uso dei veicoli e la presenza degli edifici nei quali ripararsi. Per comprendere quanto simili feature impattino su un gameplay rodato da anni e anni di sanguinose guerre, abbiamo allora strisciato in cunicoli pieni di mine, evocato asini giganti di pietra e nonnine flatulenti, abbiamo visto i nostri compagni annegare in acque gelide ed esplodere in un boato di "Alleluia". Ebbene sì: Worms, in fondo, è sempre lo stesso...

Orizzonti di gloria

Noi non siamo generali insensibili, ed anzi ci teniamo ai nostri soldati: per noi non rappresentano solo un numero qualsiasi in una schiera d'invertebrati, non sono solo le sacrificabili pedine di un gioco sadico. Ecco perché prima di mandarli a morire nei modi più impensabili, ci premuriamo quindi di dar loro un nome, di personalizzarli. Possiamo scegliere quale berretto fargli indossare sul campo, quale passo di danza insegnargli per ballare rispettosamente sulla tomba dell'avversario poco prima deceduto, e possiamo anche comprargli preventivamente una bella lapide in caso di (probabile) dipartita, con annessa fanfara onorifica. Meglio però non affezionarsi troppo a questi striscianti esserini, perché poco dopo averli customizzati arriva il momento di dar inizio alla battaglia. Quello di Worms è sempre stato uno scontro di trincea: una guerra campale, ragionata, fatta di attese, di ripari, di turni da rispettare. Valutare bene le armi a disposizione, le munizioni rimaste in canna, la conformazione dello scenario e persino la direzione in cui soffia il vento è una prerogativa fondamentale per il buon approccio alla partita. Dietro l'atmosfera scanzonata si nasconde un gioco di strategia nudo e crudo, che per essere fruito al meglio va analizzato, compreso, sperimentato. Un contatto superficiale con regole in apparenza molto intuitive rischia di tramutare lo spasso in frustrazione, soprattutto contro avversari particolarmente abili, che conoscono la saga a menadito. Ma anche i veterani pluridecorati, in Worms W.M.D, dovranno prendere confidenza con le già citate novità che questo capitolo introduce per amplificare la varietà delle guerriglie. L'aggiunta meno indolore riguarda la possibilità di controllare alcuni veicoli che sono posizionati in vari punti dello stage, o che compaiono d'improvviso durante il match. Carri armati, elicotteri e mech: sono tutti strumenti utili prevalentemente per muoversi con maggiore rapidità attraverso le mappe, piuttosto che armi in grado di cambiare radicalmente le sorti della partita. Alcuni di essi poi, come i veicoli aerei, non si guidano con grande facilità, ed il rischio è quello di terminare il proprio turno senza essere riusciti ad atterrare o a fermarsi nel gusto riparo. Nel caso in cui venissimo bersagliati all'interno di un abitacolo, inoltre, il danno sarebbe incrementato, perché subiremo altresì il contraccolpo causato dall'esplosione del nostro mezzo di trasporto. Non crediate, quindi, che questi aggeggi a motore semplifichino tantissimo il turno di chi ne prende il possesso: rimangono certo un potenziale vantaggio nelle mani di quei giocatori che sono in grado di usarli a dovere, ma per i meno esperti possono trasformarsi in ambulanti trappole mortali.

L'altra new entry, molto più invasiva dei veicoli nell'economia del gameplay, è il crafting: in buona sostanza, raccolto un quantitativo sufficiente di ingredienti, nascosti nelle casse sparse per i livelli, potrete creare nuove armi (e relativi potenziamenti) che rimpingueranno il vostro arsenale di partenza. Sarà anche possibile smontare le bocche da fuoco già in dotazione per sfruttarne i materiali al fine di costruire uno strumento di morte più potente, o anche solo più utile in una determinata circostanza. Sulla carta è un'idea brillante, che aumenta il tatticismo degli scontri, invoglia a razionare le proprie risorse e ad esplorare l'ambiente di gioco, ma nella pratica, purtroppo, non tutto funziona come dovrebbe. Anzitutto, si corre il pericolo di perdere un intero turno solo per gironzolare alla ricerca degli oggetti necessari, ed in secondo luogo tutte le armi non vengono create immediatamente, ma alla fine di un'intera sessione d'attacco, cosa che implica un rallentamento forse eccessivo del ritmo della partita. In parte connesso al crafting è anche l'inserimento degli edifici nelle mappe di gioco: avvicinandosi ad una dimora o ad una torre, ora i nostri vermi preferiti possono entrare e ripararsi dai colpi nemici. Nei rifugi sarà anche assai probabile rinvenire casse con i materiali per fabbricare altre armi, oltre a medikit e quant'altro. In uno sfondo 2D, ricchissimo di particolari, non è sempre intuitivo comprendere sin da subito in quale nascondiglio potersi intrufolare: alle volte, un ingresso sembrerà solo un muro invalicabile, mentre altre volte spalancherà le proprie porte, covo sia di possibili tesori sia di tremenda morte, nel caso fosse già abitato da nemici o irto di trappole prima invisibili. Sui cucuzzoli e le balconate di questi edifici spesso si incrociano armamentari fissi come mitragliatrici, mortai e fucili da cecchino, con cui sbaragliare vermi in lontananza qualora il nostro arsenale di default non bastasse per coprire simili distanze o volessimo semplicemente risparmiare munizioni. Quanto alle bocche da fuoco, in Worms W.M.D. ritroveremo una sciarada incredibile di gadget, che comprende sia i capisaldi della serie (bazooka, granate, jetpack e bomba sacra) sia nuove adorabili invenzioni che vi lasciamo il piacere di scoprire da soli. Ecco, il progressivo senso di scoperta e di apprendimento è proprio uno degli aspetti principali dell'ultima opera di Team 17: le armi (sia le vecchie che le inedite) non vengono, ovviamente, introdotte tutte nel dettaglio, e spetta al giocatore comprendere, sulla sua pelle o su quella altrui, il loro funzionamento e la loro efficacia, anche a scapito della vittoria. È per questo che, prima di cimentarsi nel multiplayer, è sempre meglio addestrarsi il più possibile in modalità singolo giocatore, contro una CPU che, a parte qualche svarione tragicomico (il quale comunque rientra a pieno nello spirito umoristico del prodotto), riesce in talune circostanze a mostrare una certa "spina dorsale".

La campagna si compone di circa 30 livelli e superarli tutti non sarà certo una passeggiata di salute, soprattutto se consideriamo le limitazioni imposte all'arsenale ad inizio di ogni match. All'interno delle mappe, inoltre, si nascondono anche alcuni manifesti da ricercato, su cui troneggia il volto dei vermi più pericolosi di tutto il gioco. Ritrovarli sblocca delle missioni extra, simili a vere e proprie boss fight, dal grado di sfida parecchio più arduo della media, in cui occorrerà analizzare con maggiore oculatezza il campo di battaglia e centellinare al meglio le cartucce delle armi per riuscire a trarre in salvo la pellaccia. Negli stage principali sono stati inseriti anche degli obiettivi secondari da portare a termine, che doneranno punti esperienza aggiuntivi, tramite i quali sbloccare ulteriori orpelli per personalizzare gli anellidi guerrafondai. Quindi, dopo essersi "fatti le ossa" nella modalità in singolo, arriva per tutti i soldati il momento di arruolarsi nella guerra vera, ossia nel comparto multigiocatore, l'ingrediente principale di questo succulento piatto di vermicelli. Ogni singolo dettaglio dei match online può essere impostato secondo le proprie preferenze, dal tempo del round al numero di armi: il cuore del gioco rimane, a nostro avviso, ancora il multiplayer in locale, nel quale deridere uno sfidante seduto a due passi da noi, ma non manca certamente l'opportunità di scontrarsi contro giocatori sparsi per il globo terraqueo, sia in un match classificato 1vs1, sia in battaglie nelle quali partecipano più squadre contemporaneamente.

Per quanto ci riguarda, continuiamo a preferire le partite uno contro uno, poiché nelle sfide contro quattro o cinque players il ritmo inizia a farsi più lento e dilatato, ed inoltre il limite di tempo tende a trasformare la partita in una gara a chi raggiunge per primo i ripari più sopraelevati, così da salvarsi dalla progressiva inondazione dello scenario al termine del countdown prestabilito. A prescindere dalle preferenze individuali, comunque, questo Worms W.M.D non lesina in contorni succulenti e saporiti che terranno impegnati sia i neofiti sia i veterani per molte ore, grazie ad un concentrato di divertimento, esplosioni, suicidi involontari e baraonde di colori. A rendere il gioco ancor più accattivante giunge in supporto un comparto grafico delizioso, con un cel shading ottimamente disegnato e sfondi interattivi arricchiti da una cura maniacale per i dettagli. E per quanto concerne il reparto audio, infine, vi assicuriamo che non c'è nulla di più piacevole che ascoltare le vocine stridule dei vermetti nemici mentre esalano, maledicendoci, il loro ultimo respiro.

Worms W.M.D. La guerra è cambiata. I vermi di Team 17 tornano con il loro invariato carico di umorismo e strategia, per un capitolo che farà la felicità sia dei tradizionalisti che degli innovatori: da un lato c’è il ricorso ad un meccanismo ludico in 2D perfettamente oliato, dall’altro invece l’introduzione di nuove feature (crafting, veicoli ed edifici) che rinfrescano, almeno in parte, il classico gameplay della serie. Certo, non tutte le aggiunte funzionano al meglio, ed anzi a tratti inficiano persino il ritmo e la componente tattica delle battaglie: ciononostante, grazie alla somma delle sue parti, Worms W.M.D si conferma comunque un altro, validissimo episodio di una saga che trova quasi sempre il modo di rinnovarsi volta per volta, senza decomporsi in una formula di gioco eccessivamente stantia anche dopo ben venti anni di onorata carriera.

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